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sabato 9 aprile 2011

INVITO ON-LINE A CUCINARE IL CHISCIÖL IN DODICI STAZIONI

Tranquilli! Non è la fatica della “via Crucis” e se seguirete con pazienza le dodici stazioni della preparazione del chisciöl può darsi che ne preparerete uno ottimo... (Di Ezio Maifrè)

INVITO ON-LINE A CUCINARE IL CHISCIÖL  IN DODICI STAZIONI

Dimenticavo! Innanzitutto cos’è il chisciöl? Nessun mistero: si presenta come una frittella di mezzo centimetro di spessore con diametro che rispecchia generalmente il fondo della padella in uso. Gli ingredienti tradizionali sono la farina di grano saraceno, la farina bianca, il formaggio magro di casera, strutto di maiale, vino, sale e acqua. La bontà del chisciöl dipende dalla percentuale di farina nera rispetto alla bianca ( generalmente 2 parti di farina nera e una parte di farina bianca), dall’acqua usata e dal tempo dell’impasto, dalla qualità e quantità del formaggio immesso nella pastella e non da ultimo dal condimento e dal tempo di cottura a fuoco lento.

Se non lo avete bruciato nella preparazione rimarrete sorpresi della sua bontà e del suo aspetto invitante reso irresistibile dall’intenso profumo di formaggio fuso e rosolato che invade quasi completamente la superficie della frittella ben cotta e croccante. E’ un piacere sicuro per il palato, reso ancora più pieno e intenso se accompagnato tra un boccone e l’altro da tenera insalata e innaffiato con leggere ma frequenti sorsate di vino rosso, rigorosamente valtellinese. Attenzione però: si dice che “un chisciöl tira l’altro” ed è vero poiché quando si giunge alla sazietà permane ancora il sottile desiderio dell’assaggio. La sensazione di sazietà però è dolce e non è spossatezza di stomaco, ma un delizioso e diffuso benessere che distende le membra e ravviva lo spirito facendo dimenticare l’inquietudine e ravvivando “ piacevoli pizzicori “.
Bando alle parole e largo ai fatti. Propongo le dodici stazioni e la ricetta e.. all’opera dunque.

Ezio Maifrè
www.confraternitadelchisciol.com

Mariangela e Ezio cucinano il Chisciöl

Nella prima stazione si contempla Ezio che procura la farina di saraceno, la farina bianca, il formaggio di casera magro e saporito, il vino Valtellina, l’acqua, il sale, lo strutto di maiale, le bombole del gas, fornelli e padelle unte con strutto, la bacinella , il boccale. Poi accende il fuoco a fiamma bassa e chiama Mariangela ai fornelli.

Foto n 1 -padelle di ferro e fuochi per il chisciöl

Nella seconda stazione si contempla Mariangela che, dopo aver indossato la divisa della Confraternita del chisciöl e dei vini del tiranese versa nella bacinella due manciate di farina di saraceno e una di farina bianca. Ezio versa lentamente acqua di fonte nella bacinella, mentre Mariangela miscela l’ impasto con forza e olio di gomiti finché la pastella non diventa fluida e leggera.

Foto n 2-impasto  delle farine  con acqua, sale

Nella terza stazione si contempla Ezio che, dopo aver assaggiato il vino rosso di Valtellina per verificarne la bontà, ne versa un bicchiere nella pastella, mentre Mariangela continua a sbattere la pastella con vigore.

Foto n 3-versamento di un bicchiere di vino valtellina nella pastella

Nella quarta stazione, Ezio estrae da un vaso una grossa cucchiaiata di strutto e lo versa nella padella di ferro non ancora troppo calda. Mariangela culla dolcemente la padella finché lo strutto la bagna interamente e si scioglie.

Foto n 4-versamento di un cucchiaio di strutto di maiale nella padella

Nella quinta stazione, la pastella è pronta. Mariangela versa la pastella nella padella di ferro a fuoco basso, la distribuisce sul fondo in uno strato di circa mezzo centimetro. Ezio prepara sei fette di formaggio di casera magro di buon spessore.

