Le indagini sui due, durate circa due anni e svolte nel silenzio più assoluto dai finanzieri del Comando Compagnia di Sondrio sotto la costante direzione del Comandante Provinciale, traggono origine da un filone investigativoche aveva portato i finanzieri del medesimo Comando a individuare un sodalizio criminale dedito al contrabbando di orologi e preziosi che aveva la base del suo rifornimento nell’area extradoganale di Livigno. Un’indagine che, una volta tirati i conti, aveva permesso di denunciare cinque associati all’organizzazione contrabbandiera e circa 800 persone che avevano acquistato orologi e gioielli per un ammontare complessivo di oltre 1.700.000 di euro (ovviamente “liberi” da imposte) e senza contare il recupero fisico di oltre 500 orologi nonché di numerosi monili d’oro e pietre preziose.
Proprio durante una fase dell’indagine sull’associazione contrabbandiera e esattamente nel corso di una delle perquisizioni effettuate a Livigno nei confronti di un gioielliere della zona che è oggi sotto processo insieme ai suoi complici, i militari hanno rinvenuto un foglietto di carta con uno scritto allarmante il cui contenuto ha dato immediato avvio ai più rigorosi accertamenti.
Ha così preso il via una specifica, complessa e articolata attività investigativa che gli ex colleghi degli odierni arrestati hanno condotto sia con l’esecuzione di intercettazioni e di numerose attività di pedinamento sia mediante approfondite indagini di polizia economica finanziaria che hanno investito anche tutti i depositi bancari direttamente e indirettamente riconducibili ai due indagati.
Il quadro finale che è emerso dagli accertamenti ha consentito di rilevare come gli odierni pensionati abbiano sfruttato in maniera assolutamente distorta la loro posizione ed il loro ruolo, ponendo in essere minacce o promesse di “protezione” e “immunità”, al fine di ottenere benefici personali anche di carattere economico, quali beni o denaro. Non per nulla sono state trovate tracce di introiti monetari assolutamente ingiustificati per circa 360.000 euro.
I due, “visitati” nottetempo nelle rispettive abitazioni che sono state perquisite alla ricerca di ulteriori prove e dopo essere stati sottoposti ai foto segnalamenti di rito, si trovano ora agli arresti domiciliari.
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