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domenica 10 maggio 2015

MESSA IN SUFFRAGIO DI MUSSOLINI: "COLPEVOLE SILENZIO DELLE ISTITUZIONI"

Anche quest’anno, come ritualmente si ripete da anni, assistiamo ad una intollerabile dimostrazione pubblica da parte di gruppi fascisti che avvelenano e offendono la nostra provincia e il nostro paese: mercoledì 6 maggio la ‘Federazione nazionale e combattenti Repubblica Sociale Italiana’ ha diffuso e affisso per la città i manifesti che pubblicizzano la messa ‘in suffragio di Benito Mussolini’ celebrata il 9 maggio presso il cimitero di Sondrio, da Giulio Tam, prete lefebvriano che nel 2009 si candidò alle Elezioni Europee nelle liste del partito nazi-fascista Forza Nuova e che da anni è noto a tutta la stampa italiana per le sue esternazioni e per la sua partecipazione organica alle iniziative promosse da gruppi dell’estrema destra italiana.
Da anni assistiamo inermi e paralizzati all’ indifferenza e al lassismo delle istituzioni che consentono il proseguimento di questi squallidi rituali che infangano il valore fondante di cui la nostra Costituzione è sigillo e su cui la nostra Repubblica è sorta: l’antifascismo. In questi anni di revisionismo e ‘rovescismo’ (come gli storici hanno definito l’attuale tendenza ad infangare la storia della lotta partigiana e del movimento di Liberazione Nazionale criminalizzando e riabilitando la storia del fascismo sconfitto), riteniamo che si debba reagire puntualmente e con durezza dinanzi all’ignavia e al colpevole silenzio della Giunta comunale, della Provincia e del Consiglio Regionale, di tutte le Istituzioni che dovrebbero salvaguardare e concretizzare i valori della nostra Costituzione.
Proprio quest’anno, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, in alleanza con la cittadinanza che non ha mai smesso di mantenere viva e trasmettere la memoria collettiva, praticando nella quotidianità i valori e gli ideali che la Resistenza ha consegnato ad ognuno di noi, ci siamo riproposti di dare vita ad una Rete Antifascista, che non si inquadra in una logica di partito o di movimento politico ma che ha l’intento di aggregare i numerosi cittadini da sempre convinti che l’antifascismo sia un vivo ideale da incarnare ed esercitare nella prassi e non un valore formale imbrigliato e cristallizzato in una retorica celebrativa.
Ci siamo attivati organizzando il 14 marzo a Sondrio un’azione di denuncia e boicottaggio della presenza in piazza di Forza Nuova e l’ 11 aprile a Chiavenna organizzando un presidio per manifestare contro il raduno di estrema destra organizzato da sedicenti "associazioni sportive" legate agli estremisti di Casapound e Lealtà-Azione. Siamo convinti che il nostro impegno debba proseguire con tenacia, per sensibilizzare la cittadinanza e creare un ampio fronte che contrasti ogni forma di apologia di fascismo (reato spesso impunito, contravvenendo alla legge del 20.06.1952 n. 645, detta legge Scelba), di razzismo e di xenofobia.
Ci sentiamo in dovere di raccogliere il dissenso dei cittadini diffondendo e invitando a firmare una petizione pubblica, con la speranza che mai più venga ripetuta questa intollerabile manifestazione che ogni anno infanga il capoluogo della nostra Provincia, Provincia onorata alla Medaglia d’Argento per la Resistenza, e affinché venga denunciata con forza e posta al centro del dibattito pubblico questa nefandezza da sempre oscurata, insabbiata, sottaciuta e assecondata.
Rete Antifascista Sondrio

sabato 9 maggio 2015

DUE VISORI NOTTURNI PER FERMARE LE RAZZIE DEI CINGHIALI

«Quello della presenza dei cinghiali in Bassa Valtellina, come nel resto della provincia di Sondrio, è un problema serio, che si è intensificato negli ultimi due anni, e che intendiamo affrontare potenziando le azioni già promosse che stanno ottenendo importanti risultati. Per questo motivo, come Comunità Montana, abbiamo deciso di acquistare due visori notturni che andranno a migliorare la dotazione tecnica, e quindi l’efficacia, degli operatori autorizzati per gli abbattimenti. Non possiamo permettere che questi animali distruggano campi e coltivazioni vanificando il lavoro degli agricoltori».
Così il presidente Christian Borromini motiva la decisione della giunta esecutiva che ha deliberato l’acquisto di questi apparecchi a infrarossi, già in uso in ambito venatorio ma non così diffusi perché particolarmente sofisticati e dunque costosi, che consentono di vedere i cinghiali senza accendere fari che li spaventerebbero causandone la fuga, e che garantiscono la sicurezza degli stessi operatori.
I visori saranno destinati a due degli Operatori qualificati coordinati dalla Polizia Provinciale incaricati per gli abbattimenti. Su questo fronte i numeri indicano l’efficacia del servizio: nel 2013 sono stati uccisi 276 cinghiali in tutta la provincia, di cui 68 in Bassa Valtellina, 219 e 65 l’anno scorso, quest’anno, al 30 aprile, siamo a 92 abbattimenti, dei quali oltre la metà, 55, nel Morbegnese. Un dato allarmante che ha indotto la Comunità Montana a intervenire. La presenza dei cinghiali in valle ha una doppia origine: da un lato i rilasci illegali sul nostro territorio, dall’altro gli spostamenti naturali da province confinanti.
Gli abbattimenti da parte degli operatori si sono resi necessari per gli ingenti danni economici e ambientali causati dai cinghiali: le razzie nei campi coltivati, in particolare in quelli di mais e nei vigneti, distruggono i raccolti, quelle in prati e pascoli rendono improduttivo il terreno favorendo l’avanzamento del bosco.
«Il lavoro svolto dagli Operatori qualificati, circa 200 in totale - spiega Borromini che si occupa di caccia anche come vice presidente della Provincia -, si sta rivelando molto efficace. Sono coordinati dalla Polizia Provinciale attraverso sette responsabili territoriali e agiscono soprattutto in orario notturno. È fondamentale che possano contare su moderne attrezzature ma è altrettanto importante la collaborazione della popolazione, poiché gli interventi vengono effettuati prevalentemente a seguito di segnalazioni che, per essere utili, devono essere il più possibile tempestive».

