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domenica 15 febbraio 2015

LUIGI SORDELLI, VITA E AVVENTURE DI UN CONTRABBANDIERE DI CAFFE'

Preziosa testimonianza sulla vita dura del dopo guerra in Valtellina quella raccontata nel volume Il Farina. Vita e avventure di un contrabbandiere di caffè alla metà del Novecento autobiografia di Luigi Sordelli. Il libro ripercorre la vita del protagonista, dai drammatici inizi fino agli anni sereni della pensione.
Nato “settimino”, Luigi Sordelli rimane orfano di madre all’età di quattro anni: da questo momento, racconta, la sua vita non sarà più la stessa. Il giovane Sordelli impara “con le buone” ma ancora di più “con le cattive” come stare al mondo. Nel libro scrive che ricorda come fosse ieri il giorno in cui venne picchiato da suor Alma e le volte che il padre gli dava una “passata”.
Nonostante i castighi e le punizioni niente riesce a fermare l’animo vivace e irrequieto del piccolo Luigi che non perde occasione per fuggire da casa e andare a giocare all’aperto con gli amici della contrada di Baruffini. Arrivato alla quinta elementare, dopo aver ripetuto due volte la terza e la quarta, Luigi Sordelli lascia i banchi di scuola e le noiose sottrazioni per aiutare il padre nel lavoro dei campi. «Portare la bricolla non era una scelta – spiega – bisognava farlo per poter mangiare». La vita a Baruffini si divideva tra i campi di patate e i filari di uva, ma ben presto Luigi comincia a conoscere anche i sentieri che dalla frazione portano al di là del confine. All’età di quattordici anni Luigi porta il suo primo sacco dalla Svizzera all’Italia: comincia, così, un’attività che lo impegnerà per quasi vent’anni.
Lo scrittore racconta che inizialmente portava sacchi di zucchero insieme alle donne; solo più tardi passa al contrabbando di caffè. Da spallone Sordelli diventa un piccolo imprenditore grazie all’acquisto di un deposito a Viano e alla costruzione di una torrefazione di caffè a Baruffini. «La prima torrefazione di caffè è stata aperta nel 1959 – racconta -. A Baruffini ne sorsero sette, tredici a Roncaiola». L’attività prosegue fino al 15 gennaio 1973, data dell’ultimo viaggio di Sordelli dalla Svizzera all’Italia.
Negli anni Settanta con la svalutazione della lira e l’aumento dei controlli della finanza diventa sempre più pericoloso e sempre meno redditizio commerciare illegalmente il caffè. All’età di ventotto anni Sordelli decide di abbandonare il contrabbando e trova lavoro prima come operaio in Svizzera e poi all’ospedale di Tirano in qualità di aiuto cuoco. Nonostante i nuovi incarichi, Sordelli ha continuato a lavorare la vigna ereditata dalla madre e a produrre il proprio vino, attività che lo impegna ancora adesso.
La scrittura scorrevole e coinvolgente, il valore di una testimonianza reale che racconta la vita negli anni difficili del dopo guerra valtellinese rendono il volume di Sordelli un prezioso contributo alla storia locale oltre a rappresentare uno strumento educativo per le giovani generazioni. Il libro comprende un ricco apparato fotografico contenente immagini d’epoca e ricostruzioni moderne con l’intento didascalico si mostrare il funzionamento del contrabbando del caffè.
Camilla Pitino

venerdì 13 febbraio 2015

1917, ALPINI A TIRANO PER SALVARE LE OPERE D'ARTE

Un lettore ci ha segnalato un articolo sul Corriere della Sera del 8 febbraio molto interessante. Il pezzo a firma di Enrica Roddolo parla del ruolo fondamentale degli Alpini negli anni della prima guerra mondiale nel mettere in salvo le opere monumentali della Valtellina.
"L'Esercito - si legge nel pezzo - non ha combattuto solo nel gelo delle trincee della Grande Guerra. Ha combattuto anche una battaglia contro il tempo, contro la fragilità delle opere e talvolta contro la loro monumentalità. Pur di metterle in salvo. Così, gli alpini furono impegnati a trasportare su slitte, nella neve della Valtellina, pesanti sculture sacre che fino ad allora erano state oggetto di devozione in montagna".
La Sopraintendenza di Milano si sta occupando di questo particolare momento storico, raccogliendo e catalogando circa 200 fotografie, che testimoniano quest'immane lavoro, con l'intenzione di promuovere una mostra fotografica nei pressi della Pinacoteca di Brera. Nell'articolo del quotidiano nazionale è stata scelta proprio la foto che immortala gli Alpini nella città di Tirano.

