30 luglio 2012 - "Come sempre capita quando si da inizio ad
una nuova iniziativa sul territorio ci si può aspettare che qualche
correttivo nel processo di comunicazione sia fisiologico e a volte
necessario per meglio chiarire intenti e obiettivi... ".
Tuttavia
dalla nascita di questo Comitato pare ci sia la volontà palesemente dichiarata
di voler denigrare i loro componenti
confondendo i cittadini/utenti con teorie e con informazioni
pretestuose e infondate al solo scopo di minarne la credibilità; e
questo nonostante sia i motivi di fondo che, i contenuti del progetto,
siano stati accuratamente e obiettivamente spiegati da parte nostra
senza accondiscendere alla polemica, agli attacchi personali o, alla
diffamazione gratuita.
Al fine di chiarire ulteriormente gli aspetti dell’iniziativa e per
dare seguito ai contenuti espressi nell’assemblea del 26/07 u.s.
vorremmo riportare alcuni dati oggettivi e conseguentemente
definire con maggiore chiarezza le azioni che andremo ad attuare
nelle prossime settimane. Questo anche per replicare ai violenti e
gratuiti attacchi verbali fatti alle persone e all’iniziativa espressi
da qualcuno in quella sede e che in questi giorni sono riportate dalla
stampa locale.
Il primo passaggio importante da fare è quello di ribadire che
questa iniziativa nasce per il solo scopo di salvaguardare un servizio che è universalmente accolto dalla cittadinanza come
utile e vantaggioso
per l’ambiente, per le imprese locali appartenenti al ciclo della
filiera bosco-legno e non ultimo per il vantaggio economico offerto
rispetto al tradizionale uso di gasolio per riscaldamento.
Il comitato non nasce per offrire giudizi ex-post su quanto fatto dalle Amministrazioni di Tirano, Sondalo e dal CdA della TCVVV ma,
nasce per offrire una soluzione per il futuro;
valutando le azioni passate con tutte le sue implicazioni e guardando
al futuro del servizio. Chi vuole porre il piano della discussione
operando solo polemiche non avrà nessuna sponda che lo soddisferà su
questo fronte.
A coloro che affondano le proprie teorie disfattiste e diffondono
convincimenti di aziende in fallimento sulla base di dati di bilancio
ricavati ad hoc rispondiamo presentando alcuni dati oggettivi.
Il più volte ribadito indebitamento attuale della società per 26.400.000 Euro e
da cui si trae spunto per sentenziare il fantomatico fallimento non ha fondamento
e non può essere preso in considerazione perché è falso se non
rapportato ai dati storici. La società presentava già debiti al
30.09.2008 per un importo pari a 33.040.813 Euro e nel corso degli
anni è stato via via ridotto passando dai 30.282.652 Euro del 2009, ai
28.277.796 Euro del 2010 fino all’ultimo dato di bilancio del 30.09.2011
che appunto riporta 26.403.484 Euro. Si può vedere bene come il piano
di rientro annuale dai debiti sia in atto già da tempo nell’ordine medio
dei 2.000.000 di Euro. Se valesse il principio di lettura del solo dato
debitorio la società sarebbe fallita già dal 2008 ma nonostante i
detrattori questo non è avvenuto. Giova anche ricordare che a fronte di
un CdA che ne governa le azioni esiste un Collegio Sindacale, dei
revisori contabili e degli azionisti che possono giudicare se tale
pericolo sia vero o meno. Oltre ciò vi sono gli istituti bancari
creditori che presumiamo abbiano ben valutato, nel momento
dell’erogazione dei prestiti, se la società aveva le giuste forze per
sopportare un piano di rientro del debito così cospicuo.
Collegato a questo dato si inserisce un altro argomento che credo sia
importante da portare alla luce. Nel merito del giudizio dei detrattori
si è letto e sentito più volte che la società si è indebitata troppo per investimenti di ampliamento della rete anche in zone non completamente remunerative
se rapportate all’investimento. Se tale principio avesse prevalso in
passato e fosse valido ora, invito chiunque ne abbia il coraggio a
proporre in modo chiaro a chi va indirizzato il servizio e suggerisco di
incontrare de visu i singoli utenti o aspiranti tali spiegando loro che
esistono i cittadini di serie A e quelli di serie B.
Nel quadro dell’universalità di diffusione del servizio e sussidiaretà dello stesso, come ribadito nell’ultima sentenza del TAR,
le amministrazioni non avrebbero potuto fare altro che sostenere tale estensione anche se essa poteva soggiacere ad un aumento delle tariffe.
