L'archivio del portale di informazione e commercio INTORNO TIRANO (www.intornotirano.it)

Etichette

Visualizzazione post con etichetta Opinioni del lettore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Opinioni del lettore. Mostra tutti i post

domenica 5 ottobre 2014

TIRANO, PARCO GIOCHI DA PULIRE

Riceviamo e pubblichiamo al segnalazione di un lettore: "da domenica questa è la situazione parco giochi vicino cimitero".
Lettera firmata

martedì 30 settembre 2014

LETTERA APERTA AL SINDACO DI LOVERO

Preg.ma e Gent.ma Anna Maria, penso sia mio dovere segnalare alcune cose, nello spirito: il cittadino tiranese vede e il Comune di Lovero provvede. Forse è anche compito di A2a e di Lega Ambiente.
Dove c'è lo sbarramento esisteva una panchina che è stata urtata e poi eliminata!
Nel prato dopo il lago ci sono due tavoli da pic nic danneggiati e con sedile rotto. Forse perchè marci o per vandali.
La strada asfaltata è piena di buche-voragini e sembra un gruviera. Si potrebbe mettere anche un cartello oltre alle righe con lo spray: vivere e pedalare pericolosamente. Non parliamo del ponte fantasma di legno che permetteva di fare un bel giro nel bosco, da anni mezzo affondato poi tolto. Occhio non vede, cuore non duole.
Facendo la pista dal parco dell'Adda verso Mazzo, ho notato che i pali metallici sono stati giustamente mimettizzati da assicelle di legno. Queste sono fissate fra loro tramite pioli di legno, ma si stanno staccando. Forse per mancanza di colla, forse per le dilatazioni caldo-freddo.
Consiglio trapano a batteria, punta del 5, e due viti in ottone (per evitare la ruggine) su ogni assicella. Augh.
"il cittadino tiranese" Bernardo Gabriele Ferrari

lunedì 2 settembre 2013

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA PROTEZIONE CIVILE

A Giuseppe Zamberletti - Ho letto la sua dettagliata ricostruzione di quanto è avvenuto durante l’estate del 1987, pubblicata dal quotidiano “La Provincia di Sondrio” di giovedì 29 agosto 2013, e desidero puntualizzare quanto segue. (Di Bernardo Ferrari)
  • Lei scrive: “L’albergo Gran Baita di Tartano venne travolto dalle frane e, nelle ore successive, furono recuperati 11 morti”. Ritengo sia utile precisare, come visto con i miei occhi, che in posizione sovrastante esisteva il condominio La quiete che è stato sventrato nella parte centrale da una frana partita in alto. I detriti precipitati come un colpo d’ariete hanno poi invaso l’albergo Gran Baita facendo una strage.
  • Per quanto riguarda la frana del monte Zandila (da tutti confuso con il monte Coppetto) Lei scrive: “Ci sono stati, purtroppo, 7 morti… la frazione di Aquilone venne spazzata via… altre vittime erano due operai dell’ANAS”. A me risulta un totale di 28 morti (su 53 dell’intera valle) compresi i 9 bambini di Aquilone (i marcin de Culïón): Bonetti Flavio di anni 13, Stefano di anni 11, Tiziana di anni 3, figli di Sambrizzi Alma che morì con loro; Bonetti Luca di anni 7, Silvia di anni 4, e Laura di mesi 18, figli di Colturi Silvana che morì con loro; Schins Roberto, di anni 4, e Bruno di anni 3, con i genitori; Bonetti Lorenzo di anni 12, morto coi fratelli maggiori Marco e Raffaella. A San Martino di Serravalle sono morti Giacomelli Clemente di anni 70 e Giacomelli Tini di anni 62. L’elenco completo con foto e nomi è visibile a tutti presso il memoriale di Aquilone, su un grande masso.
  • A distanza di 26 anni penso che nessun lettore si ricordi più la sentenza di primo grado del Tribunale di Sondrio (assoluzione?) e quella di Appello del Tribunale di Milano (condanna?). Purtroppo non possiedo le copie relative e non mi rimane che chiedere alla Sua cortesia e documentazione di illuminare tutti i cittadini valtellinesi.
La ringrazio anticipatamente e distintamente saluto.
“Il Cittadino Tiranese”
Ferrari Bernardo Gabriele

venerdì 28 giugno 2013

Lettera Aperta: IL RINGRAZIAMENTO DI UN MALATO

27 giugno 2013 - Pubblichiamo la lettera di un malato che vuole sottolineare il valore di una risorsa pubblica che è sotto costante attacco: il nostro sistema sanitario.
Grazie. Una parola tanto semplice che spesso viene buttata li, un po’ per educazione un po’ per abitudine, con leggerezza, ma che a volte si arricchisce di un valore infinito, quello della vita stessa, il bene più prezioso che abbiamo. Un bambino ringrazia per il gesto semplice di una caramella che gli viene regalata, la commessa ringrazia il cliente che fa la spesa, noi ringraziamo se riceviamo un complimento, insomma sono tante le occasioni, spesso piccole, per dire grazie.
A volte però un grazie sembra troppo poco per esprimere quella valanga di sentimenti che ti riempie l’animo dopo che hai passato un momento difficile e, con l’aiuto e il sostegno di tante persone, stai tornando a rivedere un futuro che sembrava esserti negato di colpo.
Questo è quello che vorrei dire: grazie! Grazie a tutte quelle persone che mi sono state vicino in queste settimane che sicuramente sono state le più drammatiche della mia vita. Vorrei ringraziare tutti: i famigliari, gli amici e i conoscenti che dopo quella sera di metà maggio si sono stretti attorno a me e ai miei cari per darmi e darci coraggio, con un pensiero, un “come sta la Rina? Salutamela tanto!” o una preghiera. E la nostra Madonna di Tirano deve proprio averle sentite queste preghiere tanto da proteggermi e aiutarmi. Ho sentito davvero un affetto e un calore che non avrei mai immaginato e che mi ha commosso nel profondo. Ogni giorno aumentava l’elenco degli amici e dei conoscenti che chiedevano di me, davvero tanti e ad ognuno andava subito un pensiero di riconoscenza che però restava solo nel mio cuore. Per questo ho voluto scrivere queste poche righe, per dire con grande affetto a tutti coloro che mi e ci sono stati vicini che li abbraccio e che li ringrazio.
Un pensiero speciale va però alle tante persone che per “dovere”, visto che lo fanno di lavoro, si sono prese cura di me: il personale dell’ospedale Morelli di Sondalo a cui devo la possibilità di continuare una vita normale nonostante quello che mi è capitato. Ho detto “dovere” e l’ho messo tra virgolette perché in queste settimane tutti loro, dottori, infermieri e tutto il personale del reparto di rianimazione prima, di neurochirurgia e riabilitazione poi, si sono prodigati per rimettermi in sesto non solo con le cure ma con le parole, le gentilezze, l’umanità che per una persona fragile e ferita sono la medicina più efficacie.
Sono stata fortunata non solo per come è andata (rispetto a come poteva andare), ma anche perché ho avuto la possibilità di arricchirmi dentro, conoscendo e apprezzando tante persone squisite che fanno il loro lavoro con dedizione e passione, attenzione e rispetto per il prossimo, senza mai far mancare un sorriso e una carezza.
Ringrazio davvero tutti da questa pagina, in attesa di poterlo fare presto di persona.
CateRina

lunedì 10 giugno 2013

PAROLACCE E LIBRETTI INCENDIATI: "ULTIMO GIORNO DI SCUOLA?"