venerdì 2 gennaio 2015

CIAPPONI LANDI E' IL NUOVO CAPO DELEGAZIONE FAI SONDRIO

La Delegazione provinciale del FAI di Sondrio, a seguito del recente rinnovo degli incarichi, risulta composta come segue:
  • Capo Delegazione, Bruno Ciapponi Landi
  • Vice Capo Delegazione e Delegata per i Beni Architettonici, Arch. Corrada Patrizia SICHERA,
  • Tesoriere e Delegata per l’organizzazione degli eventi, Prof. Ida OPPICI,
  • Delegata per i rapporti con la Scuola, Prof. Mariangela CEDERNA,
  • Delegato per il Territorio e l’Ambiente, Ing. Pietro MASPES,
  • Delegata per l’Archeologia, Dott. Alessandra BARUTA,
  • Delegata Giovani e per la Storia dell’Arte, Dott. Alice MELCHIORRE,
  • Delegato per le Ricerche Storiche, Ing. Giorgio GIACOMONI,
  • Delegata per le ricerche di Costume, prof. Maura CAVALLERO,
  • Delegato per la Raccolta Fondi Privati, Dott. Giandomenico SCHIANTARELLI
  • Delegata per il Bormiese, Prof. Paola BERBENNI,
  • Delegato per il Tiranese, Prof. Gianluigi GARBELLINI,
  • Delegata per il Morbegnese, Ins. Carla BAZZANO,
  • Delegata per la Valchiavenna, Arch. Serena BALATTI,
  • Delegata per il FAI GOLF CUP, la capo delegazione emerita, Prof. Emilia BALGERA.
"La scelta del nuovo Capo Delegazione è caduta su di me, - ha dichiarato il tiranese Bruno Ciapponi Landi - che l’ho accettata convinto che questo gruppo abbia tutte le caratteristiche di professionalità, capacità ed entusiasmo per operare, in continuità con il passato, verso mete sempre migliori, che si potranno raggiungere però soltanto con la collaborazione di tutti coloro che, in ogni ruolo e livello, hanno a cuore l’ambiente.
Sicuro di poter contare sulla loro sensibilità, - ha concluso - li ringrazio fin da ora, anche a nome della Delegazione e invio a tutti i migliori auguri di un felice 2015".

martedì 9 dicembre 2014

TIRANO: DA OGGI IN SANTUARIO ESPOSTA LA FORMELLA MARMOREA DEL DELLA SCALA

E' stata collocata in basilica, in occasione della festa dell'Immacolata, la formella marmorea di Alessandro Della Scala da Carona (Canton Ticino) che nei primi decenni del Novecento, di ritorno da una importante mostra d'arte sacra, venne murata su una parete della sagrestia, in luogo certamente sicuro, ma sottratta alla vista di fedeli e visitatori.
Si tratta di una raffinata scultura di circa cm 40x40 realizzata nel 1519 dall'artista ticinese che fra il 1530 e il 1534 avrebbe realizzato lo splendido portale maggiore del santuario, che lo storico comasco Antonio Giussani definisce opera "senza eguali fra noi per grandiosità, eleganza e ricchezza". L'estraneità del soggetto fa pensare che la formella possa essere un saggio di abilità che il Della Scala presentò ai deputati del tempio per accreditarsi in vista della possibile committenza del portale.
La formella è stata restaurata nel laboratorio di Chiavenna di Ornella Sterlocchi, sotto la direzione della dott.sa Cecilia Ghibaudi della Soprintendenza per i beni storici artistici di Milano, benemerita per l'attenzione che ha prestato alla parte di provincia affidata alle sue cure e in particolare al nostro santuario durante il suo incarico, purtroppo recentemente concluso con il collocamento a riposo.
La destinazione della formella su una delle colonne del tempio presso l'altare dell'apparizione è stata oggetto di meditata decisione da parte della Commissione di vigilanza sul santuario (presieduta alternativamente dal Vescovo e dal Sindaco, di cui è membro di diritto il Rettore e composta da membri nominati dal Consiglio Comunale e dalla Diocesi), in produttivo dialogo con le soprintendenze, esperti e restauratrice.
L'iniziativa conclude la serie dei restauri realizzati durante il rettorato di mons. Aldo Passerini, ora in procinto di lasciare l'incarico (dalla ricollocazione dello sbalzo dell'Antamati sulla facciata della rettoria, all'anconetta di S.Perpetua ora in basilica; dalla statua del S. Michele dell'abside e quella della cupola; dall'impegnativo intervento sulla cantoria al manto della statua della Madonna, oltre al rifacimento dell'impianto di illuminazione e vari interventi sull'edificio e a restauri minori).
La generale soddisfazione per questo qualificato intervento dovrebbe riflettersi anche sul rettore emerito e trasformare la conseguente gratitudine in benaugurante viatico per il futuro che lo attende.
Bruno Ciapponi Landi

