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martedì 9 novembre 2010

COMMERCIANTI DEL DETTAGLIO ALIMENTARE: IMPRENDITORI DELLA TRADIZIONE E DEL FUTURO

9 novembre 2010 - Commercianti del dettaglio alimentare imprenditori della tradizione e del futuro, orgogliosi di appartenere a una categoria che rappresenta e continuerà a rappresentare una componente essenziale della nostra economia, nonostante i momenti difficili come quello attuale in cui bisogna stringere i denti a causa della crisi.

COMMERCIANTI DEL DETTAGLIO ALIMENTARE: IMPRENDITORI DELLA TRADIZIONE E DEL FUTURO

Un messaggio forte, quello emerso al convegno “Acquisto sotto casa… il mio paese è più vivo!”, tenutosi ieri, lunedì 8 novembre, a Sondrio nella sala Martinelli della Camera di Commercio, per iniziativa dell’Unione Cts e dell’Associazione Dettaglianti Alimentazione provinciale, categoria attiva all’interno dell’Unione stessa.

Ospiti dell’evento il presidente Fida (Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione) Dino Abbascià, Pietro Tatarella assistente della segreteria dell’assessorato regionale al Commercio Turismo e Servizi (in sostituzione dell’assessore Stefano Maullu, atteso tra i relatori ma assente per impegni di Giunta) e il presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori.

“Il commercio tradizionale in Italia tiene, basti pensare che su tutto il territorio nazionale rappresentiamo circa 60mila negozi”. Secondo il presidente nazionale Fida Dino Abbascià le prospettive per un comparto che conta un numero così elevato di aziende non mancano e questo malgrado la situazione economica non certo rosea. “Il negozio di vicinato – ha sottolineato – illumina le strade delle nostre città e dei nostri paesi, è un mondo non solo di tradizioni del passato, ma di valori ancora vivi nel presente e da trasmettere alle generazioni future. Noi commercianti del tradizionale dettaglio alimentare abbiamo già una dignità, non abbiamo bisogno di acquisirla”.

Innovazione e professionalità sono le armi da affilare per mantenersi competitivi, anche sfruttando le opportunità offerte oggi dalla telematica come si sta facendo a Milano con un progetto pilota che vuole lanciare la spesa sottocasa on line. “Il commercio di vicinato – ha sottolineato Abbascià – va difeso non perché abbia bisogno d’aiuto a prescindere, ma perché spesso la grande distribuzione non rispetta le regole”.

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