giovedì 7 maggio 2015

NEL CENTRO DI CHIAVENNA A PIU' DI 100 KM/H

La polizia locale di Chiavenna, anche a seguito di puntuali segnalazioni da parte di cittadini, ha intensificato i controlli di polizia stradale al fine di prevenire ed eventualmente reprimere tutti quei comportamenti alla guida che pongono a serio pericolo l’incolumità delle persone.
Tali controlli, estesi anche nelle ore serali, hanno dato riscontro ad una positiva opera di prevenzione contro l’incidentabilità, anche se non sono mancate contestazioni in particolare per l’eccesso di velocità.
Giovedì 30 aprile alle ore 21,00 in viale Maloggia , in pieno centro città , in un periodo caratterizzato da un notevole flusso turistico o locale stante le festività del 01 maggio, è stato accertato che due autovetture viaggiavano a 105 km/h , velocità superiore al doppio del limite consentito, che è di 50 km/h.
Per i conducenti oltre alla sanzione amministrativa di € 527,00, è previsto il provvedimento di sospensione della patente di guida.
Si tratta di un tema, quello della sicurezza, - ha commentato il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta - molto caro alla nostra amministrazione e per questo stiamo cercando di mettere il massimo impegno in queste attività attraverso azioni mirate da parte della polizia locale. Il rispetto delle regole, con le relative sanzioni, rappresenta il principale obiettivo volto a tutelare i nostri cittadini".

TEGLIO, IMPARARE A USARE IL PC GRATIS GRAZIE AL COMUNE

Il 30 aprile scorso si è concluso il “Corso Base Utilizzo del Computer”, rivolto a persone di ogni età, organizzato dalla Biblioteca “Elisa Branchi” per conto dell'amministrazione Comunale di Teglio che ha finanziato l’intero progetto consentendo l’accesso gratuito ai partecipanti.
Il corso, che ha avuto un ottimo riscontro, si è articolato su 10 lezioni da 2 ore ciascuna. L'intento era dare una base di conoscenza nell'uso del computer a persone digiune quasi completamente del funzionamento dei nuovi sistemi di accesso a informazioni e a servizi importanti offerti dalle pubbliche amministrazioni sia locali (comuni e provincie) sia nazionali e/o da ditte private.
Le persone, (dagli 8 agli 80 anni) che hanno seguito il percorso sviluppato dal docente del corso, hanno potuto iniziare a comprendere le basi di utilizzo di un computer e hanno potuto allenarsi a usare i comandi di base del mouse, scrivere un testo complesso con un programma di scrittura, creare un account di posta elettronica, etc.
Il progetto sviluppato nasce dalla convinzione che ogni cittadino ha il diritto di poter disporre dei nuovi sistemi elettronici per accedere a informazioni e conoscenze e per poter utilizzare i nuovi sistemi di comunicazione via web.
La risposta al servizio offerto è stata superiore alle aspettative degli organizzatori, facendo capire il desiderio delle persone, anche non più giovanissime, di rimanere agganciati all'evoluzione del mondo che ci circonda.

