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venerdì 2 agosto 2013

IL COASTER APPRODA IN PROVINCIA E REGIONE

1 agosto 2013 - "A distanza di due mesi dall’ultimo intervento congiunto delle undici amministrazioni comunali aderenti al Protocollo d’Intesa avente ad oggetto il progetto turistico presentato dalla società Tu.Ti.Tri. S.r.l., appare opportuno un aggiornamento relativamente all’iter procedurale avviato".
I Sindaci dei Comuni firmatari e la società proponente hanno recentemente promosso un incontro formale con il Presidente della Provincia di Sondrio finalizzato ad un approfondimento delle principali linee del progetto, nonché delle diverse procedure adottabili per la sua approvazione, chiedendo in detta sede di essere affiancati e supportati dalle competenze che la Provincia esprime.
In esito all’incontro, nel quale tutte le amministrazioni rappresentate hanno nuovamente ribadito il forte interesse per gli approfondimenti circa la realizzazione del progetto, considerato l’importante sviluppo economico che conseguirebbe per le due Valli (Valtellina e Valcamonica) e per i suoi cittadini, è stata richiesta una presa di posizione dell’Ente sia in merito all’interesse alla sua realizzazione che relativamente alla sua concreta fattibilità dal punto di vista degli strumenti urbanistici provinciali, con riferimento anche alla concreta sostenibilità e gestione del progetto. È stato così convenuto che la competente commissione provinciale sarebbe stata interessata, in tempi brevi, della questione e avrebbe approfondito le problematiche di tipo urbanistico legate al progetto presentato.
La proposta progettuale riguardante la creazione di una nuova area turistica “integrata” dal collegamento tra i comuni aderenti al protocollo d’intesa è stata oggetto anche di una breve presentazione alle competenti autorità regionali, le quali hanno manifestato un preliminare interesse ad un approfondimento di carattere tecnico ed economico del progetto subordinatamente al positivo riscontro da parte delle Provincie competenti (BS-SO).
Come previsto nel protocollo d’intesa, i Comuni e la società daranno avvio, a breve, all’iter in esso indicato che prevede, come prima fase, l’avvio della procedura di Valutazione ambientale strategica (V.A.S.).
Prosegue, in questo modo, il percorso iniziato con la sottoscrizione del protocollo d’intesa che vede in campo tutti gli 11 Comuni che, concordemente, non vogliono perdere questa importante opportunità per le Valli (Valtellina e Valcamonica), portando avanti in maniera decisa ed in ogni sede il progetto turistico condiviso.
Comune di Aprica, il Sindaco
Comune di Sernio, il Sindaco
Comune di Tirano, il Sindaco
Comune di Villa di Tirano, il Sindaco
Comune di Lovero, il Sindaco
Comune di Mazzo, il Sindaco
Comune di Tovo, il Sindaco
Comune di Corteno Golgi, il Sindaco
Comune di Edolo, il Sindaco
Comune di Incudine, il Sindaco
Comune di Monno, il Sindaco

giovedì 25 luglio 2013

"TUTTI SANNO CHE IL COASTER NON SI FARA' MAI"

24 luglio 2013 - Altro argomento che ha creato forte discussione all'interno del Consiglio Comunale di Tirano di lunedì è stato quello relativo al cosiddetto Progetto Coaster.
Nel secondo punto all'ordine del giorno, oltre di ex cinema Italia, si è parlato anche del progetto turistico della Tu.Ti.Tri., il cosiddetto "progetto Coaster". Ad introdurre l'interrogazione è stato l'avvocato Marco Tomasi che, oltre ad aver detto che "tanto il Coaster non si farà mia", ha messo in dubbio la validità della Delibera di Giunta con la quale il Sindaco di Tirano ha firmato il protocollo d'intesa sul progetto con le altre 10 ammnistrazioni coinvolte; secondariamente, Tomasi ha chiesto se i dubbi che il capogruppo di maggioranza Della Frattina aveva espresso nel 2011 fossero stati superati. Il tentativo del consigliere di minoranza è stato quello di far venire alla luce una contraddizione della maggioranza, ovvero la firma di un protocollo d'intesa del progetto (che equivarrebbe ad un "sì") e, contemporaneamente, i dubbi intorno all'operazione.
A rispondere all'avvocato è stato il Sindaco di Tirano Pietro Del Simone che ha sottolineato prima di tutto la validità della firma del protocollo d'intesa: "Essondosi trattato di un atto di indirizzo meramente politico, non c'è stata nessuna prevaricazione - ha assicurato -  del Consiglio Comunale". "Il Comune - ha aggiunto il primo cittadino - non ha preso nessun impegno vincolante, ma si è limitato a manifestare un interesse: il progetto - ha aggiunto - allo stato attuale non esiste per cui è impossibile esprimere un parere positivo o negativo".
Sulla stessa linea Guido Della Frattina che ha detto: "non abbiamo dati per valutare il progetto, i tempi sono prematuri... Oltretutto - ha aggiunto - questa versione, la terza, è svuotata di contenuti. Rimangono ancora aperti - ha concluso - gli interrogativi sorti nel 2011, primo fra tutti la composizione della società Tu.Ti.Tri: è opportuno conoscerne i proprietari (Ciapparelli detiene solo il 50%), per evitare possibili conflitti d'interesse".
Apertamente contrario al progetto, invece, il capogruppo del Gruppo Misto Daniele Pola che, a parte contestare prematuramente dei dati ancora non definitivi, ha puntato, in accordo con il Sindaco Del Simone, sul dovere di tutelare l'ambiente e il paesaggio. Più aperto verso l'idea turistica Gianluigi Garbellini di "Tirano per tutti": "Non capisco e non condivido affatto - ha detto - le preclusioni a priori e i preconcetti sulla possibilità di effettuare un'opera che dia impulso alla stagnante economia e permetta la fruizione a più persone della montagna, la stessa che alcuni egoisticamente vorrebbero tenere tutta per sé".

mercoledì 3 luglio 2013

PRESSING DI TOMASI: A BREVE CONSIGLIO SOLO SU "COASTER" E CINEMA ITALIA

2 luglio 2013 - Il nono punto all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di Tirano della scorsa settimana è stata l’interrogazione del Gruppo Misto sull'approvazione, da parte dell’amministrazione, del protocollo d’intesa sul cosiddetto progetto “Coaster”. Pressing di Tomasi anche sull’ex Cinema Italia.
Il nono punto all’Ordine del Giorno del consiglio di venerdì 28 giugno è stato quello certamente più animato e con il quale il nuovo consigliere di minoranza Marco Tomasi ha più volte punzecchiato la maggioranza. L’interrogazione riguardava diversi aspetti del progetto “Coaster”, fra i quali anche l’illegittimità della delibera di Giunta con la quale è stato dato un assenso di massima al progetto attraverso la firma del protocollo d'intesa con gli altri 10 Comuni coinvolti.
Ad esporre l’interrogazione del Gruppo Misto è stato l’avvocato Marco Tomasi che ha sottolineato, in negativo, come fosse dal lontano 2011 che il progetto turistico della Tu.Ti.Tri non trovasse spazio in Consiglio Comunale.
L’avvocato tiranese ha poi messo a nudo le incongruenze dell’amministrazione. Proprio nel 2011, infatti, il capogruppo Della Frattina aveva reso pubbliche le perplessità in merito alla vicenda (clicca qui); tali perplessità erano state condivise dall’intera amministrazione tanto che il progetto era stato poi abbandonato. “La delibera della Giunta mi piace – ha affermato ironicamente Tomasi palesando la contraddizione – perché finalmente abbiamo capito che i consiglieri di maggioranza, oggi, appoggiano il progetto. Nel merito del protocollo d’intesa – ha aggiunto in tono ironico Tomasi – ho chiesto i documenti ed ho trovato sette corpose pagine per un progetto di 100 milioni di euro; in nessune di queste ho trovato però le risposte alle perplessità di Della Frattina”.
Il consigliere di minoranza Tommasi ha continuato il suo discorso agganciandosi alla vicenda dell’ex Cinema Italia, “riconducibile – secondo la sua opinione – al protocollo d’intesa sul coaster”. “Pare che lo stabile della Camagni – ha affermato l’avvocato – non sia stato venduto per l’esistenza di alcune locazioni a piano terra. Ma se leggiamo i verbali della Camagni, essa afferma, prima ancora del bando di cessione, che la situazione con i locatari era a posto. Ciapparelli ha accettato il bando con la situazione dello stabile così com’era, quindi, non vedo dov’è il problema: non voglio credere – ha concluso Tomasi – che il cinema non sia stato ancora comperato”.
A rispondere è stato il Sindaco di Tirano Pietro Del Simone: “l’amministrazione è cosciente di quello che fa e sul coaster non vogliamo dedicare una discussione specifica a meno di altre novità... Sul coaster – ha aggiunto il primo cittadino - l’amministrazione ha già detto quello che doveva dire nel 2011, con le argomentazioni di Della Frattina. Noi – ha dichiarato Del Simone – non siamo né favorevoli né contrari al progetto, ma siamo convinti che l’idea vada integrata”.
E’ evidente quindi, come sottolineato anche dalle argomentazioni di Tomasi, la contraddizione dell’amministrazione che in prima battuta, nel 2011, e poi ancora oggi si dichiara sostanzialmente neutrale e/o parzialmente contraria, ma che in sostanza, con il protocollo d’intesa, si dichiara invece favorevole al progetto Coaster.
Sullo stabile dell’ex Cinema, invece, il Sindaco di Tirano ha affermato che non si può imputare a lui nessuna responsabilità, ma che “sarebbe meglio chiedere al cda della Camagni”. Su queste affermazioni controbatte ancora Tomasi affermando, invece, che “il Cinema Italia è una questione del Comune perché l’amministrazione fa parte del cda e perché lo stabile è all’interno di Tirano: ci sono – ha concluso Tomasi – le possibilitaà per convocare assemblee e capire la situazione”.
Su questo punto è intervenuto il consigliere di minoranza Trisolini, parte del cda per conto del Comune di Tirano, che ha annunciato la decisione da parte della Fondazione Camagni di indire un’assemblea proprio nei prossimi giorni.
Il pressing di Tomasi non è finito qui: l’avvocato ha infatti raccolto, seduta stante, tra le fila della minoranza, le firme necessarie per una mozione che chieda nei prossimi 20 giorni un consiglio comunale ad hoc sul “progetto coaster” e sul Cinema Italia. D’altra parte l’avvocato, in una nostra breve intervista, lo aveva dichiarato: “nel breve tempo che sarò in carica cercherò di far capire ai cittadini tiranesi quello che l'amministrazione, maggioranza e minoranza, ha fatto in questi 4 anni”.

