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sabato 9 maggio 2015

ABOLIZIONE IMU SUGLI IMPIANTI: SI ASPETTA RISPOSTA DAL GOVERNO

«Accolgo con favore la richiesta delle società degli impianti a fune, ingiustamente gravate dell’Imu, per l’approvazione di una nuova legge che li esenti. Da tempo avevo individuato questa strada come l’unica possibile per definire una volta per tutte la questione e il 27 marzo scorso come Lega Nord abbiamo presentato una proposta di legge a mia prima firma che, il 28 aprile, è stata ufficialmente assegnata alla commissione Finanze del Senato. Tocca ora al suo presidente Mauro Marino, esponente del Pd, porla in discussione: da parte mia posso assicurare che faremo tutto il possibile affinché ciò accada in tempi brevi. Gli impiantisti hanno tutto il diritto di protestare: bisogna intervenire presto e bene».
Il senatore Jonny Crosio fa riferimento al disegno di legge N. 1853 sull’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale propria per gli impianti di risalita: una lunga premessa per evidenziare le storture della legge in vigore e il fondamentale ruolo svolto nell’ambito del settore turistico, due brevi articoli per indicare la soluzione al problema. Nel primo si chiede di inserire il riferimento all’esenzione dall’Imu per gli impianti a fune all’articolo 9 del decreto legislativo del 2011 che la disciplina, nel secondo si indica quale copertura finanziaria per le mancate entrate la riduzione delle spese di missione dei diversi Ministeri.
«La soluzione è a portata di mano - conclude Crosio - relativamente semplice nella sua attuazione, ma è indispensabile una forte volontà politica da parte della maggioranza: se i suoi esponenti ritengono importante risolvere questo problema e permettere alle società degli impianti a fune di continuare a svolgere quello che si configura come un servizio pubblico, imprescindibile per il turismo, che pongano in discussione il progetto di legge della Lega Nord. C’è un intero comparto economico che attende risposte, ci auguriamo che non tardino».

giovedì 7 maggio 2015

SEL SPIEGA LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE SULL'AGRICOLTURA SOCIALE

Franco Bordo, parlamentare lombardo di Sinistra Ecologia Libertà, è fra i presentatori della legge sull’agricoltura sociale, già approvata dalla Camera e in via di approvazione definitiva in Senato.
Coniugare tradizione e innovazione sociale: un’opportunità per il territorio attraverso lo sviluppo dell’agricoltura sociale, un settore che presenta caratteristiche tali da configurarsi come risorsa per attuare politiche di inclusione sociale e lavorativa per persone in condizioni di fragilità o con abilità differenti.
La proposta di legge definisce così le attività rientranti nella agricoltura sociale:
  • prestazioni ed attività sociali e di servizio, volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utilità alla collettività locale, svolte attraverso l'utilizzazione delle risorse materiali ed immateriali dell'agricoltura
  • prestazioni di servizi di affiancamento e supporto a terapie mediche psicologiche e riabilitative per il miglioramento delle condizioni di salute e delle capacità sociali, emotive e cognitive dei soggetti beneficiari delle prestazioni;
  • progetti finalizzati all'educazione ambientale ed alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale.
L’agricoltura sociale comprende quindi l’insieme di pratiche svolte su un territorio da imprese agricole, cooperative sociali, associazioni che coniugano l’utilizzo delle risorse agricole con le attività sociali.
La sfida che oggi si presenta è quella di promuovere ed organizzare tali pratiche per generare sempre più benefici inclusivi, favorire percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura; sostenere l’inserimento sociale e lavorativo; favorire la coesione sociale, in modo sostanziale e continuativo.
È una prassi di sviluppo locale sostenibile socialmente, economicamente ed ecologicamente; in quanto parte dell’agricoltura multifunzionale, essa può offrire un’ampia gamma di servizi finalizzata a perseguire il benessere dell’intera cittadinanza e quindi rispondere ad un più ampio bisogno di politiche di welfare.

Appuntamento  SABATO 9 MAGGIO alle ore 15 a Sondrio presso la SALA BESTA DELLA BANCA POPOLARE DI SONDRIO in via Vittorio Veneto.

venerdì 1 maggio 2015

DEL BARBA: "POSSIBILITA' DI MANTENERE LA CAMERA DI COMMERCIO DI SONDRIO"

"Ancora una volta, con l’ok dell’esecutivo all’emendamento a firma Del Barba al ddl delega Pa in discussione al Senato, che prevede la possibilità di mantenere le Camere di Commercio di Sondrio, Belluno e Verbano Cusio Ossola, si conferma la volontà del governo Renzi di valorizzare la legge Delrio che prevede la 'specificità montana' per le tre province in questione". Lo dichiarano in una nota il senatore Mauro Del Barba e i deputati Roger De Menech e Enrico Borghi, del Partito democratico.
"Già nella legge di stabilità e nel ddl di riforma costituzionale -spiegano i tre parlamentari - l’esecutivo aveva riconosciuto la 'specificità' sia dal punto di vista economico che istituzionale. Ora si viene nuovamente incontro alle peculiarità che queste tre province presentano nel quadro nazionale in un campo importante come quello delle Camere di Commercio.
Nei prossimi mesi il governo, attraverso il dialogo con le parti, eserciterà la delega per definire il futuro delle singole Camere di commercio . Quel che è certo - concludono Del Barba, De Menech e Borghi - è che adesso ci sono tutti gli strumenti per garantire alle tre province la migliore delle soluzioni".