mercoledì 6 maggio 2015

INDAGINE SULLA TRASPARENZA: TIRANO AL TERZO POSTO

Occupiamoci dei comuni della nostra provincia e della loro trasparenza, caratteristica per la quale generalmente non brillano le nostre istituzioni, locali o di alto rango.
Lo strumento per affermare e consentire un po’ di trasparenza c’è: il decreto legislativo n. 33/2013, che all’art. 1 ne spiega gli scopi: «La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche».
Le istituzioni devono mettere in rete una serie di dati previsti da una griglia obbligatoria che costituisce il livello minimo di informazioni da mettere a disposizione dei cittadini che smetteranno così di rovistare a casaccio nel sito istituzionale per andare direttamente nella prima pagina (home page) alla rubrica “amministrazione trasparente”: lì dovranno trovare di tutto e di più, come alla Rai (si fa per dire).
Gli obblighi di trasparenza per le istituzioni prevedono un certa quantità di deprecabile burocrazia: programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, che finisce per collocarsi all’interno del piano di prevenzione della corruzione e poi la programmazione strategica e operativa, il piano della performance, la relazione sulla performance, la nomina di responsabili anticorruzione e via demenzialmente proseguendo: v’è il fondato timore che questo svolazzare di carte, organismi e relazioni altisonanti diverranno un adempimento burocratico che lascerà il tempo che trova e anche la previsione di sanzioni per le inadempienze finirà nel calderone delle migliaia di norme che si moltiplicano per incanto, come i milioni di episodi di mancato rispetto delle stesse da parte della p.a.
Operazione ficcanaso
Pur tuttavia questo decreto offre armi micidiali al cittadino che può spulciare tra i dati obbligatori che sono veramente di grande interesse per conoscere l’istituzione (il comune, nel nostro caso) e la qualità della sua azione e, con l’accesso civico, può pretendere la pubblicazione delle informazioni omesse (vedere a lato la tabella con qualche esempio dei contenuti previsti), in quanto l’obbligo di pubblicare comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi. La richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione, non dev’essere motivata, è gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza dell’ente.
Ognuno di noi con questo decreto ha gli strumenti necessari per fare lo 007 della pubblica amministrazione, con lo scopo di favorire la trasparenza e di conseguenza premere per minimizzare sprechi e costi inutili, scoraggiare favoritismi, speculazioni e corruzione, valorizzare la buona amministrazione, conoscere limiti e difficoltà delle istituzioni.
Indagine sulla trasparenza dei comuni della provincia di Sondrio (feb-mar 2015, campione di n. 32 comuni)
Comune
popolazione
n. contenuti
omessi
Sondrio
21.536
11
Morbegno
11.982
15
Tirano
9.070
18
Chiavenna
7.342
8
Livigno
6.014
29
Cosio Valtellino
5.427
25
Bormio
4.042
11
Valfurva
2.695
10
Traona
2.578
15
Chiesa in Valmalenco
2.547
56
Chiuro
2.529
16
Ponte in Valtellina
2.308
35
Piateda
2.288
13
Caspoggio
1.472
54
Colorina
1.444
21
Lanzada
1.367
51
Piantedo
1.363
38
Bianzone
1.279
32
Civo
1.107
15
Campodolcino
994
2
Postalesio
666
23
Castello dell'Acqua
635
30
Tovo di Sant'Agata
633
48
Fusine
598
55
Rogolo
570
28
San Giacomo Filippo
398
9
Tartano
188
39
Gerola Alta
183
10
Bema
121
5
Spriana
99
59
Menarola
47
58
Pedesina
33
13
Tra il dire e il fare
Il decreto legislativo prevede sanzioni per chi non pubblica, segnalazioni all’Autorità Nazionale Anticorruzione, procedimenti disciplinari per le omissioni.
Se, ad esempio, viene omessa la pubblicazione della situazione patrimoniale, le dichiarazioni dei redditi o le partecipazioni azionarie detenute dell’Assessore Tal dei Tali (solo per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 ab.), o i compensi cui dà diritto la carica (per tutti i comuni), è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 € a carico del responsabile della mancata comunicazione e il relativo provvedimento è pubblicato sul sito internet dell'amministrazione.
Qualora venisse conferito un incarico dirigenziale, di collaborazione o di consulenza a qualsiasi titolo, per i quali è previsto un compenso a soggetti esterni alla amministrazione, la pubblicazione dei dati completi con l’indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato, è condizione per l'acquisizione dell'efficacia dell'atto e per la liquidazione dei relativi compensi. In difetto il dirigente che l'ha disposto, all'esito del procedimento disciplinare, subirà una sanzione pari alla somma corrisposta, oltre l’eventuale risarcimento del danno.
Una parte dei Comuni è ancora oggi inadempiente, ma sui relativi siti non si vede nemmeno l’ombra di sanzioni. Siamo, per ora, alle solite grida manzoniane, ma il diritto va fatto vivere e qui c’è spazio di iniziativa per tutti.
Indagine sui comuni della provincia di Sondrio
Il tentativo di un’indagine organica su tutti i siti dei comuni della provincia si è infranto nella constatazione che diverse decine di ore incollati al pc non sarebbero bastate e ci hanno indotto ad un più modesta ricerca, ma comunque rigorosa, su 32 comuni, scelti in modo rappresentativo delle diverse aree geografiche e per numero di residenti. Su 59 contenuti obbligatori, vi sono ben pochi comuni che pubblicano quasi tutto, la maggioranza è in regola solo per una parte, mentre di alcuni enti, scandalosamente, non troverete nemmeno le delibere del consiglio comunale e della giunta, o il codice IBAN per effettuare i pagamenti.
Al cittadino non far sapere
La tabella con i dati relativi ai comuni oggetto dell’indagine consente una prima indicativa valutazione sull’operato di amministratori e funzionari: i più virtuosi (quelli con i numeri più bassi nella colonna “contenuti omessi”) mostrano il massimo rispetto per gli amministrati; al contrario, quanti nascondono più che si può, lasciano trasparire un sostanziale disprezzo verso cittadini, operatori economici e dell’informazione, oltre che verso la legalità e le misure di contrasto alla corruzione e alla criminalità economica.
L’esame di questi siti privi di quasi tutti i contenuti obbligatori è rischioso e va affrontato con adeguata preparazione psicologica per non cedere ad un accesso di rabbia, ad un ictus, ad un attacco di panico o di diarrea, secondo le debolezze personali.
Il rilievo è stato eseguito in febbraio e marzo e le risultanze vanno comunque considerate indicative per diversi motivi: alcuni contenuti sono collegati a normative in definizione, altri valori indicati sono comunque frutto di una valutazione soggettiva, ad esempio, per i provvedimenti degli organi di indirizzo politico è stato considerato omesso il contenuto quando la pubblicazione delle sole delibere di giunta si è limitato agli ultimi mesi, a fronte dell’obbligo relativo agli ultimi 5 anni; ugualmente non sono stati considerati i dati pubblicati quando estraibili solo con procedure difficili e non immediatamente alla portata del comune cittadino.
Altro esempio fra i tanti: il contenuto “sanzioni per mancata comunicazione dei dati” è sempre stato considerato omesso quando non è stato inserito alcun dato, perché il cittadino non può sapere se lo spazio vuoto significa che l’ente non ha ricevuto sanzioni o invece se non sono state rese pubbliche le sanzioni inflitte all’ente.
Infine, le valutazioni hanno premiato lo sforzo di trasparenza, con un voto positivo anche quando i contenuti non rispettavano compiutamente la norma di legge.
Giuliano Ghilotti

Ecco cosa devi trovare nell’“amministrazione trasparente” del tuo comune 
(l’elenco completo si trova nell’Allegato 1 del d.lgs. 33/2013)
  • informazioni su amministratori, dirigenti, responsabili e incaricati amministrativi di vertice, collaboratori e consulenti, curricula, compensi e notizie circa eventuali incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla p.a. (pubblica amministrazione);
  • informazioni sulla giunta e il consiglio comunale, con situazione patrimoniale (solo comuni sup. 15.000 ab.), curriculum, compensi, importi dei viaggi di servizio e missioni pagati con soldi pubblici, cariche, incarichi e compensi in altri enti o strutture pubbliche o private (per tutti);
  • sull’articolazione degli uffici, relative competenze, dirigenti e responsabili, numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica;
  • informazioni sulla dotazione organica e sul costo del personale “fisso” e a “tempo determinato” delle p.a., nonché sui tassi di assenza;
  • bandi di concorso e personale assunto negli ultimi 3 anni;
    l’ammontare dei premi al personale dirigenziale e non;
    i contratti nazionali ed integrativi;
  • l’elenco degli enti pubblici istituiti, vigilati e finanziati dall’amministrazione, delle società di cui l’amministrazione detiene quote di partecipazione, degli enti di diritto privato controllate, e la rappresentazione grafica che evidenzi i rapporti tra amministrazione e questi enti, nonché gli oneri gravanti sul bilancio dell’amministrazione a qualsiasi titolo, il numero dei rappresentanti negli enti, e relativi compensi, i bilanci degli enti;
  • delibere di giunta e consiglio comunale, determine, autorizzazioni e concessioni, modalità e scelte di affidamento di lavori, forniture e servizi, concorsi e prove selettive per assunzioni e progressioni di carriera, accordi stipulati con soggetti privati o altre amministrazioni
  • concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi ed ausili finanziari superiori a 1.000 € e criteri per la loro determinazione;
  • bilanci preventivi e consuntivi;
  • l’elenco degli immobili posseduti e dei canoni versati e percepiti;
  • l’“indicatore annuale di tempestività dei pagamenti” della amministrazione pubblica;
  • i dati sulle procedure per l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture;
  • informazioni sulla programmazione, realizzazione e valutazione delle opere pubbliche;
    gli atti di governo del territorio, piani territoriali, paesistici, strumenti urbanistici ecc.

