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lunedì 11 aprile 2011

NON METTETE TUTTE LE VOSTRE UOVA IN UN SOLO CESTINO

E’ l’ottava regola del buon investitore: diversificare sempre i propri investimenti, cioé non investire tutti i propri soldi in un solo titolo azionario o obbligazionario ma in un portafoglio di titoli tra loro diversi per settore industriale, paese, capitalizzazione etc... (Di Sergio Pini)

La teoria finanziaria e numerosi studi empirici dimostrano che il rischio idiosincratico, cioé di uno specifico titolo, non è statisticamente remunerato. Questo vuol dire in parole povere (i numeri sono solo illustrativi) che, in media, se investite in un solo titolo azionario 100€ rischiate di perdere 30€ con possibilità di guadagnarne 10€ (rapporto rendimento rischio 0.33), se invece investite 100€ in dieci titoli diversi (10€ a titolo) rischiate solo 20€ sempre con la possibilità di guadagnarne 10€ (rapporto rendimento rischio 0.5).

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della diversificazione? I vantaggi sono legati al profilo di rischio e investimento del vostro portafoglio. A parità di rendimento atteso, un portafoglio ben diversificato può rischiare anche meno della metà rispetto ad un portafoglio non diversificato. Gli svantaggi sono i costi e le modalità di gestione. Per diversificare un portafoglio è necessario comprare più di un titolo e questo può aumentare i costi di transazione (acquisto e vendita) e rendere più complessa la gestione del patrimonio (selezione dei titoli, calcolo delle perfomance, reinvestimento di cedole e dividendi, etc...). Per risolvere questo problema si possono utilizzare i fondi comuni di investimento o gli ETFche vi permettono di accedere in modo indiretto ad un portafoglio di titoli.

Esistono oggi fondi ed ETF di tutti i tipi e su tutti i mercati che possono soddisfare anche le esigenze più strane dell’investitore più “curioso”. Esistono anche fondi ed ETF a capitalizzazione dei dividendi/cedole che vi evitano anche il problema del reinvestimento. E i costi? In genere gli ETF ed i fondi a gestione passiva hanno dei costi decisamente più bassi rispetto ai fondi a gestione attiva. Per esempio parliamo di 0.35% all’anno per un ETF azionario area € contro una media di 2% all’anno dei fondi comuni.

Il consiglio è quindi quello di diversificare bene il proprio portafoglio ma con un occhio ai costi di gestione. Ricordate che i rendimenti sono incerti mentre i costi sono certissimi
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