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giovedì 1 novembre 2012

RELAZIONE SUL RISCHIO SISMICO A TIRANO

31 ottobre 2012 - Giancarlo Bettini, grazie alla relazione dell'ing. Paolo Clementi, Capo dell'Ufficio tecnico del Comune di Tirano, risponde alle domande sul rischio sismico nel tiranese fatte da un lettore.
Caro sig.X,
sono Giancarlo Bettini di Tirano. Ho letto sul nostro sito la sua lettera al Direttore dott. Marco Travaglia dal titolo “Alcune domande a Giancarlo Bettini”. Non capisco il motivo per il quale non ha firmato detta lettera. Forse è stata una scelta di Travaglia. Niente di male. La voglio ringraziare per le parole gentili che ha riportato nella lettera e riguardanti la mia carriera professionale. E' stato un percorso lungo, impegnativo, ma che mi ha dato molte soddisfazioni. Deve sapere che in tanti anni ho avuto nello studio il solo tecnigrafo.

Da quindici anni sono in pensione, continuano i miei figli ai quali ho lasciato lo studio ed un notevole archivio. Devo ringraziare molti tiranesi, quanti hanno avuto fiducia affidandosi al tecnico che scrive. L'ultimo mio lavoro, una prospettiva, l'ho realizzata su quel tecnigrafo che oggi i miei figli usano principalmente come tavolo per appoggiare le carte più varie. A volte mi reco nel loro studio a curiosare e non riesco a tenere dentro un mio pensiero: “Dalla voglia, vedendo come fate “ballare” le prospettive con il computer, ritornerei a lavorare”. Poi penso alle molte primavere che ho sulle spalle e concludo che è meglio farsi da parte, lasciare spazio ai giovani.
Da questa premessa, caro sig. X, avrà capito che non sono in grado di rispondere alle sue domande. Pur essendo ancora iscritto all'Ordine degli Architetti da anni non esercito, quindi non sono aggiornato sulle leggi dell'edilizia. Infatti, leggendo il mio pezzo di alcune settimane fa dal titolo “La frana del Coppetto. Il terremoto del Centro Italia” avrà trovato scritto “Non spendo una parola sul merito dell'avvenuto, sono totalmente ignorante in materia”. Mi chiedete di rispondere a quattro “banali” domande. Innanzitutto le sue domande sono tutt'altro che banali, sono del massimo interesse. Ritornando alla sua gentilezza nei miei riguardi professionali non voglio lasciarla senza una dotta risposta. Mi sono rivolto all'ing. Paolo Clementi, Capo dell'Ufficio tecnico del nostro Comune, gli ho portato la sua lettera con le relative domande. Paolo, il giorno successivo, e per questa gentilezza lo ringrazio, ha risposto con il seguente scritto, con lo studio che riporto integralmente.
Giancarlo Bettini
CONSIDERAZIONI
Nel complesso il comune di Tirano e il territorio valtellinese in generale è da ritenere a bassa Sismicità. Ciò non significa che a Tirano non siano percepibili terremoti o che gli effetti degli stessi non abbiano alcuna influenza sulle costruzioni.
Il territorio comunale di Tirano è classificato in Zona Sismica 4 sulla base della O.P.C.M. n° 3274 del20/03/03 e successive modifiche ed integrazioni. La Regione Lombardia, ha recepito la classificazione sismica con D.G.R. 7/11/2003 n. 7/14964.
In modo indipendente si è mossa invece la normativa tecnica per le costruzioni che indica ai progettisti a quali forze devono resistere le costruzioni che i loro committenti intendono sviluppare. L’ultima versione di queste norme, molto vicina alle norme europee risale al 2008 (DM 14/01/2008).
Con l'approvazione di tale normativa viene superata l'originaria divisione del territorio nazionale in “zone sismiche”. In tale normativa si prevede infatti che, a livello sismico, una costruzione debba resistere ad accelerazioni (forze) di entità variabile in base all'elaborazione fornita dall'INGV (Istituto Italiano di Geofisica eVulcanologia). Le accelerazioni indicate per Tirano (sito internet http://esse1-gis.mi.ingv.it/) risultano essere comprese tra 0,05g e 0,1g. Tali accelerazioni sono analoghe a quelle indicate per maggioranza del territorio lombardo ed equivalenti a quelle prese a riferimento per indicare una classe di pericolosità sismica superiore (classe 3). Si consideri che in altri ambiti che abbiamo conosciuto per i recenti eventi sismici le accelerazioni indicate sono le seguenti:
