13 aprile 2011 - Il parlamentare valtellinese a confronto con il leader leghista ticinese Bignasca sulla TSI.
Proprio oggi, con il segretario nazionale Giancarlo Giorgetti abbiamo definito una road map per trovare una soluzione alle problematiche sollevate dalla Confederazione Elvetica a seguito delle misure imposte dal ministro Giulio Tremonti nell’ambito dello scudo fiscale. La nostra volontà è di raggiungere l’obiettivo nel più breve tempo possibile”. È l’annuncio che il parlamentare leghista Jonny Crosio ha fatto ieri, collegato in diretta da Roma con gli studi del Quotidiano, seguitissimo approfondimento giornalistico del canale La Unodella Televisione Svizzera, sollecitato dal conduttore Aldo Sofia.
Il confronto era con Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi, su un tema tornato di scottante attualità a seguito dell’affermazione dl movimento alle elezioni cantonali di domenica scorsa: “Frontalieri e segreto bancario”. Come inciderà questa vittoria sul destino dei 48 mila italiani che lavorano in Ticino? Messi dal giornalista uno contro l’altro, Crosio e Bignasca hanno vicendevolmente sottolineato la vicinanza e il comune sentire dei due partiti che, ciascuno sul proprio territorio, da una parte e dall’altra del confine, hanno vinto perché sono vicini alla gente.
Nessuna volontà da parte di Bignasca di rivalersi sui ristorni dei frontalieri nei confronti delle norme fiscali volute dal ministro delle Finanze Tremonti, semmai la necessità di inviarli direttamente ai Comuni padani senza farli transitare per Roma, e la richiesta di un accordo sul segreto bancario per escludere la Svizzera dalla black list dei Paesi rifugio di capitali italiani che sfuggono al fisco. Bignasca ha condiviso l’affermazione di Crosio relativa alla lontananza di Roma e di Berna dalle due regioni di confine e ancor di più la linea da seguire: se una soluzione arriverà non potrà che venire dalle due leghe. E Bignasca ha aggiunto: “Non vogliamo fare la guerra ai frontalieri, i nostri movimenti sono fratelli e vogliamo andare d’accordo, ma il ministro Tremonti va messo in riga”. Il parlamentare valtellinese, referente per il partito di Umberto Bossi per i problemi dei frontalieri alla Camera, ha informato del suo ordine del giorno alla Camera per chiedere al ministro Tremonti una retromarcia, partendo dai rapporti di amicizia e di buon vicinato tra i due Paesi e ha sottolineato che la vittoria della Lega dei Ticinesi verrà messa sul tavolo della trattativa a Roma.
Crosio che, come aveva ricordato il conduttore in apertura, svolge un’attività professionale in Ticino, essendo titolare di uno studio di architettura a Locarno, ha concluso assicurando l’impegno suo personale e della segreteria nazionale della Lega Nord per trovare una soluzione: “Sono fiducioso perché noi stiamo lavorando molto seriamente -, credo che con uno sforzo congiunto, agendo simultaneamente su Roma e su Berna, troveremo una soluzione”
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