giovedì 13 novembre 2014

UN MERIDIONALE DA ANNI CITTADINO TIRANESE

Pisticci, un piccolo centro della Basilicata in provincia di Matera con 17.932 abitanti. Sono dati che ho riportato da Google per descrivere ai lettori il luogo di origine di un amico, di Giovanni Viggiani.
Da oltre trent’anni Giovanni ha lasciato la Basilicata e, per lavoro, si è trasferito in provincia di Sondrio. Per diverso tempo ha ricoperto la carica di Direttore dell’Ufficio Imposte Dirette della mia cittadina, a Tirano. Si è invaghito di una fanciulla abduana, l’ha sposata, e dalla unione sono nati due figli, un maschio e una femmina. Abita all’ombra del campanile di S.Martino ed oggi, alla rispettabile età di novant’anni, ha lasciato la carica di tesoriere alla nostra UNITRE (Università delle tre età).
Sua moglie Carolina lo coccola e per Giovanni stravede ancora. Carolina, nelle belle stagioni, ama girovagare in bicicletta per la città ed è facile incontrarla ferma, in sosta, con qualche amica. Da dette amiche ascolta le novità del giorno e, da altruista, al ritorno a casa, le trasmette al nostro ex tesoriere. Quindi le buone novelle passano dal “tesoro” al “tesoriere”. Tesoriere che, a causa dell’età, al girovagare preferisce il caldo del focolare.
Nel diciottesimo anno dalla nascita dell’Unitre Giovanni ha desiderato fare uscire un libro. Governando da meticoloso i denari nostri è riuscito a mettere da parte un discreto gruzzolo onde rendere possibile l’uscita del libro da tutti noi desiderato e dal titolo “1994-2012- I nostri primi 18 anni”. Libro distribuito a tutti i soci.
Un buon numero di questi soci ha collaborato nello scrivere, tutti liberi di apportare un contributo, di mettere su carta serietà o stranezze di questo pazzo, pazzo mondo. Anche chi scrive ha collaborato prendendo di mira l’amico tesoriere e la sua gentil consorte. Riporto un passaggio del libro, passaggio riportato a pag. 106: “Nella nostra Unitre, quella di Tirano, tesoriere è il dott. Giovanni Viggiani. Persona tutta di un pezzo. Il “tesoro”, il denaro nostro è modesto, qualche migliaia di euro, quindi modesto è il lavoro dell’amico Giovanni. Nonostante ciò i bilanci del Tesoriere riportano cifre con tre decimali, la perfezione”.
Anche a nome di tutti coloro che frequentano la nostra Associazione formulo alla persona nativa di Pisticci i più cari auguri per il futuro. Al suo novello erede Unitre, al neo Tesoriere un caldo invito: quale Direttore di Banca in pensione, nei bilanci dimentichi i tre decimali. Azione mai accettata da quella mosca bianca per onestà che ha nome Giovanni.
Giancarlo Bettini

mercoledì 10 settembre 2014

A TIRANO UN CORSO SUL CINEMA D'AUTORE

Il Cineclub Overlook Tirano è lieto di presentarvi il corso “Cinema che passione! - Il Cinema d'Autore”, che permetterà ai partecipanti di indagare in modo divertente emozioni, tecniche e segreti dei più grandi registi del cinema internazionale.  L'esperto Mattia Agostinali vi condurrà attraverso grandi capolavori, attori e registi indimenticabili, aneddoti e tanto divertimento. Perché il cinema è sì la Settima Arte, ma è anche e soprattutto il più grande spettacolo del mondo! Guarda l'intervista sul sito Valtellina in Video.
PRIMA SERATA A INGRESSO LIBERO!
Programma
  • lunedì 22 settembre 2014 - Alfred Hitchcock: La finestra sul cortile e la Teoria dell'Autore
  • lunedì 29 settembre - Billy Wilder: A qualcuno piace caldo e il Film Perfetto
  • lunedì 6 ottobre - Jean-Luc Godard: Fino all'ultimo respiro e la Nouvelle Vague
  • lunedì 13 ottobre - Federico Fellini: 8½ e il Sogno
  • lunedì 20 ottobre - Sergio Leone: C'era una volta in America e il Tempo
  • lunedì 27 ottobre - Stanley Kubrick: Shining (proiezione)
  • lunedì 3 novembre - Stanley Kubrick: Shining (analisi)
Le lezioni avranno una durata di due ore circa, e si terranno alla Sala del Credito Valtellinese in piazza Marinoni a Tirano a partire dalle ore 20:15. Le iscrizioni verranno raccolte presso la Biblioteca Civica Arcari (biblioteca@comune.tirano.so.it - tel. 0342 702572) oppure al termine della prima serata, e saranno ritenute valide all'atto del versamento della quota.
Costo: € 90,00 (soci Cineclub Overlook € 75,00; studenti € 60,00)
Il corsi verranno attivati con un numero minimo di 8 partecipanti. Numero massimo: 20 iscritti
Per informazioni: cineclub.overlook@gmail.com