martedì 25 giugno 2013

NUOVO PROGETTO COASTER: IL 62% DEI VOTANTI E’ FAVOREVOLE

24 giugno 2013 – Ecco i risultati del sondaggio che chiedeva ai lettori di Intorno Tirano un’opinione rispetto alla nuova formulazione del cosiddetto “Progetto Coaster”, con partenza a Villa di Tirano.
L’interesse dei tiranesi verso il progetto turistico proposto dall’imprenditore Giandomenico Ciapparelli non è certo cosa nuova. E’ dal 2009, infatti, anno di presentazione del progetto al Comune di Tirano, che il dibattito attorno a questa idea imprenditoriale si è fatto sempre più ricco di contributi e dibattiti.
All’inizio del mese è stato proposto, a seguito di uno precedente, un nuovo sondaggio sul cosiddetto "progetto coaster", con l’intento di misurarne il gradimento, alla luce dei nuovi dettagli emersi nella terza versione che vede il coinvolgimento di ben 11 amministrazioni e la partenza nel Comune di Villa di Tirano.
All’inchiesta hanno partecipato 1.296 lettori; ecco i risultati:
  • il 62% si è espresso completamente a favore del nuovo progetto
  • il 12% è d'accordo che si faccia, ma sarebbe meglio partire a Tirano
  • il 26% è contrario alla realizzazione del progetto turistico
  • nessuno ha risposto "non so"
Non sono certo, come già sottolineato altre volte, dati statistici rappresentativi dell’intero territorio provinciale, ma certo possono darci un’idea sull’opinione dei lettori del giornale. Al di là di questo è oggettivamente osservabile, se confrontato con il precedente sondaggio, un accrescimento dei pareri favorevoli. “Solo” il 58%, infatti, il 25% dei quali con delle riserve, in precedenza, si era espresso favorevolmente al progetto turistico. Anche quel 2% che precedentemente non si era espresso né a favore né in modo contrario, si è schierata.

domenica 23 giugno 2013

COASTER: "CI MANCAVA SOLO GIACOMO CIAPPONI!"

22 giugno 2013 - Su questo giornale on-line molti hanno espresso il loro pensiero sul Coaster, impianto di risalita su rotaia che dovrebbe nascere qui da noi, nel tiranese e dintorni... (Di Giancarlo Bettini)
Sono anni che il sig. Ciapparelli si è messo in mente di realizzare il detto impianto. Tra i tiranesi pochissimi sono coloro che hanno avuto la voglia di intrapresa nel luogo natio. Uno di questi è stato Sergio Scaramuzzi che da anni dirige la Tica nella nostra zona industriale. Per l'industriale-aviatore è stata dura la conduzione, il “tirare avanti”, e forse dura lo è ancora oggi, in questi tempi difficili per l'economia nazionale e mondiale.
Dalla riviera adriatica è ritornato al suo paesello il sig. Ciapparelli, per anni albergatore, con la voglia di fare qualcosa di significativo da noi. Apriti cielo! Tutti hanno scritto di tutto. Ci manca solo Grillo che, per fortuna, da noi è giunto solo per la propaganda elettorale. Meglio così. Non passerà molto tempo e l'argomento sarà raccolto anche dai “grillini” locali.
Il 18 giugno 2013, su questo giornale on-line, sull'argomento Coaster ha scritto il politico morbegnese Giacomo Ciapponi, capo dei “pidiessini” dell'intera nostra provincia. Dopo l'intervento di Ciapponi non posso più stare zitto, mi aggiungo ai numerosi intervenuti che hanno già riempito otto pagine del giornale diretto da Marco Travaglia. Per distinguermi, a differenza di altri, non entro nel merito del problema. Non sono un intenditore perciò mi astengo dallo scrivere fesserie. Desidero invece entrare in quello che è esclusivamente politica. La dividerò in due rami:
1) SE L'INTERVENTO SARA' INTERAMENTE A CARICO DEI PRIVATI
2) SE L'INTERVENTO AVRA' IN PARTE UN CONTRIBUTO PUBBLICO
Finanziamento totalmente privato. Se questa fosse la previsione inviterei il politico Ciapponi a tapparsi la bocca. Ricordo al già Sindaco di Morbegno che tempo fa è venuto a Tirano. L'argomento della conferenza verteva sulle tangenziali di Morbegno e di Tirano. A quel tempo Morbegno, con l'aiuto dei giocondi tiranesi, o meglio con i 40 milioni di euro avuti in prestito da Tirano, poteva far partire la sua tangenziale. Ciapponi, sentendosi in debito con i responsabili della città abduana, era venuto da noi per confortarci, con due foglietti carichi di cifre. Su questi svolazzanti fogli veniva dimostrato che il finanziamento della tangenziale di Tirano era vicino. In realtà Tirano oggi è in mutande, ha nulla ad eccezione dei milioni del BIM prestati a Morbegno. Mi auguro che i responsabili del BIM abbiano deliberato a tutti i livelli l'assegnazione dei milioni per Tirano. In caso contrario risolveranno il caso in Tribunale.
I soli negozi di biancheria intima (vedi mutande) lavorano nella città abduana a pieno ritmo. Perciò, uomo pidiessino, si metta da parte e non entri nel merito del Coaster che è materia di Tirano e dintorni. Cerchi invece di seguire il processo dei presunti disonesti che ha in casa e cerchi di farli condannare, se colpevoli, prima della prescrizione. Uomo diverso è invece un altro pidiessino che stimo perchè l'ho visto lavorare, e realizzare, per i suoi concittadini. Quell'uomo è Giacomo Tognini, dall'antichità Sindaco di Villa di Tirano. L'iniziativa del Coaster , ad un certo punto della travagliata odissea, stava naufragando. Polifemo e i suoi parenti, accecati dall'ira, avevano scagliato più macigni sulla nave del povero Ciapparelli. Il Sindaco di Villa di Tirano, venuto a conoscenza del fatto, è giunto in aiuto e per mezzo della respirazione artificiale ha riportato in vita il moribondo. Tognini ha risposto il 20 giugno sul quotidiano “La Provincia di Sondrio” all'articolo del collega di Partito Ciapponi. C
ome è noto undici Sindaci del tiranese e dintorni hanno detto sì all'iniziativa di Ciapparelli. Tognini, che al contrario di Ciapponi, ha diritto di parola, nell'articolo ha fatto presente che l'iniziativa va presa con le pinze, che nessuna premura deve prevalere. Giacomo ha detto sì all'iniziativa perchè sa che esistono già uffici pubblici, leggi sufficienti per salvaguardare le mosse dei valligiani. Sa anche che vanno eliminati i burocrati, coloro che hanno contribuito a distruggere l'Italia, i Polifemi di Omero. Quindi l'odissea Coaster va avanti ed un grazie è doveroso verso chi ha fatto risuscitare il moribondo.
2) L'INTERVENTO AVRA' IN PARTE UN CONTRIBUTO PUBBLICO
In questo caso chi scrive rinuncia al commento. Il connubio pubblico-privato non mi è mai piaciuto perchè, in generale, dei politici non ho mai avuto e non ho molta stima. Mi auguro che Ciapparelli e “compagnia bella” abbiano le possibilità per finanziare il tutto. “In bocca al lupo” e “Attenti ai Polifemi vicini e lontani”.
Giancarlo Bettini 

mercoledì 19 giugno 2013

I DUBBI SUL COASTER: "SERVE PIU' CHIAREZZA E UN DIBATTITO PUBBLICO"

