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venerdì 1 ottobre 2010

ALLA FESTA PROVINCIALE DELLA LEGA ANCHE IL MINISTRO MARONI

Venerdì 1° ottobre si apre la due giorni di festa provinciale della Lega Nord. Presenti, fra gli altri, il Ministro Maroni.

Venerdì 1 ottobre – Aperura festa alle ore 19:00, presso la tensostruttura di Dubino, con cena a base di prodotti tipici. Interventi politici con * Matteo Salvini * Andrea Gibelli * Stefano Galli. Contestualmente avrà inizio il 1° torneo celtico calcio balilla.

Sabato 2 ottobre – Aperura festa alle ore 19:00 con cena a base di prodotti tipici. Interventi politici con * Ministro Roberto Maroni * Giancarlo Giorgetti. Al termine della serata estrazione e sottoscrizione premi.

BASTA CANONE RAI PER ALCUNI OVER 75

1 ottobre 2010 - Una circolare dell'Agenzia delle Entrate permette a chi ha più di 75 anni di non pagare più il canone; ma ad alcune condizioni.

E' la circolare 46/E dell'Agenzia delle Entrate che stabilisce che alcuni anziani non debbano più pagare il canone. Queste le condizioni:

  • avere più di 75 anni;
  • insieme al coniuge, non superare i 559,49 euro di reddito al mese;
  • non avere una badante.

Certo paiono delle condizioni un po' restrittive. L'esenzione al canone Rai riguarderà poche persone, ma di questi tempi meglio poche che nessuno. L'approvazione di questa norma, tra l'altro, è attesa dal 2008, anno in cui è stata introdotta nella Finanziaria.

Nel frattempo sono in continuo aumento i gruppi e le pagine su Facebook tra quelli che vorrebbero che il canone Rai fosse abolito; il più numeroso è quello di Beppe Grillo che conta quasi 300.000 iscritti.

BUONI SCONTI ALLA MOSTRA DEL BITTO

1 ottobre 2010 - Una delle novità introdotte quest’anno alla 103ª Mostra del Bitto, organizzata e promossa dal Multiconsorzio “Valtellina Che Gusto!”, si chiama “Acquista in Mostra!”: l'iniziativa permette di avvicinarsi ai migliori prodotti tipici valtellinesi e lombardi, acquistandoli usufruendo di un buono-sconto compreso nel prezzo d’acquisto del biglietto intero.

“Acquista in Mostra!” rappresenta un’opportunità imperdibile per il pubblico, che oltre ad ammirare e apprezzare le eccellenze nei laboratori di degustazione previsti durante l'evento, può avere un'agevolazione all'acquisto. Comprare il biglietto a prezzo intero è il primo passo per usufruire dell’iniziativa “Acquista in Mostra!”: un carnet di 4 buoni-sconto(da 1 euro ciascuno) è subito consegnato alle casse del Polo Fieristico Provinciale di Morbegno, per un valore pari alla metà del prezzo del biglietto d’entrata (8 euro intero, 4 euro ridotto, gratuito per bambini da 0 a 8 anni).

Altra grande novità di quest’anno: le agevolazioni all'acquisto offerte dai buoni-sconto del carnet di “Acquista in Mostra!” sono estese ai prodotti artigianali. Infatti, accanto alle eccellenze agro-alimentari della nostra Provincia, alla 103ª Mostra del Bitto, Confartigianato Imprese Sondrio presenta ai visitatori una vasta esposizione delle creazioni dell’Artigianato Lombardo: ad accompagnare gli espositori, la galleria fotografica e molti manufatti frutto del lavoro e della maestria degli artigiani locali. L’Artigianato Artistico esibisce alcune delle migliori opere dei maestri artigiani di Valtellina e Valchiavenna.

ATTREZZI DA LAVORO: LA BRENTA

La brenta è un recipiente che serve a trasportare il vino o il mosto e l'uva fermentata nel momento della torchiatura. Oltre che alle operazioni periodiche di travaso del vino... (Di Giac)

ATTREZZI DA LAVORO: LA BRENTA

Ha una forma ovale, un po' appiattita: come la gerla è munita di cinghie, stròpi; la si porta a spalla ed è fatta di doghe con un bordo piuttosto consistente nella parte superiore. Questo recipiente è diffuso con lo stesso nome in tutte le regioni del Nord Italia.

Talvolta la brenta viene definita bigoncia, ma in realtà i due attrezzi sono piuttosto diversi, anche nell'uso, poiché la bigoncia viene usata anche per raccogliere l'uva vendemmiata, mentre la brenta è impiegata prevalentemente, come già è stato detto, per il trasposrto di vino e di mosto.

Contiene 50 litri di vino se riempita fino a un certo punto segnato con una "broca", un chiodo particolare. Prima dell'introduzione del sistema metrico decimale, nel 1861, la brenta era anche una misura di capacità.

Portare la brenta piena di vino non è un esercizio così facile come si può pensare. I nonni dicevano che si doveva camminare sculettando, " s'ha da menà 'l cul", altriminti ci si versava il vino addosso. In effetti il vino è un liquido e come tale si muove nella brenta se il passo del portatore è brusco o troppo rigido.