Il servizio è comparso anche sull'edizione aprile 2015 del Gazetin

"GRANDE GROSIO": I DUBBI DI LEGAMBIENTE

Eisackwerk è una S.R.L. con sede a Bolzano. Dal suo sito si legge che è una “società attiva, dal 2005, nel settore dello sviluppo, realizzazione e gestione d’impianti idroelettrici. L’ambizione di Eisackwerk è di realizzare impianti di produzione efficienti, sicuri e compatibili con l’ambiente e il paesaggio; l’etica aziendale prevede che sicurezza e ambiente siano sempre anteposti al profitto”.
Negli ultimi anni ha presentato istanze di concessione di derivazione ad uso idroelettrico per complessivi 1.000 Megawatt. Il 30 settembre 2014 ha presentato negli uffici della Provincia di Sondrio il progetto “GRANDE GROSIO”, per una potenza che si avvicina ai 150 Megawatt e una portata delle condotte di 80 m3 al secondo. L’acqua turbinata è quella che attualmente viene utilizzata nelle centrali A2A di Grosio, Grosotto, Lovero e Stazzona, che dovrebbero essere chiuse.
Una unica nuova centrale sostituisce le quattro dismesse: è costruita ad una profondità di circa 200 m dal suolo, vicino al Roasco a Grosotto. Dopo essere state turbinate le acque provenienti dalla Valgrosina e dalla zona di Sondalo vengono poi immesse in un grosso canale di scarico che, a pelo libero, le porta da Grosotto a Stazzona, dove vengono restituite all’Adda.
Nel corso del mese di aprile 2015 Legambiente ha letto i documenti di progetto e ha fatto qualche riflessione, raccogliendole nelle sue prime osservazioni. Volentieri seguiremo l’evoluzione del tema e valuteremo la possibilità di integrare e completare le nostre osservazioni, intese come contributo per una corretto percorso decisionale che presenta parecchie complessità.
Gli scenari della produzione idroelettrica presentano novità e maggiori incertezze rispetto al passato. Non sono in gioco solo gli aspetti energetici, con le nuove dinamiche della borsa dell’energia: pesa anche l’incertezza politica ed istituzionale. Lo sguardo sui prossimi decenni deve tenere presente anche i condizionamenti del cambiamento climatico per gli effetti che modificano il ciclo delle acque sulle Alpi: in una montagna senza ghiacciai potrebbero essere pensati, molto più di oggi, impianti di ripompaggio.
Stiamo osservando come il nuovo ente Provincia viva una fase di estrema debolezza perfino nella gestione degli affari ordinari. Non è pienamente credibile che riesca ad affrontare con la necessaria forza i grandi competitori nella partita del rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. In questo contesto riesce difficile immaginare anche un buon esito per la scommessa dell’autonomia locale che punta ad ottenere le risorse necessarie per il suo funzionamento dal settore idroelettrico.
Naturalmente, mentre si aspettano i risultati del trasferimento di competenze dalla Regione Lombardia alla Provincia, gli imprenditori si mettono al lavoro e preparano i progetti che gli uffici competenti si trovano a gestire in una fase di vuoto normativo. Siamo infatti in attesa dei decreti attuativi che dovranno regolare l’attribuzione delle concessioni in scadenza tramite bando pubblico. Non è chiaro se, nel frattempo, si debba ancora fare riferimento alla normativa del 1933.
In questo quadro il progetto Grande Grosio si presenta con la promessa di un aumento della quantità di energia prodotta accompagnata da benefici ambientali su un lungo tratto del fiume Adda. A tutto questo, ovviamente, Legambiente dà molta attenzione. È inoltre implicito un interesse per l’importante stimolo all’economia locale che la realizzazione delle opere potrebbe dare. Anche se meno pressante nelle priorità di Legambiente, una spesa di quasi 700 milioni di euro è un elemento che la collettività considererà.
Dalla consultazione dei documenti resi pubblici Legambiente ricava le informazioni che consentono di capire che cosa si vuole realizzare; i dati non forniscono però un quadro adeguato per quanto riguarda gli impatti in fase di cantiere e a regime. Inoltre la valutazione dei benefici ottenibili dalla realizzazione della “Grande Grosio” è condizionata dalla presenza di alcune debolezze nella documentazione disponibile.
Grande Grosio_progetto derivazione
OSSERVAZIONE 1 – CHIARIMENTI SULLA PROCEDURA
Non è chiaro a quale procedura si debba fare riferimento per l’iter decisionale. Per impianti di potenza come quello del progetto Grande Grosio, nonostante un vuoto nella normativa che dovrà regolamentare l’applicazione della Legge sulle concessioni idroelettriche, si immagina sia necessaria una procedura di bando pubblico. Si chiede pertanto di chiarire quale sia la procedura che si intende adottare.
OSSERVAZIONE 2 – OPERE ED IMPIANTI IDROELETTRICI ESISTENTI, FASE DI GESTIONE
Dal momento che il progetto si inserisce in un bacino che non è libero da opere idroelettriche, si ritiene che anche in questa fase sia necessario avere informazioni sulle relazioni tra il gestore della nuova centrale e il gestore degli impianti che sono collocati a monte. Senza queste indicazioni la producibilità della centrale Grande Grosio è condizionata alle decisioni di altri gestori. Si chiedono chiarimenti in merito alla modalità di raccordo tra la gestione del nuovo impianto e quelli esistenti a monte.
OSSERVAZIONE 3 – OPERE ESISTENTI, FASE DI AUTORIZZAZIONE E REALIZZAZIONE
A fianco alla richiesta di nuova concessione sembra logico considerare quantomeno l’ipotesi di una richiesta di indennizzo da parte della società proprietaria delle opere che dovrebbero essere dismesse. Inoltre, ipotizzando uno smantellamento totale o parziale delle opere, ad esempio per la traversa di Sernio o delle vasche di Grosotto, per una adeguata valutazione dei benefici ambientali si deve pensare fin da ora ad una modalità di intervento e copertura dei costi. Si chiede quale siano le previsioni rispetto alla dismissione e smantellamento delle opere rese inutilizzabili dalla realizzazione del progetto Grande Grosio.
OSSERVAZIONE 4 – REALIZZAZIONE DEL CANALE DI SCARICO