18 giugno 2013 - Il segretario provinciale del Partito Democratico sul coaster: "... l’intera operazione si dimostra per ora solo una gigantesca, rischiosa e troppo vaga scommessa che diverse amministrazioni comunali hanno sottoscritto, forse comprensibilmente, ma senz’altro con troppa fretta".
La nuova area turistica poliedrica proposta dalla società Tu.Ti.Tri. passa per un progetto ben definito, sostenibile, economicamente solido e vantaggioso per tutta l’area interessata. Dopo una attenta lettura delle carte, però, l’intera operazione si dimostra per ora solo una gigantesca, rischiosa e troppo vaga scommessa che diverse amministrazioni comunali hanno sottoscritto, forse comprensibilmente, ma senz’altro con troppa fretta.
Il successo economico dell’iniziativa dipende dai grandi numeri dichiarati dalla società proponente, finora privi di un riscontro reale e indipendente. Per il Coaster servono almeno centomila passaggi e si vorrebbero incrementare le presenze turistiche di duecentomila unità, cifra del tutto ipotetica e ben più grande della quantità di persone potenzialmente interessate all’area secondo le stime degli uffici provinciali. Questi numeri appaiono sproporzionati non solo per l’area geografica interessata (la proposta avanzata appare più un piano turistico di massa che un programma compatibile con lo sviluppo equilibrato di un territorio) e devono essere valutati in rapporto alle dinamiche del turismo provinciale e rispetto alle possibili ricadute su quest’ultimo.
Il Coaster è un’infrastruttura, in pratica senza precedenti, che viene presentata come strategica per il successo dell’iniziativa e che si vuole dichiarare di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza con vincolo di espropriazione. Non solo, però, la sua sostenibilità economica resta da dimostrare, ma nella relazione conclusiva del tavolo tecnico tra i comuni coinvolti e la società Tu.Ti.Tri. si dice che il collegamento sarà realizzato preferibilmente con un impianto a monorotaia e che si potranno valutare anche ipotesi differenti come gli impianti a fune o altri. Si apre, quindi, a uno spettro di possibilità ciascuna con i propri effetti sul territorio e capace di trasformare radicalmente tutto l’intervento. Nasce il dubbio legittimo che il Coaster possa rappresentare il classico “specchietto per le allodole” che nasconde i veri obiettivi dell’iniziativa: costruire in una zona dichiarata di particolare bellezza e salvaguardata dai vari piani territoriali provinciali e regionali.
Si sognano insediamenti a “impatto zero”, ma poi si parla, più realisticamente, di impatto “minore possibile” e di una “massa critica necessaria”. È attualmente impossibile, però, valutare quale impatto potranno avere gli oltre settantamila metri cubi di fabbricati previsti perché non si sa, nemmeno in linea di massima, come questa enorme volumetria sarà realizzata e distribuita. Non basta il generico richiamo, in qualche documento, ai materiali tradizionali, alle misure di mitigazione e all’attenzione per l’inserimento nel paesaggio. Anche con i materiali tradizionali e le misure di mitigazione si possono realizzare scempi che svalutano il territorio, mentre gli effetti sul paesaggio di un simile intervento – potenzialmente molto negativi – si possono stimare unicamente di fronte a una vera ipotesi di progetto e non all’attuale programma con troppi “vedremo”.
Non solo, inoltre, si prevede di costruire in montagna e sul fondovalle (anche qui con quali ricadute?), ma nella già citata relazione conclusiva del tavolo tecnico si menzionano non meglio precisate “stazioni intermedie funzionali al progetto turistico” da individuare “in accordo con la società proponente” in fase di definizione delle necessarie varianti dei PGT. Si tratta di un’altra previsione vaga, che rimarrà tale addirittura fino all’avvio delle varianti stesse e che potrebbe perfino condizionarle.
Nella proposta della nuova area turistica si cita l’interessante modello dell’albergo diffuso, che però è fondato sul recupero di insediamenti tradizionali ed è quindi lontanissimo dall’idea di sviluppo turistico a base di massicci interventi edilizi che contraddistingue l’ipotesi presentata. Si può ritenere, a ragione, che un simile sviluppo ben difficilmente possa accordarsi con l’idea di sostenibilità, e che sarebbe preferibile un turismo “leggero” che non comporti trasformazioni radicali del territorio.
Al di là, tuttavia, di ogni dibattito su concetti e preferenze resta il fatto che sulla proposta della società Tu.Ti.Tri. si dovrebbe avviare con le comunità locali una discussione pubblica informata e partecipata. Questo confronto può avvenire solo sulla base di una documentazione ben più definita di un programma di buone intenzioni e di una preliminare dichiarazione di fattibilità economica, e dovrà aver luogo prima dell’eventuale avvio delle varianti ai PGT o agli strumenti urbanistici sovraordinati. Date, infatti, la portata e le potenziali ricadute di lungo periodo dell’iniziativa, non è opportuno che i cittadini siano costretti a limitarsi solo a presentare osservazioni nei tempi concessi dagli iter di variante, a rincorrere gli eventi o a compartecipare a cose fatte (con utili presunti, ma rischi certi) a una società turistica per ora del tutto ipotetica. Nessuna procedura amministrativa, inoltre, può di per sé garantire la qualità, la coerenza e il beneficio pubblico di un piano come quello considerato senza che vi sia, prima di tutto, un verifica da parte delle comunità direttamente interessate.
In che misura, infine, la parte pubblica pagherà le conseguenze di un eventuale fallimento della proposta? I comuni sono stati chiamati ad agevolare e promuovere l’iniziativa, molte criticità di quest’ultima sono attribuite al contesto, non si esclude la richiesta di finanziamenti pubblici e si prospettano ipotetiche garanzie finanziarie, a favore della collettività, la cui reale applicabilità è tutta da dimostrare. C’è poi un’incognita finale: se la proposta, così com’è, si dimostrasse inaccettabile o inattuabile in cosa si potrebbe trasformare? Qual è il rischio che i comuni, inseguendo un miraggio, si ritrovino tra le mani la solita speculazione o scatoloni vuoti che non sono responsabilità di nessuno?
Giacomo Ciapponi (Segretario provincia di Sondrio PD)

sabato 8 giugno 2013

TIRANO: "COASTER APPROVATO NON LEGITTIMAMENTE"

