20 settembre 2013 - L'Anmil compie 70 anni: "Continuerà a lavorare per la tutela delle vittime del lavoro".
“In questo stesso giorno di settanta anni fa,
all’indomani della caduta del regime fascista e della firma
dell’armistizio, un gruppo di mutilati ed invalidi del lavoro diede vita
all’ANMIL - che avevano già costituito dieci anni prima, nel 1933,
subendone poi lo scioglimento ad opera dello stesso regime fascista – ed
oggi siamo qui orgogliosi di questo 70° anniversario che ci vede forti e
determinati a portare avanti, oggi come allora, le battaglie per la
tutela delle vittime del lavoro e per la salvaguardia della salute di
tutti i lavoratori”. Queste le parole del Presidente provinciale ANMIL
Emilio Giacomelli nella giornata in cui ricorda quanta storia c’è dietro
un’Associazione che ha puntato soprattutto sui fatti e sulla
concretezza del proprio impegno.
“A dimostrare quanto sia stato
proficuo il nostro operato in questi anni sono i numeri che ci
contraddistinguono nel mondo dell’associazionismo e del volontariato:
106 sedi provinciali; 500 Sezioni locali; 1 Presidente nazionale; 2 Vice
Presidenti; 150 componenti della Consulta nazionale in rappresentanza
di tutt’Italia; oltre 10.000 volontari attivi e circa 400.000 iscritti”,
spiega il Presidente provinciale di Sondrio E aggiunge: “A questi
numeri danno ulteriore forze alcuni tra i più recenti riconoscimenti:
dal 1999 l’ANMIL è stata inserita tra i componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL; dal 2011 i rappresentanti ANMIL
sono entrati a far parte dei Comitati consultivi Provinciali dell’INAIL;
dal 2012 è componente del Comitato di gestione del Fondo per le Vittime
dell'Amianto”.
Nel 1943 iniziò un cammino ricco di impegno
associativo e di forte partecipazione alla progettazione, realizzazione e
gestione di servizi per gli invalidi del lavoro, disciplinato negli
anni da ripetuti interventi legislativi volti a riconoscere la rilevanza
pubblicistica dell’attività e del ruolo dell’Associazione: dal Decreto
128 del 1945 che riconosceva l’ANMIL come ente morale approvandone lo
Statuto, alla legge 335 del 1958 che trasformava, riordinandola,
l’Associazione. Se ne arricchivano le funzioni “pubblicistiche” e si
ponevano le premesse per il riconoscimento, nel 1960, quale Ente
pubblico con finalità assistenziali e per l’approvazione, nel 1961, del
nuovo Statuto che coniugava la vocazione solidale fra soci con le nuove
prospettive rivendicative e di servizio proiettate verso una platea
indeterminata di invalidi del lavoro.
Già allora, peraltro, era
chiara la tipicità della collocazione di ANMIL che non ha mai perso la
natura e funzione associativa e ha sempre tratto da essa forza e
autorevolezza per una rappresentazione propositiva e rivendicativa dei
bisogni e delle attese degli invalidi del lavoro in termini di tutela
assicurativa, di riabilitazione sanitaria e di reinserimento sociale e
lavorativo, attraverso un percorso che ha via via sempre più valorizzato
con supporti scientifici aspetti, in precedenza, ritenuti secondari
(quello del disagio psicologico o le differenza di genere, solo per fare
due esempi).
“In questi settanta anni – precisa Giacomelli -
abbiamo portato avanti non solo rivendicazioni, promosso ricerche e
interventi, presenza autorevole e di stimolo nel campo della
prevenzione, del reinserimento professionale, della cultura della salute
e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, ma abbiamo anche saputo
portare concreto sostegno ai singoli per i bisogni quotidiani legati al
loro essere infortunati, invalidi, ma prima ancora cittadini,
lavoratori alle prese con problemi del lavoro, problemi personali e
familiari, attraverso la creazione del Patronato ANMIL, del CAF, della
Fondazione “Sosteniamoli subito” con finalità assistenziali, di una
agenzia per l’intermediazione al lavoro, di un istituto di formazione e
riabilitazione (IRFANMIL)”.
“Oggi possiamo quasi parlare di un
ritorno alle origini – commenta il Presidente dell’ANMIL - in un quadro
di strumenti nuovi, di opportunità offerte dalle nuove concezioni del
welfare, di bisogni crescenti e diversificati di una categoria che
chiede risposte complessive, per tutti i bisogni individuali e
collettivi. Riteniamo di essere sulla strada giusta per dare queste
risposte pur a fronte di difficoltà crescenti, economiche ma non solo,
dovendo far fronte fra l’altro al rischio di iniziative, spesso
improvvide, di quanti fanno di tutta l’erba un fascio, sollecitando
spending review, tagli di finanziamenti, ecc”.
“Forti dei nostri
70 anni (e oltre) di storia e cronaca – conclude il Presidente
Giacomelli - riteniamo di meritare il credito che ci viene riconosciuto
ai più alti livelli istituzionali e, quotidianamente, dalla gente che si
avvale dei nostri servizi e che ci sollecita per impegni rivendicativi
in favore della tutela della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro
e di vita, certi di essere sulla strada
migliore”.
IL PRESIDENTE PROVINCIALE
Emilio Roberto Giacomelli