Ridiscendiamo la Dordogna e la Gironda per riprendere il mare. E' di prammatica la solita sosta a Le Verdon e poi nel golfo di Biscaglia. Però, le condizioni di navigazione sono variate: infatti ora la navigazione nel golfo è effettuata in immersione durante la giornata ed in superficie solamente durante la notte. La presenza di aerei nemici si è fatta più intensa ed anche le forze navali nemiche hanno aumentato la loro azione. In queste condizioni raggiungere l'oceano atlantico richiede più giorni di navigazione con maggior pericolo.
Dopo pochi giorni possiamo riprendere la navigazione in superficie sia di giorno che di notte. Il nostro quadratino di controllo è molto a ovest del precedente, più vicino alle coste del Nord America. E così cominciano a passare i giorni, avanti e indietro, scrutando il cielo e l'orizzonte in attesa di scoprire qualcosa. Ogni giorno immersione per controllo, carica delle batterie, emersione, manovre di approntamento al combattimento, e la vita scorre monotona tra cielo e mare. Il tempo è buono, il mare calmo, nulla per ora viene a turbare la vita di bordo, anche se i turni di vedetta e di guardia si alternano con regolarità.
Un giorno sono in camera di manovra e il capo elettricista mi chiama a poppa per una normale attivitàdi controllo di una parte elettrica. Per raggiungere il locale dei motori elettrici devo passare per il piccolo scomparto della cucina, dove il cuoco ed il suo aiutante sono in piena attività. Stanno aprendo delle scatole di prosciutto crudo; il profumo è intenso e tanto forte che il cuoco ritiene che non sia mangiabile. Dato che passo di lì chiede il mio parere: prendo la scatola aperta e la odoro con aria assai professionale, come se fossi sempre stato un gustatore di prosciutto crudo e sopratutto un esperto di cibi guasti. Il mio stomaco ed il mio olfatto mi provocano un getto abbondante di saliva in bocca e sentenzio senz’altro che quel prosciutto è ottimo e per dimostrare che ne sono sicuro, dico al cuoco che prima di servirlo ad altri lo servano a me.
Siamo ai nostri posti a tavola ed arriva il marinaio che porta il prosciutto e rivolgendosi a me con aria dubbiosa mi chiede se ne voglio. A mia volta chiedo quante fettine me ne può dare e dico di darmene il massimo consentito dalla razione. Finito il servizio da noi, passa in camera di lancio a prora dove mangia parte dell'equipaggio. Attraverso l'interfono aperto sentiamo ciò che dicono i marinai.
Il portatore dei viveri risponde:
E così da quel giorno divenni l'assaggiatore ufficiale di cibi e ogni volta che c'erano dei dubbi, passavano da me per avere il mio giudizio, dopo di ché io ero il primo a mangiarne e tutti gli altri mi seguivano.
<"Nave ore 9">.
Così la vedetta di sinistra un mattino, richiama l'attenzione di chi è in plancia e di chi sta in camera di manovra. Difatti al binocolo, intravede spuntare all’orizzonte una formaggetta, parte terminale di un albero di nave che regge le strutture per l'utilizzo del radar e di altre apparecchiature.
Le nostre rotte sono quasi parallele. Pensiamo di poter passare all'attacco, infatti il primo ordine è quello di aumentare la velocità per portarci a proravia dell'obiettivo. Adagio adagio vengono in evidenza le sovrastrutture della nave che viaggia circa alla stessa nostra velocità. E' una grossa petroliera di circa diecimila tonnellate, modernissima che viaggia da sola perché può sviluppare una buona velocità. Lentamente le nostre rotte vanno convergendo, ma come noi abbiamo visto loro, anche loro ci scoprono e ci accorgiamo da uno sbuffo di fumo più intenso che esce dalla ciminiera, che stanno aumentando di velocitàe che stanno accostando verso l'esterno per allontanarsi dalla nostra rotta. La distanza è rilevante, non si può pensare di attaccare la nave perché essa non può essere raggiunta né con i cannoni, né con i siluri.
E qui comincia una gara di corsa, tra la nave che non vuole essere raggiunta e noi che vogliamo agguantarla. Però, lentamente, ci accorgiamo che stiamo scadendo di poppa. Infatti la nostra massima velocità é di 17,8 nodi e i motori spingono al massimo mentre quella bella petroliera viaggia certamente a diciotto nodi o più, visto che, ora dopo ora, prima le sovrastrutture poi gli alberi, scompaiono sotto la linea dell'orizzonte.
Abbiamo lanciato il segnale di scoperta per eventuali altri sommergibili che si dovessero trovare sulla rotta di questa nave e noi ritorniamo al nostro tran tran giornaliero.
Questa missione é stata proprio una missione vuota. Passati i giorni previsti circa ventotto, consumata la nafta, quasi terminata la provvista dei viveri viene l'ora del rientro. Si stabilisce la rotta ci avviamo verso il golfo di Biscaglia e rientriamo a Bordeaux.
Nessun commento:
Posta un commento