7 giugno 2013 - Il Gruppo Misto del Consiglio Comunale di Tirano propone un'interrogazione sul cosiddetto Progetto Coaster nel quale si mettono in dubbio le modalità con le quali il progetto stesso è stato condiviso.
Al Sindaco di Tirano
Oggetto: Interrogazione ai sensi dell’art.19 del Regolamento per il funzionamento e l'esercizio del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari.
Il gruppo misto, in seguito alla delibera di Giunta n 74 del 15-05-2013 del comune di Tirano e a quanto di seguito apparso sulla stampa in merito alla nuova collocazione del progetto di realizzazione di una nuova “area turistica poliedrica integrata”, ritiene che sia necessario un chiarimento.
Considerato :
  • che il Comune di Tirano è citato come parte attiva nel tavolo tecnico dalla risposta del 18/10/2012 citata;
  • che nel protocollo d'intesa allegato alla delibera di Giunta del Comune di Tirano l'amministrazione del nostro comune ha risposto in modo positivo condividendo le proposte della società proponente
  • che la delibera di Giunta non è da considerarsi legittima in quanto la decisione riguarda un tema di competenza del Consiglio Comunale ai sensi dell'art. 42 della Legge 267/2000 ed anche rispetto al regolamento comunale che lo richiama all'art. 10, quale atto di indirizzo avvalora di fatto una linea programmatica già definita che potrà essere usata come strumento di pressione verso le sopra-ordinate Provincia, Regione e Unione Europea per la modifica dei relativi piani territoriali. (Come già sta ripetutamente avvenendo verso l'opinione pubblica sulla stampa)
  • che nella stesso protocollo si demanda al Comune di Aprica di predisporre lo studio della variante ai P.G.T. comunali (altra materia di competenza del consiglio se consideriamo la convenzione con lo stesso);
  • che sempre nello stesso documento si accetta che le spese di studio e verifica di fattibilità siano a carico della società proponente, accettando quindi tecnici incaricati da altri ad agire sul proprio strumento urbanistico
  • che la società non nega l'intenzione di edificare in quota, che anche se non più nel nostro territorio, avrà notevoli conseguenze e ripercussioni sulla viabilità comunale esistente;
  • che nella convenzione, all'art. 1, così come scritto non è chiaro se è il Comune di Aprica o la soc Tu.ti.tri a dover presentare la variante sovracomunale (alle lettera a e b citate il Comune di Aprica deve predisporre il materiale non presentare il piano)
  • che nelle premesse il nuovo mezzo di trasporto deve essere concepito quale trasporto di pubblica utilità;
Ciò premesso ,
si chiede una risposta durante il prossimo Consiglio Comunale, anche in forma scritta, riguardo i seguenti quesiti:
  • con quale mandato il Sindaco o suo delegato ha partecipato al tavolo tecnico;
  • Come viene coinvolto il territorio del comune di Tirano nel progetto attuale e con quale logica è stato concordato il tracciato del mezzo di trasporto;
  • Come è prevista la gestione del mezzo di trasporto;
  • Come si è determinata la condizione per cui si è dato mandato al Comune di Aprica di seguire la stesura delle varianti e come si è accettato che le spese siano a carico della società proponente;
  • Le spese per la parte di competenza territoriale del Comune di Tirano per la modifica del PGT sarà anche quella a carico della Soc. proponente l'area turistica o dovrà essere affrontata dalle casse comunali?
  • La preghiamo di relazionare sulla motivazione per cui la Giunta ha preso tale posizione rispetto al progetto del Coaster dopo che l'argomento non è mai stato dibattuto in Consiglio Comunale e se è stato affrontato l'argomento relativo alla compravendita dell'ex cinema Italia che era il fulcro del progetto originario.
A nome del Gruppo Misto ringrazio e porgo cordiali saluti.
Il Capogruppo
Giovanni Marchesi 
allegato:
DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli
enti locali. (T.U.E.L)
Art.42
Attribuzioni dei consigli.
1. Il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
a) statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui all'art. 48, comma 3, criteri generali
in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;
b) programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei
lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici,
programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette
materie;
c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;
d) istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;
e) organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici
servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante
convenzione; (1)
f) istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina
generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;
g) indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a
vigilanza;
h) contrazione di mutui e aperture di credito non previste espressamente in atti fondamentali del consiglio ed
emissioni di prestiti obbligazionari (2);
i) spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla
somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;
l) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente
in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino
nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri
funzionari;
m ) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende
ed istituzioni, nonchè nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso
espressamente riservata dalla legge.
3. Il consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto, partecipa altresì alla definizione, all'adeguamento e alla verifica
periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco o del presidente della provincia e dei
singoli assessori.
4. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via
d'urgenza da altri organi del comune o della provincia, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio adottate
dalla giunta da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza.
(1) Lettera modificata dall'art. 35, comma 12, l. 28 dicembre 2001, n. 448.

(2) Lettera sostituita dall'articolo 1 comma 68 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Per il testo precedente vedi testo previgente.

martedì 4 giugno 2013

PROGETTO COASTER: IL 58% E' FAVOREVOLE

Vi proponiamo un nuovo sondaggio in merito alla terza formulazione del cosiddetto Progetto Coaster, con partenza e Villa di Tirano.
Qualche mese fa, quando il progetto era relativo ancora al progetto con partenza in Tirano, avevamo lanciato un sondaggio dove chiedevamo ai lettori se fossero favorevoli al progetto Coaster. Ecco i risultati:
  • il 58% si è detto favorevole (il 25% dei quali con delle riserve)
  • il 35% ha detto di non essere d'accordo sul progetto
  • il 5% ha dichiarato di non avere le competenze per poter decidere
  • il 2% ha detto di non essere d'accordo, ma che potrebbe cambiare idea nel futuro
A questo punto, con la terza formulazione del progetto che prevede la partenza a Villa di Tirano e l'arrivo in due stazione separate (Guspessa e Aprica), chiediamo nuovamente l'opinione dei lettori. Che cosa ne pensate, ora, del progetto, anche alla luce dei nuovi dettagli emersi in questi giorni?
  • Sono d'accordo che si faccia e va bene la partenza a Villa di Tirano
  • Sono d'accordo che si faccia, ma sarebbe meglio partire a Tirano
  • Sono contrario alla realizzazione del progetto turistico
  • Non so
Per votare al nuovo sondaggio clicca qui.

sabato 1 giugno 2013

COASTER: "DUE ANNI E MEZZO PER PARTIRE E QUATTRO PER CONCLUDERE L'OPERA"

31 maggio 2013 - SECONDA PARTE dell'intervista esclusiva a Giandomenico Ciapparelli, l'imprenditore tiranese che ha proposto al mandamento di Tirano una progetto turistico in grado di cambiare il nostro futuro. In bene o in peggio? (Di Marco Travaglia)
COASTER: "DUE ANNI E MEZZO PER PARTIRE E QUATTRO PER CONCLUDERE L'OPERA"
Il modello di abitazione a cui il progetto si ispira
Secondo lei, il successo di questo progetto non dipenderà dalla struttura viaria valtellinese, al momento del tutto deficitaria?
E’ vero che la situazione è deficitaria, soprattutto con l’attuale chiusura della galleria della SS36. Ma è anche vero che, in linea di massima, il tempo di percorrenza, dal milanese, non è esagerato. Con il bresciano siamo collegati in modo discreto e abbiamo anche un collegamento con la Svizzera e il trenino rosso. Da non sottovalutare è poi la ferrovia italiana: è vero che attualmente la situazione non è il massimo, ma se i flussi turistici aumentano aumenterà sicuramente anche il servizio perché saranno anche le ferrovie a guadagnarci economicamente.
Come pensate di finanziare l’opera?
Abbiamo scritto chiaramente che non vogliamo finanziamenti pubblici. Abbiamo fatto uno studio dettagliato su come, secondo noi, il progetto si finanzierà nei prossimi anni e per questo motivo vorremmo che il progetto stesso sia contestato su questi dati e possibilmente da persone competenti. Abbiamo calcolato che per renderlo sostenibile ci vogliono almeno 1.000 posti letto, che devono essere venduti a 40 euro a persona. Il sistema coaster (secondo lo studio di Antonioli, Sala e Gnali) ha necessità di 300.000 euro di manutenzione all’anno, quindi per autofinanziarsi avrebbe bisogno di 100.000 passaggi con un ricavo medio di 3 euro a tratta. Secondo i nostri calcoli i passaggi preventivati, assicurati dai turisti in soggiorno nelle residenze, potrebbero arrivare sui 433.000, di cui 251.000 praticamente sicuri.
Visto che non chiederete finanziamenti pubblici, chi parteciperà economicamente a questo progetto?
Saranno imprenditori e banche della zona. Tra gli imprenditori, oltre che alcune grosse imprese del territorio, ci sarà una cordata di Rimini e un grosso personaggio della gestione alberghiera. Ho già raggiunto un accordo di massima con tutti e tutti, una volta che ci saranno le carte in regola, sono pronti a partire.
Dove verrebbero costruite le residenze? Non c’è un divieto di edificabilità?
A causa del cambiamento del progetto, le nuove edificazioni sono state programmate in Guspessa, nel Comune di Sernio e non più in Trivigno. In questa zona non ci sono divieti di edificabilità dovuti al SIC (Sito di Interesse Comunitario) o a piani regionali. Le residenze che vorremmo fare sono di un piano (piano terra e piano rialzato) e costruite in sasso, legno e vetro. Ho già spiegato agli amministratori che, al di fuori di questo nucleo di abitazioni, non deve essere costruito nulla che deturpi il territorio: è fondamentale, altrimenti sarò il primo a ritirarmi.
Alcuni pensano che per valutare seriamente l’opera e la sua validità sia necessario un progetto definitivo. Quando sarà il momento di redigerlo?
Il progetto turistico c’è ed è quello che abbiamo presentato ed approvato con i Comuni. Variazioni ce ne possono essere sicuramente, condivise, e sicuramente anche in rapporto ai permessi di edificabilità.
Ci sono tempistiche?
Come minimo ci vorranno due anni e mezzo per partire e almeno quattro per finire, sempre che vada tutto bene.
Qual è il destino dell’ex Cinema Italia? Il suo acquisto era forse legato alla partenza del Coaster da Tirano?
La situazione è molto semplice e chiara da tempo. E’ da due anni, come concordato, che aspetto che la Camagni liberi lo stabile: nel preciso istante in cui la Fondazione libera lo stabile dagli attuali occupanti sono pronto a versare i soldi immediatamente. Devo avere la garanzia che, comprando ad un certo prezzo, non debba poi aggiungere altri soldi per liberarlo da chi lo sta occupando ora. La Camagni non ha ancora preso una decisione. Mi è stato anche proposto di fare un passo indietro: come ho già detto sarò disponibile a farlo nel momento in cui mi sarà presentato un imprenditore disposto e impegnato a ristrutturare lo stabile.

venerdì 31 maggio 2013

COASTER: UN'OPPORTUNITA' PER CAMBIARE IL NOSTRO FUTURO?

