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venerdì 13 luglio 2012

LA SITUAZIONE ECONOMICA IN VALTELLINA: NUOVA RUBRICA

11 luglio 2012 - IntornoTirano ha pensato di fare cosa gradita e utile ai suoi lettori iniziando a pubblicare una “rubrica economica” che metta in risalto le varie situazioni economico-finanziarie delle attività del territorio già interessato dalla sua “competenza” giornalistica. Una zona che si estende grosso modo da Aprica/Teglio a Sondalo. (r.t.)

La “rubrica” verrà strutturata con parole molto semplici, comprensibili da tutti, cioè leggibile non solo per chi è “addetto ai lavori”.
Si inizierà con il descrivere una situazione economica generale, per poi entrare nei singoli settori (industria, commercio, artigianato, agricoltura, ecc.).

Viviamo anche noi nel famoso” mondo globalizzato”, cioè non avvertiamo solo fenomeni e variazioni locali, ma (salvo eccezioni) anche la nostra economia locale avverte i fenomeni positivi o negativi del resto del globo.
L’unica variante è che, essendo il nostro territorio dislocato in zona non coinvolta dal passaggio delle grandi vie di comunicazione, avverte in ritardo i vari fenomeni mondiali, quindi è coinvolta dai fattori negativi con un certo ritardo, così come in ritardo si riprende nel momento del cambiamento positivo economico.

Ciò premesso è possibile affermare che anche la nostra zona è entrata in
depressione (crisi economica) anche se l’onda più lunga deve ancora arrivare:
meno ricchezza, consumi in caduta, fatturati aziendali (anche per piccole attività) depressi, clima di totale sfiducia da ricostruire.

I flussi del credito (i prestiti fatte dalle banche alle varie attività) sono in frenata specialmente per coloro che non hanno asset di bilancio adeguati (per esempio molti debiti comparati al fatturato, poco capitale proprio, ecc.), mentre le attività con bilanci ben strutturati continuano ad assere assistiti dal sistema creditizio.

Siamo sempre stati grandi risparmiatori; ora invece il risparmio si è contratto.
E’ stato utilizzato per far fronte a periodi di disoccupazione o cassa integrazione, per aiutare la propria azienda (grande o piccola) in crisi o spesso per voler mantenere il “livello di vita” così come si faceva prima della crisi.

Alcune attività sono state obbligate a chiudere, specialmente se furono aperte
senza professionalità specifica acquisita; altre, quelle più “vecchie”, storicamente gestite e con i gestori oramai anziani, con la crisi incombente hanno ben deciso di
ritirarsi definitivamente.

Il contenzioso bancario (cioè quelli che non riescono più a far fronte ai debiti contratti con le banche) è abbastanza contenuto anche se spesso sanato con l’intervento di genitori/parenti (è ancora la nostra caratteristica).
Le previsioni sono per una ulteriore contrazione delle attività economiche e di conseguenza dei ricavi.

rt

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