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giovedì 11 ottobre 2012

LETTERA A MASSIMO SERTORI, "UNO DEI POCHI DEGNI DI RISPETTO"

10 ottobre 2012 - Caro Massimo Sertori, scrivo a lei, Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Sondrio, perchè la ritengo uno dei pochi politici degni di rispetto. (Di Giancarlo Bettini)
Desidero riportare su questo sito due problemi che in questi giorni riempiono le pagine dei giornali locali. Il comportamento dell'A2A lungo il corso dell'Adda dalla sorgente a Sondrio e l'amore per gli orsi in libertà in Valtellina. Due grossi problemi da risolvere in tempi ragionevoli. Mi fa sorridere l'articolo del concittadino tiranese Spada apparso alcuni giorni or sono. Spada è un convinto verde, ma per quanto riguarda le condizioni del fiume Adda ha scritto un mucchio di “ambiguità” frutto di poca conoscenza della materia o dalla volontà di agire secondo convenienza.
In questo 2012 l'A2A ha proceduto, in primavera, allo svaso della diga di Cancano. Da pochi giorni è terminato lo svaso della diga di Fusino iniziato ai primi di settembre. Gli svasi hanno comportato molti giorni di inattività per lo sport della pesca. L'attuale Comitato di Gestione provinciale della pesca vale un tubo, agisce con i guanti nei confronti dei primi nemici del nostro sport. L'A2A doveva già da tempo essere citata in giudizio.
Ho scritto più volte che l'A2A (ex AEM) comanda più di un Ministero romano. Lo sa anche il Pierino di turno che le dighe vanno periodicamente svasate, ma i furboni che dirigono la miliardaria Azienda sono riusciti ad avere da Roma il permesso per la diluizione del materiale ammucchiato negli sbarramenti. Diluizione che vede l'acqua del fiume, per parecchi giorni, impescabile. Acqua che fa schifo. Le dighe, lo sa anche Pierino, vanno pulite asportando meccanicamente il materiale, materiale non inquinante. Ma l'agire in modo corretto costa all'Azienda miliardaria. Responsabili dell'A2A: non avete pensato che qualche scriteriato simile a qualche altro scriteriato dei tempi passati, non altoatesino, possa agire e rendere meno stabili i vostri tralicci?
Altro problema. Da un detto comune, da un proverbio: “Vendere la pelle dell'orso prima di essere ammazzato”. E' uno spunto, un aggancio, per rendere edotti i lettori di quanto accade in Valtellina. Dovrebbe essere un problema europeo, dell'arco alpino, ma a noi interessano le nostre valli e la valle di Poschiavo. Sulla presenza dell'orso nella valle svizzera che confina con la nostra ho intervistato un numero sufficiente di persone locali che ancora hanno il ben dell'intelletto. Anche loro si sono trovati l'orso in casa. La quasi totalità ha espresso parere completamente negativo. Forse l'unico favorevole è il Sindaco di Brusio. La presenza del plantigrado è stata imposta al Sindaco dall'alto, da Berna? Se così fosse mi sento autorizzato nel dire che anche i politici svizzeri stanno dando i numeri.
Come i numeri li hanno dati a Sondrio durante il festival dei documentari naturalistici in piazza Garibaldi. E' scoppiato l'amore per gli orsi. Non gli orsi politici, che sono molti, ma quelli veri. Ho già scritto che auguro ai figli piccoli degli ambientalisti di trovarsi soli, nel bosco o altrove, di fronte al “caro” plantigrado affamato. Di più. L'idiozia dei politici ha raggiunto il massimo livello. Hanno deliberato che i danni provocati dalle bestiacce dovranno essere pagati dai cittadini (sbranamento delle pecore, distruzione degli alveari ecc.) da noi. Col cavolo!!!! I danni li pagheranno gli ambientalisti e solo loro.
Noi, assolutamente contrari alla folle proposta, non riusciamo a vedere quale vantaggio possa portare al turismo valtellinese e alla vicina Svizzera la presenza dell'orso in libertà. Forse potrà essere utile ai cercatori di funghi che, per timore, rinunceranno alla ricerca dei porcini. Rinunciando eviteranno la morte procurata dal plantigrado affamato e alla frequente caduta nei precipizi.
Caro Presidente, già che ci siamo cerchiamo di eliminare anche tutti i cinghiali e dimentichiamoci della introduzione dei lupi (altra fesseria). Di lupi sono già piene Roma e l'Italia intera.
Giancarlo Bettini

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