Foto n 5-versamento della pastella nella padella

Nella sesta stazione Mariangela posa le fette di formaggio sulla pastella, le sistema dolcemente con il cucchiaio. Il fuoco è ora più intenso.

Foto n 6- posa strato di formaggio casera magro

Nella settima stazione la padella frigge e il formaggio si diffonde nella pastella in modo uniforme, mentre Mariangela muove leggermente la padella in modo che la pastella non “ attacchi “ sul fondo.

Foto n 7-inizio cottura a fuoco lento

Nella ottava stazione, pastella e formaggio cuociono lentamente. Mariangela con la paletta di ferro solleva ai bordi la deliziosa frittella per verificarne la cottura.

Foto n 8-verifica cottura parte inferiore ( dopo circa 13 minuti rovesciare  )

Nella nona stazione, il chisciöl ha assunto un colore dorato. Buon segno: pastella e formaggio si stanno amalgamando bene. Mariangela muove leggermente il chisciöl sul fondo della padella perché non “attacchi”.

Foto n 9-movimentazione e rosolotura a fuoco lento

Nella decima stazione il chisciöl appare, nella parte inferiore cotto a puntino.. Sono trascorsi circa 10 minuti dal travaso della pastella nella padella di ferro.

Foto n 10-cottura dopo circa 12 minuti a fuoco lento

Nella undicesima stazione Mariangela “ rovescia “ il chisciöl con la paletta di ferro. La parte inferiore è ben cotta e appare in evidenza il formaggio “ rosolato e dorato “. Da questo momento occorrono altri 8-10 minuti perché il chisciöl sia cotto totalmente.

Foto n 11-cottura in fase terminale ( dopo 15 minuti dal rovesciamento )

Nella dodicesima stazione il chisciöl è cotto ed è pronto per essere servito . Mariangela lo presenta su un tagliere agli ospiti. Ezio ne assaggio una fetta, accompagnandola con un bicchiere di vino rosso di Valtellina e con tono solenne sentenzia: ottimo, brava Mariangela, questo è il chisciöl, piatto tipico del tiranese ! Sotto a chi tocca e buon appetito!

Foto n 12- chisciöl pronto per essere servito con isalatina d'orti di Valtellina

venerdì 29 ottobre 2010

CORSO DI CUCINA TRADIZIONALE A CHIURO

IREALP, Istituto di Ricerca per l’Ecologia e l’Economia Applicate alle Aree Alpine, propone un corso di enogastronomia per promuovere l’utilizzo delle ricette tradizionali e dei prodotti del territorio nei rifugi di montagna. Mercoledì 10 e giovedì 11 novembre.

Il corso è rivolto in primo luogo ai gestori dei rifugi, ma esteso anche ad altri soggetti potenzialmente interessati. Lo scopo è quello di migliorare l’offerta delle strutture ricettive, mettendo i gestori in grado di rispondere in modo adeguato alle sempre crescenti esigenze dei turisti che frequentano la montagna.

Il corso, la cui partecipazione è gratuita, si terrà mercoledì 10 e giovedì 11 novembre, dalle 9 alle 18, presso la sede IREALP di via Roma 10-12 a Chiuro (SO). Il corso terrà in considerazione il comparto eno-gastronomico dell’intero territorio della provincia di Sondrio.

Il corso di enogastronomia promosso da IREALP rientra tra le azioni del progetto strategico di cooperazione transfrontaliera VETTA (Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri nelle medie e Alte quote), finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Italia Svizzera Interreg - FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) che punta alla valorizzazione del turismo escursionistico in montagna come fattore di fondamentale importanza per la promozione di uno sviluppo equilibrato e duraturo nelle regioni alpine.

