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domenica 10 maggio 2015

Capetti Pino

Capetti Pino

sabato 9 maggio 2015

Cusini P. Pietro

Cusini P. Pietro

mercoledì 6 maggio 2015

"GRANDE GROSIO": I DUBBI DI LEGAMBIENTE

Eisackwerk è una S.R.L. con sede a Bolzano. Dal suo sito si legge che è una “società attiva, dal 2005, nel settore dello sviluppo, realizzazione e gestione d’impianti idroelettrici. L’ambizione di Eisackwerk è di realizzare impianti di produzione efficienti, sicuri e compatibili con l’ambiente e il paesaggio; l’etica aziendale prevede che sicurezza e ambiente siano sempre anteposti al profitto”.
Negli ultimi anni ha presentato istanze di concessione di derivazione ad uso idroelettrico per complessivi 1.000 Megawatt. Il 30 settembre 2014 ha presentato negli uffici della Provincia di Sondrio il progetto “GRANDE GROSIO”, per una potenza che si avvicina ai 150 Megawatt e una portata delle condotte di 80 m3 al secondo. L’acqua turbinata è quella che attualmente viene utilizzata nelle centrali A2A di Grosio, Grosotto, Lovero e Stazzona, che dovrebbero essere chiuse.
Una unica nuova centrale sostituisce le quattro dismesse: è costruita ad una profondità di circa 200 m dal suolo, vicino al Roasco a Grosotto. Dopo essere state turbinate le acque provenienti dalla Valgrosina e dalla zona di Sondalo vengono poi immesse in un grosso canale di scarico che, a pelo libero, le porta da Grosotto a Stazzona, dove vengono restituite all’Adda.
Nel corso del mese di aprile 2015 Legambiente ha letto i documenti di progetto e ha fatto qualche riflessione, raccogliendole nelle sue prime osservazioni. Volentieri seguiremo l’evoluzione del tema e valuteremo la possibilità di integrare e completare le nostre osservazioni, intese come contributo per una corretto percorso decisionale che presenta parecchie complessità.
Gli scenari della produzione idroelettrica presentano novità e maggiori incertezze rispetto al passato. Non sono in gioco solo gli aspetti energetici, con le nuove dinamiche della borsa dell’energia: pesa anche l’incertezza politica ed istituzionale. Lo sguardo sui prossimi decenni deve tenere presente anche i condizionamenti del cambiamento climatico per gli effetti che modificano il ciclo delle acque sulle Alpi: in una montagna senza ghiacciai potrebbero essere pensati, molto più di oggi, impianti di ripompaggio.
Stiamo osservando come il nuovo ente Provincia viva una fase di estrema debolezza perfino nella gestione degli affari ordinari. Non è pienamente credibile che riesca ad affrontare con la necessaria forza i grandi competitori nella partita del rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche. In questo contesto riesce difficile immaginare anche un buon esito per la scommessa dell’autonomia locale che punta ad ottenere le risorse necessarie per il suo funzionamento dal settore idroelettrico.
Naturalmente, mentre si aspettano i risultati del trasferimento di competenze dalla Regione Lombardia alla Provincia, gli imprenditori si mettono al lavoro e preparano i progetti che gli uffici competenti si trovano a gestire in una fase di vuoto normativo. Siamo infatti in attesa dei decreti attuativi che dovranno regolare l’attribuzione delle concessioni in scadenza tramite bando pubblico. Non è chiaro se, nel frattempo, si debba ancora fare riferimento alla normativa del 1933.
In questo quadro il progetto Grande Grosio si presenta con la promessa di un aumento della quantità di energia prodotta accompagnata da benefici ambientali su un lungo tratto del fiume Adda. A tutto questo, ovviamente, Legambiente dà molta attenzione. È inoltre implicito un interesse per l’importante stimolo all’economia locale che la realizzazione delle opere potrebbe dare. Anche se meno pressante nelle priorità di Legambiente, una spesa di quasi 700 milioni di euro è un elemento che la collettività considererà.
Dalla consultazione dei documenti resi pubblici Legambiente ricava le informazioni che consentono di capire che cosa si vuole realizzare; i dati non forniscono però un quadro adeguato per quanto riguarda gli impatti in fase di cantiere e a regime. Inoltre la valutazione dei benefici ottenibili dalla realizzazione della “Grande Grosio” è condizionata dalla presenza di alcune debolezze nella documentazione disponibile.
