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giovedì 28 febbraio 2013

LE PAROLE DI UNA VOLTA: "Il Decano"

Ai tempi del governo grigione, nella nostra provincia, per quanto riguarda i piccoli comuni, erano governati da un DECANO che durava in carica un anno, eletto all'interno di un consiglio di di 14 membri che comprendeva Consiglieri e Sindaci. (Di Giac)
I Consiglieri erano in numero di cinque, più numerosi invece i Sindaci. Toccava ai consiglieri selezionare i sei candidati eleggibili alla carica più alta del comune. L'elezione del Decano avveniva di solito nel mese di dicembre, molto spesso nelle canoniche.
Un elezione del Decano di Villa di Tirano avvenne il 27 Dicembre 1744 nella canonica di Stazzona di Villa di Tirano. Risultò Decano Domenico Ganza che potrebbe essere un parente dei miei antenati, difficile dire se risiedeva a Stazzona o San Rocco. In ogni caso la famiglia di Agostino Schivardi, mio bisnonno materno ha come antenato un Domenico Ganza di San Rocco, nonno materno della madre di Agostino, Giovanna Darico. Circa un secolo e mezzo dopo un altro Ganza, Giacomo, nel 1911 sarebbe diventato sindaco di Villa di Tirano, questa volta per tre anni, eletto dal consiglio comunale.
A quei tempi, forse più di oggi, per fare il decano o il sindaco, occorreva prestigio, carisma e qualche buona parentela non guastava. La parola dialettale Decàn, la si trova solo nel dialetto milanese, ma nel vocabolario di Francesco Cherubini, sempre in Milanese Decanàa è la dignità di Decano ,il Decanato. Con l'arrivo degli Austriaci, se ben ricordo, il capo de comune, venne chiamato Podestà o "Pudestà".
Dal 1860 in poi è subentrata la parola Sindaco "Sindach". Per quanto riguarda "decano" bisogna riconoscere che è una parola antica e di prestigio usata anche nelle altre lingue europee: "Dean" in Inglese e Doyen in Francese. Decano è una parola di un funzionario o amministratore che può occupare posizioni importanti, ma diverse a seconda delle gerarchie politiche o religiose.
Per i dialetti di paese è ormai una parola arcaica, in disuso, volendo però, se proprio capitasse di usarla si può dialettalizzarla in "décan" facendo attenzione però, poiché non è una parola molto "musicale". Il fatto è che fa rima con can, cane.

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