giovedì 30 aprile 2015

SPESE PAZZE IN REGIONE, A GIUDIZIO 56 CONSIGLIERI: "SERVONO PENE ESEMPLARI"

L’inchiesta sulle spese pazze in Regione Lombardia è chiusa: la procura di ha rinviato a giudizio 56 consiglieri lombardi accusati di peculato e truffa. Tre sono stati condannati con rito abbreviato a pene tra i 18 e i 24 mesi, tre sono stati prosciolti e un assolto. Il processo inizierà il primo luglio.
Dario Violi, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Lombardia, dichiara: “Torroni, gratta e vinci, libri, cartucce da caccia e cene a base di aragosta e sushi pagate con i fondi pubblici, nonostante stipendi da 12 mila euro netti al mese. Il rinvio a giudizio e il processo del luglio prossimo di 56 consiglieri di tutti i partiti, dal PD, alla Lega a Sinistra Ecologia e Libertà fino al Partito Pensionati restituisce molto chiaramente l’entità del parassitismo dei politici che hanno amministrato la regione nelle ultime legislature.
Certo i rinviati a giudizio che siedono ancora in Consiglio regionale, come per esempio Luca Gaffuri ed Elisabetta Fatuzzo, dovrebbero fare un passo indietro e dimettersi.
I reati di cui sono a accusati, oltre a gettare discredito sulle istituzioni e ad aver allontanato i cittadini dalla politica, risultano ignobili perché riguardano la sottrazione di risorse alla collettività per spese private, che nulla hanno a che fare con l’attività politico-amministrativa. Ci auguriamo che il processo si svolga in tempi rapidi e che eventuali pene siano esemplari: i politici sono eletti per amministrare e non per attingere a piene mani nelle risorse pubbliche”.

mercoledì 22 aprile 2015

"SE QUESTO PAESE FOSSE GIUSTO DAREBBE 35 EURO AL GIORNO AI DISOCCUPATI, NON AI PROFUGHI"

Bisogna trovare una soluzione: subito! Noi della Lega Nord lo ripetiamo da mesi, da anni addirittura: non ci sono né Mare Nostrum né Triton che tengano. L’Italia è totalmente inadeguata a contrastare un fenomeno ormai incontrollabile che rischia di avere serie ripercussioni sul nostro paese e sull’Europa intera.
Facile indignarsi per le centinaia di morti, vittime di quella che sembra una tratta di schiavi, con malviventi che approfittano della condizione drammatica nella quale queste persone vivono nei loro paesi per sfruttarli fino a causarne la morte. Ma l’indignazione deve iniziare molto prima perché il dramma non era inatteso, c’erano troppi segnali ad annunciarlo. Accogliamo, accogliamo e accogliamo ancora ma a quale prezzo e per risolvere che cosa? Gli arrivi aumentano, i morti aumentano e gli italiani non ne possono più. Lo Stato stringe accordi con i privati e gli amministratori locali sono costretti a subire e a sentire le giuste proteste dei loro cittadini. Renzi pensa ai profughi e gli italiani diventano cittadini di serie B, con meno tutele e meno aiuti.
Di fronte all’umana pietà suscitata dalle vittime e dalla preoccupazione che presto possano essercene molte altre, non possiamo dimenticare che sui barconi o sul suolo italiano queste persone rappresentano un serio problema che l’Unione europea non può delegare ai soli paesi del Mediterraneo. La nostra gente non ne può più perché le situazioni drammatiche, purtroppo, esistono anche da noi. Non abbiamo i soldi per mantenerli. E se questo paese fosse giusto darebbe 35 euro al giorno a ogni disoccupato, a ogni padre di famiglia che non riesce ad arrivare alla fine del mese.
Mille euro al mese a ogni italiano che vive in una situazione di disagio, non solo ai profughi che spesso pure non si accontentano perché sempre più leggiamo sui giornali di quelli che si lamentano per il cibo che non è di loro gradimento o per gli abiti che vorrebbero nuovi anziché usati. Non riusciamo a controllarli: ci sono quelli che fuggono all’estero, quelli che raggiungono i loro connazionali nei sobborghi delle nostre città. È facile prevedere che presto avremo problemi di ordine pubblico.
Noi della Lega Nord ascoltiamo i cittadini, ma lo Stato dov’è?
Christian Borromini
Segretario provinciale della Lega Nord

sabato 18 aprile 2015

MARONI: "SU 75% TASSE NESSUN PASSO INDIETRO"