30 maggio 2013 - Intervista esclusiva a Giandomenico Ciapparelli, l'imprenditore tiranese che ha proposto al mandamento di Tirano una progetto turistico in grado di cambiare il nostro futuro. In bene o in peggio? (Di Marco Travaglia)
La maggior parte delle persone sembra d’accordo sul potenziamento del collegamento Tirano-Trivigno (del quale si parla da qualche decennio), ma non tutti sono d’accordo sulle modalità. Recentemente è stato siglato un accordo con 11 amministrazioni, che cosa prevede?
Sono personalmente molto contento della posizione espressa dagli 11 Comuni che hanno deciso di aprire un tavolo di discussione, che cercavo da 4 anni, e che hanno detto di apprezzare il progetto. Il tutto poggia su tre pilastri fondamentali (il solo collegamento Tirano-Trivigno non reggerebbe economicamente): un’area di montagna naturale di 20 km (dal Mortirolo a Trivigno), le piste da sci di Aprica, la cultura, la storia e l’enogastronomia del fondovalle. Queste tre forze, che nessuno può vantare di avere tutte assieme, andrebbero messe in collegamento con un mezzo di trasporto. Non ho il minimo dubbio che questo progetto possa funzionare.
Il mezzo di trasporto per collegare queste aree è il famigerato coaster?
Non propriamente. Nel progetto non si dice affatto che bisogna usare per forza il coaster; per ipotesi si potrebbe usare, in alternativa, una cabinovia automatica. Noi pensiamo che il coaster possa essere il mezzo di trasporto più adeguato e innovativo, avendo peraltro avuto tutte le garanzie necessarie dai costruttori. E’ elettrico, quindi non rumoroso, veloce, a basso impatto energetico e ambientale. Tra l’altro abbiamo uno studio di fattibilità predisposto dall’Ingegner Emilio Antonioli, l’architetto Walter Sala e il dottor Luca Gnali, massimi esperti in Piani di sviluppo locali, che hanno individuato un percorso attraverso una striscia di 100 metri tenendo conto dell’impatto ambientale e del punto di vista geologico. Su questo c’è anche un accordo di massima con i Comuni.
Perché, secondo lei, la Comunità Montana di Tirano non ha preso parte agli incontri?
Secondo me perché non c’entra molto in questo momento. Quello che poteva fare era prevedere il progetto nel Piano di Sviluppo, e lo ha fatto.
Su questo giornale ho lamentato una chiarezza a tempo sulla divulgazione della trattativa per il progetto e lei si è difeso dicendo che “la divulgazione di notizie sulle fasi della discussione sarebbe stato alquanto irriverente nei riguardi dei nostri interlocutori”. Perché allora, all’inizio, la trattiva con il Comune di Tirano era stata resa pubblica?
Perché in questo momento non si tratta più di Ciapparelli, della sua società e della loro proposta turistica; ora ci sono 11 amministrazioni che hanno portato avanti il progetto ed è normale che le decisioni dei Comuni debbano essere rese pubbliche dai Comuni stessi. Per quanto riguarda il Comune di Tirano è noto a tutti che, visto l’abbandono nel cassetto del progetto e di un tavolo nel quale confrontarsi, ho ritirato il progetto circa 1 anno fa. Mi ero messo il cuore in pace, ma nell’estate del 2012 altri Comuni hanno rivalutato il progetto e lo hanno fatto proprio.
Quindi, mi faccia capire. Tirano ha lasciato nel cassetto il progetto senza iniziare una reale discussione e, passato troppo tempo, lei ha deciso di ritirare la sua proposta. Ad un certo punto il progetto suscita l’interesse di altri Comuni che lo valutano positivamente: si costruisce un tavolo di lavoro e la partenza, visto il disinteresse di Tirano, viene spostata a Villa Tirano. In seguito, quindi, il Comune di Tirano, in qualche modo, si è dovuto ricredere e/o si è trovato costretto ad accettare il progetto con la nuova partenza?
Preferisco passare oltre.
Pensa che, a questo punto, una partenza a Villa di Tirano possa penalizzare il progetto?
Villa di Tirano è stata individuata, tutti assieme, come l’alternativa migliore. Se ci pensiamo, per il turista che arriva da grandi centri come Milano, la distanza tra Villa e Tirano è davvero irrisoria. Calcolando che il 90% dei turisti arriva dal milanese, per loro non cambia nulla. Tra l’altro, il vantaggio di una partenza a Villa è dato dalla possibilità di poter fare un parcheggio ampio, evitando di congestionare ulteriormente Tirano. E’ chiaro comunque che un collegamento con il comune abduano va fatto, per esempio con l’attuale trenino giallo o un mezzo simile. L’unico dato negativo sarebbe la mancanza del collegamento diretto con il trenino rosso, ma questo non è dipeso da noi.
DOMANI LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA A GIANDOMENICO CIAPPARELLI NELLA QUALE SI PARLERA' ANCHE DELL'EX CINEMA ITALIA

sabato 25 maggio 2013

COASTER: "LA PARTENZA FUORI TIRANO E' DIFFICILE DA CAPIRE"

24 maggio 2013 - Intervista all'Assessore alla Cultura di Tirano Bruno Ciapponi Landi in merito al nuovo progetto Coaster e alla sua nuova formulazione.
Buongiorno, che posizione ha assunto il Comune di Tirano in merito a questa vicenda?
Io posso parlare come singolo amministratore, per il Comune parla il Sindaco o "parlano" le delibere affisse all'albo comunale. Premetto che il protocollo d'intesa firmato dai Comuni di Tirano, Villa, Aprica, Sernio, Lovero, Mazzo, Monno, Corteno e Edolo è un atto di disponibilità che, per quanto ci riguarda costituisce l'assenso di massima ad una ipotesi di tracciato del Coaster in partenza da Villa che prevede un arrivo e il passaggio del percorso in territorio comunale a Trivigno.
In che cosa consiste questo "assenso di massima"?
La proposta alla quale hanno aderito i comuni valtellinesi e camuni riguarda un consistente progetto di sviluppo turistico, per ora di "larga massima", quanto meno meritevole della nostra attenzione. Una proposta che riceve l'adesione di un gruppo di enti locali di un territorio deve essere presa sul serio e valutata senza preconcetti (non ci si può certo "mettere di traverso" solo per principio o per sfiducia preconcetta), inoltre i progetti in corso possono sempre essere cambiati finché sono progetti.
Come valuta il progetto coaster e la possibilità di un collegamento di questo tipo?
Personalmente sono sempre stato e resto convinto della validità di un collegamento Tirano-Trivigno-Aprica con partenza dalle stazioni, ferroviaria di Tirano e del Trenino del Bernina. Confesso che quando vedo ipotizzare altre partenze (Sernio o Villa) rimango un po' sconcertato, ma questo è un mio problema, chi lo propone avrà le sue ragioni e avrà fatto i suoi calcoli. C'è anche chi sostiene che il cambio della partenza sia un "castigo" inflitto a Tirano che non avrebbe voluto il Coaster.
Come mai?
Checché ne dicano i malpensanti il Comune di Tirano non ha mai detto di no all'ipotesi Coaster, ha solo preso atto degli insormontabili problemi inerenti la contropartita richiesta, che, al di là delle opinioni, non era neppure possibile concedere. Parlo del complesso edilizio da costruire a Trivigno in zona SIC (Sito di interesse comunitario, cioè europeo). Non è stato quindi il Comune di Tirano a dire di no, ma gli strumenti urbanistici e normativi della Provincia, della Regione, dell'UE.
Quali sono i problemi più grandi da affronte rispetto alla realizzazione del progetto?
I vincoli riguardano comunque le costruzioni, perché il Coaster o altri mezzi ferro-funiviari, potrebbero essere costruiti anche in zona SIC. Il problema è che il Coaster dovrebbe pagarsi con i guadagni derivanti dalle costruzioni. Non si può a Trivigno? L'operazione imprenditoriale viene trasferita altrove, immagino fuori da zone vincolate (anche se dubito ne esistano). Quello che mi è difficile capire è la scelta di spostare la partenza da Tirano (prima a Sernio e adesso a Villa) lontano dalle stazioni e dal trenino del Bernina la cui vicinanza mi sembrava un punto forte del progetto. Non sarebbe stata però questa una buona scusa per non aderire al protocollo d'intesa e ha fatto bene il Comune di Tirano a firmarlo.