Grande Grosio_progetto derivazione
OSSERVAZIONE 1 – CHIARIMENTI SULLA PROCEDURA
Non è chiaro a quale procedura si debba fare riferimento per l’iter decisionale. Per impianti di potenza come quello del progetto Grande Grosio, nonostante un vuoto nella normativa che dovrà regolamentare l’applicazione della Legge sulle concessioni idroelettriche, si immagina sia necessaria una procedura di bando pubblico. Si chiede pertanto di chiarire quale sia la procedura che si intende adottare.
OSSERVAZIONE 2 – OPERE ED IMPIANTI IDROELETTRICI ESISTENTI, FASE DI GESTIONE
Dal momento che il progetto si inserisce in un bacino che non è libero da opere idroelettriche, si ritiene che anche in questa fase sia necessario avere informazioni sulle relazioni tra il gestore della nuova centrale e il gestore degli impianti che sono collocati a monte. Senza queste indicazioni la producibilità della centrale Grande Grosio è condizionata alle decisioni di altri gestori. Si chiedono chiarimenti in merito alla modalità di raccordo tra la gestione del nuovo impianto e quelli esistenti a monte.
OSSERVAZIONE 3 – OPERE ESISTENTI, FASE DI AUTORIZZAZIONE E REALIZZAZIONE
A fianco alla richiesta di nuova concessione sembra logico considerare quantomeno l’ipotesi di una richiesta di indennizzo da parte della società proprietaria delle opere che dovrebbero essere dismesse. Inoltre, ipotizzando uno smantellamento totale o parziale delle opere, ad esempio per la traversa di Sernio o delle vasche di Grosotto, per una adeguata valutazione dei benefici ambientali si deve pensare fin da ora ad una modalità di intervento e copertura dei costi. Si chiede quale siano le previsioni rispetto alla dismissione e smantellamento delle opere rese inutilizzabili dalla realizzazione del progetto Grande Grosio.
OSSERVAZIONE 4 – REALIZZAZIONE DEL CANALE DI SCARICO
Il progetto prevede la realizzazione di diverse opere, per alcune delle quali si presentano potenziali impatti, non certo trascurabili. Dopo il passaggio nelle turbine della centrale, le acque scorrono in un grosso canale di scarico (8 m di diametro) per il tratto Grosotto-Stazzona. La realizzazione di questo canale ha potenzialmente il più grosso impatto ambientale.
Scorrendo alla quota di poco superiore ai 400 m il canale interseca la geologia dei depositi di fondovalle e della base dei versanti per un tratto dichiarato della lunghezza di 19 km, con possibili interferenze con la circolazione sotterranea. Sembra quantomeno necessario valutare questo aspetto, pur in maniera preliminare. Viene ad esempio da pensare all’interferenza ipotizzabile con il prelievo in falda della principale presa dell’acquedotto del Comune di Tirano, certamente da considerare in fase autorizzativa.
I dati della documentazione del progetto suggeriscono che lo scavo del canale porterà alla produzione di una ragguardevole quantità di smarino, che difficilmente si limiterà ad 1 milione di m3 come previsto nella descrizione delle opere di cantiere e che non si può essere certi di sistemare per intero nel riempimento delle vasche dismesse a Grosotto. Per questo sembra opportuno valutare con maggiore dettaglio anche in questa fase le soluzioni ipotizzate per i cantieri. Si chiede un approfondimento degli aspetti relativi alla realizzazione del canale di scarico.
OSSERVAZIONE 5 – DEFLUSSO MINIMO VITALE E QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI
Tra i benefici ambientali del progetto si annovera la disponibilità di un aumento del deflusso minimo vitale a valle di Sondalo. In particolare a valle della traversa di Sernio per il deflusso minimo garantito si prevede sostanzialmente un raddoppio della portata minima disponibile. I benefici di questo aumento sulla qualità complessiva del fiume potrebbero però essere condizionati dal peggioramento della qualità delle acque del fiume conseguente alla mancata diluizione con le portate turbinate nell’impianto di Lovero. Infatti l’impianto di Lovero sarebbe dismesso, mentre attualmente le acque che sono turbinate nelle sue macchine si mescolano con lo scorrimento superficiale nella traversa di Sernio, diluendo così gli inquinanti presenti nel deflusso presente in alveo. Si chiede un approfondimento di questi aspetti, anche ipotizzando una compensazione sul fronte del miglioramento del collettamento e depurazione delle acque di scarico nella zona interessata.