Per informazioni e iscrizioni:
Dott. Massimo Bardea
Tel: 0342 483981
Sito web: www.irealp.i
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martedì 31 agosto 2010

LA RICETTA DELLA TORTA DI FIORETTO

LA RICETTA DELLA TORTA DI FIORETTO

creato da Marco Travaglia ultima modifica 30/08/2010 14:15
— archiviato sotto: ,

In dialetto "Fügascia de fiorétt", la torta di fioretto è il dolce tipico della Valchiavenna da gustare nei caratteristici "Crotti".


Ingredienti:

650 gr. di farina
100 gr. di zucchero
200 gr. di burro
30 gr. di lievito di birra
10 gr. di semi di fioretto (fiore del finocchio selvatico)
6 tuorli d’uovo
Sale q.b.

Preparazione:
Sciogliete il cubetto di lievito di birra in acqua tiepida ed unitevi circa 200 gr. di farina, impastate fino ad ottenere un impasto morbido che lascerete riposare per almeno due ore. Nel frattempo unite alla restante farina lo zucchero, i tuorli d’uovo, il burro (ammorbidito a temperatura ambiente) ed il sale. Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo, aggiungete la pasta preparata in precedenza e continuate ad impastare. Al termine l’impasto deve risultare liscio e morbido (non colloso).
Imburrate ed infarinate una tortiera di medie dimensioni e adagiatevi l’impasto che avrete steso in precedenza, rialzandolo sui bordi. Mettete la tortiera in luogo fresco ed asciutto e lasciate riposare per altri tre quarti d’ora. A lievitazione ultimata cospargere la torta con lo zucchero e i semi di fioretto (finocchio selvatico).
Mettete in forno caldo (200° C) per circa mezz’ora, prima di sfornare il dolce versatevi sopra del burro liquefatto e lasciate raffreddare prima di servire.

[FONTE: www.valtellina.it
]

mercoledì 18 agosto 2010

IL MIGLIOR CHEF D'ITALIA SPRONA LA RISTORAZIONE VALTELLINESE A FARE MEGLIO

18 agosto 2010 - In un incontro tenutosi a Caspoggio lunedì, Alessandro Negrini, nominato da poco "Miglior chef d'Italia", ha pizzicato la nostra ristorazione definendola poco fantasiosa.

L'occasione delle sue critiche è stata una serata a tema, "La leggerezza del Pizzocchero", tenutasi a Caspoggio, per dimostrare come il pizzocchero possa essere, se cucinato nei giusti modi, un piatto leggero (acqua a 40° per impastare la farina, verdure non stracotte, burro non arrostito... ).


Intervistato da La Provincia di Sondrio lo chef, originario di Caspoggio, ha sottolineato come "... per fare una cucina regionale vera occorrano materie prime doc, di ottima qualità e tanta fantasia". Il problema della nostra ristorazione, sostiene Negrini, è invece quello di essere "appiattito" su certe proposte culinarie e quello di non saper o voler utilizzare i propri prodotti tipici (erbe, formaggi, farine... ) al fine di arricchire la nostra cucina.


Alessandro Negrini, originario di Capoggio, ha studiato presso il Centro di Formazione Professionale di Sondrio. Ha lavorato in Italia, a Ginevra e poi ancora in Italia presso il "Luogo di Aimo e Nadia". Ha partecipato all'Expo di Shangai in veste di "Miglior chef d'Italia".


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venerdì 2 luglio 2010

LA RICETTA DEL PIZZOCCHERO DI TEGLIO

Ricetta Originale del Pizzocchero di Teglio® codificata e registrata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio.

LA RICETTA

Foto di "jefegarn"

Ingredienti (dosi per 4 persone)
400 g di farina di grano saraceno - 100 g di farina bianca - 200 g di burro - 250 g di formaggio Valtellina Casera Dop (denominazione di origine protetta) - 150 g di formaggio in grana da grattugia - 200 g di verze - 250 g di patate - uno spicchio di aglio, pepe.

Preparazione

Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti.
Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri.

Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini).

Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio di grana grattugiato e Valtellina Casera dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio.

Friggere il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri.
Senza mescolare servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.