"Intorno Tirano" lancia un nuovo sondaggio grazie al quale i
lettori potranno esprimere le proprie preferenze sui futuri
amministratori. Le liste che si candideranno alle prossime elezioni
avranno occasione di prenderne spunto.
Sindaco: è una parola derivante dal tardo latino syndacum
con significato di “rappresentante di una comunità”. Il suo compito è
quello di tendere, di volere il bene comune di tutti i cittadini. Le sue
scelte devono orientarsi verso la cura dei più deboli, di ciò che può
essere utile per la cittadinanza nell’ambito del paese.
Il Sindaco,
alias “Primo cittadino “, insieme agli Amministratori e ai Consiglieri
ha il compito di “ progettare “ la costruzione di un modello di paese
efficiente che possa porre al centro, con una politica onesta,
attenta, efficiente, la persona con i suoi bisogni garantendone, in ogni
momento, l’ascolto e la soluzione di problematiche.
I
cittadini, con il loro voto, danno “ forza “ alle persone di loro
fiducia e si aspettano da esse , ancor “prima del fare “, un serio e
impegnato lavoro di ricerca per il bene comune. La ricerca va fatta con
l’ascolto, la consultazione dei cittadini , con il dibattito al fine
di poter ottenere scelte condivise anche da coloro, che per le più varie
ragioni, non lo hanno votato. Tutti, infatti, durante il loro mandato,
riporranno democraticamente le proprie speranze nel Sindaco e negli
Amministratori perché facciano il bene di tutti, senza distinzioni
politiche , né raccomandazioni.
In questi ultimi anni, alcune
ricerche statistiche, hanno dimostrato che esiste una progressiva
disaffezione verso la politica. Questo fenomeno sembra dilatarsi giorno
per giorno e anche se non giustificato, si può capire . In realtà sono
mancati, in molti casi, esempi di sobrietà, di volontà e anche di
capacità di trattare e di risolvere problemi per il bene della comunità.
Ci si è limitati a risolvere problemi marginali e di poco conto
trascurando i problemi di fondo. Il personaggio politico in cui molti
avevano riposto le loro speranze ha deluso per mancanza di buoni
risultati.
Questo ha comportato il risultato che alcuni giovani
hanno deciso di impegnarsi in politica, nella Amministrazione del
proprio paese per portare una “ freschezza di idee nuove”. Questo
piacevole impeto giovanile fa respirare una brezza nuova, molte
speranze a molti cittadini che cercano di scacciare la mala politica. A
volte può apparire un vento impetuoso , portatore di idee nuove,
inespresse, fino ad ora inascoltate, tacitate e forse anche
contrastate, ma che certamente contiene il “ seme del voler fare “ per
rammodernare apparati, enti e una pubblica amministrazione che
arrancano e, molte volte, deludono le aspettative dei cittadini.
Questa
forza giovanile spira oggigiorno anche verso il Comune, entità
amministrativa determinata da precisi limiti territoriali che “
incarna” il livello istituzionale più vicino ai cittadini, poiché
gestisce la maggior parte dei servizi diretti alla persona. Tutti questi
servizi sono sicuramente migliorabili con scelte condivise da partiti,
da movimenti, dalle associazioni sul territorio, da molti giovani che
ci “ mettono la faccia “ e il loro entusiasmo portando in campo i
valori della giustizia, il concetto di Comunità e sopra tutto quello del
“ fare insieme “.
C’è sempre bisogno di “trasparenza”, di buona
volontà, di passione politica per poter rinnovarsi. C’è sempre bisogno
di “coraggio d’azione “, virtù che ai giovani non manca, ma che va
coordinata con la cultura, la professionalità, la pazienza e l’ascolto
di chi più ne ha.
Non appare sempre utile e positivo dire di “ sì
“ quando si percepisce che il “ no “ porta danno, o può fare comodo.
Il bene comune si acquisisce anche con i “no” , a costo di pagarne il
prezzo politico.
In questi tempi moderni dove il relativismo etico
sembra essere l’atteggiamento predominante in una società che tende a
negare l’esistenza di alcuni valori assoluti che fanno da fondamento
all’agire morale, l’etica sembra non avere più un carattere normativo ;
la norma sembra essere legata al contesto storico- sociale in cui
viviamo.