OSSERVAZIONE 6 – HYDROPEAKING
Rispetto ad altri impianti, quelli idroelettrici ad accumulo presentano il vantaggio della possibilità di regolazione. Questo aspetto caratterizza anche la centrale Grande Grosio, con i suoi quattro gruppi di produzione avrà la possibilità di modulare la potenza di esercizio più di quanto succeda ora con gli impianti esistenti, turbinando una portata di acqua fino a 80 m3/s. La regolazione produce come effetto inevitabile quello che viene definito hydropeaking, una variazione delle portate in alveo che ha anche ritmi giornalieri ed ha effetti ambientali negativi sulla qualità del fiume, oltre che sulla sicurezza per chi frequenta gli alvei. La documentazione di progetto dichiara che il lungo canale di scarico avrà un effetto di laminazione delle variazioni.
Data l’importanza degli effetti ambientali a valle del punto di rilascio delle acque, si chiede un approfondimento degli effetti dell’aumento dell’hydropeaking ed eventualmente la previsione di opere di mitigazione degli effetti della variazione di portate.
OSSERVAZIONE 7 – MIGLIORAMENTO E RISANAMENTO AMBIENTALE DEL BACINO.
La descrizione del progetto affronta il tema dei miglioramenti ambientali che interesseranno il bacino. Oltre all’aumento delle portate disponibili in alveo, si parla della dismissione di diverse opere. Sembra rilevante approfondire questi aspetti che, a fianco al miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo dell’energia dell’acqua, possono fornire elementi utili alla positiva valutazione del progetto. Rispetto allo smantellamento della traversa di Sernio o all’utilizzo ai fini turistici dell’invaso di Valgrosina è necessario formulare argomentazioni più solide per le ipotesi avanzate, ad esempio compiendo una ricognizione sui vincoli esistenti. Anche in merito alla dismissione di infrastrutture per il trasporto di energia elettrica non sembra adeguato limitarsi a sostenere che lo smantellamento dovrà essere concordato con Terna; bisognerebbe dare solidità alle ipotesi quantomeno presentando le necessità e le soluzioni previste, anche per l’allacciamento della nuova centrale alla rete attuale ed gli eventuali adeguamenti necessari.
Si chiede un approfondimento del tema dello smantellamento delle opere esistenti e delle modalità e copertura dei costi.
OSSERVAZIONE 8 – INVESTIMENTI E BENEFICI
Le ipotesi avanzate dalla società proponente rendono il progetto interessante dal suo punto di vista, imprenditoriale. Questo giustifica un investimento che nel Piano Finanziario viene considerato pari a 681 milioni di €. L’interesse collettivo si deve appoggiare su valutazioni più ampie, con considerazioni energetiche, ambientali, sociali ed economiche. Lanciando la corsa della riassegnazione delle grandi concessioni, sembra che il progetto Grande Grosio trovi le istituzioni prive di un quadro di priorità. Negli scenari che si aprono per i prossimi decenni bisogna dare una collocazione ad settore di Grosio nel quadro della ridefinizione delle concessioni di tutta l’area. Il progetto Grande Grosio offre un aumento del numero di kWh prodotti, un aumento della potenza dell’impianto, un aumento del deflusso minimo in alveo per un tratto del corso del fiume Adda. In occasione del rinnovo delle concessioni è però opportuno definire obiettivi di livello più ampio e non analizzare singoli segmenti del bacino. L’arrivo di altri progetti porta ad esempio in primo piano il tema dell’accettabilità del progetto “Grande Grosio” in confronto con altre proposte e con le future necessità.
Si chiede pertanto che nella valutazione della domanda si tenga conto del quadro complessivo della produzione idroelettrica della zona, definendo gli obiettivi da dare al settore per la sezione interessata dal progetto.
Legambiente Valtellina

