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martedì 3 agosto 2010

TIRANO - RINVIATA LA SERATA "TUTTI IN GIRO PER TIRANO"

16 marzo 2010 - E' da pochi minuti su Facebook la notizia che " purtroppo, visti i tanti messaggi distruttivi e a sfondo politico che ci sono giunti, e visto che il giorno 28/03 ci saranno le elezioni, ci vediamo costretti, a malincuore, a rinviare la serata "Tutti in giro per Tirano" del 27/03 a data da destinarsi... ".

TIRANO - RINVIATA LA SERATA "TUTTI IN GIRO PER TIRANO"

Il messaggio continua:

"Possiamo dirvi che si svolgerà verso la fine di aprile e, molto probabilmente, con la collaborazione dell'associazione "Valtellina security driving project school", che opera nell'interesse di tutti e soprattutto dei giovani.
Siamo invece molto soddisfatti per l'incontro avuto con le forze comunali, che è andato veramente bene, con la promessa di incontrarci nuovamente per costruire concretamente il progetto "PULMINO PER TUTTI" il quale garantirà un servizio serale ogni venerdì e sabato, possibilmente con la collaborazione di vari comuni della Valtellina.
A tutto questo si è arrivati grazie a tutti voi, quindi:
UN SENTITO GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI.
A breve vi faremo sapere la data precisa, grazie anche per la pazienza.
Ciao a tutti."

UNA FOTO DALL'AUSTRALIA PER LA "GIORNATA DELLA MEMORIA"

28 gennaio 2010 - Questa fotografia è giunta dall'Australia, alla vigilia del Giorno della memoria, agli amici valtellinesi (e non) di Vera Neufeld.

UNA FOTO DALL'AUSTRALIA PER LA "GIORNATA DELLA MEMORIA"

Si tratta di un fotomontaggio realizzato con i ritratti di quanti hanno preso parte nel maggio 2009 all'iniziativa promossa da Vera nel ricordo dell'espatrio clandestino che permise a lei e alla sua famiglia di sottrarsi alla persecuzione nazifascista rifugiandosi in Svizzera.

Nel maggio dello scorso anno Vera ha voluto tornare a Tirano per ripercorrere, come in un pellegrinaggio a 66 anni dall'avvenimento, la strada della salvezza. Ha voluto questo viaggio in regalo dal marito per il 50° di nozze ed voluto con sé il figlio e diversi amici giunti dall'Australia, dagli USA e da vari stati d'Europa.

La famiglia di Vera apparteneva a quel gruppo di oltre 200 ebrei di Zagabria rifugiati all'Aprica che riuscirono a porsi in salvo con l'aiuto del capitano della Finanza Leonardo Marinelli, del comandante dei Carabinieri di Aprica Bruno Pilat e la determinante regìa di don Giuseppe Carozzi.

Alla realizzazione dell'iniziativa hanno contribuito il prof. Alan Poletti, neozelandese di famiglia originaria da Villa di Tirano e l'Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea.

IL COMITATO UTENTI TCVVV VINCE TRE RICORSI

13 marzo 2010 - Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello della conferenza dei sindaci di Tirano e Sondalo e della TCVVV contro la sospensiva del T.A.R.. (LEGGI LA DOCUMENTAZIONE)

SENTENZA TCVVV

TRIVIGNO - S. GAETANO: UNA PROCESSIONE DIMENTICATA

3 agosto 2010 - Il dott. Corvi Domenico racconta dei suoi ricordi dell'antica festa di S. Gaetano...


L’antica processione di S.Gaetano: Tirano-Trivigno

Il mondo sta irrimediabilmente cambiando; non c’è settore della natura che non sia sovvertito dalle tecniche e delle nuove scoperte. Tutto viene rivoluzionato e anche le istituzioni sulla cui stabilità chiunque sarebbe disposto a giurare, vengono spazzate via da questo vento innovatore che cancella in pochi attimi il prodotto di secoli di elaborazione di intere generazioni di attività.
Anche ciò che le nostre nonne, nelle lunghe serate d’inverno attorno ai camini ci insegnavano ad accettare come dei dogmi inattaccabili, crollano come castelli di cartapesta di fronte al turbine del progresso. E ciò sarebbe ancora ammissibile se riguardasse soltanto le cose terrene: è ovvio che questo nostro travagliato mondo, nel corso dei secoli, ha subito le trasformazioni più varie e radicali; ma quello che lascia perplessi è che anche le faccende dell’aldilà vengono messe in dubbio: persino le verità dei santi che per secoli sono stati oggetto di culto e di venerazione ed hanno contribuito ad alleviare le tribolazioni di intere generazioni. Hanno sovvertito persino perfino i calendari e vari nomi di santi sono stati estromessi di forza dalle righe del lunario, mentre altri sono stati spostati di ufficio per far posto alla concorrenza. E’ successo così che delle autorità finora indiscusse si sono viste negare persino il certificato di autenticità. Prendiamo ad esempio S. Gennaro, che nonostante tutto, si presenta puntualmente a compiere il suo miracolo con degli scarti che al massimo sono contenuti nell’arco della mezz’ora; che per secoli ha distribuito terni al lotto e persino cinquine sicure per alleviare la miseria dei nostri confratelli del sud dall’oggi al domani messo al bando come un qualsiasi gerarca del passato regime.