Il progetto prevede la realizzazione di diverse opere, per alcune delle quali si presentano potenziali impatti, non certo trascurabili. Dopo il passaggio nelle turbine della centrale, le acque scorrono in un grosso canale di scarico (8 m di diametro) per il tratto Grosotto-Stazzona. La realizzazione di questo canale ha potenzialmente il più grosso impatto ambientale.
Scorrendo alla quota di poco superiore ai 400 m il canale interseca la geologia dei depositi di fondovalle e della base dei versanti per un tratto dichiarato della lunghezza di 19 km, con possibili interferenze con la circolazione sotterranea. Sembra quantomeno necessario valutare questo aspetto, pur in maniera preliminare. Viene ad esempio da pensare all’interferenza ipotizzabile con il prelievo in falda della principale presa dell’acquedotto del Comune di Tirano, certamente da considerare in fase autorizzativa.
I dati della documentazione del progetto suggeriscono che lo scavo del canale porterà alla produzione di una ragguardevole quantità di smarino, che difficilmente si limiterà ad 1 milione di m3 come previsto nella descrizione delle opere di cantiere e che non si può essere certi di sistemare per intero nel riempimento delle vasche dismesse a Grosotto. Per questo sembra opportuno valutare con maggiore dettaglio anche in questa fase le soluzioni ipotizzate per i cantieri. Si chiede un approfondimento degli aspetti relativi alla realizzazione del canale di scarico.
OSSERVAZIONE 5 – DEFLUSSO MINIMO VITALE E QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI
Tra i benefici ambientali del progetto si annovera la disponibilità di un aumento del deflusso minimo vitale a valle di Sondalo. In particolare a valle della traversa di Sernio per il deflusso minimo garantito si prevede sostanzialmente un raddoppio della portata minima disponibile. I benefici di questo aumento sulla qualità complessiva del fiume potrebbero però essere condizionati dal peggioramento della qualità delle acque del fiume conseguente alla mancata diluizione con le portate turbinate nell’impianto di Lovero. Infatti l’impianto di Lovero sarebbe dismesso, mentre attualmente le acque che sono turbinate nelle sue macchine si mescolano con lo scorrimento superficiale nella traversa di Sernio, diluendo così gli inquinanti presenti nel deflusso presente in alveo. Si chiede un approfondimento di questi aspetti, anche ipotizzando una compensazione sul fronte del miglioramento del collettamento e depurazione delle acque di scarico nella zona interessata.
OSSERVAZIONE 6 – HYDROPEAKING
Rispetto ad altri impianti, quelli idroelettrici ad accumulo presentano il vantaggio della possibilità di regolazione. Questo aspetto caratterizza anche la centrale Grande Grosio, con i suoi quattro gruppi di produzione avrà la possibilità di modulare la potenza di esercizio più di quanto succeda ora con gli impianti esistenti, turbinando una portata di acqua fino a 80 m3/s. La regolazione produce come effetto inevitabile quello che viene definito hydropeaking, una variazione delle portate in alveo che ha anche ritmi giornalieri ed ha effetti ambientali negativi sulla qualità del fiume, oltre che sulla sicurezza per chi frequenta gli alvei. La documentazione di progetto dichiara che il lungo canale di scarico avrà un effetto di laminazione delle variazioni.
Data l’importanza degli effetti ambientali a valle del punto di rilascio delle acque, si chiede un approfondimento degli effetti dell’aumento dell’hydropeaking ed eventualmente la previsione di opere di mitigazione degli effetti della variazione di portate.
OSSERVAZIONE 7 – MIGLIORAMENTO E RISANAMENTO AMBIENTALE DEL BACINO.
La descrizione del progetto affronta il tema dei miglioramenti ambientali che interesseranno il bacino. Oltre all’aumento delle portate disponibili in alveo, si parla della dismissione di diverse opere. Sembra rilevante approfondire questi aspetti che, a fianco al miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo dell’energia dell’acqua, possono fornire elementi utili alla positiva valutazione del progetto. Rispetto allo smantellamento della traversa di Sernio o all’utilizzo ai fini turistici dell’invaso di Valgrosina è necessario formulare argomentazioni più solide per le ipotesi avanzate, ad esempio compiendo una ricognizione sui vincoli esistenti. Anche in merito alla dismissione di infrastrutture per il trasporto di energia elettrica non sembra adeguato limitarsi a sostenere che lo smantellamento dovrà essere concordato con Terna; bisognerebbe dare solidità alle ipotesi quantomeno presentando le necessità e le soluzioni previste, anche per l’allacciamento della nuova centrale alla rete attuale ed gli eventuali adeguamenti necessari.
Si chiede un approfondimento del tema dello smantellamento delle opere esistenti e delle modalità e copertura dei costi.
OSSERVAZIONE 8 – INVESTIMENTI E BENEFICI
Le ipotesi avanzate dalla società proponente rendono il progetto interessante dal suo punto di vista, imprenditoriale. Questo giustifica un investimento che nel Piano Finanziario viene considerato pari a 681 milioni di €. L’interesse collettivo si deve appoggiare su valutazioni più ampie, con considerazioni energetiche, ambientali, sociali ed economiche. Lanciando la corsa della riassegnazione delle grandi concessioni, sembra che il progetto Grande Grosio trovi le istituzioni prive di un quadro di priorità. Negli scenari che si aprono per i prossimi decenni bisogna dare una collocazione ad settore di Grosio nel quadro della ridefinizione delle concessioni di tutta l’area. Il progetto Grande Grosio offre un aumento del numero di kWh prodotti, un aumento della potenza dell’impianto, un aumento del deflusso minimo in alveo per un tratto del corso del fiume Adda. In occasione del rinnovo delle concessioni è però opportuno definire obiettivi di livello più ampio e non analizzare singoli segmenti del bacino. L’arrivo di altri progetti porta ad esempio in primo piano il tema dell’accettabilità del progetto “Grande Grosio” in confronto con altre proposte e con le future necessità.
Si chiede pertanto che nella valutazione della domanda si tenga conto del quadro complessivo della produzione idroelettrica della zona, definendo gli obiettivi da dare al settore per la sezione interessata dal progetto.
Legambiente Valtellina