martedì 21 aprile 2015

FESTA DEL 1° MAGGIO A GROSIO: LA MUSICA A SOSTEGNO DI CANCRO PRIMO AIUTO

"Il concerto del Primo Maggio di Grosio - spiega Marcello Cusini, uno dei principali organizzatori dell'evento - nasce dall'idea già da tempo condivisa dei membri della Pro Loco, che nelle loro iniziative hanno sempre cercato il modo di organizzare una manifestazione di carattere musicale in alternativa al solito (e collaudato) tema della "sagra". Aggiungendo a questo la voglia di realizzare un'iniziativa di beneficenza, il passo verso la prima bozza di quello che doveva essere è stato breve.
Si è cominciato sondando il terreno con artisti locali, per verificare l'effettiva disponibilità a prestarsi all'opera. Dopo un sorprendente responso positivo da parte di tutti (o quasi) gli interpellati, la cosa ha preso un ulteriore slancio, dato dalla grande disponibilità messa in campo da artisti, tecnici ed associazioni locali per contribuire a rendere il tutto fattibile".
È stata individuata in "Cancro primo aiuto" l'associazione che beneficerà dei fondi raccolti durante l'evento, tramite i ricavi dall'attività di ristorazione/servizio bar/offerte, essendo l'ingresso assolutamente libero e gratuito. A questo punto, mentre procedono spedite le "limature" per rendere l'organizzazione più accurata possibile, l'unica incognita rimane il meteo, variante imprevedibile di tutte le feste all'aperto.
La serata comincerà alle 17.00 con l'esibizione dei primi artisti, per poi proseguire in un crescendo di musica live che vedrà alternarsi sul palco formazioni acustiche, cantautorato d.o.c. made in Valtellina e gruppi cover rock di assoluto spessore, che intratterranno gli spettatori fino alle 01.00 di notte, quando cederanno il passo al dj set, che farà ballare tutti fino alle 3.30/4.00 di mattina.
Durante lo svolgimento della manifestazione, sarà attivo il servizio di bar/ristorazione con le alette di pollo piccanti e patatine, i panini con la salsiccia e la pizza cotta in forno a legna, il tutto innaffiato da buona birra. Per il rientro dei più "festaioli", è in allestimento il servizio taxi ncc.
ConcertoMaggio_locandina-Recuperato

lunedì 13 aprile 2015

GROSIO: SI FA AGGIUSTARE L'AUTO E PAGA IN COCAINA

Nella serata tra venerdì e sabato i Carabinieri del Nucleo Operativo di Tirano hanno arrestato in flagranza di reato un ragazzo di Grosio, classe 1988, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
I militari della Compagnia Tiranese, nell’ambito di sistematici e periodici servizi di prevenzione e contrasto del fenomeno dello spaccio di droga, venerdì sera, hanno effettuato un controllo in un bar di Grosio. In esito agli accertamenti effettuati i militari hanno rinvenuto addosso a uno dei ragazzi seduti a un tavolino del bar oltre 3 grammi di cocaina suddivisa in 4 involucri.
I carabinieri hanno immediatamente effettuato approfondimenti investigativi, verificando che quella sostanza era stata appena ceduta da un altro avventore  che è stato immediatamente fermato, identificato e perquisito. In esito alla perquisizione è stato trovato in possesso di un altro involucro contenente un grammo della stessa sostanza stupefacente appena ceduta. Gli uomini dell’Arma hanno scoperto che la cessione dei 4 grammi di cocaina rinvenuti era stata effettuata proprio in quel bar a titolo di corrispettivo di una prestazione d’opera di manutenzione meccanica su un veicolo che, invece di essere saldata con denaro contante, era stata pagata “a peso di cocaina”.
La perquisizione domiciliare eseguita a casa del ragazzo arrestato ha permesso di rinvenire altri 5 grammi di  marjuana. Il giovane grosino, dichiarato in arresto nella nottata, è stato prima condotto presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Tirano e poi sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza su disposizione del Pubblico Ministero di turno dott. Puricelli, in attesa della convalida dell’arresto su cui dovrà pronunciarsi il G.i.p. del Tribunale di Sondrio. La sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro e sarà inviata al laboratorio di analisi dell’Arma per accertarne la purezza e la quantità di principio attivo contenuto.