Lettera aperta di un cittadino tiranese rimasto colpito, in negativo, dall'atteggiamento di un gruppo nutrito di ragazzi all'uscita di scuola.
8 giugno 2013, il cielo ci concede una ordinaria giornata primaverile che, a causa delle precedenti condizioni autunnali, sembra straordinaria e per i miei figli lo è ancor di più perché è l’ultimo giorno di scuola. In via straordinaria allora decido di presentarmi sul cancello di uscita della nostra scuola “Trombini” per assistere all’ultimo suono di campanella e gustarmi i visi e l’allegria dei nostri ragazzi.
Questo ho fatto e vi vorrei raccontare cosa ho visto. Arrivo quasi puntuale e decido di parcheggiare la macchina in modo civile e lo devo fare di fronte al nostro ospedale, pochi passi mi separano dall’ingresso principale e li percorro con passo veloce. Evidentemente la campanella è già suonata perché incontro un primo gruppo di ragazzi che schiamazzano ma più mi avvicino e più sento con chiarezza il turpiloquio stile scaricatore di porto, temo di essere arrossito nel sentire indicibili affermazioni!
Poi uno si stacca dal gruppo e con fare sicuro accalappia un distributore di tovaglioli situato sul tavolino di un esercizio commerciale e comincia a correre e gettare in aria dapprima tutti i tovaglioli a mo di coriandoli e per ultimo il contenitore. Rimango un po’ perplesso ma cerco di convincermi che saranno sicuramente un piccolo gruppo di sbandati, ce ne sono sempre stati…
Arrivo finalmente al cancello e il fiume di ragazzi continua ad uscire dal complesso scolastico… ecco li vedi? Questi sono tranquilli! Qualche ragazza piange abbracciata alla compagna altri si salutano con parole un po’ colorite.. spuntano delle bottigliette d’acqua e cominciano a bagnarsi tra loro.. ah, la gioventù! Ma quello cosa fa? Ha in mano il libretto scolastico e gli da fuoco gridando e facendolo roteare, questi altri lo strappano in tanti pezzetti e li buttano in aria in un tripudio di parole indecenti...
Non sono l’unico adulto e cerco negli occhi degli altri un motivo, una giustificazione a questi comportamenti ma mi pare che pure gli altri siano senza parole. Non sono tutti, certo, ma saranno una quarantina di ragazzi. Rimango fino alla fine quando tutti sono usciti: sono stato talmente sconvolto da ciò che ho visto che non ho nemmeno notato mia figlia passare. Vedo arrivare una bidella (ops: oggi si chiamano collaboratori scolastici) accompagnata da una persona che potrebbe essere un professore: mestamente raccolgono i resti di decine di libretti scolastici, di fogli e cartellette di disegno, di bottiglie in plastica: senza parole mi avvio a cercare di raggiungere mia figlia.
8 giugno 2013: la scuola è finita ma perché oggi ho la sensazione che per questi ragazzi non sia mai iniziata? Se l’educazione ed il vivere civile sono valori che la nostra società vuol preservare, allora forse dovremmo potenziarne l’insegnamento! Oggi, da adulto e da genitore mi sono sentito cadere le braccia.
Gu

giovedì 2 maggio 2013

TUMORI IN VALTELLINA: "LEGITTIMO ATTENDERE DELLE RISPOSTE"

1 maggio 2013 - Lettera aperta: "Vivo da qualche anno a Tirano, quanto basta per aver notato nelle famiglie una grande attenzione verso i bambini. Ma quanto è coerente questo amore se mancano informazioni fondamentali per la salute non solo dei piccoli ma di tutta la popolazione?".
Vivo da qualche anno a Tirano, quanto basta per aver notato nelle famiglie una grande attenzione verso i bambini, il che, come insegnante, mi fa un gran piacere.
Ma quanto è coerente questo amore o meglio, quanto può esserlo se mancano informazioni fondamentali per la salute non solo dei piccoli ma di tutta la popolazione?
E' noto che Tirano, come (e forse ahimè di più) tutta la Valtellina detengono un triste primato nell'insorgenza di tumori. Riporto una parte di testo estrapolato da questa pagina, http://www.peterpanonlus.it/informazioni/news/item/2174-malattie-da-inquinamento-arrivano-i-medici-sentinella?tmpl=component&print=1:
"... "molecole mimetiche" - dice Burgio - sostanze diverse tra loro ma che, una volta entrate nel corpo, rivelano una capacità comune, quella di "mimare" l'azione regolatrice di alcune molecole naturali". È il caso noto da tempo - hanno spiegato gli esperti - degli interferenti endocrini (diossine da combustione di rifiuti indifferenziati, Bpa e altri additivi esalati dalle plastiche, alcuni pesticidi e fitofarmaci, ecc.) che, appunto, interferiscono con gli ormoni, causando malformazioni genitali, sterilità, tumori al seno e testicolo, diabete e altre gravi patologie."
Credo che non tocchi a me aggiungere altro, ma che sia legittimo attendere una risposta coerente o meglio un "agire" rapido, che riguardi un bene comune quale la salute della gente e non interessi (e ignoranza) di pochi privati.
Graziana Azzalini

giovedì 4 aprile 2013

CONCORSO: "LO STRONZO DELLA SETTIMANA"

Lettera aperta di un cittadino tiranese.
Buongiorno,
dopo il pranzo di pasqua, approfittando della comparsa di un po’ di sole, ho portato mio figlio e sua sorella al parchetto del S. Michele, a Madonna dove c’è anche uno spazio con i giochi per i bambini.

Li ho trovato, sotto la casetta con lo scivolo, qualche sorpresa. Vedi le foto qui sotto.
SE NON VISUALIZZI LE FOTO CLICCA QUI

Ora, io non sono un bacchettone e non sono il più adatto per indicare come le persone devono vivere.

