L'archivio del portale di informazione e commercio INTORNO TIRANO (www.intornotirano.it)

Etichette

venerdì 23 gennaio 2015

RIASCOLTANDO IL CONCERTO DEL CAPODANNO VIENNESE

Da una ventina di giorni sono terminate le feste per il S.Natale e per l’anno nuovo, per quel 2015 che chi scrive, per vari motivi, vorrebbe dimenticare.
L’augurio che mi faccio è per un sereno trascorrere del tempo, per avere la possibilità di ascoltare, nel soggiorno di casa, quei suoni che appartengono alla musica classica, quella adatta alla mia età. Così oggi mi è venuta la voglia di rispolverare il contenitore dei dischi, su più piani, posto in un angolo e da tempo lasciato a riposo. Chi ama la musica sa che, nell’essere umano, l’ascolto non sempre è gradito. E’ sufficiente un nonnulla, qualcosa che non va per il verso giusto, per farti perdere il buon umore.
In questo gennaio avanzato la neve ha fatto la sua comparsa, si avvicinano i giorni della merla. Da noi i bianchi fiocchi non hanno imbiancato il fondo valle, ma si sono fermati poco più in alto. Una nevicata abbondante, un panorama splendido. Ricordo di avere registrato alla Tv il Concerto di Capodanno. Desidero riascoltarlo e mettere su carta quanto la vista e l’udito provocano in chi vede e ascolta.
La sede del Concerto è la stupenda Sala d’Oro. Sala abbellita da fiori unici, da sempre offerti da Paesi amici. L’orchestra è la prestigiosa Wiener Philharmoniker diretta dal non più giovane, ma sempre valido Zubin Metha. Tra i musicisti noto una maggiore presenza femminile rispetto agli anni scorsi e la serietà sul viso dei componenti. Uno solo di questi orchestrali sorride in continuità. “Sarà felice dentro” penso. Nei valzer, nelle polche, nelle mazurche di tanto in tanto senti il canto degli uccelli, i richiami di quanto Dio ha riservato alla natura. Altra annotazione: Il “Bel Danubio blu”, il più ascoltato, solitamente compreso nel programma, è stato suonato alla fine, tra i bis concessi al pubblico plaudente. Gradite le riprese delle significative opere di architettura e di ingegneria presenti a Vienna, del battello che dolcemente scivola lungo il Danubio. Ho lasciato alla fine di questi appunti la vera danza, il balletto, la grazia femminile che non può mancare nella terra degli Asburgo.
Grazia femminile che la società odierna ha sfregiato. E’ dimostrato che è sufficiente fare indossare ad una donna, senza trucchi, una gonna ed una camicetta per poterla definire perfetta. A volte penso che la crisi economica odierna potrà avere anche dei vantaggi, quelli di farci ritornare al dopoguerra dallo scrivente vissuto. Lo vediamo oggi, quel dopoguerra, dai film che la TV ci ripropone. Le nostre donne degli anni ’50 del secolo scorso in gonna e camicetta. Erano splendide!
Giancarlo Bettini

Nessun commento:

Posta un commento