martedì 25 novembre 2014

CENTO ANNI DALLA MORTE DI EMILIO VISCONTI VENOSTA

Venerdì 28 novembre prossimo ricorrerà il centesimo anniversario della morte di Emilio Visconti Venosta, il nostro “più grande con valligiano”, come lo definì Luigi Credaro commemorandone la scomparsa in Consiglio provinciale.
Cospiratore con Mazzini nel 1848 combatté nelle cinque giornale di Milano, esule in Piemonte divenne collaboratore di Cavour che nel 1859 lo inviò commissario al campo di Garibaldi. Diplomatico di carriera, fu deputato e senatore e per ben otto volte ministro per gli Affari esteri del nuovo Regno d’Italia che aveva contribuito a costituire.
Erede per matrimonio degli Alfieri e dei Cavour e dei relativi possedimenti e castelli, rimase sempre legato a Grosio dove restaurò le antiche dimore di famiglia per trascorrervi puntualmente ogni anno le vacanze. Ciò che più testimonia il suo affetto per il paese è la scelta di erigere nel cimitero grosino la cappella in cui volle riposassero i suoi resti mortali.
E Grosio ricorderà il “suo” marchese, a cento anni dalla morte, con la prima cerimonia ufficiale nel programma dell’anno celebrativo promosso dalla Società Storica Valtellinese, dal Museo Etnografico Tiranese e dal Museo Villa Visconti Venosta. La mattina del 28, dopo l’omaggio al busto dello statista sullo scalone del municipio previsto per le ore 9.30, sarà celebrata una Messa di suffragio nella parrocchiale di San Giuseppe (ore10), seguiranno quindi la commemorazione tenuta dal vicepresidente della Società Storica Valtellinese Bruno Ciapponi Landi nella vicina Sala della Comunità e la visita alla tomba che concluderà la manifestazione.
Il Circolo filatelico e numismatico tiranese curerà per l’occasione l’edizione di una cartolina che riporterà sul francobollo l’annullo filatelico della giornata (disponibile presso la biblioteca). La ricorrenza sarà ricordata anche a Roma, dove una delegazione della Famiglia Valtellinese si recherà a rendere omaggio al busto che ricorda lo statista fra i grandi italiani nei giardino del Pincio e a Milano dove l’Associazione culturale dei Valtellinesi farà altrettanto al Museo del Risorgimento.
La figura dello statista nella scheda riportata sulla cartolina commemorativa
Emilio Visconti Venosta (Milano 1829-Roma 1914) discendente di una delle più illustri famiglie valtellinesi, fu educato a Milano e divenne mazziniano. Nel 1848 fu uno dei protagonisti delle "Cinque giornate" di Milano, ma dopo i moti del '53 capì che la rivoluzione da sola non avrebbe condotto all’unità d’Italia. Esule in Piemonte conobbe il Cavour che nel 1859 gli affidò il rischioso e delicato incarico di commissario regio presso Garibaldi. Divenne poi uno dei principali statisti italiani e fu per otto volte ministro degli Esteri. In questa veste o per speciale incaricato del Governo, trattò le più importanti questioni internazionali con grande tatto e capacità. Fu sempre orgoglioso della sua origine valtellinese e volle essere sepolto a Grosio dove soltanto, diceva, di sentire “le radici sotto i piedi”. Non gli mancarono riconoscimenti, fu deputato e senatore, divenne marchese e fu decorato del Gran Collare dell’Annunziata, la massima onorificenza del Regno che aveva contribuito a conquistare. Rimane tuttora il nostro “più grande con valligiano, come lo definì Luigi Credaro nella commemorazione tenuta al Consiglio provinciale quando morì.