Romagna: 0,2g
Friuli: 0,25g
Abruzzo: 0,25g
Irpinia 0,25g
Tali accelerazioni, trattandosi di fenomeni occasionali, sono ovviamente calcolate in modo statistico, cioè a parità di probabilità che tale fenomeno avvenga. In questo caso, i valori forniti indicano l’accelerazione che in 50 anni ha il 10% di probabilità di essere superata. Con questo livello di rischio si progettano le case.
Le case del centro storico sono state costruite dai nostri predecessori sulla base della loro esperienza, con tecniche tradizionali tramandate di generazione in generazione per molti secoli.
A Tirano esistono costruzioni antiche come S.Perpetua (XI secolo) o i palazzi nobiliari che risalgono ad almeno cinquecento anni fa, segno chiaro che in tale arco di tempo non sono accaduti eventi disastrosi.
Di seguito ecco un elenco, estratto dallo studio geologico del PGT dove si evidenziano alcuni terremoti recenti avvertiti a Tirano, che hanno avuto magnitudo Mw(indicata a destra) ed avvertiti a Tirano secondo il grado di scala Mercalli (Is) indicato a sinistra. Il grado 5 prevede spostamento di oggetti ma non danni ad edifici.
storia sismica di Tirano
Il PGT, per legge, ha studiato il territorio comunale dal punto di vista della pericolosità sismica, valutando quali siano le aree dove, a causa di situazioni particolari (presenza di frane attive, terreni di fondazione cedevoli, cigli di versanti ecc.) gli eventi sismici possano procurare più danni che nelle restanti parti del territorio e da questo è nata la carta della pericolosità sismica locale. La carta stabilisce una maggiore o minore necessità di approfondimenti in base al sito, in occasione della costruzione di edifici di importanza per la sicurezza della popolazione (caserme, ospedali ecc.)
CONCLUSIONI
A conclusione si può pertanto desumere che:
  • A livello amministrativo il territorio comunale di Tirano rientra nella classe 4 di sismicità, cioè quella meno pericolosa.
  • A livello di norme tecniche si progettano gli edifici secondo condizioni di sismicità (accelerazione impressa ai fabbricati dal terremoto) da classe 3.
  • Sul grado di sopportazione del nostro centro storico ai sismi non vi sono indagini conosciute a riguardo. Si può solo supporre per deduzione che edifici con caratteristiche costruttive tradizionali che hanno resistito ai lievi sismi locali per molti secoli siano in grado di farlo per altrettanto tempo.
  • I fabbricati nuovi e molti interventi di risanamento degli edifici esistenti devono rispettare le disposizioni della Norma tecnica per le costruzioni del 2008 e per questo è sottinteso che siano costruiti/adeguati in modo da resistere ai sismi indicati dalla medesima norma. Chi non segue la norma antisismica commette un abuso edilizio essenziale, punito con la demolizione se non adeguabile.
  • Riguardo agli edifici costruiti negli ultimi 50 anni ricordo che dal 1908, anno del devastante terremoto di Messina e Reggio Calabria, fino al 1974, in Italia i comuni sono stati classificati come sismici e sottoposti a norme restrittive per le costruzioni solo dopo essere stati fortemente danneggiati dai terremoti. Dagli anni ’80 esiste una generale normativa antisismica, che però non si applica nei territori a bassa sismicità come Tirano. E’ solo dal 2003 che, per l’ambito tiranese, esiste un obbligo di progettare tenendo in conto anche gli effetti di un sisma.
Ing. Paolo Clementi

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