martedì 21 maggio 2013

COASTER: SIGLATO UFFICIALMENTE L'ACCORDO CON LE 11 AMMINISTRAZIONI

20 maggio 2013 - I primi cittadini degli undici Comuni coinvolti nel cosiddetto Progetto Trivigno si sono incontrati in Aprica per siglare il Protocollo d’Intesa con l’amministratore unico della TuTiTri srl Giandomenico Ciapparelli. Il capogruppo di minoranza "Tirano per tutti" Gianluigi Garbellini si esprime a favore del progetto.
Giandomenico Ciapparelli, accompagnato anche dal progettista Filippo Renoldi e dall’avvocato Alberto Sfondrini, ha controfirmato il documento politico d’intenti insieme ai sindaci di Aprica Carla Cioccarelli, Corteno Golgi (BS) Martino Luigi Martinotta, Edolo (BS) Vittorio Marniga, Incudine (BS) Bruno Serini, Lovero Anna Maria Saligari, Mazzo di Valtellina Clotildo Parigi, Monno (BS) Roberto Trotti, Sernio Claudio Contessa, Tirano Pietro Del Simone, Tovo Sant’Agata Giambattista Pruneri e Villa di Tirano Giacomo Tognini.
Il passo successivo da compiere, stabilito dall’assemblea in un clima informale, sarà l’invio del documento politico d’intenti, promesso anche ai mezzi di comunicazione, alle Provincie di Brescia e Sondrio e alla Regione Lombardia. Riguardo alla tardività con cui la popolazione è venuta a conoscenza delle trattative tra le amministazioni comunale e la Tu.Ti.Tri., l'imprenditore tiranese Ciapparelli ha detto che "abbiamo deciso che il divulgare notizie sulle fasi della discussione sarebbe stato, da parte nostra, alquanto irriverente nei riguardi dei nostri interlocutori. Ognuno deve stare al suo posto e rispettare il proprio ruolo. La nostra disponibilità di trasparenza - continua Ciapparelli -, che lei ci ha riconosciuto, non è a tempo: il nostro atteggiamento è stato ed è una forma di massimo rispetto verso le 11 amministrazione coinvolte".
Favorevole all'iniziativa del progetto coaster si è espresso il capogruppo di Minoranza "Tirano per tutti" Gianluigi Garbellini che specifica: Il progetto, presentato dalla Srl. di Giandomenico Ciapparelli, discusso al "tavolo tecnico" dei vari amministratori - al quale forse poteva essere invitato anche un rappresentante della minoranza - necessita naturalmente di approfondimenti conoscitivi e di un attento esame dei dettagli non unicamente tecnici, ma anche ordinati alle problematiche ambientali e al reperimento dei mezzi di finanziamento.
Questo - ha aggiunto Garbellini - per rendere concreta, nonostante le difficoltà presenti, la fattibilità di un'opera intesa a meglio fruire della nostra montagna nel pieno suo rispetto, mettendo a disposizione di un turismo controllato le invidiabili risorse di un ambiente che merita di essere valorizzato... Qualcuno vorrà nuovamente gridare a speculazione e a rovina dell'ambiente per affossare un progetto che, se oculatamente studiato e attentamente vagliato dalle autorità preposte alla tutela dell'ambiente, può essere invece foriero di sviluppo economico per l'intero comprensorio, dai cui benefici Tirano non può essere in disparte.
Un mezzo di trasporto leggero - ha concluso Garbellini - che permette a tutti, ompresi i meno giovani, in ogni stagione, senza percorrere strade malagevoli, ghiacciate o innevate, di raggiungere l'alta montagna non può che essere salutato positivamente".
11 amministratori progetto Coaster

UN TRENINO CHE SCALA LA MONTAGNA DI TRIVIGNO

20 maggio 2013 - Chi non ha mai fatto un sogno d’ un desiderio inappagato scagli la prima pietra. Secondo la teoria psicoanalitica classica, il sogno si potrebbe considerare una forma allucinatoria per un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna e mai realizzato. (Di Ezio Maifré)
Io un sogno inappagato e forse anche da film ” kolossal” l’ho fatto.
Sarà perché amo la verde e fresca montagna di Trivigno. Sarà perché sono affascinato , sin da bambino, dal Trenino Rosso del Bernina. O forse sarà perché in questi giorni, quando ho bisogno d’una boccata d’aria buona, faccio un salto a Poschiavo e, quando vedo il genio dei tecnici svizzeri che hanno costruito il viadotto circolare di Brusio, il mio pensiero vola su ciò che sarebbe possibile fare.
Sarà quel che sarà, ma io ho sognato, questa notte, che il Trenino Rosso del Bernina, dopo essersi fermato nella graziosa stazione di Tirano aveva proseguito la sua corsa, pieno zeppo di turisti sino a giungere alla “Conca di Cielo “ di Trivigno.
Lassù tutti hanno potuto godere della bellezza della conca che sembra essere posta nel palmo delle mani del Signore.
Il mio sogno era pieno di immagini e apparenze reali. Ho visto e sentito giungere il trenino rosso del Bernina a Tirano, con tre lunghi fischi, poi imboccare Via S. Giuseppe , svoltare a sinistra e su un ponte in ferro attraversare il fiume Adda. Con ampi e dolci tornanti giungere lento e possente sino alla Seconda Croce di Ronco e fermarsi ad una immaginaria Prima stazione.
Da Ronco lo sguardo spazia la bella vallata di Poschiavo sino a Miralago. Più in basso si estende la fertile vallata del tiranese dominata dal monte Masuccio.
Piazzale Ronco
Piazzale di Ronco – 1^ Stazione immaginaria
Poi l’ho visto proseguire sino all’alpe Canali , ampia e solatia zona prativa dove il cuculo e l’astore sono sempre di casa e fermarsi alla immaginaria Seconda stazione dell’Alpe Piscina, luogo storico d’una caserma ormai in rovina e bivio d’una comoda strada per la bella e fertile terra di S. Rocco con microclima da favola dove anche in inverno la neve resiste a malapena.
Alpe Piscina
Alpe Piscina - 2^ Stazione immaginaria

Poi l’ho visto proseguire tra boschi di pino e larici sino al forte Sertoli di Canali ,e fermarsi alla immaginaria Terza stazione posta sul pianoro dove la vista spazia sino al lago di Poschiavo cullato tra le cime sempre innevate del Bernina.

Forte Sertoli di Canali La valle di Poschiavo vista
Forte Sertoli di Canali e La valle di Poschiavo vista – 3^ Stazione immaginaria
L’ho visto proseguire ancora lento e possente tra dolci tornanti immersi tra pini secolari sino alla immaginaria Quarta stazione di Trivigno a quota 1700 m. s.l.m .
Il grande cartello posto nella stazione diceva : Trivigno. “ conca di cielo “ dove l’animo si apre ai pensieri più nobili e i polmoni diventano mantice d’un corpo nuovo.
Era inverno, e il Trenino Rosso aveva conquistato la splendida montagna di Trivigno che insiste sul tiranese, Aveva dato vita, anche in inverno, a quella ampia zona di natura impossibile al transito normale su gomma.
Così come per i tratti innevati e ghiacciati della val Poschiavo e del Bernina il possente locomotore si era fatto strada tra neve e ghiaccio e aveva aperto la via alle dimore dell’alpe di Ronco, di Piscina, di Forte Sertoli di Canali e di tante baite sparse e silenti nella neve sino a giungere in Trivigno con una comoda e sicura via offrendo ai visitatori un panorama da sogno. Aveva dato vita a quell’intera parte della montagna assonnata e ghiacciata, intransitabile spesso da metà novembre sino a metà aprile.
Non solo, ma aveva anche unito con un gemellaggio ideale, due vallate con caratteristiche uniche e irripetibili: quella della bella e dorata Sankt Moritz a 1830 m s. l. m in Alta Engadina con la dolce e assolata Trivigno in Valtellina a 1700 m s.l.m.