"Nessun passo indietro sulla questione del 75% delle tasse. Ma se vado a Roma a chiedere di concedercelo, il governo si mette a ridere. Per questo ho deciso di fare ricorso al popolo sovrano. Perché se vado a trattare avendo alle spalle il consenso di 10 milioni di lombardi, le cose cambiano.
Per questo abbiamo deciso di fare il referendum consultivo su questo tema". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo alla diretta streaming del quotidiano online 'Affaritaliani'.
NO BATTAGLIA PARTITICA - Il Governatore, ha osservato che non si tratta "di una battaglia di una sola parte politica", ricordando che il Consiglio regionale, la consultazione è stata approvata "anche con il sostegno di un importante movimento politico di opposizione".
COSTI MENO ALTI DEL PREVISTO - Posto che "sentire l'opinione del popolo, non è un 'costo' ma un esercizio democratico che sta alla base della Costituzione repubblicana, Maroni ha garantito che il referendum sull'autonomia verrà fatto risparmiano rispetto al costo inizialmente preventivato. Lo faremo, ha spiegato, "in due modi: introducendo il voto elettronico e saremo la prima Regione a fare una sperimentazione del genere in Italia.
Inoltre - ha aggiunto - porteremo i lombardi al voto insieme ad una tornata amministrativa, quando già sono allestiti i seggi. In totale - ha concluso - spenderemo molto meno dei 30 milioni previsti". (Ln)

venerdì 17 aprile 2015

BORROMINI ATTACCA IL PD: "MUOVERSI ORA E' UNA PRESA IN GIRO"

È sempre la stessa storia, una lagna che ormai ci è venuta a noia: il Pd continua a confondere il livello regionale con quello statale, una pessima legge voluta dal Governo Renzi con una brillante intuizione avuta dal governatore Maroni.
Chissà se in piazza spiegheranno perché Renzi si è accanito contro le autonomie locali, azzerandone competenze e risorse, imponendo l’abolizione delle Province e portando i Comuni sull’orlo del fallimento. Il Pd si muove per cercare di mettere una pezza agli assurdi provvedimenti di questo governo? È un film già visto e rivisto: l’ha già fatto per l’Imu sui terreni agricoli, ottenendo zero, naturalmente.
Ma dov’erano il Pd provinciale e il suo rappresentante in Senato Del Barba quando Renzi ha colpito i territori, il nostro in particolare? La pezza della specificità montana non ha rattoppato un bel niente e se la Provincia di Sondrio, a differenza di tutte le altre, non ha tagliato le corse dei pullman che garantiscono i collegamenti tra i paesi montani e il fondovalle, è soltanto perché il governatore Maroni, che ha dimostrato, lui sì, di avere a cuore il futuro della Valtellina, ha avviato il percorso verso l’autonomia.
Tutte le decisioni sono state prese a Roma: questo deve essere chiaro. La colpa di questa situazione è soltanto di Renzi, dei suoi ministri e dei parlamentari che hanno votato sì al taglio del 60% dei trasferimenti agli enti locali, il morbegnese Del Barba compreso.
Muoversi ora è un po’ tardi, sa molto di presa in giro. Ma anche in questo il Pd provinciale dimostra di avere imparato a memoria la lezione di Renzi.
Christian Borromini
Segretario provinciale della Lega Nord

GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE FANNO CHIAREZZA

In riferimento a quanto si apprende dagli articoli pubblicati rispettivamente su “La Provincia di Sondrio” e “Centrovalle” dell’11 aprile 2015 che riportano quanto scritto a M5S Regione Lombardia, M5S Camera del Senato, M5S Camera dei Deputati, nonché allo Staff di Beppe Grillo, NOI in veste di Attivisti del M5S di Sondrio e quindi particolarmente informati e coinvolti, ci permettiamo di far notare che gli attivisti del MoVimento Valtellina e Valchiavenna 5 Stelle (movimento fra l’altro inesistente), NON rispecchiano le convinzioni degli Attivisti presenti sul territorio di Sondrio e provincia e che NOI non ci permettiamo di sindacare il loro operato.
Questa “strana ingerenza" è poi particolare in quanto ha una bislacca provenienza sospetta: un comunicato stampa di un fantomatico "referente per la comunicazione del M5S Valtellina e Valchiavenna in provincia di Sondrio", giunto agli Attivisti di Sondrio riportava fedelmente parola per parola quanto scritto nell'articolo con un copia e incolla che rileva il sospetto grottesco e balordo di minare la figura di Matteo Barberi nostro inappuntabile, fedele e preciso punto di riferimento del quale abbiamo la massima fiducia.
Ma dove sta la bizzarria di questo documento scritto e inviato a tutte le fonti possibili? Sta nella firma di questa mail pervenutaci. Il signore che originalmente si è inventato e arrogato il titolo di scrivere e inviare il tutto si chiama Maurizio Pasina. Dunque chi è costui? Perché dalla Valchiavenna e dall’intera Valtellina si interessa tanto di Sondrio Città? Bene, questa persona si cela dietro il nome dell'attivista Paolo Agostini referente per la comunicazione del M5S Valtellina e Valchiavenna in provincia di Sondrio (ruolo che non esiste) che, a suo dire, essendo impossibilitato ad inviare questa inverosimile comunicazione avrebbe impellentemente delegato Pasina (come da lui stesso scritto nel testo dell'email).
Tale Pasina, probabilmente con forti aspirazioni carrieristiche, è Consigliere di maggioranza in una lista civica di centrodestra. Questa sua velleità politica molto probabilmente è l’origine dell’avversione verso Matteo Barberi che, (superiore a queste piccolezze che non sono da spirito del M5S), non prendendo in considerazione polemiche che provengono da ogni parte, ha sempre invece tenuto conto dei fatti concreti e realizzabili nel territorio di Sondrio,sempre in collaborazione con il gruppo e relazionandosi con esponenti regionali e nazionali .
Il comportamento del nostro Portavoce 5stelle di Sondrio invece di essere interpretato come un pregio diviene così strumento ad uso di chiunque voglia danneggiare il M5S e le persone oneste che vi si rispecchiano. Al Contrario,a nostro parere, la condotta del Signor Pasina, (in verità più simile a quella che avrebbe più un piddino mancato), volta a ledere e penalizzare il M5S nella autorevole persona di Matteo Barberi, in modo evidente si ritorcerà contro la medesima figura che l’ha generata che non osiamo titolare come Attivista, in quanto nessun Attivista fedele al M5S si sognerebbe di scrivere tali accuse nella pubblica piazza se non per secondi fini, personali e non, atti a screditare chi legittimamente ci rappresenta nel Comune di Sondrio.
Cordiali saluti
Gli attivisti del M5S di Sondrio
Anna Costa
Andrea Biolchi
Katya Grandi
Davide Trestini
Paola Biolchi
Patrizia Betrama
Giovanni Ranelli
Massimiliano Marletti
Giulia Sgarlato

