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martedì 23 settembre 2014

GIALLO DI GROSOTTO: QUELLA SERA AVEVANO LITIGATO

Nel fine settimana a Grosio si è tenuta una fiaccolata per tenere viva l'attenzione sul caso della morte di Veronica Balsamo. Il mistero legato al decesso della ragazza 23enne, che ancora si trova in una cella dell'obitorio dell'istituto di medicina legale di Milano, unisce nel dolore gli abitanti di Grosio e Grosotto, ma si può dire di tutta la Valtellina e non solo.
A testimoniare questa vicinanza anche il Sindaco di Grosotto Guido Patelli che ha voluto dare un segno alla famiglia della cameriera. Presente alla fiaccolata c'erano alcune centinaia di persone che hanno manifestato silenziosamente il loro disagio, lasciando parlare alcuni striscioni: "Amici, familiari, parenti, tutti... - recitava uno di questi - Tutti si chiedono: quando tornerai per poter far volare la tua anima lassù?".
Nel frattempo sarebbero emerse altre indiscrezioni riguardo alle (poche) parole pronunciate agli inquirenti dal 18enne Emanuele Casula, l'ultimo ad aver visto in vita Veronica quel sabato sera e l'unico ad essere indagato per omicidio. Oltre ad aver ammesso, quel giorno, di aver fatto uso di droghe, quella sera avrebbe ammesso anche di aver litigato con la 23enne per una sua storia con una ex fidanzata, così tanto da aver tirato un pugno all'auto con la quale erano saliti a Roncale, il luogo del decesso di Veronica.
Per il 18enne i ricordi, però, si fermano qui: o almeno è quello che dice. Dopo l'allontanamento e l'uscita di strada con l'auto di Veronica, gli amici lo hanno rivisto al bar e lo hanno riaccompagnato a casa. Emanuele è andato poi a dormire da alcuni parenti (i genitori erano in vacanza) prima dell'arrivo dei Carabinieri e della ricerca di Veronica, che quelle ultime notti era solita trascorrerle a casa di lui.

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