mercoledì 2 luglio 2014

TIRANO, CINEMA CHE PASSIONE: INTERVISTA A MATTIA AGOSTINALI

Mattia Agostinali è docente, a Tirano, del corso dal titolo "Cinema che passione", una serie di lezioni che hanno lo scopo di avvicinare, con occhio critico, le persone alle opere cinematografiche.
Clicca sull'immagine qui sotto per visualizzare la video intervista
mattia agostinali_Tirano

lunedì 26 maggio 2014

A TIRANO "IL TRENO VA A MOSCA" DI MANZOLINI: L'INTERVISTA

Dal 16 al 19 maggio 2014, Tirano ha avuto la fortuna di ospitare una serie di eventi e proiezioni molto importanti, che hanno avuto come protagonista il pluripremiato documentario "Il treno va a mosca" di Michele Manzolini, giovani regista di origini valtellinesi che ha scelto proprio Tirano come prima tappa per far conoscere alla provincia di Sondrio il suo capolavoro.
Mattia Agostinali del Cineclub Overlook di Tirano ha avuto il piacere di intervistarlo presso la Biblioteca Civica Arcari.

sabato 3 maggio 2014

TIRANO, "IL CASTELLO DI SANTA MARIA? UNA RISORSA"

Tirano è un’importante polo artistico per gli amanti della storia e per i turisti. E’ una città accogliente, che offre molteplici servizi ai suoi cittadini, ma che troppo spesso sottovalutiamo. I suoi monumenti hanno un’origine antichissima ed una storia spesso curiosa, come quella della chiesa di San Rocco. Questa volta la mia attenzione si è rivolta al castello di Santa Maria, risalente al XV secolo. Per renderlo maggiormente noto ai visitatori sarebbe più opportuno non soltanto organizzare visite guidate con una certa costanza, ma renderlo attrattivo. Il fortino, di cui è sopravvissuta unicamente la torre e una parte della struttura, è purtroppo in stato di abbandono e spesso in preda ad atti vandalici perché poco sorvegliato. La proposta che presenterò al Comune sarà quella di effettuare un lavoro di restauro e di allestirlo come spazio culturale, da sfruttare in occasione di esposizioni o mostre artistiche. L’interno potrebbe essere affidato ad un privato, disposto a conservare lo spirito originale del complesso storico e trasformandolo in un bad and breakfast o ristorante tipico valtellinese. Ovviamente tale spazio dovrebbe essere sfruttato nel modo migliore, senza mutare il suo aspetto originale e privarlo del suo valore. E’ un’ottima idea quello di illuminarlo con diverse luci colorate la sera, ma bisogna fare di più, prendendo esempio dalla Germania. E’ impressionante il loro rigore e quanti fondi vengano stanziati in cultura. La nostra terra, la Valtellina, è davvero ricca, ma dobbiamo diffondere maggiormente questo insegnamento, abbandonando l’idea che la nostra provincia sia una terra marginale.
Alessandro Cantoni

giovedì 1 maggio 2014

ALL'UNITRE DI TIRANO LEZIONE SULLO SCULTORE PISANI

Un pubblico attento e interessato ha seguito martedì 29 all'Unitre tiranese la lezione di Bruno Ciapponi Landi sullo scultore calabrese Salvatore Pisani la cui storia si intreccia con quella del suo mentore, il patriota Luigi Torelli che ne finanziò gli studi e delle numerose famiglia nobili e borghesi della valle o trasferite a Milano, per le quali lavorò. Fu l'ing. Giuseppe Albonico, fratello del grande prevosto di Tirano don Luigi, a prendersi a cuore le sorti del ragazzino calabrese di cui aveva ammirato a Mongiana l'abilità nel realizzare piccole sculture.
Don Luigi ne parlò al Torelli che si impegnò a far valutare le qualità dal ragazzo da un docente di scultura. Lo misero alla prova in una stanza del Senato fornendogli una foto di Manzoni di cui il giovanetto realizzò un ritratto in creta. Il giudizio fu assai positivo e il generoso Torelli si assunse le spese del suo mantenimento a Milano dove frequentò l'Accademia di Brera. All'ombra di Torelli nel capoluogo lombardo realizzò varie opere per le famiglie legate al Risorgimento, la tomba della contessa Maffei, la statua che il Comune dedicò al Piatti inventore del martello pneumatico, un gugliotto del Duomo, il medaglione per la tomba di Andrea Carisch al Monumentale.
Per i sacrari di Solferino e San Martino realizzò i busti di Napoleone III e dei generali francesi morti in quelle battaglie. Molte opere sono nei cimiteri di Sondrio, Tirano, Chiavenna e Morbegno, è suo il monumento ai Caduti del Risorgimento in piazza della stazione a Sondrio, quelli di Emilio Visconti Venosta nel Municipio di Grosio, di Romualdo Bonfadini nella sala del Consiglio provinciale, i busti dei fratelli Visconti Venosta conservati nella villa-museo di Grosio. Non pochi suoi lavori sono conservati in collezioni private.
Ai partecipanti è stata fatto omaggio del catalogo delle opere di cui è autore un discendente collaterale dello scultore, il prof. Domenico Piani, storico dell'arte e direttore del Museo di Rende, che si avvalso anche della documentazione fornita dalla contessa Anne Sophie Torelli, frutto di una accurata ricerca d'archivio e della collaborazione di Bruno Ciapponi Landi, autore della prefazione, edito nell'ambito delle manifestazioni per il 150° dell'Unità d'Italia coordinate dal Museo Etnografico Tiranese con il contributo della Provincia di Sondrio, del Comune di Tirano e della Fondazione Pro Valtellina.