giovedì 16 aprile 2015

PD, A TIRANO SI PARLA DI SUOLO E TUTELA DEL TERRITORIO

Nell'incontro di questo mese parleremo di consumo di suolo e tutela del territorio, uno dei temi di maggior peso per il futuro della nostra valle e decisivo per tre dei settori economici di maggior importanza: agricoltura, edilizia e turismo.
Ormai siamo pienamente consapevoli che il consumo di suolo, oltre che snaturare e stravolgere l'equilibrio naturale del nostro territorio, va a minare le naturali difese contro il rischio idrogeologico. Uno dei fattori di principale tutela, le aree agricole, stanno via via perdendo terreno, sia per conversione in territorio edificato che, purtroppo, per abbandono della professione a causa di molteplici fattori, fra cui i costi ormai insostenibili di produzione.
Per ridurre il consumo di suolo ed effettuare la messa in sicurezza dal dissesto, oltre che aiutare ed incentivare il settore agricolo, bisognerebbe puntare fortemente sul recupero degli immobili, non usando nuovo territorio ma recuperando in chiave sostenibile quello che c'è, in modo che questo si possa sfruttare anche come volano per la ripresa del settore dell’edilizia.
Di questo e molto altro parleremo questa sera, mercoledì 15/04, ore 20,45 presso la Vineria di Tirano, via XX Settembre 25, con il Consigliere Regionale Jacopo Scandella, facente parte della commissione territorio ed infrastrutture, di quella ambiente e protezione civile ed infine della commissione cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport.
Avremo inoltre ospite anche il Dott.Mario Cotelli, ex allenatore e Commissario tecnico della Nazionale di sci alpino italiano, giornalista, è attualmente principalmente conosciuto come esperto di turismo montano sostenibile. Farà una breve relazione in merito a consumo di suolo, seconde case e letti freddi nell'ottica che sia ormai necessario un ripensamento del sistema turistico valtellinese e delle motivazioni che rendono attrattiva la nostra valle.
Evento aperto al pubblico
Moiraghi Gloria

sabato 11 aprile 2015

GIORNATA DI MOBILITAZIONE A SONDRIO CONTRO IL "TTIP"

Il TTIP è un accordo, tenuto volutamente segreto, che Unione Europea ed USA vorrebbero stipulare per “armonizzare” le regole sul commercio, sui servizi e sugli investimenti. I contenuti avranno rifessi sulla vita quotidiana di ciascuno di noi: sicurezza alimentare; acqua e servizi pubblici; ambiente e salute; privacy; diritti dei lavoratori; sanità....
In tutta Europa, ma anche in USA, stanno nascendo movimenti per bloccare il TTIP. In particolare il 18 aprile sarà la giornata mondiale di mobilitazione per fermare lo strapotere delle multinazionali e impedire che il TTIP ed altri analoghi trattati entrino in vigore.
Anche a Sondrio è nato il comitato provinciale STOP TTIP SONDRIO che si è già fatto promotore di diverse iniziative e che in occasione del 18 aprile sarà a Sondrio, in Piazza Campello (in Piazza Garibaldi qualora P.zza Campello fosse occupata dagli street climbing) dalle ore 9,30 alle ore 13,00 con il seguente programma:
  • Gazebo per raccolta firme europea contro il TTIP;
  • Flash mob dal titolo “ Smascheriamo il TTIP” alle ore 10,00 circa
Per informazioni e adesioni: ma.simonini@tiscali.it; marina.pensa@cgil.lombardia.it; katyagrandi74@gmail.com; antonello.puglia@alice.it
Pagina Facebook: STOP TTIP SONDRIO
Martina Simonini
Marina Pensa
Katya Grandi
Antonello Puglia

giovedì 9 aprile 2015

IL COMUNE DI VALDIDENTRO LANCIA IL PROPRIO BLOG

L'amministrazione comunale di Valdidentro ha creato un proprio blog, visitabile all'indirizzo blog.valdidentro.eu.
Notizie, comunicazioni, commenti, video, incontri, manifestazioni ed eventi: insomma tutto (o quasi) quello che può servire al cittadino per essere ancora più informato. "Un altro strumento di conoscenza della vita amministrativa del nostro Comune - commentano i promotori - messo a disposizione dalla Giunta a tutta la popolazione.
Oltre al Notiziario ed al sito internet comunale, oltre alle assemblee pubbliche ed alle riunioni mirate, abbiamo pensato anche al blog “Valdidentro Informa”, con un’informazione costantemente aggiornata, che confidiamo possa essere utile ed apprezzata".