Per me ognuno può fare ciò che vuole ai giardini pubblici, ci possono mangiare, dormire, bere, drogarsi e persino il vomito, se è una necessità impellente, lo posso capire: non mi interessa. Ma mi hanno dato veramente fastidio le numerose bottiglie rotte, proprio intorno ai giochi dei bambini, sembra quasi fatto apposta: spero proprio non sia così!
Comunque vorrei conoscere gli autori di questo gesto per consegnargli il premio “Stronzo della settimana”: una bella martellata sui denti.

Saluti,
Lettera firmata

venerdì 22 marzo 2013

TIRANO: CERCASI FOTO TRA IL 1981 E IL 1983

Buongiorno, sono Salvatore Pedullà e ho vissuto a Tirano dal 1981 al 1983. La mia richiesta è, se possibile, ritrovare delle foto di quel periodo quando giocavo all'oratorio di Tirano (tesserato con il C.S.I.), oppure quando facevo la corsa campestre con la società Info sistemi Tirano.
Grazie e un saluto a tutti
Potete inviare le foto all'indirizzo: redazione@intornotirano.it.

lunedì 4 marzo 2013

"MI E' ANDATA DI TRAVERSO LA PIZZA"

3 marzo 2013 - Riceviamo e pubblichiamo: "Non faccio il nome per carità cristiana anche perché, da me sollecitato con sguardo furibondo, si è “ricordato” di battere lo scontrino fiscale quando ho pagato il conto della pizza... ".
Se non lo avesse fatto sarebbero stati, con assoluta certezza, “dolori e guai“ per lui. Ma, dico io, è mai possibile che dopo anni di raccomandazioni alla televisione, sui giornali e in ogni sede civile, debba ancora capitare ( spero che la mia esperienza sia unica) di chiedere o attendere, come manna dal cielo e con pazienza certosina, la ricevuta fiscale quando si va a mangiare una pizza o quant’altro ?
L’altro ieri la pizza m’è andata di traverso e ho dovuto sorbirmi una camomilla prima di prendere sonno, tale era elevato il mio tasso di rabbia verso coloro che giustamente attendono l’incasso della loro prestazioni e poi non “danno” ciò che è dovuto al fisco.
La sequenza è stata questa: apro la porta del ristorante, saluto, mi accomodo al tavolo. Chiedo e mi servono gentilmente. Mangio e bevo, poi mi alzo e vado alla cassa. Alla cassa la sequenza deve essere questa: si fa il conto del consumato, click e esce dalla macchinetta lo scontrino fiscale. Si paga, si dice grazie e arrivederci. La procedura è semplice: io ho consumato, io ho pagato. Tu hai incassato e sullo scontrino c’è quello che hai incassato. Hai il tuo guadagno e paghi le tasse che poi servono a tutti e due. Elementare Watson! Allora che bisogno c’è, come nel caso che mi è capitato, di interrompere la sequenza al momento dell’incasso, con attese prolungate da far sembrare dimenticanze da smemorato di Collegno, e di chiedere per avere la ricevuta fiscale ?
Per farla breve, a me questi smemorati non piacciono e non mi sono mai piaciuti, specie quando devo rammentare con sguardo irato, d’avere lo scontrino. Quella pizza mi è andata di traverso. Sono salito in macchina brontolando alla faccia del cassiere, dopo aver giurato che in quella pizzeria non entrerò mai più. Amen.
Lettera firmata

venerdì 22 febbraio 2013

INCIDENTE DI CHIURO: LETTERA APERTA ALL'ANAS E AL COMUNE

Egregi Signori, ritengo mio preciso dovere “illuminarvi” sulla problematica viabilistica che ha scatenato il terribile incidente, che ha causato due morti e sconvolto la viabilità in quel di Chiuro. (Di Bernardo Gabriele Ferrari)
Dovete sapere che parlo con cognizione di causa perché trenta anni fa facevo il rappresentante della Ciapparelli SpA, a fianco dello stabilimento SAMAS, ed entravo – uscivo da tale stradina – ponticello migliaia di volte.
Questi sono i problemi:
  • Il guard-rail lungo la Statale oscura l’uscita e quindi bisogna sporgersi con il muso dell’auto per guardare “attentamente” in entrambe le direzioni.
  • Il lungo rettifilo invita alla velocità e al sorpasso.
  • Il fossato (pericoloso) a fianco della Statale non serve a nulla. Chi di voi mi sa dire il perché? Vi illumino io! Prima del 1987 era il letto del torrente Fontana, pieno di pesci, che stranamente andava a nord, verso Tirano, per poi sottopassare la Statale per affluire nell’Adda.
Con l’alluvione del 18 luglio 1987 il Valfontana è andato “giustamente dritto” e ha ostruito la Statale 38 e la ferrovia.
Attualmente scorre come canale scolmatore ma è sempre praticamente asciutto! Quindi, consideratelo un tubo di fogna e ricopritelo con lastre di cemento armato. In tal modo la strada si allargherebbe di 4 metri e si potrebbe realizzare una corsia per la svolta a sinistra per chi proviene da Sondrio e si agevolerebbe l’entrata – uscita dalla stradina.
Attualmente cosa succede con il buio, la pioggia, la neve e durante il week-end?
Chi proviene da Sondrio mette la freccia per svoltare a sinistra e chi è alle sue spalle l’interpreta come un sorpasso… quando questa frena per girare, specie se ha freni potenti, chi la segue rischia di tamponarla e spesso succede proprio così, e se invade l’altra corsia è un patatrac.
Questa è la soluzione:
  • Ricoprite il fossato;
  • Fate la terza corsia;
  • Disegnate una doppia striscia continua 100mt. prima dell’incrocio;
  • Mettete cartelli di divieto di sorpasso.
Meglio perdere un minuto della propria vita, che perdere la vita in un minuto.
Così parlò “il Cittadino Tiranese” Bernardo Gabriele Ferrari

