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mercoledì 13 aprile 2011

VIAGGIO SOLIDALE IN BRASILE: "A TU PER TU CON EL DIABLO"

QUARTO GIORNO - Partiamo da Peruibe verso Registro, importante sede universitaria, sulla statale 116 BR per Eldorado e entriamo nella valle Ribeira che risaliamo per 20 chilometri verso Nhunguara su strade di terra battuta... (Di Maria Luisa Valente)

Entriamo nel villaggio dei Quilombo, i discendenti di schiavi neri a suo tempo insediatesi in luoghi isolati per sfuggire alla schiavitù. Dal Puerto Galinas venivano importati clandestinamente per il lavoro nelle piantagioni anche dopo il 1888, anno in cui fu abolito il commercio degli schiavi. Siamo pochi e non disturbiamo il ritmo familiare degli abitanti. Le casette sono o di mattoni o di paglia, fango e canne come le antiche abitazioni. I bambini giocano in spazi antistanti mentre intorno tra piante di banane, scrofa e maialini “pascolano” con le galline uscite dai pollai costruiti con tronchi esili di legno.

Suelì predispone il pranzo mentre tengo in braccio la sua piccola di nove mesi. Il cibo è ottimo; riso con fagioli e pollo ;prodotti che coltivano e allevano loro. Ci riuniamo tutti con il capovillaggio e un amico che funge da interprete. In silenzio ascoltiamo le sue parole che parlano di terra, di autonomia, dell’importanza di essere organizzati per produrre banane, manioca, miglio, canna, riso, e poi con l’aiuto statale vendere i prodotti su un mercato e non ai bordi della strada. Vogliono allargare la coltivazione del palmito con un vivaio e un laboratorio di banane chips.

Tutt’attorno colline di bananeti che nascondono più sotto, un ponte rudimentale fatto di assi sbilenche e cordicelle sopra il fiume Ribeira. La costruzione della diga sul fiume, dice il capovillaggio, sarebbe una tragedia per loro, l’acqua allagherebbe tutto , case e coltivazioni, e verrebbe rotto l’equilibrio biologico che garantisce la sopravvivenza di un ecosistema in tutta la valle.

Salutiamo Jefferson, Bruno, i bambini che giocano e saltano agili sul ponticello, Suelì e tutti e ci dirigiamo con un percorso di circa 45 chilometri verso il Parque Estadual per visitare la Caverna do Diablo. Il parco, tra foglie di orchidee, non ancora fiorite, Bromelie, palme, jucara, piante di Ipeè (fiore giallo simbolo del Brasile), uccelli, scimmiette ha un’attrattiva magnifica: caverne sotterranee con 8 chilometri di estensione, 600 metri riservati ai visitatori con stalattiti e stalagmiti che ricamano guglie e pinnacoli
Il soffitto è altissimo e tra la penombra scorgiamo un viso mostruoso: il Diablo! (giochi di incavi e sporgenze che animano le fantasie di tutte le grotte)...

A cura di Ezio Maifrè

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