giovedì 2 aprile 2015

REFERENDUM SULL'AUTONOMIA LOMBARDA ACCORPATO ALLE AMMINISTRATIVE

"Non possiamo fare il referendum nel periodo di Expo, questo per ragioni di sicurezza, per cui possiamo farlo da novembre in poi. Qualcuno ha proposto di abbinarlo contestualmente alle elezioni amministrative di aprile 2016, così si risparmierebbero dei soldi nelle operazioni di voto perché nei comuni lombardi che vanno al voto, a cominciare da quello di Milano, ci sarebbero già i seggi predisposti per le elezioni amministrative e dunque ci sarebbe un grande risparmio". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, intervenendo in diretta alla trasmissione televisiva di TeleLombardia 'Orario continuato'.
"Abbiamo chiesto ad un istituto di ricerca di chiedere ai cittadini lombardi cosa ne pensino della Lombardia a statuto speciale ed è emerso che nel 2014 era d'accordo solo il 41% dei cittadini, oggi il 58%. Un dato di crescita significativo. Questo perché - ha detto il presidente - quando spieghiamo cosa sarebbe la Regione a statuto speciale e quali sono i benefici che ne avrebbe la gente si convince.
Ogni cittadino lombardo paga una media di 3500 euro di tasse, contro una media nazionale di 2500, ma riceve molto meno di altri. La Lombardia ha un residuo fiscale, ovvero la differenza tra quanto versiamo in tasse e quanto riceviamo dallo Stato in servizi, di 54 miliardi, più di un miliardo a settimana di differenza. Se potessimo tenerci i nostri soldi avremmo risolto tutti i nostri problemi.
Ma per fare questo - ha concluso - occorre che la Lombardia diventi una Regione a statuto speciale e il referendum serve per far sentire a Roma la voce dei cittadini lombardi". (Ln)

mercoledì 1 aprile 2015

AUTONOMIA DELLA VALTELLINA? "RAGIONIAMO IN UN'IPOTESI DI TERRITORIO PIU' AMPIO"

A seguito del Convegno sull’Autonomia mi permetto di proporre ritenendo, personalmente e come associazione “Valtellina nel Futuro”, l’argomento estremamente interessante alcune riflessioni. Innanzitutto, pur sembrando una contraddizione, occorre dire che per la ricerca di un progetto per una vera Autonomia territoriale non ci sono sul nostro territorio le condizioni politiche, istituzionale e culturali più favorevoli. Perché non è in questo momento l’argomento sul quale concentrare le nostre attenzioni:
  • Non c’è e non c’è stato ancora un serio confronto ampio e condiviso, che dovrebbe precedere la richiesta stessa di una vera autonomia territoriale, su quale sia il modello di sviluppo che s’intende realizzare e implementare con la struttura autonoma. In una situazione cosi incerta come l’attuale l’autonomia, senza un condiviso modello di sviluppo, è solo un modo diverso di organizzare enti e competenze e pensare sia la panacea di tutti i mali è, per lo meno, poco credibile.
  • Non è pensabile, per noi oggi, aspirare a forme di autonomia paragonabili a quelle di Trentino/Bolzano/Valle d’Aosta ottenute in tempi e situazioni diverse, chi lo sostiene vende favole. Le autonomie esistenti vanno da noi difese perché gli attacchi volti a ridimensionarne le caratteristiche non si potranno che tradurre in ancor meno possibilità per noi di aspirare a qualsivoglia rivendicazione in merito.
  • Non esiste – attualmente – lo spazio politico per questa legittima ed auspicabile rivendicazione sia per l’impostazione dell’attuale maggioranza di Governo, la Del Rio anche dove è sbagliata risulta intoccabile, sia per il modello puramente burocratico su cui sono impostati i rapporti verso l’Europa che fa prediligere un’ accentramento di poteri a Roma sia, a livello regionale, dove a grandi annunci seguono atti legislativi per il nostro territorio provinciale deboli e privi di reale autonomia decisionale
Forme di autonomia, in futuro, saranno sicuramente necessarie e indispensabili. Questo perché le attuali politiche adottate per uscire dalla situazione, crisi se preferite, in cui siamo sono destinate a fallire. Sono ormai passati più di sei anni dal suo inizio e ciò che si è riusciti a fare sino ad oggi è immettere liquidità, in varie forme, nel sistema allo scopo di rianimarlo con risultati tutto sommato deludenti aumentando anche e considerevolmente la possibilità di nuove crisi (la gran parte della liquidità finisce nei mercati finanziari gonfiando oltre ogni logica i listini azionari, i tassi di interesse sono artificialmente mantenuti estremamente bassi, si stanno facendo indebitare ancora di più direttamente o indirettamente gli Stati – La BCE è pro quota della banche centrali nazionali come i suoi debiti - tutte situazioni che prima o poi andranno affrontate con prospettive tutt’altro che piacevoli se non si cambia radicalmente l’approccio).
E’ inevitabile che una crisi sistemica come quella attuale produca grossi cambiamenti ed è impossibile governare eventi di questa portata se non valorizzando i territori spostando decisioni, che non potranno essere univoche per ogni situazione, vicino alle persone interessate. Occorre quindi sì attrezzarsi per costruire una nostra vera e possibile autonomia territoriale che abbia un senso non solo dal punto di vista prettamente amministrativo ma sappia tenere insieme e valorizzare un nuovo, indispensabile e condiviso modello di sviluppo per la montagna che abbia nella rivendicazione di più democrazia (elezione diretta), più potere (titolarità del demanio idrico), più responsabilità (predisposizione di una riorganizzazione di enti e società pubbliche) i 3 capisaldi indispensabili per la sua realizzazione.
A noi pare inoltre importante valutare se ha senso vedere il nostro futuro fermo nell’attuale contesto (territorio della Provincia di Sondrio) o ragionare su un ipotesi di territorio più ampio e omogeneo che comprenda anche gli altri territori montani Lombardi. Questa seconda scelta rafforzerebbe il ruolo, le funzioni e i compiti della montagna nel progetto strategico per la realizzazione in Europa della macro regione alpina. Dobbiamo essere consapevoli che la vera autonomia non può essere copiata ne regalata ma dovrà essere un nostro faticoso progetto costruito con un coinvolgimento paziente e costante della nostra gente.
Tutti dobbiamo sapere che nessuno ci regalerà niente e la nostra autonomia non potrà che essere potere e responsabilità che vorrà dire avere più mezzi ma saper decidere quali le priorità su cui investire, quale modello di agricoltura, di turismo, di viabilità, di sanità, di scuola, di società abbiamo in mente di realizzare per il futuro.
Panizza Alberto, Associazione Valtellina nel Futuro