mercoledì 30 aprile 2014

VALERIO RIGHINI IN MOSTRA A MILANO

All'interno delle mura spagnole fatte erigere tra il 1548 e il 1562 da Ferrante I Gonzaga, l'artivalerio righini operasta tiranese Valerio Righini sarà protagonista a Milano, dal 9 maggio al 30 giugno 2014, con la mostra, organizzata da "QC Terme Milano", dal titolo "Sentinelle di acque".
L'esposizione, così come quella allestita precedentemente presso le QC Terme di Torino e che proseguirà e concluderà il suo percorso nei mesi estivi ai Bagni Nuovi di Bormio, è a cura della Sig.a Maria Poggi che con passione ha realizzato gli allestimenti negli spazi eleganti e suggestivi delle terme e la stessa introduzione del pieghevole. Sulla mostra ha affermato: “Qui si avverte la musica dell’infinito scorrere delle acque. Il cielo è azzurro fiordaliso, la luce del giorno si fonde gloriosa con i ferri policromi. La sensa- zione di mistero nei vapori acquiferi, imprime un fascino e una gentilezza delicati alle opere, che attente e appassionate vigilano.”
L 'inaugurazione milanese sarà arricchita da una prestigiosa introduzione fatta dal poeta Giorgio Luzzi e dalla lettura di alcune sue poesie per voce dell'attrice Mira Andriolo.

martedì 29 aprile 2014

JOSY BATTAGLIA PRESENTA IL SUO RACCONTO "SENZA CONFINE" - Video

Domenica 27 aprile, ore 20.15, presso la Libreria Il Mosaico di Tirano, si è tenuto un incontro aperto al pubblico con Josy Battaglia, autore del racconto "Ruzzolavano giù come sassi",vincitore del premio Valvigezzo narrativa 2013.
Una storia "senza confine" che narra la fuga degli ebrei dalla Valtellina alla Valposchiavo durante la Seconda Guerra Mondiale; un racconto che parte dall'oralità, "da cose che mi sono state raccontate da mia madre e persone della mia famiglia". Per metà valtellinese e metà poschiavino, Josy Battaglia, che sta studiando il secondo anno di master in Scrittura Creativa presso la scuola Holden di Torino, sta attualmente lavorando su racconti lungi e romanzo brevi.

giovedì 27 marzo 2014

LA "BANDA PALESTRINA" IN UNA FOTOGRAFIA DEL 1914

La "Società Filarmonica Tiranese del Circolo Cattolico", più nota come "Banda Palestrina", venne fondata a Tirano in ambito parrocchiale nel 1911 sotto la direzione dell'organista prof. Ismaele Ghilardi. La fotografia riprende il complesso presso l'Oratorio Maschile nel 1914 poco prima della fine delle attività. Nel 1926 gli strumenti della banda, da tempo inutilizzati, vennero passati alla Banda di Madonna da don Primo Luraschi allora canonico dell'oratorio.
banda palestrina_Tirano
Fila in alto, da sinistra: Della Vedova Giacomo, Paniga Lino, Molinari Camillo Spandun, Bruni Danilo, Malva Andrea, Peverelli;
2a fila: non identificato, Molinari Luigi, Bardea, non identificato, non identificato, Ferrari Lino Pietro, non identificato, non identificato, Galli Giulio, Crivelin, Pola Valentino, non identificato, Molinari Michele Cascin, Nata;
1a fila (in piedi): Paniga, Molinari.... Margi, Ferrari (dei Pitila papà del Berto Titi), genis o bombardino; (seduti) non identificato, Bombardieri Domenico Manzun, don Primo Luraschi canonico dell'oratorio, il maestro Ismaele Ghilardi, Gaget Pizzo; (in piedi) non identificato, Michele Ferrari. Silvio De Piaz, Borgna; Seduti Bombardieri ... Valé ... Mandel; non identificato, Della Vedova Benedetto, non identificato, Natta, non identificato, non identificato. Nella foto non figura Luigi Bombardieri di Domenico, suonatore di cornetta, assente per lavoro in Svizzera.

