- prima lavorazione del legno
- uso del legno per mobili (arredamento) e immobili
- alimentare
- conserviera
- acque minerali
- vino
- metalmeccanica di precisione ( costruzioni metalliche)
- edilizia (grosse aziende che non sono catalogate come artigiane)
- stoccaggio del latte
- cartotecnica
- chimico-farmaceutica
- materie plastiche
- lapidei(Valmalenco)
- attività minerarie (Valmalenco)
- idroelettrica
- trasporto merci (grosse aziende non catalogate come artigiane)
- turismo (vedi impianti di risalita)
Il fatto che la scelta sia stata la via dell’eccellenza e della qualità è dovuta alla dislocazione della nostra Provincia (periferica e non inserita nei grossi poli industriali) e solo in questo modo vincente e possibile.
Dobbiamo ora rientrare nella zona di “competenza” di “intornotirano” ed esaminare l’industria della nostra zona. Sono presenti:
- trasporto merci
- prima lavorazione del legno
- alimentare
- conserviera
- vino
- chimico-farmaceutica
- La crisi sta mordendo; sino al 2008/2009 c’è stata una tenuta generale; dal 2011/2012 i fatturati sono in ripiegamento. L’andamento produttivo è incostante e questa situazione causa difficoltà nel programmare le produzioni. I problemi principali si individuano nell’alta pressione fiscale, nell’alto costo dell’energia, nella burocrazia e nella carenza di infrastrutture.
- Gli utili si riducono; in ogni caso le strutture finanziarie create sono state utili a parare i contraccolpi.
- L’accesso al credito è un problema sentito, comunque in misura inferiore ad altre parti, anche per la presenza delle 2 Banche Valtellinesi che sono ben radicate e conoscono bene ogni situazione dei loro Clienti
- Il costo del denaro è salito forse un po’ troppo, sia a causa della situazione internazionale del sistema bancario, sia a causa degli accordi sui rischi di Basilea II (i tassi sono comunque sotto la media regionale e in alcuni casi si sono attenuati grazie agli interventi in denaro della Provincia di Sondrio e della Camera di Commercio di Sondrio che hanno voluto l’operazione “Fiducia Valtellina”già descritta nelle precedenti rubriche).
- Il rapporto indebitamento/mezzi propri: è discretamente adeguato grazie anche,in certi casi ,alla rinuncia di tutti o parte dei dividendi (che quindi vengono capitalizzati)e al sempre pronto intervento dei Soci che in caso di necessità iniettano nell’Azienda propri risparmi
- La manodopera e le maestranze hanno già pagato lo scotto in precedenza (vedi chiusura Cartiera a Tirano) e la loro situazione è abbastanza costante, anche grazie alla “valvola” della confinante Svizzera.
- Le prospettive del prossimo futuro non sono né esaltanti né disastrose e le sfide si possono reggere seguendo le linee dell’eccellenza, dell’alto contenuto tecnologico, dell’innnovazione e dei contratti con i paesi esteri ancora in crescita (esportazione).
- i risultati della “farmaceutica” reggono (il fattore acqua di qualità necessaria ai processi di lavorazione industriale esistente in zona è vitale - vedi fabbricazione sacche per contenere medicinali ospedalieri);
- quelli del settore della lavorazione del legno sono buone grazie a ristrutturazioni effettuate (impianti rinnovati), aggregazioni, patrimonializzazione e vendite all’estero per l’85/90%;
- il settore “alimentari” e “conserviera” (vedi anche “bresaola” e “marmellate”) tiene bene ed i fatturati non cedono.
- qualche difficoltà nei” trasporti”; se le produzioni industriali nazionali diminuiscono ci sono meno merci da trasportare.
- Il settore vino, che ha raggiunto alti livelli di qualità, sta “soffrendo”. La crisi economica morde e la concorrenza mondiale del settore (magari con prodotti di qualità molto inferiore) è agguerritissima.