Trivigno (di Carlo Del Dot)

Eppure una volta tutti questi Santi avevano il loro compito ben definito ed un posto sicuro in ogni calendario, dovunque venisse stampato il popolo sapeva bene dove cercare a e di conseguenza chi invocare al momento opportuno.
Prendiamo ad esempio S. Gaetano; noi tiranesi lo sapevamo bene, o almeno lo sapevano una trentina di anni fa, quando lo spirito religioso era ancora radicato nelle famiglie e nella vita di ognuno regolava secondo le feste il calendario . Allora anche i giovani non si vergognavano di farsi vedere alle processioni ed alle funzioni religiose. Oggi si vede poca gente , il venerdì santo, seguire la croce di Cristo. Una volta andavano tutti anche alle processioni per le rogazioni, rubando qualche ora al sonno, ma sicuri di trarne merito per l’aldilà e magari anche qualche aiuto per l’adiquà. Così, la mattina del 7 agosto la gioventù di Tirano, prima ancora del,sorgere dell’alba, si radunava sul sagrato di S. Martino, tutti con il proprio zainetto in spalla col pranzo da consumare al sacco e, al suono delle campane , tutti si incolonnavano dietro i confratelli che, coi loro pesanti crocefissi e paramenti, si prendevano l’avvio per la più suggestiva ed originale delle nostre processioni. Dal sagrato lungo la via Torelli, passato il “ büi vécc “ la comitiva imboccava direttamente via Trivigno ( allora lo stradone, almeno in primo tempo, non tagliava ancora in due il frutteto Torelli e quindi non era necessario fare delle soste per permettere il transito delle auto lanciate verso i luoghi di villeggiatura dell’alta Valle) alla cui sommità una croce , tutt’ora esistente, segnava l’inizio della salita vera e propria..

Passando daventi al “ Castelàsc “ e attraversata” la val” si arrivava alle “ cadéne “ dove i “ viciürìn” solevano posteggiare i loro “redée” da agganciare alle “ priàle “ e poi si cominciava la salita vera e propria fino alla Prima Croce stagliantesi in cima a un dosso in posizione panoramica. A questo punto l’alba era ormai sorta e il sole si preannunciava tingendo di rosa la cima del Massuccio, Qualcuno, per evitare l’impervia salita aveva preferito pigliare il sentiero pianeggiante della “ Cà dei Gatèi”. ma qui ci si trovava tutti e dopo un breve riposo, si procedeva più speditamente verso l’alto, aggirando di buona lena la “ Volta del Pèrsech “ e giungendo così fino a “ Rùnch” dove sorgeva la Seconda Croce e dove si poteva anche trovare un po’ di ristoro all’arsura ormai esasperata, nella vecchia osteria rustica della “ Virginia “ dove c’era sempre fresca qualche bibita portata fin lassù a dorso di mulo, Da qui, superato abbastanza facilmente l’ultimo tratto in mezzo al bosco,costeggiando il “mùnt di Tùgn” si sboccava nel pianoro di Piscina dove la osteria ( in primo tempo dei Plòo ) e quindi passata ai “ Gagìn “ offrivano refrigerio alle gole ormai assetate.
Qui la tappa era un po’ più lunga, perché bisognava riprendere fiato prima dell’ultimo sprint,che doveva portare in cima alla vetta. Finita la sosta e placata momentaneamente la sete, si ripartiva con rinnovellata lena per arrivare a fareun ‘altra breve tappa al “ Roccolo Pinchetti” dove era già preparata un’enorme catasta di legna per fare un bel falò che asciugasse il sudore dei primi clienti, mentre il prete ed i confratelli trovavano pronti un buon caffè dentro alla baita stessa del
“ Roccolo “.

Il dott. Corvi racconta

Mi è caro ricordare questa tappa perché dentro a quella baita, io passavo tutte le estati della mia infanzia e ricordo ancora mia madre china davanti al focolare mentre il caffè profumato bolliva dentro al “ pignatìn”.
Io mi alzavo allora per godermi lo spettacolo di quel falò che io stesso avevo contribuito a preparare il giorno seguente. Da qui mi univo alla processione, che in un ultimo slancio, passando attraverso i monti dei “ Catalùt “ poi a quello dei “ Muràt “ e quindi costeggiando quello dei “ Merlée”arrivava la fine a concludere la sua fatica, davanti alla chiesetta di S. Gaetano, nella ridente piana di Trivigno, dove il vecchio Don Bonazzi ( Bunazzìn ) aveva tutto predisposto per la Messa.
La piccola chiesa non poteva contenere la massa dei fedeli e probabilmente nemmeno il loro entusiasmo; molti si inginocchiavano sul prato per ricevere la benedizione. Veniva su allora da Stazzona anche il vecchio “ Fiorina” con la gerla piena di focacce dolci e di pipe di zucchero assieme ai primi grappoli d’uva della stagione e tutti si ammassavano attorno a lui per gustare tante prelibate leccornie..