giovedì 26 marzo 2015

AUTONOMIA VALTELLINA: "DIBATTITO AL DI LA' DEGLI STECCATI POLITICI"

Autonomia di Valtellina e Valchiavenna organizza il suo primo convegno. Si tratta di una tavola rotonda, in collaborazione con CISL Sondrio e Confartigianato Imprese Sondrio che si terrà sabato 28 marzo alle ore 10 presso la sede della Fondazione Fojanini in Via Valeriana 32 a Sondrio, nei pressi dello Stadio.
Il titolo prescelto, “Verso l’autonomia” vuole essere un auspicio per il futuro e per gli sviluppi in atto, nonostante le difficoltà che il progetto incontra al momento, frutto in parte delle spinte centraliste e in parte dei particolarismi sul tema.
Al dibattito, oltre al presidente di Autonomia di Valtellina e Valchiavenna Andrea Mostachetti, interverranno Mirko Dolzadelli, segretario generale della CISL Sondrio e Gionni Gritti, presidente di Confartigianato Imprese Sondrio, che sottolineeranno il punto di vista e le opportunità del mondo del lavoro su questi temi, tanto dalla parte dei lavoratori quanto da quella degli imprenditori. Bruno Di Giacomo Russo, costituzionalista, parlerà invece del quadro normativo esistente, chiarendo le differenze e le analogie tra la “specificità” immaginata per Valtellina e Valchiavenna e la “specialità trentina”. Sarà anche l’occasione per parlare di Legge Delrio, di progetto di riforma costituzionale e delle opportunità e delle sfide che queste pongono alla nostra terra.
Due gli invitati provenienti dal mondo trentino: Lorenzo Baratter, capogruppo del PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese) presso il consiglio provinciale di Trento e presso quello della regione autonoma Trentino Alto Adige – Südtirol e Nicola Fioretti, presidente di OSAR, l’Osservatorio di Studi Autonomistici Regionali ed Europei. Un ultimo partecipante, inoltre, sarà Laurent Vierin, consigliere dell'UVP (Union Valdotaine Progressiste) presso il Consiglio della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Con loro si parlerà del punto di vista di chi già vive con l’autonomia, delle sfide poste a questo modello dalle riforme in corso e di come le autonomie esistenti si interfacciano con quelle emergenti nell’arco alpino come Sondrio, ma anche Belluno.
Un’occasione unica per parlare di autonomia in modo serio, trasversale, al di là degli steccati partitici e fare il punto sul processo legislativo in corso, all’insegna di una cooperazione fattiva tra i popoli alpini.