domenica 13 gennaio 2013

IN MEMORIA DEL CARO AMICO ROBERTO

12 gennaio 2013 - Roberto mi manchi. Mi manchi ogni giorno quando penso alla tua cara Amicizia nei miei confronti. La tua morte mi ha strappato qualcosa nel mio animo. (Di Ezio Maifrè)
Festa del gemellaggio “ Accademia del Pizzocchero” e “Confraternita del chisciöl e dei vini del tiranese“
Mi ha strappato una luce: quella dell’amicizia leale, chiara, serena. Quella dei tuoi occhi sereni che, nella confidenza e nella segretezza dell’Amicizia, mi guidava e mi consigliava senza interesse alcuno. Mi manchi perché vorrei ancora ricevere una telefonata per sentirmi dire: hai tempo che ci prendiamo un caffè?
Tu che, super attivo e preso da mille impegni per ragioni umanitarie e d’aiuto per le persone deboli e indifese, per le tue opinioni alcune volte non capite dalla gente, trovavi anche il tempo di dirmi: andiamo a prendere un caffè? Io correvo e ansioso ti aspettavo perché in te potevo confidarmi, potevo esternare i miei progetti, le mie ansie, i miei timori. Tu mi ascoltavi con serenità. Poi facevi una lucida sintesi che mi tranquillizzava e mi spiegavi l’essenziale, il sistema di vita buono da condurre dettato della tua esperienza.
Mi manca il tuo sorriso buono, la tua accoglienza. Mi manchi infinitamente. Non ho più parole, solo qualche lacrima che non posso contenere quando ti ricordo. La tua memoria mi rimarrà sempre preziosa perché ho avuto la fortuna di poter conoscere il valore dell’ Amicizia che forse io non ho saputo ricambiare con la dovuta attenzione e premura. Così come tu eri appassionato della bellezza della montagna, del sole, delle passeggiate ora ti penso in una vita serena, nel segno di un Dio che ama tutti, indistintamente tutti, nella stessa misura. Ti penso sempre come Amico desideroso di aiutare tutti su questa Terra e in particolare il tuo amico Ezio che ti ricorda ogni giorno con nostalgia e con infinita Amicizia.
Ezio

martedì 25 dicembre 2012

QUALITA' DELL'ARIA A TIRANO (PM 10 - Polveri sottili)

24 dicembre 2012 - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Gentile Direttore del giornale on- line dott. Marco Travaglia,
Le invio i dati rilevati in questi giorni della stazione Aria dell'ARPA di Sondrio lette sul sito.
Leggo i valori del PM 10. Noto che i valori del PM 10 (particelle sospese) escono dal limite di 50 micro grammi/m3 (indicazione in giallo). Mi domando perchè in Tirano il valore del PM 10 non è rilevato dalla stazione ARPA esistente, considerato l'intenso traffico che attraversa Tirano, i fumi delle stufe a legna e dei teleriscaldamenti esistenti e non da ultimo considerato anche la posizione della cittadina situata in una "conca".
Penso che la qualità dell'aria (polveri PM 10) possa interessare per la salute dei cittadini. Se i valori del PM 10 sono nei limiti comporta tranquillità e salute , se fuori almeno ci si rende conto di come stanno le cose . O no ?

(Aprire in Internet, Arpa Lombardia , qui sotto - vale per Sondrio - La stazione di Tirano non rileva i valori di PM10)

http://ita.arpalombardia.it/ITA/qaria/stazione_569.asp
Lettera firmata

mercoledì 5 dicembre 2012

TIRANO ESCLUSA DALLA BANDA LARGA: LETTERA APERTA

La lettera aperta di un lettore che denuncia la mancanza di politiche attive nel miglioramento della condizione della rete Internet a Tirano.
La riflessione del lettore si rifà alla decisione, presa da Regione Lombardia, di finanziare la banda larga in alcune zone finora svantaggiate della provincia di Sondrio: Bormio, Campodolcino, Forcola, Samolaco, Sondalo e Verceia. Il lettore non ci sta e commenta così l'esclusione di Tirano.
Si vede proprio che non interessa nè al "settore privato" nè, come al solito, al "settore Pubblico" di Tirano. Tanto si paga lo stesso come fossimo in centro a Sondrio o a Milano!
Pur NON avendo competenza adeguata al riguardo, che per quanto "mi tocca" a Tirano, qualsiasi operatore IP di telefonia FISSA su linea dati ADSL dice di "offrire" "ampiezza di banda" ( in pratica VELOCITA' DI TRASMISSIONE) sul doppino telefonico che arriva "wired" dalla centrale radioricevente di Via P.Rajna (gestita dal monopolista) neppure al minimo contrattuale (O,5 Mbit/s) anche se ogni tanto raggiunge "addirittura" (magari di notte, verso le 3 o le 4 ) i 5/6 Mb.
I 10 Mb sbandierati, che NON sono ancora da "larga banda", neppure di notte con una torcia elettrica si vedono.
La "rivoluzione" nelle stalle si ottiene se prima si fa nelle "stelle", con adeguati interventi di cablaggio con conduttori adeguati, fibra ottica o altri dalle "Centrali" o Hot Spot. Ecco perché (ironico!) vorrei Tirano tra le zone "rurali" dei 47 comuni, come Bormio o Sondalo, i più vicini, perché da lì arrivi una fibra ottica o meno, basta che veda me, utente di servizio pubblico in concessione.
Ecco perché non ho obiezioni, anzi vorrei un'azione da parte dell'Ente Pubblico territoriale verso gli Operatori di telefonia fissa perché il segnale ADSL arrivi DAI RISPETTIVI LORO IMPIANTI SUL TERRITORIO ("ultimo miglio") almeno alla velocità contrattuale (AGCOM). Questo soprattutto per l'utente impresa, per la quale l'isolamento o la carenza di comunicazione sia fisica che "digitale" è fatto esistenziale.
Lettera firmata