martedì 5 maggio 2015

GIANNA NANNINI IN CONCERTO A MORBEGNO: DENUNCIATI DUE BAGARINI

Sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria per ricettazione un 43enne, di nazionalità italiana, e una donna, di origine croata, entrambi domiciliati a Milano, sorpresi dagli Agenti della Polizia di Stato, nella serata di sabato scorso, all'esterno del Polo Fieristico di Morbegno, mentre, poco prima dell'inizio, vendevano dei biglietti per il concerto di Gianna Nannini.
Da un controllo prontamente effettuato, è risultato che i biglietti in loro possesso, una trentina, facevano parte di uno stock di tagliandi in prevendita, rubati dall'auto di un uomo che era tra gli organizzatori dell'evento, alcuni giorni fa, a Milano.
Ai due inoltre è stata sequestrata la somma in contanti di 450 €, provento dell'illecita attività di vendita dei tagliandi d'ingresso, e, infine, nei loro confronti è stato adottato il provvedimento di foglio di via obbligatorio, con divieto di far ritorno, per un periodo di anni tre, nel Comune di Morbegno e nei paesi limitrofi.

domenica 3 maggio 2015

SPINTO NEL CREPACCIO DALLA NEVE: MORTO VOLONTARIO DEL SOCCORSO ALPINO

E' terminato l’intervento per il recupero del corpo dell’uomo che ha perso la vita oggi, sabato 2 maggio 2015, nel territorio di Santa Caterina Valfurva.
È caduto per una cinquantina di metri in un dirupo nella zona del passo San Matteo, all’altezza del Terminale. La quota in cui è avvenuto l’incidente è di 3400 metri.
Stava praticando sci alpinismo con un’altra persona, quando c’è stato un distacco di neve che lo ha spinto nel crepaccio. Immediato l’allertamento dei soccorsi. Sul posto due eliambulanze, da Sondrio e da Bergamo, oltre ai tecnici del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), che hanno provveduto al recupero. Il medico ha constatato il decesso, dovuto ai traumi riportati nella caduta. Sul posto anche il Sagf della Guardia di Finanza.
Lo sci alpinista deceduto, Luca Dei Cas, di 36 anni, residente a Santa Caterina Valfurva, era un volontario tecnico del Soccorso alpino. La VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna esprime con profondo dolore la propria vicinanza alla famiglia e ai compagni soccorritori.

FURTI IN ABITAZIONE: UN ARRESTO DA PARTE DEI CARABINIERI

I militari della Stazione Carabinieri di Traona e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Chiavenna, al termine dell’attività d’indagine, sono riusciti ad individuare un cittadino albanese responsabile di un furto in abitazione commesso in bassa Valtellina lo scorso mese.
Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini, la sera del 12 marzo scorso l’uomo, che dai primi elementi risulta essere stato in compagnia di altri complici al momento non ancora identificati, si era introdotto nell’abitazione di una famiglia residente in bassa Valtellina approfittando della loro momentanea assenza. Dopo aver forzato una porta finestra i malviventi avevano rubato gioielli in oro per un valore di circa 1000 euro.
Al rientro a casa la famiglia valtellinese, resasi conto di essere stata vittima di un furto, ha immediatamente telefonato al 112, chiamata a seguito della quale sono intervenuti sul posto i Carabinieri della Stazione di Traona che, in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Chiavenna, hanno potuto svolgere un accurato sopralluogo, che ha permesso di raccogliere elementi utili per identificare l’uomo, deferito in stato di libertà per il reato di furto in abitazione.
Sono in corso ulteriori indagini per identificare i complici e per verificare se l’uomo sia responsabile di altri furti in abitazione consumati in provincia.

sabato 2 maggio 2015

"BENVENUTI IN EXPO, BENVENUTI IN LOMBARDIA"

"Benvenuti in questa terra di laghi e di montagne, celebre nel mondo per le sue impareggiabili vedute. Benvenuti in Expo, benvenuti in Lombardia". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa mattina, durante la cerimonia inaugurale di Expo Milano 2015.
ORGOGLIO - "Sono onorato e fiero - ha detto il governatore - di rappresentare la regione che ospita l'Expo: una terra operosa e di cultura, scrigno di tesori artistici e naturali. Benvenuti nella prima regione agricola d'Italia, terra di innovazione e di ricerca, di lunga tradizione industriale".
GRAZIE AI LAVORATORI - Lasciatemi ringraziare, ha premesso, "tutti coloro che hanno lavorato con fatica per il raggiungimento di questo obiettivo. Un caloroso 'grazie' a chi ha messo ingegno, creatività, competenza e impegno al servizio di questo grande progetto italiano. Un 'grazie' a tutte le Istituzioni, che hanno collaborato fianco a fianco, per arrivare a questa giornata storica".
Cattaneo albero della vita. Inaugurazione Expo 2015
NOI ARTE E CULTURA - "Milano, la Lombardia, l'Italia sono nel mondo sinonimi di arte, cultura, paesaggio, musica, moda, design: questa è oggi l'occasione per valorizzare il nostro straordinario patrimonio artistico, culturale e ambientale. Vogliamo che i visitatori di Expo si innamorino di tutto ciò e ritornino anche dopo l'Expo" ha osservato il presidente lombardo, ricordando che "questa Esposizione universale è già un successo: lo dicono i numeri dei partecipanti, dei biglietti
venduti, dei visitatori in arrivo da tutto il mondo. Ma, ancor più, ce lo testimonia l'interesse suscitato ovunque, in Italia e all'estero, dal tema: 'Nutrire il pianeta, Energia per la vita'".
I TEMI - "Grazie a ExpoMilano 2015 - ha sottolineato Maroni - i temi della nutrizione e della sicurezza alimentare sono ora al centro del dibattito globale. Expo ci offre una straordinaria opportunità: combattere la fame nel mondo e condurre in modo più efficace la lotta alla contraffazione alimentare, che genera rischi per la salute dei consumatori e un grave danno alla nostra economia". "Diritto al cibo, sicurezza alimentare, sostenibilità, paradossi dell'alimentazione sono temi - ha aggiunto - che tornano prepotentemente da oggi all'attenzione dei Governi e dei cittadini del mondo". "Questo - ha concluso Maroni - vorrei che fosse il grande lascito di Expo: un confronto vero, concreto e utile su questi temi. Qui, a Milano, oggi, noi nutriamo il futuro". (Ln)

CONGRATULAZIONI VIVISSIME ALLA DOTT.SSA CATIA CURTI


Catia CurtiCongratulazioni vivissime alla dott.ssa Catia Curti per questo importante traguardo nuovamente raggiunto a pieni voti.
Con amicizia
Francesca
 

venerdì 1 maggio 2015

GIRO DI VITE SULLE SLOT MACHINE: MULTE FINO A 15.000 EURO

Ulteriore stretta dal Consiglio regionale sulla diffusione di slot machine e apparecchiature per il gioco d’azzardo patologico.
In linea con le diverse iniziative volte a contrastare il fenomeno della ludopatia, l’Aula ha approvato ieri all’unanimità un nuovo progetto di legge (relatore Fabio Rolfi, Lega Nord) che modifica e integra la legge regionale principe in materia, ovvero la 8/2013.
Le novità principali riguardano l’installazione di nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo elettronico (che viene esclusa dalle procedure di Scia/Dia), l’obbligo di richiedere il permesso di costruire per le nuove sale giochi, per l’ampliamento delle esistenti o per il mutamento della destinazione d’uso di immobili e la sanzione pecuniaria fissa a 15.000 euro con sigillo dell’apparecchio per chi viola le distanze minime dai luoghi sensibili. Non trascurabile la modifica che equipara a “nuove installazioni” i rinnovi contrattuali degli apparecchi già esistenti.
Nel dibattito sono interventi per sostenere le finalità della legge e la condivisione degli obiettivi l’assessore al Territorio Viviana Beccalossi e i consiglieri Daniela Maroni (Lista Maroni), Mario Barboni (PD), Riccardo De Corato (FdI), Michele Busi (Patto Civico), Stefano Buffagni (M5S), Fabio Pizzul (PD).
Approvato a larga maggioranza un ordine del giorno della Lega Nord (firmatario Massimiliano Romeo) che impegna la Giunta a intervenire sul Governo centrale perché il decreto legislativo sulla delega fiscale non limiti l’autonomia degli enti locali nella lotta all’azzardopatia, vieti la pubblicità del gioco d’azzardo in misura uguale ai prodotti da tabacco, tassi pesantemente i ricavi dei concessionari e anche le vincite.