giovedì 20 novembre 2014

TORNA IL DIALETTO A TEATRO CON "LA MEMORIA" DI GROSIO

Sabato sera 22 novembre alle ore 20.00, presso il ristorante del Grand Hotel della Posta a Sondrio, si terrà lo spettacolo teatrale La pulenta la cuntenta - Una storia comica valtellinese.
Ad allietare e dare sprint ad una serata gastronomica di altissimo livello, nel cuore pulsante di Sondrio, arriva la compagnia teatrale "La Memoria".
Per questa occasione speciale , per questa originale proposta di recitare fra i tavoli e a corollario di un'esperienza culinaria di alto livello, hanno accettato di tornare in scena le colonne portanti della compagnia teatrale "la memoria" di Grosio con le loro situazioni teatrali rese comiche e significative dal divertente dialetto grosino.
"Le scene e i personaggi - racconta Pietro Franzini - ci accompagneranno in una storia comica valtellinese suddivisa in cinque episodi che si combineranno con la degustazione del menù.
Sarà un'esperienza speciale, una serata semplice ma indimenticabile - continua - sia per chi vi partecipa, sia per chi la realizza che aggiunge un tassello importante all'esperienza della compagnia grosina, anche per gli sforzi educativi e di solidarietà che dal 1995 (anno della sua fondazione) l'hanno sempre caratterizzata.
Anche in questa occasione - conclude Franzini - lo scopo benefico e sociale è determinante per dare senso all'impegno e proprio durante la serata verrà rivelato l'obiettivo di questa nuova iniziativa".

martedì 18 novembre 2014

MARTEDI' I FUNERALI DI VERONICA BALSAMO

Dopo la lunga e sofferente attesa per genitori, parenti e amici, Veronica Balsamo potrà essere finalmente seppellita.
Il permesso è arrivato dalla Procura di Sondrio, dopo che i legali dei genitori della ragazza avevano richiesto la riconsegna del corpo della 23enne trovata morta in fondo ad un dirupo vicino alla chiesa di Roncale, nel Comune di Grosotto, il 24 agosto scorso.
La salma di Veronica ha lasciato l'Istituto di Medicina Legale di Milano, dopo una seconda autopsia effettuata nei giorni scorsi, nella giornata di domenica, in attesa del funerale in programma per martedì alle 14.30, nella frazione di Tiolo, Grosio.
Per la morte della ragazza l'unico indiziato rimane, al momento, il 18enne Emanuele Casula, sospettato anche per il tentato omicidio del 33enne Gianmario Lucchini, il sacrestano aggredito quella stessa notte e trovato in fin di vita nella frazione di San Martino, sempre a Grosotto.