lunedì 5 novembre 2012

UN PO' DI LUCE TRA LA PAZZIA GENERALE

4 novembre 2012 - Tutti i politici, o quasi, nella nostra provincia, esultano per aver ottenuto da Roma il permesso di sopravvivere. Mi unisco al coro... (Di Giancarlo Bettini)
Esultanza che non poteva mancare a risultato positivo partorito dalla città della dolce vita. Il governo, non eletto dal popolo, aveva decretato la fine dell'Amministrazione Provinciale di Sondrio. Per sopravvivere avremmo dovuto unirci ad una o più province. A noi sarebbe mancato il numero minimo di popolazione fissato dal governo, governo voluto da Napolitano, per rimanere in vita. Non ci hanno lasciato nemmeno il tempo per dire ai cittadini maschi di consumare più viagra e per raccomandare alle nostre donne di dare addio alle pillole anticoncezionali.
Per merito della costanza del Presidente dell'Ente Massimo Sertori e di tutte le forze politiche valtellinesi i bocconiani hanno ritrovato un momento di lucidità. Voglio ringraziare in particolare un Sindaco che stimo anche se, politicamente, siamo divisi. E' il Sindaco di Sondrio Alcide Molteni che da alcuni anni sta cambiando il volto della città. Il merito forse è anche del suo nome. I genitori, ispirati, lo hanno voluto copiare da un illustre parlamentare del passato, da Alcide De Gasperi.
Ritorniamo al mio titolo dato “Un po' di luce tra la pazzia generale”. Sertori si è già espresso su ciò che desidera per il futuro. Alcuni punti andrebbero rivisti, in particolare le elezioni dei futuri rappresentanti della Provincia. Anela all'elezione diretta da parte dei cittadini. Per il momento accontentiamoci del po' di luce concessaci.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Oggi, 3 novembre 2012, ho ascoltato alla radio una trasmissione interamente dedicata a Napoli. Non so se detta trasmissione sia stata ascoltata dal Presidente della Repubblica Napolitano. Il conduttore ha interrogato non i politici napoletani, ma gli abitanti della città del Vesuvio. Ne è uscito qualcosa di impressionante. I partenopei hanno paura non di qualche scossa di terremoto o dell'esplosione della montagna vicina. Hanno paura della camorra, delle carogne mafiose che abbondano in città ed in tutta la penisola.
Alcuni mafiosi si sono affacciati anche in Valtellina, sulla nuova 38, ma l'ottimo Prefetto Erminia Rosa Cesari ha indicato loro la via del ritorno. Colgo l'occasione per ringraziare la rappresentante dello Stato per la sua costante attività, per la sua impareggiabile simpatia. Erminia Rosa Cesari è stata trasferita. Ad Erminia auguriamo ogni bene. Sappiamo che in anni lontani villeggiava da noi. Desideriamo rivederla in futuro.
Ritorno a Napoli. Penso che i soldati italiani in azione nel Medio Oriente abbiano già avuto un numero eccessivo di morti. Suggerirei al Presidente Napolitano di fare rientrare i nostri militari per il motivo che il loro operare occorre da noi, in tutto il Paese appestato da camorra, n'drangheta, mafia e corona unita. Dichiariamo guerra alla malavita. La pena di morte da noi, purtroppo, è proibita, è permessa però in caso di guerra ed è guerra che occorre oggi da noi. Prepariamo fosse comuni per i malavitosi perché non meritano tombe con dediche.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Immaginiamo, per un momento, la Magna Grecia priva di malavitosi, malavitosi che troviamo anche in Parlamento. Il sud del Bel Paese è magnifico. Se fosse vivo oggi Garibaldi sarebbe certamente dei nostri, non certamente per i briganti. Caro Presidente Napolitano, la Sua città è corrotta e a nulla valgono le Sue visite a Napoli, le Sue parole invitanti alla legalità. Vorrei vedere i Suoi cittadini, quelli che ho ascoltato oggi alla radio, felici, sentirli cantare le vostre canzoni, le più belle del mondo.
Giancarlo Bettini

lunedì 29 ottobre 2012

Lettera al direttore: ALCUNE DOMANDE A GIANCARLO BETTINI

Egregio Direttore dott. Marco Travaglia,
leggo sul Suo giornale l'articolo " LA FRANA DEL COPPETTO, IL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA " a firma del signor Giancarlo Bettini, l'espressione “ " Quindi, pur conoscendo quanto è triste rimanere fuori casa per tanto tempo, abbiate pazienza cittadini aquilani e pensate anche alle vostre colpe, quelle di aver costruito, in zone sismiche, fabbricati non idonei".
Chiederei la gentilezza e la cortesia all'architetto Giancarlo Bettini, bravo e stimato tecnico in edilizia e nella progettazione , qualche delucidazione che mi interessa in modo particolare e che mi potrebbe tranquillizzare.
Le domande sono queste:
  • La zona del Tiranese, la Valtellina è classificata “ zona sismica“? Se lo è, in quale grado e con quale certezza?
  • Il centro storico di Tirano è in grado di sopportare quale grado di scossa sismica ?
  • Le abitazioni in Tirano negli ultimi 50 anni in quale grado di resistenza alle scosse sismiche sono stare progettate?
  • Quali sono le norme di progettazione delle abitazioni, dai fabbricati industriali nel Tiranese, per gli eventi sismici previsti o prevedibili?
Tutte queste “ banali” domande, le propongo con interesse, dopo le varie vicende sulla responsabilità dei tecnici e delle relative condanne per i fatti dell’Aquila.
Se le pone il cittadino comune sovente “ ignorante “ in materia.
Naturalmente tutto questo, per non sentirsi dire da tecnici, magari dopo un evento sismico non previsto oppure di intensità non prevedibile, l’espressione , a mio avviso sconcertante, “abbiate pazienza cittadini tiranesi e pensate anche alle vostre colpe... “.
Lettera firmata

sabato 27 ottobre 2012

LA FRANA DEL COPPETTO, IL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA

Amici lettori, perdonatemi se a volte riporto miei brani di articoli pubblicati tempo fa. Lo faccio per il motivo che vedo forti correlazioni tra lo ieri e l'oggi. Scusatemi ancora se riprendo alcuni articoli tratti dalla mia decennale rubrica “L'Ingenuo Polentone Controcorrente”. Se avrete la bontà di leggermi sino alla fine ne capirete il significato... (Di Giancarlo Bettini)
ZAMBERLETTI E I FANFARONI RADICAL-CHIC (26.7.1987)

