[GUARDA LE FOTO] Cronache di un viaggio dell'anima. (Di Bernardo Ferrari)
Il
Casentino, in provincia di Arezzo, è uno scenario grandioso di colli e
monti, tra campi, verdi pascoli, foreste lussureggianti dove si annidano
due suggestivi eremi di “La Verna” e “Camaldoli”. Boschi di faggi e
abeti separano Firenze dal Casentino dopo aver superato il passo della
Consuma (1060 mt) e la fitta foresta a Vallombrosa.
Nella conca del Casentino si vede dominare il castello di Poppi, perfettamente conservato e visitabile, con 5 €.
A
due chilometri da Pratovecchio, dopo una strada ripida, stretta e
tortuosa ma asfaltata, trovate i resti del castello di Romena e la Pieve
di Romena.
Qui
Don Luigi Verdi vi accoglierà sotto un mandorlo e fra gli ulivi, come
faceva Gesù con i suoi apostoli, per sentire parole di verità. Don Luigi
tornerà comunque a Tirano per una conferenza del ciclo “Sul Sicomoro”
come lo scorso anno, organizzata da Insieme per l’oncologia e l’ematologia Alta Valtellina.
A
poca distanza c’è il piano di Campaldino, famoso per la battaglia del
1289 tra Fiorentini e Aretini, alla quale partecipò anche Dante
Alighieri, ancora poeta sconosciuto. Per la cronaca vinsero i
Fiorentini, dopo un “cozzo” di ventimila uomini armati, con cavalli,
balestre, fanti appiedati. Strana è la vita: da ragazzo – studente
facevo il bagno nel fiume Arno a Bibbiena e poi, nel novembre del 1966,
sono corso a Firenze a Palazzo Strozzi, come “angelo del fango” per
salvare libri…
Da
Bibbiena, si imbocca la strada della Verna che si inerpica a tornanti,
per venticinque chilometri, fino a raggiungere uno dei più famosi
santuari francescani di una semplicità e austerità unica in un ambiente
naturale di intatta bellezza e con silenzio assoluto. (ci sono cartelli
ovunque: silenzio!)
Mentre
mi inerpicavo sul sacro monte, in questo nido d’aquila, in questo luogo
dell’anima, echeggiavano parole nell’aria: “Chi salirà il monte del
Signore, chi starà sul Suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore
puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo
prossimo. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua
salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il Suo volto, Dio
di Giacobbe”. (Salmo 24, 3-6)
La
Verna è un monastero enorme, stupendo, incredibile, ricco di opere
d’arte di artisti famosi. A tutti sorge spontanea una domanda: come ha
fatto il poverello di Assisi a fare tanto? La storia ci racconta come.
Un giorno, nella primavera del 1213 Francesco insieme a Frate Leone
attraversava la regione del Montefeltro e sul castello di San Leo si
mise a predicare. Tra gli ascoltatori c’era il conte di Chiusi in
Casentino, Orlando Catani. Il conte trovò luce e pace nelle parole
dell’uomo di Dio per cui gli fece una offerta: “Io ho in Toscana un
monte divotissimo, il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è
molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare
penitenza, in luogo rimosso dalla gente, o a chi desiderasse fare una
vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri lo ti donerei a te e à
tuoi compagni per salute dell’anima mia”.
Detto-fatto!
Accettò il monte con grande gioia. In tale luogo Francesco pregò di
provare un po’dell’amore e del dolore di Gesù Cristo e fu esaudito
perché il suo corpo ricevesse le stigmate (o stimmate). Mai prima di
allora la storia aveva narrato un fatto simile.
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Cosa
dovete assolutamente vedere? La chiesina di Santa Maria degli Angeli,
costruita in seguito ad una apparizione della Vergine che ne indicò il
luogo e le misure. Qui è sepolto, fra gli altri, il conte Orlando.
Potete ammirare la Natività e la Deposizione, della bottega di Andrea
della Robbia; pale di altare in terracotta invetriata di una bellezza
assoluta e inebriante, databile 1515-1520.
C’è poi la Basilica
con un porticato di nove archi, col corridoio delle stimmate; la
cappella delle reliquie con il saio di San Francesco, il sangue, il
flagello, la corda ecc.
C’è la Cappella dell’ascensione, quella dell’annunciazione di Andrea della Robbia, databile (la pala) intorno al 1490.
C’è il Sasso Spicco,
la prima cella di San Francesco, in mezzo alle rocce, ai quattro venti.
C’è il letto di San Francesco, in una grotta formata da un rovinìo di
massi che sembrano sostenersi a vicenda. Sulla roccia è stata messa una
griglia di ferro, a maglie fitte, per impedire che i turisti – fedeli ne
asportassero dei pezzettini ritenendo la pietra miracolosa.
Non dimenticate di vedere il Precipizio,
sospesi tra cielo e terra dove lo sguardo si allarga su tutta la valle
del Casentino verso Poppi, Soci, il passo della Consuma.
C’è
poi il museo, la foresta, il masso di Fra Lupo e il cimitero con
piccole croci di pietra e semplici lapidi per ricordare i frati della
Verna raggiunti da “sorella morte”.
Numerose
strutture sono state adattate all’accoglienza e all’ospitalità: il
refettorio del pellegrino, la foresteria, Tau Accoglienza Giovani, casa
di preghiera, Pastor Angelicus nel paese di Chiusi della Verna.
Allora, cosa aspettate? Mettete le gambe in spalla e partite!
Bernardo Ferrari
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