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venerdì 11 febbraio 2011

MISSIONE SOLOMON: "LA MALEDIZIONE DELL'ALTERNATORE"

11 febbraio 2010, Gizo - [GUARDA LE FOTO] Continua lo sforzo immenso di tutti i volontari per portare a termine quanti più compiti possibile con non poche situazioni avverse. A Gizo gli elettricisti Franco, Sergio e Carlo lavorano all’impianto della nuova struttura sud dove sorgerà l’officina... (Di Alex Repetti)

Reperire il materiale giusto non è un’impresa facile date le poche attività commerciali che caratterizzano l’isola. Inoltre iniziano a spuntare i primi germogli della burocrazia che ordina la presentazione di un progetto tecnico. Certamente una banalità per lavoratori assuefatti alla sistema amministrativo italiano, ma pur sempre un impegno in più. Inoltre il caldo ha dato il meglio di sé negli ultimi giorni e per questi rari orsi bruni dei monti valtellinesi non è affatto semplice mantenere il proprio ritmo di lavoro senza cedere agli standard salomonesi alle mercè della colonnina di mercurio.

Oggi nuvoloso. La mattina presto abbiamo anche sentito qualche tuono far vibrare la casa, ma ormai sappiamo che qui le previsioni non esistono, tra un minuto il sole potrebbe spazzare via la bassa pressione e lasciare il posto ad una giornata umida e soffocante che metterebbe di nuovo in ginocchio coloro che sognano montagne innevate. Ma non per tutti è così. Tanti il caldo, non solo non li disturba, ma gli da quel pizzico di sensazione di vacanza in più. Come Giovanni, ad esempio, che con la sua bottiglia d’acqua fresca e qualche frutto nel sacco affronta da ormai dodici giorni quella che è ormai stata soprannominata “la maledizione dell’alternatore”. Tra fraintendimenti e mosse scorrette di alcuni riparatori locale, il deterioramento dei materiali, l’insistenza delle zanzare, Giovanni e il suo caro scudiero Patrick trottano da giorni nella speranza che il prossimo problema risolto non ne faccia scoprire uno nuovo.

In difficoltà anche la Camillo Loula che, oltre ai comuni problemi di alternatore che condivide con il trattore e l’ormai nota sentina che imbarca regolarmente acqua salata, si trova ora senza un impianto elettrico affidabile dopo che il capitano del battello ha scelto di ovviare al malfunzionamento di alcuni cavi togliendoli tutti e ricominciando l’impianto da zero. Una scelta di tutto rispetto ma che certamente terrà la Camillo in porto per diverso tempo. Si tratta di sedici cavi che dalla sala motori portano elettricità, comandi e informazioni alla cabina di comando dove al momento è stata disinstallata tutta la strumentazione elettronica di bordo. La Loula infatti dispone di apparecchiature di orientamento di tutto rispetto, cosa indispensabile visto il rischio di naufragio ogni volta che il caro Bishop decide, con un sorriso a trentadue denti, di salpare verso il mare aperto.

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Un viaggio del tutto più sereno è stato quello della coppia marittima Orsolina e Massimo che negli scorsi tre giorni si sono recati in poco più di un’ora con la lancia del vescovo all’isola di Noro dove era richiesto il loro intervento. Era il momento di collocare le finestre nella nuova chiesa del villaggio. Le vetrate erano state portate laggiù poche settimane fa con circa tre ore di “navigazione camillica” e avevano ora bisogno di qualcuno che le montasse. Il buon Massimo, aiutato da due operai e supportato dalla compagna di viaggio, ha issato quattro pannelli di vetro lavorato che componevano la magnifica croce in fondo alla chiesa di tre metri e ottanta di altezza per tre metri e venti. I pannelli andavano saldati tra di loro seguendo i profili di ferro che componevano l’immagine di Cristo.

Sull’altra facciata del santuario di Sant’Eusebio un’altra croce di dimensioni inferiori che mostra il sanguinante Sacro Cuore. Altre due magnifiche finestrate sono state applicate dai nostri avventurieri che da ieri sera sono rientrati al campo base di Gizo dove Maddalena da ormai due giorni cucina per la numerosa schiera di volontari affamati che ad ogni pasto si ritrovano sorridenti intorno al tavolo circolare in compagnia del vescovo Capelli a condividere il gustoso banchetto.

Franco continua la sua grande opera di direzione dei lavori per il completamento dei nuovi edificidove nel frattempo sono iniziati altri corsi scolastici riempiendo di ragazze e ragazzi il cortile della parrocchia. Anche Sandro lavora imperterrito insieme al folto gruppo di operai del vescovo per la realizzazione dei servizi igienici delle nuove scuole, con tanto di docce per gli studenti che frequenteranno i corsi tecnici.

Diciamo che non c’è modo migliore per svernare che venire alle Solomon e lavorare con quell’energia che neanche si pensa di avere in serbo dopo che la nostra sbrigativa società ci ha prosciugato di tutte le forze visibili. Qui quelle invisibili tornano a vivere.

Alex Repetti
Orma Dieci

Per chi volesse sostenere la missione alle Isole Solomon ecco le coordinate bancarie:
Credito Valtellinese, Filiale di Tirano– Sondrio - Conto corrente n.: 3 / 99045 - Msgr. LUCIANO CAPELLI , SDB
COD IBAN IT 07 E 05216 52290 000000099045
Bic Swift BPCV IT 2 S SON (per bonifici dall'estero)

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