sabato 15 marzo 2014

E' DI ORIGINI VALTELLINESI L'AMMIRAGLIO BRASILIANO DEIANA

Non devono essere molti i convalligiani, al di fuori della stretta cerchia dei parenti di Tirano e di Sondrio, a sapere che l'Ammiraglio di Divisione Francisco Roberto Portella Deiana della Marina brasiliana ha origini valtellinesi. Erano infatti di Sondrio il nonno paterno e di Tirano la nonna. Alle sue origini ha fatto riferimento l'ammiraglio stesso nel suo intervento di ringraziamento al termine della cerimonia in cui gli è stata consegnata a Roma la Decorazione d'Onore Interforze dello Stato Maggiore della Difesa assegnatagli su proposta dello Stato Maggiore della Marina Militare Italiana. La cerimonia si è svolta nel Palazzo della Marina alla presenza degli alti gradi della Marina Italiana e di un alto ufficiale della Marina brasiliana.
Le motivazioni del riconoscimento vanno ricercate nella qualità e importanza dell'apporto che l’ammiraglio italo-brasiliano ha dato alla preparazione degli accordi sottoscritti il 24 giugno nel 2012, al Comitato di coordinamento e ai Gruppi di lavoro italiano e brasiliano la cui attività ha prodotto risultati pratici molto apprezzati. Nel discorso seguito alla consegna dell'onorificenza l'ammiraglio Deiana ha ricordato con queste parole le sue radici valtellinesi: "Vorrei dedicare l’onorificenza di cui ho avuto l’onore di essere insignito, prima di tutto al mio bisnonno Giuseppe Dejana, Sergente del Reggimento Zappatori del Genio Militare, vecchio patriota sardo, per anni Casermiere del Castello Masegra di Sondrio, che combatté per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia e per questo ricevette il diritto di fregiarsi della Medaglia Commemorativa corrispondente alle guerre combattute alle campagne cui prese parte [1859-'60-'66]; questa dedica si estende anche ai miei nonni paterni, il sondriese Camillo Deiana e la tiranese Carmela Righini, che lasciarono l’Italia intorno al 1909 per stabilirsi in Brasile, e che purtroppo non ebbero mai l’opportunità di rimpatriare (mia nonna lo pronunciava con enfasi il vocabolo “rimpatriare” che tradiva la profondità del suo desiderio). E poi, alla fine, a mio padre Francisco Angelo Deiana, il loro secondogenito, anche lui molto orgoglioso delle sue origini italiane. Purtroppo, tutti sono già scomparsi, però vivono per sempre nella nostra memoria, quindi a loro i miei ringraziamenti e, soprattutto, il mio profondo rispetto." L’ammiraglio Deiana è stato più volte in visita ai parenti di Tirano dai quali tornerà anche prossimamente prima di rientrare in Brasile.
Bruno Ciapponi Landi
francesco deiana1

lunedì 10 marzo 2014

A TIRANO IL RITO DI BRUCIARE LA VECCHIA

Questa sera a Tirano verrà bruciata la vecchia secondo la tradizione che un tempo vedeva roghi delle sterpaglie in ogni contrada e con l'occasione bruciare quanto di inutile si trovava riassettando casa, stalla, fienili e orti. La natura che si risvegliava meritava un po' di pulizia che sembrava estendersi ritualmente a tutte le cose negative della vita.
Oggi il rogo della vegia è un rito recuperato da vari decenni dalla Banda cittadina che realizza il pupazzo che chiude il corteo, al quale i musicanti partecipano mascherati. Col buio, in un'area sicura al Rodun, il grande falò con la partecipazione di tanti bambini, genitori, nonni e zii. Non è una tradizione esclusiva di Tirano, ma qui è stata mantenuta ed è attesa e partecipata. Una piccola novità sta a testimoniare l'interesse delle nuove generazioni da quando gli alunni delle primarie realizzano un loro autonomo pupazzo della vegia e lo danno alla banda perché lo bruci insieme alla sua. Vi fu un tempo in cui anche qui, la vegia rappresentativa delle cose da eliminare veniva processata prima di essere condannata all'inesorabile rogo e il processo era organizzato con tanto di copione. Attorno alla fine della prima guerra mondiale c'era al santuario di Tirano un sacerdote di Sernio che un po' ovunque era stato aveva suscitato problemi fino ad essere arrestato per favoreggiamento. La sua avversione per il grande parroco patriota don Luigi Albonico era giunta a fargli scrivere, all'esterno della cappella che la città riconoscente gli aveva eretta nel cimitero e ben visibile dalla strada: "Fu liberale e garibaldino". Finì i suoi giorni a Como in una casa di riposo sotto l'ala vigile e fraterna di religiosi dediti alla cura dei sacerdoti problematici. Per le sue numerose stravaganze un anno fu preso di mira dagli organizzatori del rogo.
Virgilio Merizzi, fratello di don Rocco e don Severo scrisse un testo d'accusa per la sua condanna ideale al rogo. Fu cantato con l'accompagnamento della banda sull'aria della Canzone del Grappa. Per alludere con chiarezza e senza fare nomi, l'accusa è rivolta a "don Rattino" dal blasone degli abitanti di Sernio detti " Ratt de Seren". Se ne ricordano alcuno versi: "Don Rattino tu sei condannato/ sotto te questo rogo risplende/ non si sfugge alla sorte che attende/ chiunque spanda zizzania e livor". Versi formalmente ineccepibili e metricamente corretti che hanno radici nel popolarissimo decasillabo tronco tipicamente manzoniano (notissimo il 5 Maggio dedicato alla morte di Napoleone). Il prete non si diede per vinto, rispose con un altra composizione, il cui testo è andato disperso salvo il verso di chiusura "il Rattino alza il codino ed invita a baciar". Un modo indubbiamente elegante per conservare la sostanza del popolarissimo invito dialettale e la dignità necessaria per la veste dell'autore.
bcl

