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giovedì 22 settembre 2011

LA BNS METTE LE CATENE AL FRANCO SVIZZERO

21 settembre 2011 - La Banca Nazionale Svizzera ha deciso di mettere la catene ai rialzi del Franco Svizzero nei confronti con le altre monete... (Di Sergio Pini)

A Dicembre dello scorso anno abbiamo pubblicato un articolo dal titolo “E il Franco va... senza catene” per sottolineare come la corsa del franco svizzero sembrava non riuscire a fermarsi, essendo passato da 0.70€ a 0.80€ da Ottobre a fine dicembre 2010. Dopo nove mesi ed un continuo susseguirsi di nuovi massimi storici, con il Franco Svizzero che ha sfiorato la parità il 10 Agosto 2011 (1CHF=0.97€), la Banca Nazionale Svizzera ha deciso di “mettere le catene” al Franco, con una nota rilasciata alla stampa il 6 settembre che riportiamo (traduzione propria, ndr) e che non lascia dubbi sull’intenzione della SNB di tener il Franco Svizzero sotto 0.83€ (1€ sopra 1.20CHF):

La Banca Nazionale Svizzera fissa un tasso di cambio minimo a 1€=1.20CHF

L’attuale massiccia sopravvalutazione del franco svizzero rappresenta una minaccia grave per l’economia Svizzera e comporta il rischio di uno sviluppo deflazionistico.
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) punta quindi ad un sostanziale e sostenuto indebolimento del franco svizzero. Con effetto immediato, non sarà più tollerato un tasso di cambio al di sotto del tasso minimo di CHF 1.20 per €. La BNS si applicherà con la massima determinazione ed è pronta ad acquistare valuta estera in quantità illimitata per mantenere questo limite.
Anche ad un tasso di CHF 1.20 per ogni euro, il franco svizzero è ancora alto e dovrebbe continuare a diminuire col passare del tempo. Se le prospettive economiche ed i rischi di deflazione lo richiederanno, la BNS adotterà ulteriori misure.

Sembra che al momento il mercato ritenga sostenibile la politica della BNS, come dimostra il fatto che il tasso di cambio si è mosso in un corridoio molto stretto tra 0.823 e 0.834 dopo l’annuncio della BNS. La politica adottata dalla BNS è comunque molto pericolosa ed incerta, e non garantisce che il Franco non possa tornare a rafforzarsi, come dimostra il caso storico dell’attacco alla Sterlina inglese da parte di George Soros nel 1992 che costo alla tesoreria britannica più di 3 milardi di sterline.

Sergio Pini

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