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venerdì 12 novembre 2010

"LE NOSTRE VIE": VIA DON CARLO BRAGA

Lasciata la Porta Bormina si possono ammirare gli splendidi terrazzamenti vitati e dall’alto Baruffini e Roncaiola ci guardano raccontandoci la loro millenaria storia. Basta girare lo sguardo a destra per vedere la via don Carlo Braga, con il suo ciottolato e le sue vecchie case... (Di Ivan Bormolini)

Anche questo breve scorcio di Tirano sembra volerci narrare qualcosa: la storia di un grande missionario. E poi, lo sguardo entra quasi in punta di piedi in quelle vecchie piccole finestre per intravedervi, nel calore di un focolaio, la bella e semplice famiglia di una Tirano dei bei tempi andati. Una cartolina piena di racconti e ricordi.

Carlo Braga è nato a Tirano nel 1889, pochi anni dopo, nel 1892, il padre Domenico è emigrato in Argentina, terra dalla quale non vi ha fatto più ritorno; la madre Maddalena Caterina Mazza, nel 1891, vedendo un'altro figlio in pericolo di vita per le ustioni riportate cadendo nel focolare domestico, ne affida la guarigione a un voto alla Madonna di Tirano e pochi anni dopo, nel 1896, scompare prematuramente.

All’età di nove anni, nel 1898, Carlo Braga decide di diventare sacerdote; il suo desiderio ha trovato un valido e concreto aiuto in una prozia, Maria Mazza, cooperatrice salesiana stimata da don Rua; anche suor Giuditta Torelli, delle Figlie di Maria Ausiliatrice e direttrice dell’asilo di Tirano dal 1898 al 1908 e, successivamente, dal 1925 al 1931, si prodiga per Carlo raccomandandolo al direttore dell’Istituto Salesiano di Sondrio don Lorenzo Capra.

Nel 1901 fa il suo ingresso nell’Istituto Salesiano di Sondrio dove frequenta le prime tre classi del ginnasio statale ed entra come suonatore di trombone nella banda dell’oratorio di San Rocco.
Nel 1904 parte per il noviziato destinato a Schio, ma per intervento di don Rua, Braga viene trattenuto a Torino dove vi rimarrà per undici anni; nel frattempo inizia gli studi filosofici e si iscrive al corso magistrale presso il liceo salesiano di Torino Valsalice dove conseguirà il diploma di maestro.

Tra il 1908 e il 1911 è assegnato per il tirocinio a Trino Vercellese svolgendo un’intensa attività come insegnante elementare, maestro di musica e banda, regista e organizzatore sportivo, compiendo di fatto le funzioni di direttore dell’oratorio allora frequentato da ben 400 ragazzi; nel 1909, a Savona, ottiene anche il diploma di insegnante di lavoro educativo, canto corale e musica.

Il 14 aprile del 1914 viene ordinato sacerdote e l’anno successivo, a partire dal 24 maggio, presta servizio militare non come cappellano militare ma come soldato di sanità; nel 1918 viene colpito dalla febbre spagnola e decide che, in caso di guarigione, partirà per le missioni.
Nel 1919, tornato a Torino dal fronte, continua il servizio militare con il grado di Sergente nell’ospedale Maria Letizia e in quello di San Vito destinato agli ufficiali mutilati, dove incontra numerosi ex allievi; nelle ore libere scrive sul giornale Giovane Piemonte firmandosi come Fra Ginepro; il 16 aprile viene congedato e riceve il crocefisso simbolo del mandato missionario.

La partenza per la lontana Cina, prevista per il giorno dopo, è stata rimandata al 29 settembre; nel frattempo torna a Tirano dove viene incaricato di seguire la Parrocchia di Baruffini, rimasta vacante per la scomparsa del parroco.
Il 29 settembre sbarca in Cina, nel porto di Hong Kong, accolto dal superiore dei Salesiani don Luigi Versiglia giunto da Macao con alcuni confratelli; il 24 ottobre giunge nella capitale della missione Shiuchow e un anno dopo, nel 1920, tiene la sua prima predica in dialetto Hakka, la lingua cinese più diffusa nella missione.

via don carlo braga

Don Braga viene incaricato della direzione dell’Orfanotrofio San Giuseppe di Ho Sai e della piccola comunità cristiana (che in due anni raggiungerà i 350 battezzati); nel 1922 è a Macao dove insegna a un giovane chierico le nozioni di direzione di banda e coro.
Sempre nel 1922 Mons. Versiglia, che ha ottenuto la consacrazione episcopale l’anno precedente, è in Valtellina dove, oltre tenere conferenze e amministrare il Sacramento della Cresima, raccoglie numerose offerte necessarie per l’acquisto di strumenti musicali necessari a don Braga per la fondazione della famosa Banda Valtellina. Una volta fondata, la banda suonerà per l’esploratore Umberto Nobile, per SunYat Sen, fondatore della Repubblica Cinese e per Cian Kai Shek: in poco tempo il corpo musicale ha ottenuto un notevole successo grazie alla maestria di don Braga e del bavarese Giuseppe Sturm che, secondo il sacerdote, è il vero fondatore del gruppo.

Nel 1925, il tiranese passa alla direzione della scuola professionale Don Bosco che, con lo scopo di formare i giovani nelle braccia e nella mente, nel 1929 conta ben 739 allievi.
Il 1930 si veste di drammatico: mentre don Braga è a Torino nelle vesti di delegato al Capitolo della Congregazione, Mons. Versiglia e don Battista Caravario subiscono il martirio a Li Thau Tseui per opera di un gruppo di militari sbandati; dopo pochi giorni i corpi vengono ritrovati e la Banda Valtellina di don Braga suona alle solenni esequie dei due martiri proclamati Beati nel 1983 e Santi nel 2000. Dopo quel terribile momento don Braga viene nominato ispettore delle opere salesiane in Cina, carica che manterrà fino al 1952.

La presa del potere dei comunisti di Mao ha portato nel 1952 alla perdita delle opere e all’espulsione di tutti i missionari e, così tristemente, si chiude la grande opera cinese del sacerdote tiranese che nel 1956 approda nelle Filippine, sua nuova terra di lavoro, con l’incarico di delegato ispettoriale.

Passano gli anni e nel 1965 viene nominato nuovamente delegato al Capitolo Generale della Congregazione e viene insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Don Carlo Braga muore il 3 gennaio 1971
nella casa di Makati. Viene sepolto a Canlubang, nei pressi di Manila. Nel 2008, il Cardinale Giuseppe Zen, Vescovo di Hong Kong e allievo di don Braga, assieme al Vescovo di Gizo, il tiranese Mons.Luciano Capelli, sulla cui scelta missionaria influì un incontro con don Braga,annuncia l’intenzione di aprire la causa diocesana per la sua beatificazione.

Ivan Bormolini

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