TIRANO: CIAPPONI PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE AMICI DEGLI ANZIANI

Il consiglio direttivo dell'associazione Amici degli Anziani eletto nella recente assemblea sociale e composto da Corrado De Campo, Giannina Della Ca', Mario Della Pollina, Silvia Canal e Bruno Ciapponi Landi, ha proceduto a termini di statuto alla elezione delle cariche sociali per il triennio 2014-2017 chiamando Bruno Ciapponi Landi alla presidenza, Della Pollina alla vicepresidenza e nominando tesoriere Della Cà, consigliere Canal e segretario De Campo.
L'associazione fondata dalla intraprendente Anna Bormolini De Campo nel 1983 e da lei presieduta del 1990 alla morte nel 2013, annovera oltre 400 soci e svolge al suo interno una intensa attività sociale e culturale nella sede nella vecchia Pretura. Quella che Ciapponi Landi e il suo consiglio "ereditano" è una associazione numerosa e vivace, dove nella gestione delle varie attività sociali operano numerosi volontari. Non sarà comunque facile prendere il posto di una personalità come Anna De Campo che sapeva trasformare a vantaggio dell'associazione anche i suoi perdonabili difetti riscattando tutto con una profonda umanità.
Auguri sinceri ai nuovi responsabili perché l'associazione continui e fiorisca anche sotto la guida del nuovo presidente e del suo consiglio.

domenica 9 marzo 2014

I "SuperMe!" CERCANO UN VIDEOMAKER

"Sei un giovane creativo? Sei un videomaker passionario e sei stufo di fare video delle tue ferie a Cesenatico o del gatto della vicina? Tra i tuoi filmati amatoriali hai capolavori incompresi? Ecco allora questa è la tua occasione! I SuperMe! hanno bisogno di te!
Cerchiamo una persona che possa realizzare un video di un nostro pezzo; offriamo un budget limitato, ma a fronte di grandi soddisfazioni e riconoscimenti! Ah la grande bellezza!
Per chi fosse interessato ci contattati in privato. Astenersi perditempo... Solo creativi con cuore e passione."
SuperMe! (Facebook)

martedì 4 marzo 2014

FRIGERIO A TIRANO PER PARLARE DELLA CAPPELLA SISTINA

Nella sala della Banca Popolare di Sondrio a Tirano ha avuto luogo la seconda conferenza Sul Sicomoro a cura del dottor Luca Frigerio, giornalista, scrittore, redattore dei media della Diocesi di Milano, per i quali cura la sezione culturale. Da vari anni racconta storie di uomini e di avventure dell'arte.
Con la semplicità di linguaggio che gli è propria, ha illustrato sapientemente ed in ogni dettaglio con diapositive, al numeroso pubblico presente, gli affreschi di Michelangelo della Cappella Sistina a 500 anni dalla sua realizzazione voluta da Papa Sisto llll Della Rovere. Michelangelo, scultore, pittore pressoché contemporaneo di altri grandi maestri quali Raffaello, Caravaggio, Leonardo, è stato definito da Timothy Verdon anche come un teologo "che ha sostituito la parola con il pennello".
Il prossimo appuntamento, a ingresso libero, con il Ciclo di conferenze "Sul Sicomoro" di Insieme per Oncologia e l'Ematologia Alta Valtellina-onlus. Dott. Giuseppe Valmadre è previsto per il 28 marzo alle ore 21 presso la sala BPS di Tirano. Ospita gradito sarà ancora il dottor Luca Frigerio che parlerà delle Stanze Vaticane di Raffaello.
 Bernardo Ferrari