La pace sociale, la legalità, la solidarietà, sono
stati plasmati da una società civile forse poco equilibrata, dove emerge
da una parte una povertà sempre più crescente e dall’altra una
ricchezza esplosiva in mano di pochi che ne dettano le regole
economiche. La legalità, il diritto, la ricchezza non possono essere
al servizio di pochi uomini e al soddisfacimento dei loro istinti .
Ecco dunque, tra queste considerazioni, nascere il desiderio di una “
nuova politica” soprattutto tra i giovani desiderosi di portare buoni
esempi al servizio del cittadino.
Ci si chiede allora quali
possono essere le “ regole “ per la scelta di un buon Sindaco e di buoni
Amministratori nelle campagne elettorali.
Direi per prima cosa che un cittadino non deve votare il proprio candidato per aver un vantaggio o un tornaconto personale.
Il candidato a Sindaco (e anche i suoi collaboratori) che deve
amministrare una Città, a mio parere, deve essere scelto in base ad
alcuni criteri fondamentali.
- Non deve avere conflitto
d’interessi. Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata
una responsabilità decisionale a un soggetto che abbia interessi
personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da
tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in
causa.
- Deve avere una preparazione adeguata per i compiti
che dovrà affrontare. Ad esempio deve conoscere il territorio, le
condizioni ambientali , lo stato generale di salute e i pericoli per i
suoi cittadini ed essere in grado di poter intervenire tempestivamente.
- Deve
conoscere bene la “ macchina amministrativa “, le sue attività, le
azioni sociali che si svolgono nell’ambito del suo territorio. Deve
contrastare la povertà e il disagio socio- economico sociale.
- Deve
essere una persona che non frequenta “ cattive compagnie “ , persone
condannate, inquisite per reati contro la pubblica Amministrazione ecc.
ecc.
- Non deve offendere, allontanare, ignorare
l’avversario politico o disprezzare i cittadini che non l’hanno votato
ritenendoli inutili per il suo lavoro. L’egocentrismo, la presunzione
del saper fare tutto, bene e subito portano spesso guai e spese
inutili.
- La filosofia del “ non si fa nulla se non c’è
tornaconto politico o economico “ è cattiva consigliera e contrasta con
i progetti di solidarietà .
- Occorre scegliere un candidato
che sappia e voglia ascoltare tutti i cittadini in egual misura e che
l’ascolto sia slegato da vincoli elettorali o raccomandazioni .Una
persona che sa ascoltare in generale sa anche parlare.
- Deve
poter frequentare, per capire le problematiche, i cittadini visitando
le contrade. Questo impegno notevole dovrebbe essere di almeno una
giornata alla settimana.
- Deve essere una persona che sa
dimenticare il partito e il nome di coloro che l’hanno votato, poiché
solo così si impara ad essere il Sindaco di tutti i cittadini. Sempre
attenta alle piccole cose , poiché chi sa fare e mostra attenzione alle
piccole cose, saprà fare e capire anche le grandi cose. Deve essere
persona educata, mettersi in fila con gli altri, rispondere al saluto, e
mai dimenticare il portafoglio a casa per pagarsi il caffè.
- Se
giovane e alle prime “ armi “ deve affiancarsi con umiltà, dedizione ad
un “ anziano “ per capire e gestire la macchina amministrativa., Dovrà
saper raccogliere i consigli di tutti i suoi collaboratori, ascoltare
anche coloro che gli sono contro per poi, con il proprio intelletto, la
propria onestà intellettuale, trarre le dovute conclusioni o scelte. E’
il Sindaco che ha l’ultima parola e che decide.
Sono
dieci “regole “ che possono delineare la scelta di un candidato Sindaco.
La regola più importante e non detta perché ovvia è quella di scegliere
Il Primo Cittadino che abbia la caratteristica del “ buon padre di
famiglia “ dove l’onestà, la lealtà, la parola data, il lavoro per il
bene comune fanno la sua “ patente “. In ultima analisi si potrebbe
affermare che ogni Città ha i Sindaci e gli Amministratori che la gente
si “merita “ .
Ezio Maifrè