venerdì 20 marzo 2015

PROVERA A DONBASS PER AIUTARE I PROFUGHI UCRAINI DI ORIGINE RUSSA

Ci sono profughi presenti costantemente sui mass media che raccolgono consensi, altri che vengono dimenticati, come gli ucraini di origine russa che popolano la zona del Donbass, nell’Est del Paese, devastata dalla guerra, che non possono contare sugli aiuti internazionali. Sulle necessità di queste persone la Copam, l’organizzazione non governativa fondata dall’europarlamentare Fiorello Provera 18 anni fa, ha costruito un progetto denominato “Sulla linea del fuoco” attraverso il quale portare cibo e medicine.
Reduce da un viaggio nel Donbass, 1250 chilometri e 18 ore di auto da Mosca, Provera ha presentato il progetto insieme a Giuliano Pradella, medico di lunga esperienza, con lui in altre missioni effettuate in diversi Paesi dell’Europa dell’Est e dell’Africa tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Un ritorno all’antica passione, la cooperazione internazionale, per l’ex presidente della Provincia di Sondrio Provera che può mettere a frutto le relazioni internazionali intessute durante i suoi cinque anni da vice presidente della commissione Affari esteri del Parlamento europeo.
A Lugansk ha parlato con la gente per capire quali sono le reali necessità, toccando con mano una realtà drammatica: denutrizione diffusa per la mancanza di molti generi alimentari, carenze nel settore sanitario. «Soltanto recandomi nella zona di persona ho potuto comprendere ciò che serve a queste persone - spiega Provera -. Ora abbiamo le idee chiare su come intervenire: innanzitutto portare da mangiare e curare perché mancano i medici e scarseggiano i farmaci». Nella definizione delle priorità in ambito sanitario è sostenuto da Pradella: «Per la Copam, come già in passato, metto a disposizione le mie competenze e la mia esperienza, sia nella gestione dell’emergenza che nell’organizzazione dei servizi ospedalieri. Nel Donbass pensiamo di allestire dei presidi mobili sanitari per poter raggiungere il maggior numero di persone possibile».
Un’iniziativa slegata dai governi e dai partiti che raccoglie aiuti non statali e che vuole essere neutrale per garantire la massima efficienza: «Queste sono le nostre prerogative - conclude Provera -. Abbiamo creato una rete di osservatori locali nella zona ed entro poche settimane porteremo aiuti a una popolazione che non può più aspettare poiché vive una condizione di profonda sofferenza».
L’impegno della Copam, acronimo di Cooperazione per l’aiuto al mondo, continua: dopo l’Albania, la Somalia, la Romania, il Kenia, la ex Yugoslavia, la Bulgaria, l’Eritrea e l’Azerbaijan, ora tocca all’Ucraina e ai profughi di una guerra dimenticata.

PARCO DELLO STELVIO: IL SOTTOSEGRETARIO SI IMPEGNA A INCONTRARE IL TERRITORIO

Si è conclusa nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 18 marzo 2015, l’audizione, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, che si occupa anche di foreste e parchi, con gli amministratori locali della Valtellina, il presidente dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Camonica, il presidente del Parco nazionale dello Stelvio, il vicepresidente di Federparchi Lombardia e il presidente di Legambiente Lombardia, alla presenza del sottosegretario regionale con delega alla montagna Parolo, sul futuro dello Stelvio.
“Grazie alla mia specifica richiesta di fissare una data per incontrare il territorio, il sottosegretario si è preso l’impegno di andare di persona a discutere con gli amministratori locali nella fase di elaborazione della legge per quanto riguarda la parte lombarda – fa sapere Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd, componente della Commissione –. Nel mio intervento ho anche ribadito ciò che tutti, consiglieri ed enti locali, andiamo dicendo da tempo: la mozione, di cui ero il primo firmatario e votata esattamente un anno fa, non è stata rispettata nell’importante punto dove si chiedeva di condividere le intenzioni di Regione Lombardia in merito al futuro assetto del parco con il Consiglio regionale in un dibattito aperto, ma anche di estendere il confronto alle realtà associative, istituzionali e politiche interessate. E la folta presenza all’audizione ha dimostrato una volta di più che dai territori viene, invece, una forte richiesta di maggiore autonomia”.
Tomasi, nel suo intervento in seduta, ha ribadito “la necessità di una revisione e, dunque, di una nuova legge, per quanto riguarda il parco, ben sapendo che le risorse a disposizione della Lombardia sono limitate, rispetto a quelle delle province di Trento e Bolzano”. E ha sottolineato una volta di più che “la governance la devono esprimere i territori, perché l’autonomia è quella cosa che va praticata e non solo predicata”, ha concluso rivolgendosi al sottosegretario.

giovedì 12 marzo 2015

SABATO LE ELEZIONI DEL NUOVO PRESIDENTE DEL BIM

L’assemblea generale del Consorzio Bim, formata dai sindaci, o dai loro delegati, dei 78 Comuni di Valtellina e Valchiavenna, è convocata per sabato 14 marzo, alle ore 9.30, in seduta pubblica, nella Sala delle Acque, al piano terra di Palazzo Guicciardi, a Sondrio.
Per eleggere il presidente, il suo vice e gli altri componenti del Comitato esecutivo, cinque in tutto, i 78 membri dell’assemblea, sindaci o consiglieri comunali, secondo quanto sancito nello statuto, hanno diritto al voto che vale 1 per i Comuni con popolazione fino a 1500 abitanti, 2 fino a 3000, 3 fino a 6000 e 4 per quelli con più di 6000 abitanti.
Successivamente i membri dell’assemblea procederanno all’elezione dei componenti della Commissione di vigilanza.

