7 giugno 2013 - Il Gruppo Misto del Consiglio Comunale di
Tirano propone un'interrogazione sul cosiddetto Progetto Coaster nel
quale si mettono in dubbio le modalità con le quali il progetto stesso è
stato condiviso.
Al Sindaco di Tirano
Oggetto:
Interrogazione ai sensi dell’art.19 del Regolamento per il
funzionamento e l'esercizio del Consiglio Comunale e delle Commissioni
Consiliari.
Il gruppo misto, in seguito alla
delibera di Giunta n 74 del 15-05-2013 del comune di Tirano e a quanto
di seguito apparso sulla stampa in merito alla nuova collocazione del
progetto di realizzazione di una nuova “area turistica poliedrica
integrata”, ritiene che sia necessario un chiarimento.
Considerato :
- che il Comune di Tirano è citato come parte attiva nel tavolo tecnico dalla risposta del 18/10/2012 citata;
- che
nel protocollo d'intesa allegato alla delibera di Giunta del Comune di
Tirano l'amministrazione del nostro comune ha risposto in modo positivo
condividendo le proposte della società proponente
- che la
delibera di Giunta non è da considerarsi legittima in quanto la
decisione riguarda un tema di competenza del Consiglio Comunale ai sensi
dell'art. 42 della Legge 267/2000 ed anche rispetto al regolamento
comunale che lo richiama all'art. 10, quale atto di indirizzo avvalora
di fatto una linea programmatica già definita che potrà essere usata
come strumento di pressione verso le sopra-ordinate Provincia, Regione e
Unione Europea per la modifica dei relativi piani territoriali. (Come
già sta ripetutamente avvenendo verso l'opinione pubblica sulla stampa)
- che
nella stesso protocollo si demanda al Comune di Aprica di predisporre
lo studio della variante ai P.G.T. comunali (altra materia di competenza
del consiglio se consideriamo la convenzione con lo stesso);
- che
sempre nello stesso documento si accetta che le spese di studio e
verifica di fattibilità siano a carico della società proponente,
accettando quindi tecnici incaricati da altri ad agire sul proprio
strumento urbanistico
- che la società non nega l'intenzione
di edificare in quota, che anche se non più nel nostro territorio, avrà
notevoli conseguenze e ripercussioni sulla viabilità comunale
esistente;
- che nella convenzione, all'art. 1, così come
scritto non è chiaro se è il Comune di Aprica o la soc Tu.ti.tri a dover
presentare la variante sovracomunale (alle lettera a e b citate il
Comune di Aprica deve predisporre il materiale non presentare il piano)
- che nelle premesse il nuovo mezzo di trasporto deve essere concepito quale trasporto di pubblica utilità;
Ciò premesso ,
si chiede una risposta durante il prossimo Consiglio Comunale, anche in forma scritta, riguardo i seguenti quesiti:
- con quale mandato il Sindaco o suo delegato ha partecipato al tavolo tecnico;
- Come
viene coinvolto il territorio del comune di Tirano nel progetto attuale
e con quale logica è stato concordato il tracciato del mezzo di
trasporto;
- Come è prevista la gestione del mezzo di trasporto;
- Come
si è determinata la condizione per cui si è dato mandato al Comune di
Aprica di seguire la stesura delle varianti e come si è accettato che le
spese siano a carico della società proponente;
- Le spese
per la parte di competenza territoriale del Comune di Tirano per la
modifica del PGT sarà anche quella a carico della Soc. proponente
l'area turistica o dovrà essere affrontata dalle casse comunali?
- La
preghiamo di relazionare sulla motivazione per cui la Giunta ha preso
tale posizione rispetto al progetto del Coaster dopo che l'argomento
non è mai stato dibattuto in Consiglio Comunale e se è stato affrontato
l'argomento relativo alla compravendita dell'ex cinema Italia che era il
fulcro del progetto originario.
A nome del Gruppo Misto ringrazio e porgo cordiali saluti.
Il Capogruppo
Giovanni Marchesi
allegato:
DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli
enti locali. (T.U.E.L)
Art.42
Attribuzioni dei consigli.
1. Il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
a) statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui all'art. 48, comma 3, criteri generali
in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;
b) programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei
lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici,
programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette
materie;
c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;
d) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;
e) organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici
servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante
convenzione; (1)
f) istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina
generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;
g) indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a
vigilanza;
h) contrazione di mutui e aperture di credito non previste espressamente in atti fondamentali del consiglio ed
emissioni di prestiti obbligazionari (2);
i) spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla
somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;
l) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente
in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino
nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri
funzionari;
m ) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende
ed istituzioni, nonchè nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso
espressamente riservata dalla legge.
3. Il consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto, partecipa altresì alla definizione, all'adeguamento e alla verifica
periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco o del presidente della provincia e dei
singoli assessori.
4. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via
d'urgenza da altri organi del comune o della provincia, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio adottate
dalla giunta da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza.
(1) Lettera modificata dall'art. 35, comma 12, l. 28 dicembre 2001, n. 448.
(2)
Lettera sostituita dall'articolo 1 comma 68 della legge 30 dicembre
2004, n. 311. Per il testo precedente vedi testo previgente.