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lunedì 20 giugno 2011

PAROLO: "LA VIA DI MINOR? SONDALO HA RAGIONE"

20 giugno 2011 - Pubblichiamo il comunicato stampa del Consigliere Regionale della Lega Nord Ugo Parolo in merito alla bocciatura della Prefettura della dicitura in dialetto della via sondalina inaugurata anche da Van De Sfross.

Sono perfettamente conscio che il nostro Paese e la nostra provincia in questo momento hanno problemi ben più importanti rispetto alla vertenza apertasi tra il Comune di Sondalo e la Prefettura a seguito dell’inaugurazione della nuova via “di minor”. Tuttavia, proprio perché siamo in un momento di grande difficoltà credo che dovremmo tutti adoperarci per affrontare e risolvere le questioni che richiedono semplicemente un minimo di buon senso.

Ho partecipato come consigliere regionale, a fianco del sindaco di Sondalo, di altri sindaci, di Davide Van de Sfroos e di altre personalità istituzionali all’inaugurazione della suddetta via. Mi sono sentito orgoglioso di essere presente quel giorno, perché veniva ridata dignità ad un pezzo di storia della nostra valle, veniva attribuito un giusto riconoscimento a chi con tanti sacrifici ha contribuito a farci vivere lontani dalla miseria.
Quel giorno i miei pensieri andavano ai miei bisnonni Adamo e Anna Ricetti, che fortunosamente con i loro figli, giovani “minor”, nei primi anni del 1900 sfuggirono nella frazione di Frontale all’ennesima slavina che si portò via la loro segheria e tutto quanto possedevano. Furono costretti ad andarsene, vennero sul lago di Como, a Colico, con i pochi soldi che avevano comprarono terreni in una delle zone più pericolose, vicino al Torrente Inganna (il nome non ha bisogno di commenti) , in una località abbandonata, oggi chiamata Deserto, traduzione italianizzata e alterante del significato originario di “desert” che nel nostro dialetto significa luogo dove non ci sta nessuno.

Quel giorno mi sono sentito fiero delle mie origini e l’inaugurazione di quella via “di minor” l’ho vissuta come un gesto di riconoscenza verso le tante persone che come i miei avi hanno vissuto in condizione di perpetua miseria.
Avuta notizia del diniego della prefettura di Sondrio all’intitolazione della “via di minor” ho subito pensato che conseguentemente a breve dovrò modificare il mio indirizzo. Abito da tanti anni a Colico in “Via La Madoneta”. Non si tratta di qualche doppia consonante dimenticata. E’ da sempre così, come da sempre nel mio paese esiste la via al bas (via al basso??) , via dei ciacc(via delle Pozzanghere???) , via la gera(via La ghiaia????), via dei Biasett (via dei Bacetti, o via dei bassetti?????) via ca di Boff (via casa dei soffi????) via prà la vaca (via del prato della Mucca????)… e tante altre.

A fronte del paventato ed imminente pericolo di stucchevoli traduzioni italianizzate, senza nessuna vena polemica, ma con un pizzico di provocazione e di ironia che non voglio assolutamente nascondere, chiedo allo zelante funzionario ministeriale in servizio presso la nostra prefettura di segnalare il fatto al suo collega in servizio presso la prefettura di Lecco affinchè possa adoperarsi prontamente per ordinare il rifacimento della toponomastica di Colico, e poi di tutte le altre vie esistenti in Lombardia e in Italia che violano la legge Fascista del 1927 e la circolare del 1996.

Abbandonata la facile provocazione, torno a chiedere l’utilizzo del buon senso, che so non mancare presso i nostri autorevoli rappresentanti provinciali del Governo. In attesa che, come giustamente chiedono i nostri parlamentari, venga modificata la legge del 1927 emanata in pieno regime Fascista , mi chiedo se usando il buon senso, data l’ oberosità degli impegni quotidiani, non potrebbe “sfuggire”, l’applicazione di articoli che francamente appaiono oggi ridicoli tanto quanto erano e sono lesivi delle libertà delle comunità sin dal momento della loro emanazione.
Anche perché credo che sino ad oggi sia la suddetta legge emanata dal regime Fascista che la circolare n. 4 del Ministro dell’interno del 1996 sono di fatto inapplicate come tante, anzi tantissime altre leggi ben più importanti che, invece, dovrebbero trovare effettiva applicazione.

Sono sicuro che insieme sapremo evitare inutili polemiche, garantire le legittime aspettative delle comunità di poter scegliere i nomi delle vie in piena consonanza con la loro storia e, conseguentemente impegnarci per modificare una legge che oggi appare francamente superata dalla storia e dalla Democrazia.

UGO PAROLO
Consigliere Regionale Lega Nord

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