Amici lettori, perdonatemi se a volte riporto miei brani di
articoli pubblicati tempo fa. Lo faccio per il motivo che vedo forti
correlazioni tra lo ieri e l'oggi. Scusatemi ancora se riprendo alcuni
articoli tratti dalla mia decennale rubrica “L'Ingenuo Polentone
Controcorrente”. Se avrete la bontà di leggermi sino alla fine ne
capirete il significato... (Di Giancarlo Bettini)
ZAMBERLETTI E I FANFARONI RADICAL-CHIC (26.7.1987)
19 luglio.
Partecipiamo alla S.Messa in questa brutta, memorabile domenica di
luglio. Il parroco invita alla preghiera e ricorda le vittime
dell'alluvione nostra. Poco lontano il fiume Adda è in piena. Non
sappiamo se la situazione migliorerà o peggiorerà. All'omelia la
parabola del grano e della zizzania, dell'erba buona e dell'erba
cattiva. In queste giornate l'erba buona la troviamo nelle Forze
dell'Ordine, nei Vigili del Fuoco, nei volontari della Croce Rossa, in
tutti gli addetti della Protezione Civile. Un cenno particolare alle
Imprese valtellinesi. L'erba cattiva, la zizzania, ci consideriamo noi,
semplici cittadini che, passivi e curiosi, stiamo alla finestra.
21 luglio.
La persona giusta al posto giusto. Così ci piace definire il Ministro
Zamberletti. A Zamberletti, al quale va la nostra riconoscenza,
vogliamo esternare un desiderio. Noi, zizzania, a mo' della parabola,
potremo convivere con il grano, con l'erba buona, se guidati. Potremo
essere di aiuto, utili alla collettività, se adeguatamente preparati.
Perciò attendiamo di essere coinvolti, in futuro, di far parte di quei
volontari, molti, che attendono un solo cenno per partecipare con
ordine.
23 luglio. Qualche gruppo politico ha chiesto
le dimissioni di Zamberletti. A noi quei parolai tinti di verde o di
altri colori non interessano. Continuiamo a difendere Zamberletti ed a
ritenerlo all'altezza della carica che ricopre. Semmai le
responsabilità sono da attribuire ai politici ante-Zamberletti.
Lasciamo lavorare chi lavora bene. L'Italia è piena di fanfaroni, di
erbe cattive difficilmente trasformabili in erba buona. Lasciamo le
critiche agli intellettuali da salotto, ai radical chic.
FOSSERO TUTTI ZAMBERLETTI (9.8.1987)
L'Italia,
da anni, ha bandito la parola merito. La carriera dell'uomo, le varie
tappe, sono segnate dalle conoscenze, dalle raccomandazioni, dalle
tangenti. Se a questo aggiungiamo il disastro provocato
dall'appiattimento, dal livellamento che i Sindacati che sino a ieri
hanno propugnato, abbiamo in quadro completo del bipede italiano.
Quando Cossiga ha affidato a Goria l'incarico per la formazione del
nuovo governo eravamo felici, pensavamo ad una ventata di aria nuova. Ci
eravamo tremendamente illusi. Non la persona giusta al posto giusto.
Il risultato: la losca spartizione dei Ministeri in funzione delle faide
politiche. Così abbiamo visto uno Zamberletti escluso seppur
imbiancato sui luoghi traballanti della nostra Italia in anni difficili.
La poltrona non la si mantiene lavorando, rischiando, sudando, ma
aggirandosi nei labirinti delle segreterie dei partiti romani,
inginocchiandosi a qualche mamma santissima. Come diceva Bartali “è
tutto sbagliato, è tutto da rifare”.
NO AL LAGO DI S.ANTONIO MORIGNONE (5.6.1988)
Gli
abitanti di una cittadina tagliata in due dal corso del fiume Adda,
Tirano, domenica scorsa si sono recati alle urne in occasione del
referendum. La popolazione era chiamata, contrariamente a quanto avviene
nella nostra Italia, per proporre, non per abrogare. Al referendum ha
aderito il 60% degli ultra sedicenni. La maggioranza dei votanti si è
espressa per il no al lago. La popolazione ha risposto all'invito, alla
richiesta del Ministro per la protezione Civile, Remo Gaspari.
Risultato: il lago di S.Antonio Morignone non si deve fare Referendum
consultivo, ma il responso a nostro avviso, deve far meditare i politici
nel prossimo futuro. Tirano ha detto no al lago in modo chiaro,
inequivocabile. La responsabilità politica sarà enorme, la
riflessione d'obbligo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Dai
tre stralci sopra riportati il lettore giovane potrà trovare qualche
indicazione su quanto avvenuto. Vanno messe in risalto alcune cose:
- il Capo del Governo Goria ha sostituito Zamberletti con Gaspari.
- Gaspari era al mare e non si era accorto di quanto di tragico stava accadendo in Valtellina
- Messo al corrente Gaspari non ha più trascurato la valle e gli siamo riconoscenti
- Gaspari, forse pressato da qualcuno, era favorevole alla formazione del nuovo lago
- Tirano
ha detto "no" e chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere, in
Valmalenco, uno dei massimi geologi che hanno operato sulla frana.
Questo luminare mi ha detto che la formazione del lago sarebbe
pericolosa perchè il versante a lato della frana presenta ancora tratti
di instabilità. Potremmo avere un secondo effetto Vaiont.
Sono
poi andato, con il nulla osta del Sindaco di Bormio, in Comunità
Montana di Bormio per studiare il progetto definitivo. Detto progetto
escludeva il lago quindi sono ritornato nella mia cittadina tranquillo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Per
quale motivo ricordo oggi quanto accaduto da noi nel 1987? Perchè ieri
diversi addetti alla Protezione Civile sono stati condannati a più anni
di galera per avere male informato sul terremoto che ha colpito l'Aquila
e il centro Italia. Non spendo una parola sul merito dell'avvenuto,
sono totalmente ignorante in materia. Mi permetto però di esprimere il
mio pensiero su punti che non riguardano la sopra citata condanna. Non
vorrei che alla fine la colpa ricadesse sul governo Berlusconi. Il
governo in quella occasione si è mosso con celerità e buon senso.
Berlusconi e il suo governo non possono che essere ringraziati. Solo
degli ignoranti (nel senso che ignorano) possono accusare il governo di
ritardi nella ricostruzione del centro storico dell'Aquila. Sono
architetto ed ho operato nel restauro di alcune antiche chiese nella mia
valle, in Valtellina. Il restauro è avvenuto dopo la famosa frana del
Coppetto. Con la legge Valtellina i parroci hanno avuto, per il
restauro di numerose chiese, una buona parte dei denari occorrenti.
Anche per questo deve essere ringraziato il Governo di allora. Per
finire mi rivolgo agli ignoranti che non conoscono quanto tempo
richiedono i restauri dei fabbricati, in particolare per i monumenti
sacri. Le Sovrintendenze giustamente devono andare con i piedi di
piombo prima di rilasciare i nulla osta. Tempi occorrono ai
progettisti per i sopralluoghi e per i progetti, agli Ispettori per
controllare i progetti stessi. Quindi, pur conoscendo quanto è triste
rimanere fuori casa per tanto tempo, abbiate pazienza cittadini aquilani
e pensate anche alle vostre colpe, quelle di aver costruito, in zone
sismiche, fabbricati non idonei.
Giancarlo Bettini