sabato 7 marzo 2015

MOZIONE DI CROSIO IN SENATO: OGGI SI CHIUDONO LE POSTE, DOMANI LE BANCHE

«Il disegno del governo Renzi è chiaro: penalizzare i cittadini. Lo sta facendo in tutti modi, e con grande impegno, ormai siamo alla deriva: prima l’attacco alle banche popolari, che rappresentano un presidio importante nei territori periferici come il nostro, ora le poste, che svolgono un servizio fondamentale, in particolare per le fasce più deboli della popolazione. Dobbiamo fermarlo prima che sia troppo tardi».
Così il parlamentare valtellinese Jonny Crosio che ha presentato in Senato una mozione a sua prima firma per contestare il piano di razionalizzazione di Poste Italiane, che prevede la chiusura di 455 uffici postali e la riduzione degli orari di apertura in altri 608, e chiedere l’impegno del Governo a valutare l’impatto di questi provvedimenti e a rinviarne l’esecuzione ad oggi fissata al 13 aprile prossimo.
«Siamo molto preoccupati per gli effetti che il piano di Poste Italiane avrà sul territorio - spiega il senatore Crosio -, soprattutto se penso alla nostra realtà provinciale. Gli anziani che vivono nei piccoli paesi senza avere la possibilità di spostarsi, ad esempio, verrebbero privati di un servizio importante dovendone subire i disagi. È inaccettabile che queste decisioni vengano assunte senza considerare gli interessi dei cittadini bensì su base unilaterale considerando basandosi sulla logica dei numeri. Nei dati non c’è la vita vera, non ci sono le persone: questo noi contestiamo».
In provincia di Sondrio verranno chiusi gli uffici postali di Madonna di Tirano e di Cosio Stazione, mentre in quelli di Cataeggio, Dazio, Lovero e Torre Santa Maria verranno ridotti, in due casi addirittura dimezzati, i giorni di apertura.
«Oggi perdiamo gli uffici postali - conclude il senatore Crosio -, domani perderemo gli sportelli bancari se Renzi procederà con la riforma delle banche popolari. Tanti servizi a cui il nostro territorio dovrà rinunciare: i cittadini non meritano questo trattamento».

CHIUSURA DEGLI SPORTELLI: M5S ORGANIZZA PROTESTA SOTTO LA SEDE DI POSTE ITALIANE

Da settimane si legge sui giornali locali le ripercussioni sulla nostra provincia del piano di ristrutturazione di Poste Italiane.
Il Movimento 5 stelle Sondrio si è attivato da subito per conoscere le dinamiche e le ripercussioni, ascoltando il Sindacato Locale e il Segretario SLP-CISL Lombardia Giuseppe Marinaccio che ringraziamo per la sua disponibilità. Al fine di tutelare la qualità del servizio e i presidi di Montagna, sabato 7 marzo al mattino il Movimento 5 stesse Sondrio sarà sotto la sede Centrale di Poste Italiane con Gazebo per informare i cittadini delle ripercussioni del piano sul nostro territorio.
Inoltre a livello Regionale il M5S Lombardia ha votato a favore di una risoluzione approvata dal Consiglio regionale per fermare il piano di ristrutturazione delle Poste tesa a scongiurare il taglio dei servizi in Lombardia, e aprire un tavolo regionale per studiare nuovi strumenti operativi insieme a sindacati, associazioni di consumatori e istituzioni territoriali.
Abbiamo già affrontato il problema dei disservizi delle poste con una interrogazione ma la situazione si sta rapidamente deteriorando. Per il M5S va assolutamente mantenuta un’offerta capillare sul territorio. Lo smantellamento della rete, oltre a un boomerang, danneggia le comunità locali soprattutto nei centri periferici e montani e la popolazione anziana. Altro che chiudere le poste, in Lombardia è necessario migliorare e rafforzare il servizio ai cittadini. La Regione deve scongiurare con tutti i mezzi che ha a disposizione la chiusura degli uffici.
Matteo Barberi
Portavoce Movimento 5 Stelle Sondrio

venerdì 6 marzo 2015

ESTREMA DESTRA IN PROVINCIA: "UN PERICOLO PER TUTTI I CITTADINI"

Il Comitato di Sondrio de L’Altra Europa esprime la sua preoccupazione per l’evento politico di estrema destra che si terrà l’11 il 12 Aprile in Valchiavenna mascherato da evento culturale. Le associazioni che organizzano l’evento “Cavalcare le vette” sono infatti dei paraventi per le organizzazioni esplicitamente fasciste come Casa Pound.
Ci uniamo alle preoccupazioni espresse dalle autorità locali e dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si tratta di ambienti che sono stati coinvolti in gravi atti di violenza politica, la loro presenza è un pericolo per tutti i cittadini e un insulto alla storia antifascista della Valchiavenna e di tutta la Provincia di Sondrio, medaglia d’argento al Valor Militare per la Resistenza. L’organizzazione dell’evento nei luoghi che videro una dura lotta partigiana è una provocazione e non può essere passata come un’innocente passeggiata tra i boschi.
Gli ambienti dell’estrema destra e neofascisti si sono resi protagonisti di episodi gravissimi negli ultimi anni, dalla strage di Firenze del 13 dicembre 2011 con la morte di due venditori ambulanti al pestaggio che ha ridotto in fin di vita Emilio Visigalli a Cremona appena un mese fa.
Paolo Rizzi, Comitato di Sondrio de L’Altra Europa