19 luglio. Partecipiamo alla S.Messa in questa brutta, memorabile domenica di luglio. Il parroco invita alla preghiera e ricorda le vittime dell'alluvione nostra. Poco lontano il fiume Adda è in piena. Non sappiamo se la situazione migliorerà o peggiorerà. All'omelia la parabola del grano e della zizzania, dell'erba buona e dell'erba cattiva. In queste giornate l'erba buona la troviamo nelle Forze dell'Ordine, nei Vigili del Fuoco, nei volontari della Croce Rossa, in tutti gli addetti della Protezione Civile. Un cenno particolare alle Imprese valtellinesi. L'erba cattiva, la zizzania, ci consideriamo noi, semplici cittadini che, passivi e curiosi, stiamo alla finestra.
21 luglio. La persona giusta al posto giusto. Così ci piace definire il Ministro Zamberletti. A Zamberletti, al quale va la nostra riconoscenza, vogliamo esternare un desiderio. Noi, zizzania, a mo' della parabola, potremo convivere con il grano, con l'erba buona, se guidati. Potremo essere di aiuto, utili alla collettività, se adeguatamente preparati. Perciò attendiamo di essere coinvolti, in futuro, di far parte di quei volontari, molti, che attendono un solo cenno per partecipare con ordine.
23 luglio. Qualche gruppo politico ha chiesto le dimissioni di Zamberletti. A noi quei parolai tinti di verde o di altri colori non interessano. Continuiamo a difendere Zamberletti ed a ritenerlo all'altezza della carica che ricopre. Semmai le responsabilità sono da attribuire ai politici ante-Zamberletti. Lasciamo lavorare chi lavora bene. L'Italia è piena di fanfaroni, di erbe cattive difficilmente trasformabili in erba buona. Lasciamo le critiche agli intellettuali da salotto, ai radical chic.
FOSSERO TUTTI ZAMBERLETTI (9.8.1987)
L'Italia, da anni, ha bandito la parola merito. La carriera dell'uomo, le varie tappe, sono segnate dalle conoscenze, dalle raccomandazioni, dalle tangenti. Se a questo aggiungiamo il disastro provocato dall'appiattimento, dal livellamento che i Sindacati che sino a ieri hanno propugnato, abbiamo in quadro completo del bipede italiano. Quando Cossiga ha affidato a Goria l'incarico per la formazione del nuovo governo eravamo felici, pensavamo ad una ventata di aria nuova. Ci eravamo tremendamente illusi. Non la persona giusta al posto giusto. Il risultato: la losca spartizione dei Ministeri in funzione delle faide politiche. Così abbiamo visto uno Zamberletti escluso seppur imbiancato sui luoghi traballanti della nostra Italia in anni difficili. La poltrona non la si mantiene lavorando, rischiando, sudando, ma aggirandosi nei labirinti delle segreterie dei partiti romani, inginocchiandosi a qualche mamma santissima. Come diceva Bartali “è tutto sbagliato, è tutto da rifare”.
NO AL LAGO DI S.ANTONIO MORIGNONE (5.6.1988)
Gli abitanti di una cittadina tagliata in due dal corso del fiume Adda, Tirano, domenica scorsa si sono recati alle urne in occasione del referendum. La popolazione era chiamata, contrariamente a quanto avviene nella nostra Italia, per proporre, non per abrogare. Al referendum ha aderito il 60% degli ultra sedicenni. La maggioranza dei votanti si è espressa per il no al lago. La popolazione ha risposto all'invito, alla richiesta del Ministro per la protezione Civile, Remo Gaspari. Risultato: il lago di S.Antonio Morignone non si deve fare Referendum consultivo, ma il responso a nostro avviso, deve far meditare i politici nel prossimo futuro. Tirano ha detto no al lago in modo chiaro, inequivocabile. La responsabilità politica sarà enorme, la riflessione d'obbligo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Dai tre stralci sopra riportati il lettore giovane potrà trovare qualche indicazione su quanto avvenuto. Vanno messe in risalto alcune cose:
  • il Capo del Governo Goria ha sostituito Zamberletti con Gaspari.
  • Gaspari era al mare e non si era accorto di quanto di tragico stava accadendo in Valtellina
  •  Messo al corrente Gaspari non ha più trascurato la valle e gli siamo riconoscenti
  • Gaspari, forse pressato da qualcuno, era favorevole alla formazione del nuovo lago
  • Tirano ha detto "no"  e chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere, in Valmalenco, uno dei massimi geologi che hanno operato sulla frana. Questo luminare mi ha detto che la formazione del lago sarebbe pericolosa perchè il versante a lato della frana presenta ancora tratti di instabilità. Potremmo avere un secondo effetto Vaiont.
Sono poi andato, con il nulla osta del Sindaco di Bormio, in Comunità Montana di Bormio per studiare il progetto definitivo. Detto progetto escludeva il lago quindi sono ritornato nella mia cittadina tranquillo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Per quale motivo ricordo oggi quanto accaduto da noi nel 1987? Perchè ieri diversi addetti alla Protezione Civile sono stati condannati a più anni di galera per avere male informato sul terremoto che ha colpito l'Aquila e il centro Italia. Non spendo una parola sul merito dell'avvenuto, sono totalmente ignorante in materia. Mi permetto però di esprimere il mio pensiero su punti che non riguardano la sopra citata condanna. Non vorrei che alla fine la colpa ricadesse sul governo Berlusconi. Il governo in quella occasione si è mosso con celerità e buon senso. Berlusconi e il suo governo non possono che essere ringraziati. Solo degli ignoranti (nel senso che ignorano) possono accusare il governo di ritardi nella ricostruzione del centro storico dell'Aquila. Sono architetto ed ho operato nel restauro di alcune antiche chiese nella mia valle, in Valtellina. Il restauro è avvenuto dopo la famosa frana del Coppetto. Con la legge Valtellina i parroci hanno avuto, per il restauro di numerose chiese, una buona parte dei denari occorrenti. Anche per questo deve essere ringraziato il Governo di allora. Per finire mi rivolgo agli ignoranti che non conoscono quanto tempo richiedono i restauri dei fabbricati, in particolare per i monumenti sacri. Le Sovrintendenze giustamente devono andare con i piedi di piombo prima di rilasciare i nulla osta. Tempi occorrono ai progettisti per i sopralluoghi e per i progetti, agli Ispettori per controllare i progetti stessi. Quindi, pur conoscendo quanto è triste rimanere fuori casa per tanto tempo, abbiate pazienza cittadini aquilani e pensate anche alle vostre colpe, quelle di aver costruito, in zone sismiche, fabbricati non idonei.
Giancarlo Bettini

venerdì 26 ottobre 2012

IN RICORDO DELLA MAESTRA RENZA

La notizia della tua scomparsa mi ha lasciato di sasso. Ero incredula e le colleghe che ti avevano salutato a scuola ti avevano telefonato o ti avevano da poco incontrato in paese. Ripetevano: “Non è vero", "Siete sicure?”.
Ancora oggi mi chiedo: “Come è possibile?” C’eravamo viste solo tre giorni prima, di fronte ad un negozio; un saluto cordiale; due chiacchiere sulla scuola e sulla famiglia e poi un lungo e appassionato discorso sui nostri animali domestici. Come sempre ci eravamo lasciate, e tu lo sai, dicendo “tante volte sono meglio gli animali... ” . Oltre alla scuola infatti ci accomunava uno sconfinato affetto per i cani e i gatti; un amore sincero perché i nostri animali, senza chiedere, ci hanno riempito tante giornate con la loro vitalità e con i loro giochi.
So che non ti sono mai piaciute le ipocrisie e quelle frasi fatte che suonano quasi false, ma posso dire, anche a nome di chi ti ha conosciuto, che ci manchi nella tua unicità di persona. Mi manchi Renza e manchi a tutti i genitori e ai bambini che a scuola chiedono di te. Manchi alle colleghe di Stazzona; e ti assicuro non è facile per loro entrare a scuola ogni mattina e non vederti... e quante volte si trovano a ricordare le avventure vissute insieme a te e ai bambini. Quando si trascorrono molti anni insieme i gesti quotidiani, gli spazi stessi sono indissolubilmente legati alle persone che li vivono; Renza, adesso c’è solo una grande vuoto.
Chiudo per un attimo gli occhi e ricordo i piacevoli momenti, dentro e fuori la scuola, trascorsi con te. Non mi dimentico neppure delle accese discussioni, della tua voglia di fare, del tuo essere disponibile, del tuo desiderio di capire e far capire; la tua forte personalità ha lasciato un ricordo in tutte le persone che ti hanno conosciuto. Cosa dire della tua inconfondibile voce? Già, quando arrivavi tu, si sentiva da lontano... La tua professionalità è stata di aiuto e supporto a me e a molte insegnanti; la tua carica vitale era trainante. Renza mi hai aiutato, e certo ci siamo anche scontrate perché tu lo sai, noi maestre siamo delle belle “crapone,” con la mania di insegnare e fare sempre “la cosa giusta”.
Ci conoscevamo da pochi anni, ma i nostri incontri sono stati sempre aperti e sinceri; mi piaceva parlare e discutere con te perché, al pari mio, il tuo parlare era diretto, mai banale, chiaro e sempre generativo di riflessioni profonde e, inoltre, ci mangiavamo un bel po’ di cioccolatini e caramelle. Mai avrei pensato ad una fine così prematura. Non mi sembra giusto che tu te ne sia andata così, non riesco ad accettarlo. E come spesso succede di fronte ad una morte inaspettata, ripenso a quante cose non ti ho detto per timore, per pudore o per orgoglio; sì Renza per quello stupido orgoglio che spesso non ci permette di essere quello che siamo o che potremmo essere. A volte ho solo pensato: “ma sì, glielo dico la prossima volta”, ma adesso il discorso è irrimediabilmente chiuso; e insieme al dolore per la tua perdita provo un senso di avvilimento.
Ma già,  “con il senno del poi”, come ci siamo dette più volte a riunione, è tutto inutile e fin troppo ovvio. Quando ti ho salutato per l’ultima volta, ti ho vista, come sempre, con la tua sciarpetta al collo e gli occhialini tra i capelli, sembravi serena; non riuscivo ad andare via, e, frastornata come le altre persone presenti, cercavo uno sguardo consolatore; non è facile trovare conforto di fronte alla tua morte. Come tante nostre colleghe mi sono allontanata piangendo, ma avevamo solo voglia di abbracciarti forte.
Milva