giovedì 30 aprile 2015

UN MISTERO LA SCOMPARSA DELL'ORSO M25

"Le ricerche continuano senza sosta. Ma, a oggi, purtroppo hanno dato tutte esito negativo". L'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi non nasconde la propria preoccupazione sul destino di M25, il giovane orso di 4 anni, di cui si sono perse le
tracce da ormai un mese. Contattata ieri dal Corriere della Sera, l'assessore regionale conferma come l'ultimo segnale mandato dal radiocollare risalga al 29 marzo, in località Stazzona di Villa di Tirano.
NESSUNA CERTEZZA - "Da allora più nulla - aggiunge l'assessore -. Siamo davvero preoccupati; tutto questo non è normale. Non abbiamo elementi certi, ma non possiamo nemmeno scartare alcuna ipotesi. La mancanza di tracce è misteriosa, soprattutto se si pensa che l'orso è giovane, in salute e in cerca di cibo dopo il lungo letargo". "Spero - confida Terzi - che si riesca nelle prossime ore a trovare una traccia di M25. E capire cosa sia realmente successo. Ma le speranze sono decisamente ridotte".
L'IMPEGNO DI REGIONE - "Come Regione - ricorda ancora l'assessore - negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per la reintroduzione dell'orso e del lupo insieme ai territori confinanti. Proprio nell'ottica di gestire al meglio la presenza di questa specie e trovare soluzioni di possibile convivenza con le attività umane - Regione Lombardia, tra il 2010 ed il 2014, ha partecipato con altri 9 partner al progetto 'Life ARCTOS', un progetto finanziato dalla Commissione europea e dedicato alla gestione dell'orso bruno. Progetto che ha portato a investire fino a oggi circa 800.000 euro, di cui circa 560.000 euro di fondi Ue assegnati alla Lombardia".
IL PROGETTO 'LIFE ARCTOS' - "Grazie a questo progetto - specifica Terzi - Regione Lombardia ha definito procedure coordinate a livello regionale e ha potuto mettere in campo azioni concrete, quali la definizione di strumenti per il monitoraggio, eventuali interventi di gestione di emergenze (in Lombardia sono stati formati e dotati di idonea strumentazione 120 persone afferenti al personale del Corpo Forestale dello Stato e Polizie provinciali); l'organizzazione di iniziative rivolte alle popolazioni locali, turisti e scuole per dare informazioni sulle caratteristiche della specie e sulla reale pericolosità nei confronti dell'uomo".
"Ancora - annota l'assessore - si è provveduto alla distribuzione di recinti elettrificati in comodato d'uso gratuito a protezione di bestiame ed apiari; al coinvolgimento di alcune aziende agricole nella sperimentazione dei sistemi di gestione del bestiame in alpeggio in presenza dell'orso; alla definizione di una procedura uniforme sul territorio regionale per l'indennizzo di eventuali danni provocati dall'orso; e infine l'utilizzo del numero 1515 del CFS quale numero per le segnalazioni di presenza dell'orso".
LAVORO DI SQUADRA - "Iniziative, queste, rese possibili - conclude Terzi - grazie all'aiuto dei diversi Enti interessati (le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco e i Parchi dello Stelvio, Adamello, Alto Garda Bresciano, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi e il Corpo Forestale della
Stato) e al coordinamento messo in atto da Regione Lombardia". Tutte attività che continueranno nel futuro.
Nel frattempo la Polizia provinciale di Sondrio sta preparando un'informativa per la Procura valtellinese, che valuterà la possibilità d'intervento dell'autorità giudiziaria. (Ln)

IL PICCOLO TIBET PER IL NEPAL

Livigno, conosciuta nel mondo come il Piccolo Tibet italiano per la sua conformazione morfologica, scende in campo per aiutare il Nepal, in seguito al grave terremoto dei giorni scorsi.
Le Alpi di Livigno, così come Tirano e Bormio, tendono un ideale ponte verso l’Himalaya e la sua popolazione, in un’operazione di “solidarietà della montagna”.
Saranno inviati come materiale di soccorso, diversi capi di abbigliamento tecnico, tende, sacchi a pelo, attualmente disponibili nei magazzini di Apt Livigno e, essendo attrezzatura di prima necessità, verranno immediatamente recapitati in Nepal grazie all'organizzazione "CARGO FOR NEPAL" messa in campo dalla Guida Alpina di Caspoggio, Ivan Pegorari e supportata anche da APT Livigno, dal Comune e da tutta la popolazione del Piccolo Tibet italiano.

"NO ALL'ACCORPAMENTO DEL CORPO FORESTALE"

«Il Governo Renzi continua imperterrito la sua azione per lo smantellamento delle tutele della montagna, alla faccia della specificità che ci avrebbe riconosciuto. L’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato e la smobilitazione della Polizia Provinciale priverebbero il nostro territorio in particolare di due presidi fondamentali, efficienti ed efficaci nella loro azione. Ogni giorno a Roma c’è una novità, purtroppo per noi nulla di positivo, non i supposti vantaggi garantiti dalla specificità montana, soltanto tagli. Ai servizi, agli stanziamenti, ora anche alle tutele».
Il senatore Jonny Crosio interviene su una decisione che rischia di avere pesanti ripercussioni per la provincia di Sondrio, oltre che per il resto del Paese, mentre è in discussione al Senato il disegno di legge sulla riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche. L’annunciato accorpamento del Corpo Forestale nelle altre forze di polizia pone tanti interrogativi e aumenta le preoccupazioni in particolare nelle aree montane, dove i forestali svolgono un fondamentale ruolo di presidio.
«Chi ci tutelerà contro i disastri ambientali, le frodi agroalimentari e il bracconaggio - continua il senatore Crosio -, chi monitorerà un territorio soggetto al dissesto idrogeologico qual è il nostro? Verranno forse Renzi e i suoi ministri? La montagna è lasciata in balia degli eventi da un governo miope che sta annientando le autonomie locali e i presidi territoriali: tutto viene accentrato, ma a che prezzo? La Lega Nord si sta battendo contro un modo di fare politica sulla carta che non tiene in conto la realtà del Paese: chiusi nelle loro stanze i componenti della maggioranza che ci governa, giorno dopo giorno, stanno smantellando l’Italia e la montagna è la prima a essere colpita».