venerdì 28 febbraio 2014

L'ARTISTA TIRANESE ANNA GALANGA ALLA "MOLECA D'ORO" DI VENEZIA

Anna Galanga, la famosa pittrice tiranese, colleziona un altro importante riconoscimento, questa volta alla Moleca d'Oro di Venezia. L’importante manifestazione artistica, “rivolta con attenzione alla cultura e alle vicende di Venezia in genere”, gode dei patrocini della Regione Veneto, della Produzione Culturale della città di Venezia e dell’Assessorato alla Cultura di Venezia.
Nel salone del prestigioso e storico convento veneziano di San Zaccaria del IX secolo è stata inaugurata la mostra ("Moleca" è una delle versioni simboliche leonine con le quali si esprime il messaggio araldico di maestà e potenza) che vale anche come riconoscimento alla Carriera Artistica di chi vi partecipa; sarà attiva fino al 30 marzo 2014. A essere ospitati 22 importanti Artisti europei scrupolosamente selezionati, e tra questi proprio Anna Galanga, che "si distinguono per rappresentare quello stile che, da sempre, identifica l’attività del sodalizio, pregnante di etica bellezza e spiritualità atte ad esaltare valori di cui la Società moderna sente maggiormente il bisogno in tempi di scadimento artistico e morale” (così il critico Giorgio Pilla).
"E' stata una bella esperienza e una manifestazione molto significativa - ha detto l'artista tiranese - ricca di contenuti e riferimenti culturali oltre che artistici. Molti significative sono stati poi - ha concluso - gli apprezzamenti da vari critici veneziani, abituati a convivere con opere di riconoscimento mondiale, e a respirare quell'aria artistica, a noi così lontana, che io riesco ad assaporare solo quando sono a Venezia".
Riguardo all’opera di Anna Galanga, Giorgio Pilla scrive: “È Artista che trasla nella sua pittura un modus vivendi che Le appartiene appieno. Sia che usi l’acquerello quanto l’olio, le sue visioni si vestono di pura luce affidandosi così ad una resa pittorica che lascia circolare sullo spazio dipinto una sorta di brezza primaverile. È ovvio che tale declinazione doni all’apparato tutto un fraseggio intimo tra segno e colore che mai hanno la tentazione di sopraffarsi; ne consegue un’armonia che sorprende il fruitore il quale si trova ad analizzare un Unicum privo di contrasti e ricco di un pathos che commuove. E questo indipendentemente dal fattore narrativo dell’opera, posto quale complemento oggetto”.

sabato 15 febbraio 2014

EBREI IN FUGA DA TIRANO ALLA VALPOSCHIAVO: IN EDICOLA IL LIBRO DI JOSY BATTAGLIA

In vendita da subito presso la Libreria L'idea di Poschiavo e la Libreria Il Mosaico di Tirano, il racconto breve di Josy Battaglia "Ruzzolavano giù come sassi", che racconta del salvataggio di alcuni ebrei da Tirano a Poschiavo

"Il ritrovamento di una lettera abbandonata in una cassetta di sicurezza dentro una banca svizzera. Una fuga nella notte, durante la seconda guerra mondiale, dalla Valtellina alla Valposchiavo. Un litigio. Una scelta. Un'altra scelta. L'indifferenza che perdura nel tempo."
Il libro contiene, oltre al racconto che narra di un'espatrio di due famiglie ebraiche, durante la seconda guerra mondiale, da Tirano alla Valposchiavo, una prefazione da parte di Simone Pellicioli, un commento storico da parte di Bruno Ciapponi-Landi e immagini scattate da Hans-Jörg Bannwart.
Nell’autunno 2013, il racconto Ruzzolavano giù come sassi ha vinto la quarta edizione del premio letterario internazionale Valle Vigezzo (Italia)/Andrea Testore “Salviamo la montagna” per la sezione narrativa, intitolata alla memoria dello scrittore ticinese e valmaggese Plinio Martini. La giuria, presidiata dal critico letterario Alessandro Martini (figlio di Plinio), ha così motivato l’assegnazione del premio:
Il racconto, con l’opportuna cornice che lo fa riemergere vent’anni dopo, riesce a suggerire molto in poche parole, a “sospendere quegli istanti, come si sospendono le cose della vita che non si sono capite”, senza commenti espliciti o sottolineature enfatiche, ma attraverso opportune ripetizioni di parole e di situazioni.
Josy Battaglia (Poschiavo, 1980) - È diplomato in commercio e lavoro sociale. Nel 2013 ha concluso una formazione triennale in counselling con orientamento cognitivo relazionale.  Attualmente segue un biennio di scrittura Creativa presso la Scuola Holden di Torino, città nella quale vive con la famiglia.