sabato 20 ottobre 2012

LOMBARDIA AUTONOMA: UN SOGNO?

Sto ascoltando “Radio anch'io”, conduttore Ruggero Po. Il tema della mattina la critica situazione della Regione Lombardia sino a ieri guidata da Roberto Formigoni... (Di Giancarlo Bettini)
Un Formigoni forzatamente dimissionario. La peste italiana, la malavita organizzata, da tempo ha colpito anche il nord Italia e, a mio avviso, solo l'istituzione della pena di morte per i mafiosi potrà salvare il Paese. Solo in una Lombardia totalmente autonoma ed autorizzata a legiferare potremo eliminare fisicamente la peste lombarda con radici meridionali.
Un radio ascoltatore interviene alla trasmissione radiofonica ed ascoltandolo penso: “l'idea di questo uomo è come la mia”. E' un convinto leghista, si dichiara anziano, esterna il suo pensiero. Asserisce che la Lega Nord non ha ottenuto quanto al suo nascere ci aveva promesso: l'autonomia della regione più operosa di tutto il Paese, il federalismo (compreso quello fiscale).
Tempo fa, in un articolo, avevo cercato di giustificare gli uomini della Lega che in questi numerosi anni di governo hanno fallito il bersaglio. Due i maggiori responsabili del fallimento: i politici del sud ed i politici mafiosi meridionali al nord che assolutamente non sono per il federalismo. L'avvento del federalismo significherebbe la fine del fiume di denaro versato per decenni ad un indegno sud. Denaro in buona parte finito nelle casse della malavita e dei politici corrotti.
Noi matusa, con probabilità, non riusciremo a liberarci da Roma. Sarà difficile, questa liberazione, anche per i nostri figli. Certamente la libertà non l'avremo dal bocconiano Monti che in questi giorni ha parlato di riduzioni delle deleghe alle Regioni. Ogni tanto, sognando, ricordo il pensiero di Miglio: l'Italia divisa in tre macro regioni: il nord, il centro e il sud. A scalare la soluzione B appena ricordata: l'Autonomia della nostra Regione, la Lombardia. Speriamo nel neo Segretario Maroni aiutato dall'ottimo Salvini e dall'unione con il Partito che non porterà più il simbolo PDL, ma che abbraccerà sempre i moderati, gli elettori lontani dalla sinistra.
A quanto già scritto sulla ghigliottina da installare a Roma, in piazza del Popolo, visto che la mafia l'abbiamo in casa, vediamo, sognando, una seconda ghigliottina piazzata a Milano in Piazza Duomo.
16 ottobre 2012, Giancarlo Bettini

giovedì 11 ottobre 2012

LETTERA A MASSIMO SERTORI, "UNO DEI POCHI DEGNI DI RISPETTO"

10 ottobre 2012 - Caro Massimo Sertori, scrivo a lei, Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Sondrio, perchè la ritengo uno dei pochi politici degni di rispetto. (Di Giancarlo Bettini)
Desidero riportare su questo sito due problemi che in questi giorni riempiono le pagine dei giornali locali. Il comportamento dell'A2A lungo il corso dell'Adda dalla sorgente a Sondrio e l'amore per gli orsi in libertà in Valtellina. Due grossi problemi da risolvere in tempi ragionevoli. Mi fa sorridere l'articolo del concittadino tiranese Spada apparso alcuni giorni or sono. Spada è un convinto verde, ma per quanto riguarda le condizioni del fiume Adda ha scritto un mucchio di “ambiguità” frutto di poca conoscenza della materia o dalla volontà di agire secondo convenienza.
In questo 2012 l'A2A ha proceduto, in primavera, allo svaso della diga di Cancano. Da pochi giorni è terminato lo svaso della diga di Fusino iniziato ai primi di settembre. Gli svasi hanno comportato molti giorni di inattività per lo sport della pesca. L'attuale Comitato di Gestione provinciale della pesca vale un tubo, agisce con i guanti nei confronti dei primi nemici del nostro sport. L'A2A doveva già da tempo essere citata in giudizio.
Ho scritto più volte che l'A2A (ex AEM) comanda più di un Ministero romano. Lo sa anche il Pierino di turno che le dighe vanno periodicamente svasate, ma i furboni che dirigono la miliardaria Azienda sono riusciti ad avere da Roma il permesso per la diluizione del materiale ammucchiato negli sbarramenti. Diluizione che vede l'acqua del fiume, per parecchi giorni, impescabile. Acqua che fa schifo. Le dighe, lo sa anche Pierino, vanno pulite asportando meccanicamente il materiale, materiale non inquinante. Ma l'agire in modo corretto costa all'Azienda miliardaria. Responsabili dell'A2A: non avete pensato che qualche scriteriato simile a qualche altro scriteriato dei tempi passati, non altoatesino, possa agire e rendere meno stabili i vostri tralicci?
Altro problema. Da un detto comune, da un proverbio: “Vendere la pelle dell'orso prima di essere ammazzato”. E' uno spunto, un aggancio, per rendere edotti i lettori di quanto accade in Valtellina. Dovrebbe essere un problema europeo, dell'arco alpino, ma a noi interessano le nostre valli e la valle di Poschiavo. Sulla presenza dell'orso nella valle svizzera che confina con la nostra ho intervistato un numero sufficiente di persone locali che ancora hanno il ben dell'intelletto. Anche loro si sono trovati l'orso in casa. La quasi totalità ha espresso parere completamente negativo. Forse l'unico favorevole è il Sindaco di Brusio. La presenza del plantigrado è stata imposta al Sindaco dall'alto, da Berna? Se così fosse mi sento autorizzato nel dire che anche i politici svizzeri stanno dando i numeri.
Come i numeri li hanno dati a Sondrio durante il festival dei documentari naturalistici in piazza Garibaldi. E' scoppiato l'amore per gli orsi. Non gli orsi politici, che sono molti, ma quelli veri. Ho già scritto che auguro ai figli piccoli degli ambientalisti di trovarsi soli, nel bosco o altrove, di fronte al “caro” plantigrado affamato. Di più. L'idiozia dei politici ha raggiunto il massimo livello. Hanno deliberato che i danni provocati dalle bestiacce dovranno essere pagati dai cittadini (sbranamento delle pecore, distruzione degli alveari ecc.) da noi. Col cavolo!!!! I danni li pagheranno gli ambientalisti e solo loro.
Noi, assolutamente contrari alla folle proposta, non riusciamo a vedere quale vantaggio possa portare al turismo valtellinese e alla vicina Svizzera la presenza dell'orso in libertà. Forse potrà essere utile ai cercatori di funghi che, per timore, rinunceranno alla ricerca dei porcini. Rinunciando eviteranno la morte procurata dal plantigrado affamato e alla frequente caduta nei precipizi.
Caro Presidente, già che ci siamo cerchiamo di eliminare anche tutti i cinghiali e dimentichiamoci della introduzione dei lupi (altra fesseria). Di lupi sono già piene Roma e l'Italia intera.
Giancarlo Bettini