Finita la messa sciolto il corteo, tutti si disperdevano nei boschi in allegra compagnia per consumare il pranzo racchiuso dentro gli zaini e portato fin lassù con tanta fatica. Tutta la piana di Trivigno, dalla chiesa fino alle “ Banchelle “ e fino alle pendici del “ Padrio “ veniva allora invasata da gioventù felice ed esultante: canti e suoni si intrecciavano risvegliando l’eco dei bosco e confondendosi con il canto degli uccelli che allora erano assai più numerosi di oggi. Persino i falchetti e le astori, ora quasi scomparsi, allora erano sempre presenti nel cielo aspettando il momento buono per buttarsi su qualche galletto incustodito, volavano più alti dei solito, stupiti da tanto rumore che veniva a turbare la pace dei monti, Così la sera arrivava senza quasi che si accorgesse e tutti si preparavano a ridiscendere alla spicciolata le pendici del monte verso la propri a casa, mentre un ultimo suono di fisarmonica, si perdeva là in fondo verso l’osteria dei “ Patalòo “ dove qualcuno stava finendo l’ultima patita a morra e San Gaetano dall’alto sorrideva felice a quella gente semplice e genuina che aveva così voluto onorarlo.

(a cura di e.m, foto arch. Carlo Del Dot )

lunedì 2 agosto 2010

METEO: SETTIMANA CON TEMPO INCERTO

2 agosto 2010 - Settimana caratterizzata da tempo incerto a partire da lunedì.


Lunedì giornata caratterizzata da temporali a partire dal pomeriggio. Le giornate di martedì, mercoledì e giovedì saranno prevalentemente nuvolose con possibilità di brevi rovesci nell'arco di tutte le 24 ore. Anche il fine settimana potrebbe essere condizionato dalla pioggia.

Le temperature massime saranno comprese tra i 26° e i 28°, mentre le minime tra i 15° e i 17°.

Per conoscere i dati della stazione meteo di Tirano clicca qui.

IN LIBRERIA "MUSICA E VITA INTERIORE" DI YEHUDI MENUHIN

2 agosto 2010 - «La filosofia, l'arte e la scienza possono forse, insieme, trovare una forma più autentica di fede e di culto, di unione mistica. Potrebbero contribuire a illuminare i nostri contemporanei, non necessariamente per salvare noi stessi, perché non abbiamo fatto granché per meritarlo, ma per le generazioni future. È questa la mia più grande speranza»...


È riduttivo ricordare Yehudi Menuhin come uno dei più grandi violinisti del Novecento. Nato a New York da genitori ebrei, ancora bambino consacrato al grande successo negli Stati Uniti, fu acclamato in seguito dal mondo intero. Quest'opera raccoglie pensieri e riflessioni dello straordinario musicista intorno alla musica, all’arte, alla politica, risultato non di analisi teoriche, ma di esperienze che lo hanno condotto a una visione interiore della musica e dell'esistenza. In Menuhin la conoscenza dell'arte diviene conoscenza della vita di tutti i giorni, l'atto stesso di vivere una ricerca artistica. Una concezione profonda, che pone in primo piano l’importanza dell'etica nell'azione umana, essenziale per la costruzione di un mondo nuovo...

sabato 31 luglio 2010

IL CHISCIÖL SULLA VIA DEI MARAGIÀ

31 luglio 2010 - La sera di venerdì 30 luglio, nell’ambito dell’evento tiranese “Benvenuta Estate“ si è potuto gustare il chisciöl sulla antica via dei Maragià in Tirano. (Di Ezio Maifré)


Le nuvolette al chisciöl che si innalzavano tra i verdi aceri, tra il canto dello strutto che friggeva in padella e il brulicare festoso delle persone che gustavano la deliziosa frittella, aleggiava il fascino antico e mai dimenticato dell’ Hotel “ De la Gare “. Erano gli anni ’20 e proprio da lì transitavano, per passare le loro vacanze a S. Moritz, i Maragià indiani.

Arrivavano con il treno della F.A.V. e facevano il tragitto dalla stazione sul lindo e essenziale viale per giungere al Gran Hotel Tirano e all’Hotel “ De La Gare “.

Si racconta che i Maragià con le loro numerose mogli gustassero il chisciöl cucinato con la padella in ferro sul famoso e indimenticabile focolare dell’Hotel De le Gare nella famosa “ stüa “ mentre l’allegro Méngu, a suoni di fisarmonica, estasiava i facoltosi clienti facendo assaggiare il vino del Mazzacavàl.
Il giorno dopo, con il tram del Bernina, i Maragià partivano con il loro seguito di 60-70 persone, alla volta di S. Moritz satolli di chisciöl e di buon vini del tiranese. Come ai tempi dei Maragià, in questo terzo magico venerdì di “benvenuta estrate “ il Cafè De la Gare con il suo splendido giardino e il re chisciöl hanno donato il ricordo d’un fascino di antica raffinata eleganza.

Ezio Maifrè
www.confraternitadelchisciöl.com