L'archivio del portale di informazione e commercio INTORNO TIRANO (www.intornotirano.it)

Etichette

lunedì 10 giugno 2013

PAROLACCE E LIBRETTI INCENDIATI: "ULTIMO GIORNO DI SCUOLA?"

Lettera aperta di un cittadino tiranese rimasto colpito, in negativo, dall'atteggiamento di un gruppo nutrito di ragazzi all'uscita di scuola.
8 giugno 2013, il cielo ci concede una ordinaria giornata primaverile che, a causa delle precedenti condizioni autunnali, sembra straordinaria e per i miei figli lo è ancor di più perché è l’ultimo giorno di scuola. In via straordinaria allora decido di presentarmi sul cancello di uscita della nostra scuola “Trombini” per assistere all’ultimo suono di campanella e gustarmi i visi e l’allegria dei nostri ragazzi.
Questo ho fatto e vi vorrei raccontare cosa ho visto. Arrivo quasi puntuale e decido di parcheggiare la macchina in modo civile e lo devo fare di fronte al nostro ospedale, pochi passi mi separano dall’ingresso principale e li percorro con passo veloce. Evidentemente la campanella è già suonata perché incontro un primo gruppo di ragazzi che schiamazzano ma più mi avvicino e più sento con chiarezza il turpiloquio stile scaricatore di porto, temo di essere arrossito nel sentire indicibili affermazioni!
Poi uno si stacca dal gruppo e con fare sicuro accalappia un distributore di tovaglioli situato sul tavolino di un esercizio commerciale e comincia a correre e gettare in aria dapprima tutti i tovaglioli a mo di coriandoli e per ultimo il contenitore. Rimango un po’ perplesso ma cerco di convincermi che saranno sicuramente un piccolo gruppo di sbandati, ce ne sono sempre stati…
Arrivo finalmente al cancello e il fiume di ragazzi continua ad uscire dal complesso scolastico… ecco li vedi? Questi sono tranquilli! Qualche ragazza piange abbracciata alla compagna altri si salutano con parole un po’ colorite.. spuntano delle bottigliette d’acqua e cominciano a bagnarsi tra loro.. ah, la gioventù! Ma quello cosa fa? Ha in mano il libretto scolastico e gli da fuoco gridando e facendolo roteare, questi altri lo strappano in tanti pezzetti e li buttano in aria in un tripudio di parole indecenti...
Non sono l’unico adulto e cerco negli occhi degli altri un motivo, una giustificazione a questi comportamenti ma mi pare che pure gli altri siano senza parole. Non sono tutti, certo, ma saranno una quarantina di ragazzi. Rimango fino alla fine quando tutti sono usciti: sono stato talmente sconvolto da ciò che ho visto che non ho nemmeno notato mia figlia passare. Vedo arrivare una bidella (ops: oggi si chiamano collaboratori scolastici) accompagnata da una persona che potrebbe essere un professore: mestamente raccolgono i resti di decine di libretti scolastici, di fogli e cartellette di disegno, di bottiglie in plastica: senza parole mi avvio a cercare di raggiungere mia figlia.
8 giugno 2013: la scuola è finita ma perché oggi ho la sensazione che per questi ragazzi non sia mai iniziata? Se l’educazione ed il vivere civile sono valori che la nostra società vuol preservare, allora forse dovremmo potenziarne l’insegnamento! Oggi, da adulto e da genitore mi sono sentito cadere le braccia.
Gu

Nessun commento:

Posta un commento