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giovedì 22 settembre 2011

L’OPINIONE: QUEL SEGNO DI CROCE IN DISUSO

Proviamo a lanciare una nuova rubrica, "L'opinione", attraverso la quale tutti possono esprimere i propri punti di vista, condivisibili o meno, che saranno fonte di dibattito nei commenti.

Ognuno mangia e beve a casa sua come crede, ma in comunità è bene attenersi a regole consolidate nel luogo in cui ci si trova. In luoghi pubblici, alcuni gesti o certe consuetudini che in privato e nel proprio luogo d’origine sono consueti, anzi ne caratterizzano l’individuo, in altri luoghi vengono osservati con curiosità.
A volte quei gesti sono commentati e addirittura non tollerati.
Per evitare l’equivoco interpretativo dirò subito che condivido la “ libera scelta “ di potere, nel rispetto degli altri, manifestare alcuni comportamenti che caratterizzano l’individuo sia per la sua origine che per la sua professione religiosa. Una per tutte: il segno della croce prima di mangiare.

Recentemente mi è capitato in un ristorante di sedermi accanto ad un giovanotto che, prima di toccare cibo, si è fatto un ampio segno di croce.
Per la verità, a prima vista, essendo seduto accanto e non di fronte e pensando ai fatti miei, quel largo segno m’era apparso un movimento di braccia per scacciare le mosche sul piatto. Poi, abbandonati i miei pensieri, mi sono guardato intorno e ho visto che di mosche non ce n’erano. Ripensando ai quei movimenti ho teorizzato che fosse stato fatto un segno di croce, ma non ero del tutto sicuro.
Il ragazzone, aveva i capelli tirati all’indietro a “ coda di cavallo “ e un grosso elastico rosso stringeva il codino. Portava una maglietta nera, tipo canotta, con scritta in inglese.
Al polso destro aveva un bracciale in cuoio e nessuna catenina al collo. Ad ogni portata della cameriera sorrideva languido e compiacente. Non mi sembrava un “bigotto“ anche perché quando la cameriera gli girava le spalle il suo sguardo cadeva sulle gambe della ragazza.

Ho aspettato la sera per avere conferma se quel gesto fosse un segno di croce. Ero curioso, anzi in cuor mio, compiaciuto d’assistere a quel “ rituale “ che mia nonna mi aveva insegnato da piccolo e che io, negli anni, avevo dimenticato. Una sola volta, circa trent’anni fa, cenando con un collega di lavoro del Sud m’ era capitato di vedere fare il segno di croce prima di mangiare.
Per la verità, a suo riguardo, accennai anch’io subito dopo, un maldestro tentativo di segno di croce, ma il cameriere lo scambiò per l’invito a fare in fretta a servire la cena.

Eccolo dunque arrivare il ragazzotto per la cena. Con la coda dell’occhio tesa allo spasimo l’ho osservato: si avvicina al tavolo, sposta un poco la sedia all’indietro, si siede, s’aggiusta la posizione della sedia sotto il sedere, e… zach: fa un ampio segno di croce. La sala era affollata e molti l’hanno potuto osservare. Non ci fu commento, anzi m’è parso che ognuno raccogliesse in cuor suo quel gesto.
Ho avuto piacere vedere quel ragazzo fare quel gesto. Confesso però di non averlo ripetuto per una “ inerzia mentale “ che m’ha fatto andare di traverso la prima portata.
Ho pensato: che diamine, tua nonna ti ha insegnato a fare il segno della croce prima dei pasti e adesso ti vergogni nel farlo in pubblico? Mi sono inventato cento scuse: la mia coscienza s’era destata e non voleva tacere. La prima scusa è stata quella che avevo perso l’abitudine e si sa che per riprendere le buone abitudini ci vuol tempo. Tempo al tempo dunque. La seconda scusa che faceva però acqua, era quella che potevano esserci lì accanto dei “non cristiani “ e che a loro quel segno poteva dare fastidio. Forse anche innescare qualche commento fastidioso.

Dovevo subito imbavagliare la mia coscienza! Eureka: ecco la soluzione. Ho pensato che se avessi fatto il segno di croce almeno mentalmente il pranzo non mi sarebbe andato di traverso. L’ho fatto e ho mangiato tranquillo.
Tutto sommato quel ragazzone che aveva fatto il segno di croce al ristorante prima di mangiare non ha dato fastidio a nessuno, anzi penso che abbia posto un interrogativo banale quanto esistenziale. Anche se non è peccato trascurare il segno di croce prima di pranzare, il farlo può essere un modo per rendere grazie a Dio d’avere il cibo ogni giorno. Se non materialmente almeno farlo mentalmente.

Ezio Maifrè

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