sabato 16 febbraio 2013

INTERVISTE AI CANDIDATI TIRANESI: NICOLA RIGHINI

15 febbraio 2013 - Oggi l'intervista a Nicola Righini, candidato in Parlamento con Fare per Fermare il Declino.
Nicola Righini 38 anni nato a Tirano nel 1974 sposato e padre di due figli. Da circa 10 anni lavoro nel settore del credito dopo un esperienza all’estero come fiscalista.
Cosa dovrebbe spingere una persona a votarti? Credo che il movimento FARE per fermare il declino sia l’unica proposta politico/culturale nuova, innovativa e concreta. Ho vissuto in diverse città sia in Italia sia all’estero e oggi sono direttore di una filiale bancaria e costato con mano e quotidianamente le difficoltà di privati e imprese ad arrivare a fine mese. Proprio in questa realtà credo di aver sviluppato le competenze necessarie per poter FARE delle proposte serie e sostenibili per rilanciare l’economia e l’accesso al credito, cercando di invertire questa spirale recessiva. Inoltre, due elementi essenziali che ritengo andrebbero inseriti in molti settori sono la concorrenza e la
meritocrazia, combustibile indispensabile per uno sviluppo sano e senza storture esogene. Ritengo che il nostro programma riavvicini la società civile alla politica, alla buona politica, ricreando un rapporto virtuoso tra cittadini (e non sudditi) e le Istituzioni.
Qual'è, in sintesi, il tuo giudizio sul passato governo Berlusconi e sull'attuale governo Monti? Il giudizio è totalmente negativo. Credo che non solo l’ultimo governo, ma tutto il “sistema Berlusconi” sia stato dannoso per il nostro Paese e sia l’esatto specchio delle televisioni commerciali che lui stesso gestisce, basate sulla pubblicità e senza contenuti. Purtroppo la spesa corrente non è mai stata controllata e siamo
arrivati ad un passo dal baratro. Le fatue promesse di questi giorni dimostrano come non ci sia un programma strutturato nel medio periodo ma solo “sparate” che non risolveranno i problemi delle famiglie italiane. Monti ha sicuramente ripristinato una credibilità internazionale del nostro Paese e questo dopo il disastro del suo predecessore non è stata poca cosa. Per il resto si poteva fare molto di più per il rilancio della nostra economia. Abbiamo visto solo il "lato a" del disco e il tanto atteso "lato b" non è mai arrivato. Neppure la Spagna, nazione che conosco bene, tra i paesi euro-scassati ha raggiunto il nostro livello di pressione fiscale e ha al contrario adottato politiche di rilancio, tant’è che diverse case automobilistiche internazionali hanno aperto nuovi stabilimenti proprio perché il costo del lavoro è stato ridotto. Un’altra prova del mancato successo del governo Monti è l’incarico dato a Bondi in merito alla Spending review, che ha individuato un insignificante 0,4% di spesa da tagliare sul totale. Ridicolo.
Mettiamo il caso che venissi eletto; che cosa farai per la Valtellina?
Parto dal presupposto che la circoscrizione nella quale mi presento è molto vasta e comprende addirittura sei provincie tra cui evidentemente anche quella di Sondrio per cui il nostro programma dovrà essere di più ampio respiro. Per la Valtellina, da valtellinese e tiranese, credo che il problema centrale sia quello della viabilità. Nello specifico credo che ormai ad esempio la tangenziale di Tirano
sia un’opera improcrastinabile e per la quale andrebbe proposto un progetto serio e con tempi certi di realizzazione. Credo inoltre, sempre a Tirano, che sarebbe interessante potenziare e cercare di stabilizzare in maniera definitiva il turismo che deriva dal flusso di passeggeri del treno del Bernina. Aprire una tavola rotonda per trovare delle soluzioni in modo tale che il nostro paese non sia solo di transito, ma metà finale di un percorso. In questa direzione, rispetto a quando ero ragazzo io, già è stato fatto molto, si deve quindi insistere in questa direzione allargando l’offerta.

Nessun commento:

Posta un commento