MAZZO, ALLE FIAMME 120 BALLE DI FIENO

I Vigili del Fuoco delle sedi di Tirano, Sondrio e Grosotto sono intervenuti a partire dalle 2:30 di questa notte nel Comune di Mazzo in Valtellina, in via Provinciale, per un incendio di 120 rotoballe di fieno accatastate all'aperto in un prato.
I Vigili del Fuoco hanno provveduto a circoscrivere l'incendio ed a bonificare le rotoballe combuste, accertandosi dell’assenza di pericoli per la popolazione che abita nel circondario.
Le operazioni di spegnimento e di bonifica si sono protratte fino al mattino e sono tuttora in corso. Non si conoscono ancora le cause dell'incidente, ma è verosimile che si tratti di un atto doloso.

mercoledì 29 aprile 2015

SANTA CATERINA, IMPRENDITORE AGRICOLO TRAVOLTO DA UN TRONCO

Alle ore 15.00 odierne presso la sede del teleriscaldamento di Santa Caterina Valfurva un imprenditore agricolo 32enne originario della Valfurva, è rimasto vittima di un infortunio mentre era intento a scaricare dal legname dal suo rimorchio.
All’atto dello sgancio di una fune di ancoraggio, un tronco d’albero di circa due metri appoggiato sul pianale è rotolato giù dal rimorchio colpendolo alla schiena. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Bormio, i sanitari del 118 e i tecnici dello PSAL di Bormio per gli accertamenti del caso volti a ricostruire la dinamica del sinistro.
La vittima dell'incidente è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sondalo per le cure de caso a seguito del trauma subito.

ANCHE LA VALTELLINA PUO' AIUTARE IL NEPAL

La guida alpina Ivan Pegorari, in collaborazione con colleghi austriaci, sta organizzando degli aereo cargo per il Nepal carichi di materie prime che possano servire alla popolazione colpita dal terremoto.
Nella pagina facebook dedicata (CLICCA QUI) trovate tutte le informazioni, la lista dei beni di prima necessità che occorrono ed i punti di raccolta più vicini a voi:
  • Per Livigno, Original Galli Street in via Rasia.
  • Per Bormio, Metallia in via Milano.
  • Per Tirano, Foro Boario oggi e domani dalle 17 alle 19.
Ci preme sottolineare che le guide alpine sono molto fidate e che hanno canali diretti col Nepal grazie alle loro numerose escursioni nel Paese.

martedì 28 aprile 2015

SPACCIO: 7 DENUNCIATI E 17 ASSUNTORI SEGNALATI, TRA CUI UNA PROFESSORESSA

Si è conclusa questa mattina un’operazione dei Carabinieri del NORM della Compagnia di Sondrio, volta a disarticolare un gruppo di spacciatori attivi principalmente nella bassa Valle. Sette persone sono state indagate, di cui 4 destinatarie della misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Polizia Giudiziaria, disposto dal GIP presso il Tribunale di Sondrio.
Le indagini, condotte tra marzo e ottobre 2014, hanno potuto accertare circa 500 cessioni complessive di sostanza stupefacente tipo “eroina”, “cocaina” e “hashish” a tossicodipendenti del luogo. Contestato al gruppo lo spaccio di circa 600 grammi di cocaina, 100 di eroina e 400 di hashish, che avveniva principalmente a Morbegno, in zone appartate lungo gli argini del fiume Bitto, nei pressi di alcune scuole superiori, nelle aree verdi della città e presso alcuni esercizi pubblici. Il gruppo era attivo anche a Delebio e Traona. Durante l’attività, sono stati eseguiti anche numerosi sequestri di riscontro sui clienti.
A capo dell’organizzazione due cittadini marocchini: B.K. classe 1993 e S.F. classe 1988, entrambi già noti alle forze dell'ordine, regolarmente residenti in Bassa Valle. Da loro si rifornivano alcuni spacciatori di livello inferiore, E. M. marocchino classe 1993 e G.K. onduregno classe 1994, attivi sempre in Bassa Valle e M. F., classe 1982, operante invece nella città e nei dintorni di Sondrio.
Individuato anche il canale superiore di rifornimento, un cittadino marocchino, B.H., classe 1967, residente a Milano; per lui, la Procura di Sondrio ha passato la competenza a giudicare a quella milanese, considerato che le cessioni effettuate si sono svolte tutte le capoluogo lombardo. Proprio quest’ultimo, durante le indagini, mentre si trovava agli arresti domiciliari per il reato di spaccio, con applicazione del braccialetto elettronico, si rese responsabile di una rocambolesca evasione terminata con il suo arresto proprio a Morbegno, aiutato, secondo quanto accertato, da C. M. L., classe 1980, insegnante del sondriese che stava per nasconderlo nella sua abitazione e che è stata denunciata per “procurata evasione”.
Nel contesto dell’indagine sono stati segnalati alla Prefettura, un totale di 17 assuntori di sostanza stupefacente, tra cui la stessa insegnante.
Durante la notifica dei provvedimenti, questa mattina, sono state effettuate anche perquisizioni domiciliari presso le abitazioni degli indagati, con rinvenimento di modiche quantità di sostanza stupefacente, un bilancino di precisione e sostanze da taglio, tipo “calcio lattato” e “sodio alginato”, il tutto sottoposto a sequestro.

sabato 25 aprile 2015

OPERAIO TRAVOLTO DA UN PALO DELL'ILLUMINAZIONE

Alle 15.45 di oggi, a Valdisotto, presso il deposito dell’Azienda Energetica Valtellina e Valchiavenna s.p.a., un operaio italiano 41enne, mentre stava effettuando le operazioni di scarico di alcuni pali dell’illuminazione pubblica da un autotreno con un muletto, è stato investito da uno di essi.
A seguito del politrauma è stato trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sondalo per le cure del caso. Fortunatamente non versa in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti il 118, i Carabinieri della stazione di Bormio e i tecnici dello PSAL ASL di Bormio che hanno proceduto ai rilievi e agli accertamenti del caso.