venerdì 10 ottobre 2014

GROSIO, UNA GIORNATA DI FESTA PER LA NUOVA BIBLIOTECA

“La nuova Amministrazione Provinciale conferma il proprio sostegno a favore della promozione culturale, ribadendo così la virtuosa collaborazione con Fondazione Cariplo”. Questa la dichiarazione del neopresidente Luca Della Bitta a fronte della conclusione del settimo intervento previsto nell’ambito del più ampio progetto di sistemazione e ristrutturazione delle biblioteche di Valtellina e Valchiavenna.
“Un’iniziativa - spiega Della Bitta - che ha riguardato le biblioteche dei comuni di Morbegno, Talamona, Berbenno, Caspoggio, Montagna in Valtellina, Chiuro, Tirano e Grosio. Presentato dalla Provincia di Sondrio capofila del Sistema bibliotecario della Valtellina, il progetto ha un valore complessivo di 1.547.688,62 euro ed è stato cofinanziato da Fondazione Cariplo per un importo di 700.000,00 euro. Alla Fondazione e a chi mi ha preceduto e quindi a Massimo Sertori e al suo Assessore alla Cultura, Costantino Tornadù - sottolinea il presidente - va il mio più sentito ringraziamento”.
Sabato si festeggerà la riapertura della biblioteca “Margherita Pallavicino Mossi marchesa Visconti Venosta” di Grosio. L’ottavo e ultimo intervento, invece, riguarderà la biblioteca di Morbegno e sarà concluso entro la prossima primavera.
Il programma
Sabato 11 ottobre, dalle 14.30 alle 19.00, festa a Grosio con la presentazione al pubblico della nuova biblioteca. Restaurata, ampliata e rinnovata nell'arredamento interno, nella segnaletica e nei servizi, la biblioteca sarà presentata al pubblico come un luogo di cultura e d’incontro.
Come già avvenuto per le biblioteche di Berbenno, Chiuro, Talamona e Montagna in Valtellina, Tirano e Caspoggio che l’hanno preceduta nel 2013, anche la biblioteca di Grosio proporrà in quest’occasione un programma d’iniziative per i lettori di ogni età.
Dopo un momento di festa, alle 14.30, a cura delle classi quarte dell’Istituto comprensivo di Grosio, dalle ore 15.00 Alicja Paluch ed Elisa Lecchini con i loro laboratori creativi porteranno i bambini in un mondo di fantasia in cui impareranno a costruire libri, segnalibri e timbri con materiale riciclato, al termine delle attività si potrà gustare una buona merenda in compagnia.
Alle 16.30 è prevista l’inaugurazione ufficiale e l’intitolazione, seguirà, intorno alle 17.00, il concerto del giovane cantautore valtellinese Davide Taloni, appena rientrato dal suo “Viaggio Ribelle Tour” europeo. Davide, tra musica e parole, racconterà la sua arte e la sua esperienza e presenterà in anteprima il suo nuovo cd “Fieno”, in uscita a novembre.
Per tutto il giorno e fino al 31 ottobre si potrà visitare la mostra di Guido “Bau” Scarabottolo, l’illustratore che ha dedicato una trentina di tavole al Sistema Bibliotecario della Valtellina. Alle ore 18 un aperitivo nella splendida cornice della Villa chiuderà la giornata di festa.

sabato 4 ottobre 2014

GIALLO DI GROSOTTO: CASULA ARRESTATO, E' ACCUSATO DI OMICIDIO

Emanuele Casula, l'ultimo ad aver visto viva la 23enne Veronica Balsamo la sera della sua morte è stato sottoposto a fermo su disposizione del PM perché gravemente indiziato del suo omicidio.
Non solo, il 18enne di Grosotto è indiziato anche per il tentato omicidio del 33enne Gianmario Lucchini, il sacrestano 34enne aggredito quella stessa notte e trovato in fin di vita nella frazione di San Martino, sempre a Grosotto.
A incastrare Casula, che sempre nella stessa giornata aveva rubato un'auto e alcuni medicinali da una farmacia, le analisi genetiche a cui è stata sottoposta Veronica, grazie alle quali si è stabilito che la ragazza sarebbe stata uccisa in seguito ad un colpo inferto con un masso.
In questo momento il 18enne, accusato da Procura e Carabinieri e che ancora dice di non ricordare quanto accaduto quella tragica sera del 23 agosto agosto, si trova presso il carcere di Sondrio a disposizione dell'autorità giudiziaria.

giovedì 2 ottobre 2014

GIALLO DI GROSOTTO: CASULA SEGUITO DA UNO PSICHIATRA, HA GLI INCUBI

Mentre le indagini sul giallo di Grosotto continuano, Emanuele Casula al momento viene seguito da uno psichiatra. L'unico indagato per l'omicidio della 23enne Veronica Balsamo, infatti, secondo quanto riportato dagli specialisti, la notte sarebbe afflitto dagli incubi, gridando dalla paura.
Se il 18enne di origine sarde è ancora sotto choc, certo non stanno meglio i familiari della ragazza che dovranno attendere ancora diverse settimane prima di vedere il corpo della giovane sepolto degnamente.
Oltre a questo tormento, la madre di Veronica in questi giorni ha fatto un sopralluogo sul luogo dove la figlia è stata trovato senza vita, a Roncale: avrebbe sposato la tesi di alcuni amici, secondo cui il corpo di Veronica sarebbe stato portato lì in un secondo momento. Per alcuni, infatti, gli arbusti presenti nel dirupo avrebbero evitato una fine così tragica.
Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori, insomma, un aspetto rilevante della vicenda e una domanda ancora senza risposta: "La ragazza è stata colpita da una pietra in testa, prima di finire nel vuoto, oppure la profonda ferita è compatibile con la caduta?".

giovedì 25 settembre 2014

GIALLO DI GROSOTTO: VERONICA E' MORTA PRIMA O DOPO LA CADUTA NEL DIRUPO?

