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giovedì 29 luglio 2010

GIARDINO ARCARI DI TIRANO: "UN GIARDINO RINATO"

29 luglio - (GUARDA LE FOTO) Un articolo in onore del giardino Arcari in Tirano rinato ieri sera grazie ad uno spettacolo con delle letture in dialetto. (Di Ezio Maifré)

Un gioiello in un cassetto è pur sempre un gioiello, ma per essere valorizzato va indossato, va curato e amato quasi fosse pietra viva. Così è anche per un giardino antico. Un giardino abbandonato, non curato conserva pur sempre quel fascino di “ giardino segreto” che porta ad antichi ricordi, ma per farlo rinascere occorre che qualcuno lo curi, lo ami, lo viva momento per momento.


Lorenzo Baruffaldi, se ne è innamorato e ne ha preso cura. Alle ore 21.00 di mercoledì 28 luglio, il giardino Arcari in Tirano è dunque rinato. Il giardino, magnifico nel suo fascino antico, ora è aperto al pubblico ed è ben curato. Lo si è potuto vedere e toccare con mano nella splendida serata di musica con fisarmonica e dialetto tiranese organizzata dall’Associazione Fisarmoniche Valtellina con la perfetta regia di Rusconi Luciano.


Tempo di patòs e di poesia in un giardino tra bellezze architettoniche di una Tirano che fu; e allora cosa si poteva donare per questa rinascita d’un luogo così antico e magico se non il suono di una fisarmonica, strumento che si udiva nelle nostre contrade la sera nei dì di festa accompagnata dall’espressione viva e verace del nostro idioma? Marco Ambrosini , Veronica Bombardieri e Bruna Pedrazzini hanno saputo interpretare magistralmente per l’occasione brani poetici e letture di Pola, Tozzi, Maifrè , accompagnati dalle fisarmoniche del bravo Maestro Doriano Ferri e dal simpatico e estroverso Lorenzo Baruffaldi. Hanno creato con i loro brani musicali un “accompagnamento da incanto ” alle parole dialettali.


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Nel giardino di luci e ombre, tra sospiri e battimani, il numeroso pubblico (presente il signor Prevosto don Remo Orsini e l’assessore al turismo e commercio di Tirano signora Stefania Stoppani), ha seguito con attenzione le letture; a volte in un silenzio rispettoso e d’ammirazione per la vena poetica dell’autore ( Pola, Tozzi, Ambrosini ) e a volte con sorrisi dettati dai temi goliardici e di narrativa allegra ( Pedrazzini-Maifrè ).


Serata fantastica, dunque. Ci auguriamo che lo stupendo giardino Arcari sia in futuro teatro di eventi e esposizioni artistiche. E perché no? Anche di un luogo tranquillo e rilassante dove genitori e nonni possaano portare figli e nipoti al fresco sotto i grandi pini, sedersi tra le panchine d’antica fattura e leggere qualche pensierino in dialetto tiranese perché in quel luogo sicuramente il nostro dialetto era di casa e anche oggi risuona quale motivo di storia e tradizione. (e.m.) 

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