Trivigno
Trivigno - 4^ Stazione immaginaria
Il mio è stato un sogno da film kolossal ? Si, è vero, lo è stato. Quando ho aperto gli occhi e volto lo sguardo alla montagna di Trivigno, il mio sogno è subito svanito e nella mia mente è comparsa la realtà. Per un sogno di questo tipo occorre investire somme ingenti di denaro, notevoli sforzi organizzativi per attendersi grandi ritorni economici e di immagine. La realtà ha ridimensionato il mio sogno pensando ad un più “ umile “ progetto, a un più semplice mezzo di trasporto. O magari, in questi tempi di austerità, sarebbe forse più semplice e meno costoso tenere in buono stato le strade di quelle Alpi , sgomberare la neve in inverno per poterle raggiungere anche dal versante tiranese. Ma il messaggio che mi ha lasciato questo sogno e che mi ha fatto felice è quello d’amare, di tenere con cura e con passione ciò che i nostri vecchi ci hanno lasciato con fatica e sudore. Credetemi, il resto verrà da sé come nel sogno , quando ognuno di noi amerà questa montagna e la frequenterà assiduamente. Solo così si potranno realizzare e valorizzare le nostre ricchezze montane, come hanno fatto i nostri vicini svizzeri con il Trenino Rosso del Bernina.
Ezio Maifrè
(dedicato, con gratitudine, agli Amministratori di Tirano)

lunedì 20 maggio 2013

COASTER: ANCHE TIRANO DICE "SÌ"

18 maggio 2013 - Dopo la prima approvazione di Villa di Tirano, anche il Comune di Tirano ha deliberato un protocollo d'intesa per l'inserimento nel PGT del progetto Coaster.
La Giunta Comunale di Tirano ha deliberato all'unanimità l'approvazione del "Protocollo d'intesa per l'inserimento nei P.G.T. della previsione urbanistica riferita alla "creazione di un'area turistica integrata e del relativo collegamento (coaster, Ndr) tra i comuni di Villa di Tirano, Sernio, Edolo, Corteno Golgi, Aprica".
Dopo Villa di Tirano, ecco quindi il secondo via libera al progetto turistico della Tu.Ti.Tri. srl di Giandomenico Ciapparelli. In seguito alla convocazione di un tavolo tecnico "le cui riunioni - si legge nella delibera - sono state formalmente convocate e verbalizzate, si è riunito in diverse occasioni con la finalità di consentire alle amministrazioni comunali partecipanti una migliore comprensione, precisazione e definizione della proposta progettuale presentata... ".
"... Le amministrazioni comunali - continua la delibera - , in sede di tavolo tecnico, hanno positivamente valutato il progetto conclusivo (che è stato ampiamente ed attentamente vagliato, discusso, modificato ed integrato) e le opportunità da esso scaturenti per lo sviluppo socio-economico dell'intera area intervalliva interessata". Allo stesso tempo, però, anche dopo l'accettazione del protocollo d'intesa, il Comune di Tirano precisa che esso "non produrrà vincoli contrattuali tra le amministrazioni interessate, né possibilità di risarcimento da parte degli interessati qualora, per qualsiasi motivo, il Comune non dovesse approvare la proposta progettuale".
Sull'approvazione del protocollo d'intesa, il Gruppo Misto di Tirano ha affermato che: "La situazione economica difficile è terreno fertile per coltivare illusioni. Non siamo contrari a priori alla formazione di un sistema di trasporto alternativo anche se abbiamo forti dubbi che quello proposto sia effettivamente percorribile non avendo a tutt'oggi esempi efficienti in funzione in Italia. Il solo dato relativo alla situazione di sofferenza degli impianti di risalita esistenti in tutte le stazioni turistiche conferma le nostre perplessità. L'impressione è che si voglia sdoganare il coaster quale grimaldello per fare nuove costruzioni in quota con le relative conseguenze (Aprica e San Pietro son lì da vedere). Secondo il nostro pensiero la montagna va rispettata tutta, che sia territorio di Tirano, Sernio o Villa di Tirano poco importa, rispetto che comprende anche la valorizzazione di quello che offre mediante una serie di infrastrutture leggere e compatibili con l'ambiente ed il paesaggio, molto diverse dai mega-progetti che si stagliano all'orizzonte con la proposta Tu.Ti.Tri.
Anche Legambiente e il suo portavoce provinciale Ruggero Spada muovono delle perplessità: "L’ultima versione del coaster, la terza, atterra sul comune di Villa e compare in pubblico un contesto ancora più difficile delle precedenti, tra il caos della SS 36 e la recessione economica. Sul piano tecnico/finanziario non ci si può ancora pronunciare: non ci sono dati, solo domande.
Dalla lettura alle recenti delibere delle Giunte comunali di Tirano e di Villa emergono molte perplessità soprattutto sulle procedure adottate: più che coaster viene da pensare ad un CAOS-ter.
L’elaborazione di una strategia si sviluppo economico/turistico non può essere affidata ad un tavolo tecnico. La programmazione, con l’elaborazione di strategie e la definizione di progetti, deve maturare attraverso la condivisione e passaggi sociali e politici; solo così i progetti possono acquisire quella forza che è ancor più importante nei momenti di crisi come l’attuale.
Il percorso delineato con il protocollo di intesa tra i Comuni e la TuTiTri (che ha una quota in mano ad una società finanziaria della quale non si sa nulla) non è soddisfacente e non è il miglior modo per incanalare i capitali privati disponibili verso la realizzazione di un trasporto pubblico ecologico e verso un’azione di stimolo all’economia locale.
Aspettiamo di avere dettagli del progetto e magari delle implicazioni finanziarie. Al momento sembra proprio che le perplessità debbano avere la meglio sugli entusiasmi".

venerdì 17 maggio 2013

COASTER: VILLA DI TIRANO E' LA PRIMA A UFFICIALIZZARE IL "SÌ"

16 maggio 2013 - La popolazione è venuta a conoscenza da pochi giorni di un accordo di massima tra i Comuni del tiranese, ma Villa di Tirano non attende oltre e approva un protocollo d'intesa per la realizzazione della monorotaia.
L'amministrazione di Villa di Tirano ha approvato per prima un protocollo d'intesa per l'inserimento nel PGT (Piano di Governo del Territorio) del progetto coaster, la famosa monorotaia che dovrebbe collegare Villa (partenza), Trivigno, Sernio-Guspessa (1° arrivo) e Aprica (2° arrivo).
Secondo quanto si sarebbe concordato tra i Comuni interessati, si legge su La Provincia di Sondrio, "si stabilisce che il Comune di Aprica, a nome degli altri, si impegni a far predisporre ai tecnici la documentazione per l'approvazione della variante urbanistica... con tutte le indagini (spese a carico della società privata promotrice, Tu.Ti.Tri Natura e Ambiente, Ndr) e le valutazioni ambientali sulla sostenibilità del progetto".
Altro passo verso la realizzazione del Coaster sarà un tavolo di concertazione tra la Provincia di Sondrio, quella di Brescia e Regione Lombardia: qui bisognerà trovare un accordo sul progetto e le autorizzazioni necessarie. Ma intanto si va avanti, senza che, come aveva auspicato anche il Presidente della Cominità Montana Franco Imperial, ci sia un vero dibattito pubblico di condivisione.

sabato 11 maggio 2013

COASTER: PER ORA LA COMUNITA' MONTANA DI TIRANO STA A GUARDARE

10 maggio 2013 - In questi giorni è ripreso il dibattito intorno al progetto coaster e alla sua nuova formulazione: che posizione stanno assumendo il Comune di Tirano e la Comunità Montana?
Dopo la notizia degli incontri (quasi segreti) tra la Tu.Ti.Tri Natura e Ambiente e i Comuni coinvolti nel cosiddetto "terzo progetto coaster" (partenza a Villa di Tirano e due destinazioni di arrivo, Pian di Gembro e Guspessa) si è potuto finalmente riprendere il dibattito attorno ad un argomento tanto importante per il nostro territorio.
Contattato personalmente, il Sindaco di Tirano Pietro Del Simone ha ammesso la partecipazione agli incontri tra i Comuni del tiranese e i promotori dell'iniziativa privata capitanata da Giandomenico Ciapparelli. "Sì, ho partecipato a quegli incontri, ma non voglio parlare di questo argomento". "Come mai?", è la domanda più ovvia: "Perché Tirano - ha concluso frettolosamente - è interessata solo marginalmente: il nostro Comune sarebbe solo un luogo di passaggio e non più di partenza".
Molto più disposto a parlarne il presidente della Comunità Montana Valtellina di Tirano Franco Imperial. "Personalmente - ha detto - non voglio entrare in polemica: so che i Comuni, evidentemente coinvolti per interesse, e la società Tu.Ti.Tri stanno lavorando ad un progetto condiviso, ma io non ho mai partecipato agli incontri. Mi hanno inviato un progetto di massima e sono stato invitato a questi incontri - ha aggiunto - ma ho ritenuto, al momento, di non partecipare in quanto si tratta di un progetto che va ancora sviluppato e completato, coinvolgendo e condividendolo con tutto il territorio".
"E' ovvio - ha dichiarato Imperial - , prima o poi, che la Comunità Montana sarà interessata dal coaster perché la struttura viaria passa nei boschi, che sono una nostra zona di competenza. E' un progetto - ha aggiunto - di sicuro interesse per il territorio tiranese, ma, essendo un commerciante, a differenza del mio vice Clotildo Parigi che è un ingegnere ed è più attento agli aspetti tecnici, sono attento a tutto e ho bisogno di un maggior controllo della situazione".
Sui rapporti con Parigi, che anche nei giorni scorsi ha giudicato positivamente il progetto, Imperial ha tenuto a precisare che "dopo l'iniziale dissenso (risalente al 2011, Ndr), ora c'è un dialogo sereno per condividere un percorso comune". "E' vero - ha concluso Imperial - che la Comunità Montana ha incluso il progetto nel piano socio economico, ma quello rappresenta un po' il libro dei sogni: altra cosa sarà il progetto esecutivo che andrà a bilancio della CM: in quel caso, se mai dovesse accadere, la CM sarà inevitabilmente parte attiva del progetto".

giovedì 7 giugno 2012

COASTER: IL SILENZIO IMBARAZZANTE DEL COMUNE DI SERNIO

6 giugno 2012 - PD Tirano: "È di questi giorni la notizia che l’operazione coaster non ha ancora esaurito il suo slancio. I pareri contrari di diversi enti non smorzano l’entusiasmo della TU.TI.TRI. (società promotrice del progetto) e del suo Amministratore unico Giandomenico Ciapparelli".