Per la famiglia di Veronica e per gli stretti conoscenti una brutta notizia: dovranno aspettare ancora parecchi giorni prima di poter fare il funerale alla 23enne. Infatti, la Procura ha depositato la richiesta di incidente probatorio; ora il giudice dovrà pronunciarsi sulla eventuale nomina di un altro perito con l'intento di stabilire se la ragazza sia morta prima o dopo essere caduta nel dirupo dove è stata ritrovata. I tempi attesi per questo tipo di esame sono di circa tre mesi.
Nel frattempo sono stati resi disponibili i risultati degli esami tossicologici, consegnati alla Procura di Sondrio, che riguardano le condizioni di Emanuele Casula, il 18enne che quella sera si trovava in compagnia di Veronica. Com'era emerso nei giorni scorsi, secondo quanto dichiarato da lui e dagli amici, quella sera aveva fatto uso di alcool e cannabis: altri esami sono stati richiesti per accertare l'eventuale uso di altre sostanze.
Dà alcuni segni di miglioramento, invece, Gianmario Lucchini, il sacrestano 34enne aggredito quella stessa notte mentre si trovava a casa sua, nella frazione di San Martino, nel Comune di Grosotto. Il ragazzo, infatti, ha ripreso a respirare da solo e non ha più bisogno dell'aiuto delle macchine.
L'uomo era stato trovato riverso a terra con diverse ferite causate da un'arma appuntita (probabilmente un cacciavite) che gli ha anche trapassato la tempia. La scena del tentato omicidio era stata manomessa tanto che gli inquirenti hanno dovuto aspettare il referto del Morelli di Sondalo per capire che non si era trattato di un incidente domestico.

martedì 23 settembre 2014

GIALLO DI GROSOTTO: QUELLA SERA AVEVANO LITIGATO

Nel fine settimana a Grosio si è tenuta una fiaccolata per tenere viva l'attenzione sul caso della morte di Veronica Balsamo. Il mistero legato al decesso della ragazza 23enne, che ancora si trova in una cella dell'obitorio dell'istituto di medicina legale di Milano, unisce nel dolore gli abitanti di Grosio e Grosotto, ma si può dire di tutta la Valtellina e non solo.
A testimoniare questa vicinanza anche il Sindaco di Grosotto Guido Patelli che ha voluto dare un segno alla famiglia della cameriera. Presente alla fiaccolata c'erano alcune centinaia di persone che hanno manifestato silenziosamente il loro disagio, lasciando parlare alcuni striscioni: "Amici, familiari, parenti, tutti... - recitava uno di questi - Tutti si chiedono: quando tornerai per poter far volare la tua anima lassù?".
Nel frattempo sarebbero emerse altre indiscrezioni riguardo alle (poche) parole pronunciate agli inquirenti dal 18enne Emanuele Casula, l'ultimo ad aver visto in vita Veronica quel sabato sera e l'unico ad essere indagato per omicidio. Oltre ad aver ammesso, quel giorno, di aver fatto uso di droghe, quella sera avrebbe ammesso anche di aver litigato con la 23enne per una sua storia con una ex fidanzata, così tanto da aver tirato un pugno all'auto con la quale erano saliti a Roncale, il luogo del decesso di Veronica.
Per il 18enne i ricordi, però, si fermano qui: o almeno è quello che dice. Dopo l'allontanamento e l'uscita di strada con l'auto di Veronica, gli amici lo hanno rivisto al bar e lo hanno riaccompagnato a casa. Emanuele è andato poi a dormire da alcuni parenti (i genitori erano in vacanza) prima dell'arrivo dei Carabinieri e della ricerca di Veronica, che quelle ultime notti era solita trascorrerle a casa di lui.