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giovedì 13 gennaio 2011

ACCETTATO IL REFERENDUM SULL'ACQUA PUBBLICA: "L'ACQUA NON SI VENDE"

13 gennaio 2011 - La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” cancellerà la privatizzazione in atto dell'acqua pubblica (Decreto Ronchi).

Il 1° e 3° quesito, presentati dal Comitato Referendum Acqua Pubblica, sono stati dichiarati ammissibili. Si ricorda che il 1° quesito riguarda l'abrogazione dell'art. 23 bis (Decreto Ronchi) che obbliga alla privatizzazione della gestione dell'acqua, mentre il 3° riguarda l'abrogazione dell'articolo di legge che consente la remunerazione del capitale investito (ovvero che consente i profitti sull'acqua).

"Credo che possiamo dirci soddisfatti - dichiara Martina Simonini, Coordinamento Acqua Pubblica della provincia di Sondrio - anche seora arriva il duro impegno di convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare!" Si attendono le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.

"Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani. Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera. Da oggi inizia l'ultima tappa, siamo sicuri - conclude il Forum Nazionale Acqua Pubblica - che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro".

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