giovedì 4 ottobre 2012

UN REGALO PER LA FESTA DEI NONNI

Tirano, martedì 2 ottobre 2012. Dalla radio apprendo che oggi è la festa dei nonni, la nostra festa. Non so se qualche nipote si ricorderà del “vecchio” e mi farà gli auguri... (Di Giancarlo Bettini)
Tutti noi della terza età adoriamo i piccoli, sentiamo che il nostro sangue è in loro, vorremmo vederli crescere con l'amore dei genitori. Conosciamo però in quale società oggi stiamo vivendo, società che non mi piace affatto. Dai nipoti non aspetto regali, ma vorrei, da queste colonne, fare un regalo a me stesso. Ho visto alcune sere fa alla TV, in prima serata, un ricordo di Enzo Tortora. Non mi permetto di commentare il lavoro televisivo. Desidero invece ricordare, e questo è il regalo che faccio a me stesso, quanto da me riportato in tre articoli sul settimanale “Centro Valle” nella rubrica “L'Ingenuo Polentone Controcorrente”. Articoli poi raccolti in un libro con lo stesso titolo della rubrica. Eccoli:
ENZO TORTORA INNOCENTE (21.6.1987)
Enzo Tortora è stato assolto con formula piena. Ha conosciuto la galera. Tortora ha intenzione di promuovere azione legale nei confronti di coloro che lo hanno ingiustamente condannato: i pentiti, i magistrati, alcuni giornalisti. Siamo con Tortora e lo definiamo uomo, non pecora. Se i convenuti chiamati in causa da Tortora hanno rispettivamente mentito-sbagliato-sparlato paghino, pure loro con la galera e lo Stato risarcisca, senza lesinare, la persona ingiustamente condannata. Questo vale per il caso del nostro presentatore e per tutti i casi simili che i giornali non riportano. Stiamo alla finestra, da attenti osservatori.
TORTORA ASSOLTO, IN GALERA I RESPONSABILI DELL'ERRORE (24.4.1988)
Era “L'Ingenuo Polentone Controcorrente” del 21 giugno 1987 (vedi sopra).
Ora Tortora, dilaniato dal male, chiede giustizia, un forte risarcimento economico. Lo Stato paghi e nel futuro stia più attento. Non commetta, o lasci commettere altre devastazioni morali. Errare è umano, perseverare è diabolico. Siamo con Tortora, senza riserve.
Avevamo consegnato lo scritto in tipografia martedì 19 aprile. La sera del giorno successivo il caso ha voluto che Giuliano Ferrara conduttore a Raidue de “Il testimone” trattasse l'argomento. Un post scriptum è d'obbligo, non come dimenticanza, ma come informazione avuta successivamente alla nostra consegna. Una trasmissione, quella di Ferrara, tutta sul caso Tortora. Concludiamo, per chi ha seguito la trasmissione, asserendo che certe leggi italiane sono assurde. Perciò qualcuno deve avere la nostra disistima, per usare un eufemismo. Decidano a Roma chi. Magari le Associazioni dei Magistrati che non hanno pressato per fare cambiare le leggi od il Parlamento che non ha recepito eventuali richieste del Giudici.
TORTORA E LA GIUSTIZIA (30.7.1995)
Molte volte abbiamo scritto su Enzo Tortora, sulla sua ingiusta distruzione morale e fisica. Eravamo per la tesi dell'innocenza di Tortora. Ora quel bello con cognome Melluso si è pentito. Le accuse contro Tortora erano tutte false. Il popolare presentatore televisivo ha sofferto il carcere. Ne è seguita la morte. Da credenti, da cattolici, abbiamo un grosso difetto, quello di non porgere l'altra guancia se qualcuno ci fa del male. Perciò non porgiamo l'altra guancia al viscido Melluso e ai Giudici che hanno condannato un innocente. Abbiamo voglia di ripristinare la ghigliottina, a mo' della Rivoluzione Francese per decapitare Melluso e quanti hanno contribuito alla prigionia ed alla morte di Enzo. Collocazione fissa, permanente, per il motivo che da ghigliottinare saranno ancora in molti in questa Italia di falsi pentiti, di ladri e di corrotti. Per la costruzione della ghigliottina siamo disponibili per una gratuita progettazione.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Il contenuto di questo ultimo articolo del 1995 è valido, per me, ancora oggi. Ho trovato anche il luogo dove collocare la ghigliottina: nel mezzo della Piazza del Popolo a Roma. Nella grande piazza il popolo di Roma e di tutta Italia potrà assistere alla giusta fine degli innumerevoli ladri che popolano lo stivale ed in particolare la Capitale.
Tirano, 2 ottobre 2012
Giancarlo Bettini