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giovedì 31 marzo 2011

RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA IN LOMBARDIA

31 marzo 2011 - Il Movimento 5 Stelle Lombardia si è attivato per promuovere la riduzione dei costi inutili della politica nella nostra Regione.

Molte persone del Movimento 5 Stelle Lombardia si sono confrontate e attivate per delineare un progetto di legge di iniziativa popolare che nella nostra regione possa raggiungere e superare quanto tentato e parzialmente riuscito in Piemonte ed Emilia Romagna da parte consiglieri del Movimento: ridurre i costi della politica, a cominciare da emolumenti, diarie, indennità e vitalizi percepiti dai consiglieri regionali.

"La bozza finora elaborata - si legge sul sito zeroprivilegi.org - è stata elaborata sulla base di un impegnativo lavoro di studio, di analisi, di confronto con l’esperienza maturata dagli amici consiglieri del Movimento 5 Stelle nelle altre regioni, in particolare con Giovanni Favia, e con il supporto legale di esperti in materia legislativa regionale, stante la complessità del tema e delle relative leggi, anche sul piano formale oltre che su quello sostanziale, per evitare rischi di successiva possibile inammissibilità del progetto.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle già si auto-riducono gli stipendi del 75%,inoltre il Movimento rifiuta i rimborsi spese elettorali perchè forfettari (1 euro a voto) e perchè introdotti per aggirare il voto referendario con cui gli italiani avevano deciso CONTRO il finanziamento pubblico ai partiti; quindi, in linea con i principi del Movimento, nel 2010 sono stati rifiutati 1.700.000 euro di rimborsi forfettari – contro una spesa effettiva di 20.000 euro raccolti tramite sottoscrizione – per le campagne elettorali di Emilia Romagna e Piemonte che hanno portato ad avere 4 consiglieri regionali. Non è vero che “la politica costa” come dicono i partiti".

Il progetto di legge che si vorrebbe presentare:

  • dimezza gli stipendi mensili, ossia le “indennità mensili di funzioni”;
  • dimezza i compensi per le presenze, ossia la “diaria”, un vera vergogna, che abbiamo inizialmente cercato di richiederne l’abrogazione, ma ci è stato sconsigliato dai legali motivando il rischio di una successiva inammissibilità di tutto il progetto, e portandoci a quel punto a lavorare sul fronte delle “detrazioni sulla diaria”;
  • abroga l'"assegno vitalizio regionale", la vergogna delle vergogne: una pensione a 60 anni dopo solo 5 anni di attività;
  • abroga l"indennità di fine mandato";
  • interviene regolamentando in modo più rigoroso le spese di trasferta (“trattamento di missione e rimborso spese”).
  • interviene regolamentando il “rimborso per spese di trasporto”.

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