L’imprenditore, recentemente, ha inviato una lettera a tutte le Amministrazioni comunali coinvolte (Tirano, Aprica, Villa di Tirano, Corteno Golgi, Sernio ed Edolo) da cui emergono aspetti del tutto nuovi rispetto a quanto reso pubblico finora. In particolare si legge che il numero delle Amministrazioni interessate dall’operazione sembrano essere aumentate. Oltre ai comuni di Villa di Tirano, Aprica e Corteno, infatti, pare aggiungersi anche quello di Sernio. Quest’ultimo, inoltre, sempre stando alla missiva, dovrebbe ospitare, in condivisione con Corteno Golgi, la fabbricazione in quota del “polo attrattivo-turistico” che, stando alle versioni progettuali depositate dalla TU.TI.TRI., si sostanzierebbe con la realizzazione di circa 90.000 mc di costruzioni, per un’accoglienza complessiva di circa 1000 presenze.

Riaffermiamo, ancora una volta, la perplessità, già espressa più volte, rispetto ad un modello di sviluppo, oggi anacronistico, che mira all’antropizzazione ed al consumo di un territorio che attualmente appare praticamente incontaminato e che può essere considerato come un’oasi di pace immersa nella natura.

Tuttavia, in questo momento, l’aspetto che ci stupisce maggiormente è il totale silenzio dell’Amministrazione comunale di Sernio, che non ha coinvolto in alcun modo la popolazione in una scelta tanto importante per il futuro del Paese e, si può dire, per il futuro dell’intero mandamento. Di più, nemmeno la minoranza consigliare è al corrente del parere espresso favorevolmente dall’Amministrazione, che pare agire nell’ombra, sebbene l’iniziativa in oggetto, per la sua importanza, non è di poco conto e, per questo motivo, crediamo debba essere gestita con un atteggiamento di apertura e condivisione.

Invitiamo pertanto il Sindaco di Sernio a rendere pubbliche le decisioni prese in relazione all’operazione, oppure a smentire i contenuti della missiva di Ciapparelli che, tra le altre cose, sottolinea la possibilità di localizzare la fabbricazione sul territorio comunale di Sernio.
Purtroppo dobbiamo considerare come, anche da questa vicenda, emerge con chiarezza la difficoltà, da parte di alcuni amministratori, di rendere condivise le scelte e di rapportarsi con i cittadini. Sembra che di fronte all’importanza delle decisioni da assumere, il coinvolgimento della popolazione diventi un orpello fastidioso ed ininfluente.

Da parte nostra, come circolo del PD di Tirano, cercheremo di informare e rendere partecipe, per quanto possibile, la cittadinanza anche in futuro, attenzionando l’opinione pubblica sulle diverse operazioni che interessano il territorio mandamentale.

Per il Circolo PD di Tirano
Andrea Patroni

venerdì 6 aprile 2012

EX CINEMA ITALIA: "VOGLIAMO LE DIMISSIONI DI PARIGI"

5 aprile 2012 - Le ultime notizie sul Coaster a Sernio, a cui timidamente ha dato risposta l’imprenditore interessato, ma non gli amministratori coinvolti nell’operazione trinceratisi dietro un "no comment", continuano ad intrecciarsi con la vendita dell’ex cinema Italia...

Sulle due faccende è calato un significativo silenzio a cui fa da contrappeso un vortice di voci da bar che insistentemente parlano delle dimissioni dal Comitato della Fondazione Camagni del consigliere Muzio.

Nulla è certo, sembra solo che l’amministrare la cosa pubblica sia attività sempre più riservata nel tiranese… Soprattutto quando si tratta di operazioni cardine per il futuro del territorio, pare che la politica di governo non voglia dare la possibilità ai cittadini di partecipare attivamente. La trasparenza è un fastidioso orpello? Noi riteniamo che la politica sia fondata sul confronto con le persone che vivono il territorio.

Ci piacerebbe che chi ha la responsabilità di governo adottasse questo metodo e pertanto, il Circolo PD di Tirano chiede ai membri del Comitato e agli amministratori locali come stiano realmente le cose ed al Presidente della Fondazione Camagni di dimettersi, come più volte promesso, visto l’ingiustificabile dilatarsi dei tempi legati alla compravendita dell’ex Cinema Italia.

La coordinatrice del Circolo PD di Tirano
Zucchetti Francesca

COASTER: "AL MOMENTO NON CI SONO NOVITA'"

5 aprile 2012 - L'imprenditore tiranese Giandomenico Ciapparelli ci ha rivelato che fra qualche settimana ci sarà "qualcosa di concreto".

E' notizia di martedì, su comunicazione del Circolo PD di Tirano, dell'incontro tra l'amministrazione comunale di Sernio e i promotori del cosiddetto "progetto coaster": si ipotizza che l'iniziativa immobiliare possa spostarsi dal Comune abduano a Sernio.

Raggiunto telefonicamente, l'imprenditore tiranese Giandomenico Ciapparelli ha dichiarato che "vere novità, attualmente, non ci sono; ci sarà qualcosa di concreto fra 3-4 settimane": solo in quel momento si potrà conoscere qualcosa di ufficiale.

L'imprenditore, che non ha voluto fornire dettagli precisi, ha tenuto comunque a precisare, confermando indirettamente il colloquio con l'amministrazione di Sernio, che "il progetto è inalterato rispetto a quello presentato a Tirano" e che quindi "non c'è nulla da nascondere: è tutto visibile sul sito internet".

mercoledì 4 aprile 2012

CLAMOROSO: IL COASTER SI TRASFERISCE A SERNIO

3 aprile 2012 - È di questi giorni la notizia che l’iniziativa immobiliare legata alla realizzazione del “Coaster” sia in procinto di trasferirsi da Tirano a Sernio...

La scorsa settimana, infatti, tra il più assoluto riserbo, i promotori della tanto discussa iniziativa hanno portato la proposta all’attenzione degli amministratori di Sernio, chiedendogli di esprimere un parere.

Speriamo che qualcuno che ha la responsabilità informi la cittadinanza. Da quello che sappiamo la nuova idea progettuale prevede la realizzazione dell’impianto di risalita nel Comune in questione e contempla l’opportunità di concentrare all’incirca 90.000 mc di costruzioni a 1900 m.s.l.m., in località Guspessa.

Come detto in occasione della prevista realizzazione sul Comune di Tirano, non abbiamo una visione pregiudizialmente ideologica, ma di merito progettuale e di reale apporto turistico dell’opera. Resta la spinosa questione della fabbricazione in quota che, così come pensata, dovrebbe portare a poter accogliere all’incirca 1000 nuove persone in una zona che, oggi, appare praticamente incontaminata e con un grado di antropizzazione quasi nullo.

Le aree interessate dal nuovo insediamento vedono, nelle vicinanze, la presenza di un piccolo ristoro e di alcune seconde case, principalmente di proprietà degli abitanti di Sernio. Attualmente l’ambiente risulta quasi incontaminato ed utilizzato solamente da qualche alpeggiatore. È evidente, quindi, come l’edificazione prevista possa creare una serie di pressioni ambientali che andrebbero valutate dentro gli strumenti a disposizione a partire dal piano d’area della media ed alta valle.

Prima di esprimere un parere, invitiamo pertanto gli amministratori a coinvolgere la popolazione e a riflettere con attenzione sulle ricadute ambientali e paesistiche che interesseranno il Paese. Si passerebbe, infatti, dalla presenza di praterie di alta quota ad un ambiente urbanizzato, una piccola “città”, abitata da circa mille persone, sulla cima della Montagna.

In conclusione il circolo del PD di Tirano, si mette a disposizione per qualsiasi ragionamento sulle moderne forme di sviluppo turistico sostenibile che potrebbero essere applicate ad un comparto come quello valtellinese, ma non ritiene in alcun modo sostenibile portare avanti un modello di sviluppo turistico massivo come quello proposto e che, peraltro, risulta già essere stato applicato in altre località provinciali, con risultati davvero poco esaltanti da tutti i punti di vista (economici paesistici ed ambientali).

Speriamo che a breve le istituzioni coinvolte organizzino appositi incontri pubblici e discussioni aperte a tutti, andando ad approfondire il progetto serenamente, sulla scorta di un livello di progettazione che ne permetta un’analisi più approfondita.

Per il Circolo PD di Tirano
Andrea Patroni