Nonostante questi elementi di fatto
non si può negare che i contenuti della sentenza del TAR pongono due ordini di motivi:
- L’obbligo del rimborso sulla quota di tariffa annullata comporterebbe un esborso da parte della società di 1.100.000 circa
da spalmare in un ipotetico anno solare o di bilancio sociale sotto
forma di rimborso diretto o a conguaglio sulle future bollette. Se in
questo contesto inseriamo lo sfortunato evento dell’incendio occorso nel
mese di Maggio di questo anno che probabilmente ha recato danni per
1.000.000 di Euro vediamo che qualsiasi azienda verrebbe messa in
difficoltà. Non si può non capire che il rischio di interruzione del servizio e reale e non presunto.
Riteniamo inoltre plausibile che, in conseguenza di tali eventi, la
Società potrebbe trovarsi costretta a rivalersi nei confronti dei Comuni
che hanno avallato gli aumenti tariffari gravando cosi sui bilanci
delle amministrazioni con danno ulteriore per gli stessi cittadini. Per
questi motivi, pur comprendendo che si richiede un sacrificio, richiediamo agli utenti di rinunciare al rimborso e invitiamo la cittadinanza ad aderire al Comitato
per sostenere con forza l’intervento ad adjuvandum da sottoporre al
Consiglio di Stato. L’intento è quello di convincere l’organo giudicante
che una buona quota di cittadini sostiene il servizio e desidera
salvaguardarlo.
- Le conseguenze della sentenza vanno ad incidere anche sulla tipologia del servizio
che classificandolo come “Servizio Pubblico” lo assoggetta alla
disciplina degli artt. 4 e 5 della Legge 148/2011 i quali impongono che,
in presenza di aziende di servizi che operano nel territorio del
proprio comune ancorchè non direttamente controllate, esse debbono
essere messe in gara ad evidenza pubblica con buona pace dei cittadini
che vedranno gli aumenti tariffari variare trimestralmente perché
ancorati alle determine dell’AEG (Autorità di controllo per l’Energia e
il Gas) anzichè dei Comuni che hanno tutto l’interesse di mitigare
l’impatto della variazioni nei confronti dei cittadini.
Nella speranza che l’intervento ad adjuvandum sortisca l’effetto che noi ci auspichiamo
siamo anche consapevoli del fatto che senza una revisione concreta e rapida della Convenzione che regola i rapporti tra i Comuni e la TCVVV
tutto ciò che è avvenuto e avverrà dopo il pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato
non condurrà ad una risoluzione delle controversie nate dopo il riconoscimento degli aumenti tariffari.
Per questo motivo, in caso di esito favorevole del ricorso, e per disinnescare mine future
proporremo successivamente una bozza di revisione della Convenzione
ritenendola la chiave di volta su cui fare affidamento per la gestione
dei legittimi interessi delle parti: Cittadini, Amministrazioni Locali e
TCVVV.
Siamo arrivati a 200 adesioni e manca ancora molto all’obiettivo delle 500
pertanto invitiamo la cittadinanza a recarsi presso l’ufficio anagrafe
del Comune di Tirano o a richiedere il modulo di adesione ai referenti
di zona.
Vi è un
ultimo chiarimento che crediamo sia doveroso
fare. Nei giorni scorsi si è insistito in assemblea e sulla stampa
locale che dietro a tale iniziativa in realtà si celino delle manovre
elettorali. Tutti i componenti del Comitato, e nello specifico il dott.
Domenico Barbalace, hanno ben presente cosa significhi avere rispetto
dei cittadini e della loro sensibilità e mai abdicheranno a tale
principio.
Nessuno di noi ha mai pensato di cavalcare l’onda di questa iniziativa per puro tornaconto personale o politico
e pertanto riteniamo sia doveroso tranquillizzare i cittadini
interessati che questa iniziativa non presenta condizionamenti legati a
interessi partitici o econominici. Leggere sul quotidiano “La Provincia”
del 29-07-2012 che il dott. Barbalace avrebbe interessi di natura
elettorale corrisponde al falso visto che lo stesso Consigliere Comunale
ha ribadito pubblicamente in assemblea che se la cittadinanza, al fine
di eliminare eventuali conflitti di interesse, ritenesse opportuno di
dover chiedere le dimissioni dall’incarico in questa amministrazione
oltre che uscire dall’azionariato della TCVVV questo verrebbe
immediatamente fatto senza remora alcuna. Contrariamente a quello che si
vuol far passare il nostro Comitato
Per chi volesse chiarimenti diretti o volesse
entrare nella costituzione del Comitato si può rivolgere alle caselle di
posta elettronica dei referenti di zona.
- domenico.barbalace@gmail.com
- ivan.selvini@hotmail.it
“Comitato utenti pro-Teleriscaldamento Tirano-Sondalo-S.Caterina V.”