Ovviamente la brenta è un attrezzo che rappresenta la fatica: Antonio Tiraboschi nel suo Dizionario Bergamasco del 1873 riporta una frase scherzosa, in Italiano dialettale, che si sentiva ripetere dai più anziani, ancora fino a una cinquantina di anni fa: "chi troppo studia matto diventa, chi poco studia porta la brenta". Una frase che rappresenta una "scheggia" di una cultura regionale che fino alla metà dell'Ottocento si diffondeva anche in provincia, oltre che nelle città più importanti, attraverso gli almanacchi regionali, i cantastorie, il teatro e gli uomini di cultura o i circoli culturali che si interessavano alle tradizioni popolari.

L'uso della brenta è piuttosto sporadico nella realtà di oggi. la brenta di legno di castagno o di latta è scomparsa ormai per lasciare il posto a quella di plastica che è più leggera, ma è meno bella da vedere. Questo nuovo recipiente in pratica sostituisce la gerla durante la vendemmia. Si usa molto di meno però nelle piccole cantine dei privati.

Giac

PROMOZIONI ALLE TERME DI BORMIO

Dal 1° al 29 ottobre e dal 3 al 30 novembre lo stabilimento Bormio Terme pratica riduzioni dal 20 al 40 % su Sport e Benessere, Cure Termali ed Estetica, Prodotti Cosmetici e Thermarium.


PROMOZIONE D’AUTUNNO

  • SCONTO 40% SU SPORT BENESSERE: piscina sportiva, loggia termale, piscina bimbi, sauna e bagno turco, piscina interna/esterna "quattro stagioni", piscina natatoria esterna, scivolo d’acqua
  • SCONTO 20% SU CURE TERMALI ED ESTETICA: fanghi, bagni, inalazioni, fisioterapia, massaggi, percorso vascolare, hydrobike
  • SCONTO 20% SU PRODOTTI COSMETICI: della linea Thermalife di Bormio Terme
  • SCONTO 20% SU THERMARIUM: biosauna, bagno turico, sauna panoramica, vasca termale interna/esterna, zona relax...

Orari di apertura:
- Settore Sport e Benessere
9-21 tutti i giorni (tranne martedì)
9-22.30 (mercoledì e venerdì)
- Estetica/Massaggi
9-12 e 15-19 (chiusura martedì)
- Cure termali/Fisioterapia
9-12 e 16-19 (chiusura domenica)

UN OSSERVATORIO ASTRONOMICO IN VALMALENCO

1 ottobre 2010 - Si chiama Piero Cirolo il promotore principale della costruzione di un osservatorio astronomico in Valmalenco.


Piero Cirolo di 32 anni, Alessandro Maggi e Caprino Bergamasco, dopo aver costituito l'associazione dal nome Osservatorio Astronomico Valmalenco, stanno realizzando in questi giorni l'accordo con il comune di Chiesa in Valmalenco per la realizzazione di un osservatorio astronomico.

Il progetto è completamente sostenuto da privati; la spesa complessiva è intorno ai 40.000 euro. Si aspetta la risposta positiva del Comune che, in consiglio comunale, dovrebbe dare il via libera per la costruzione della piattaforma in calcestruzzo sulla quale si poseranno tre cupole in vetroresina dal diametro di 3 metri.

Saranno molte le occasioni e le persone che potranno sfruttare la struttura, primi fra tutti i turisti; è per questo che l'osservatorio sarà costruito entro primavera-estate dell'anno prossimo
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"LE NOSTRE VIE": LA VIA ANGELINA VIDO

La via A.Vido parte dal lato sinistro di via Bona Lombarda e prosegue per circa cento cinquanta metri terminando senza immettersi in altre vie. E’ stata dedicata a questa grande maestra tiranese che nella sua carriera seppe lasciare un segno tangibile non solo nella scuola ma anche nella vita sociale. Anche la scuola elementare di via dell’Agricoltura è stata intitolata a questo grande personaggio.

"LE NOSTRE VIE": LA VIA ANGELINA VIDO

Le origini tiranesi della famiglia Vido sono molto lontane nel tempo: il capostipite, Vido Francesco, giunse a Tirano da Solagna, paese della Valstagna in provincia di Vicenza, nel 1862.
Il Vido, che lavorava il feltro per i cappelli, si sposò nel 1864 con la signora De Campo Domenica appartenete a quel ramo dei De Campo soprannominati “Palèt”; da quell’unione nacquero sette figli: Giuseppe, Angelina, Maria, Francesca, Caterina, Egidio e Luigi.

Raccontare le storie di questi sette figli sarebbe interessante, ma prima di passare a descrivere la vita della maestra Angelina ci soffermiamo un istante sulla vicenda del primogenito Giuseppe che ebbe una vita molto avventurosa: Giuseppe Vido lasciò l’Italia e giunse come emigrante in Argentina a soli 15 anni; in quella terra lontana, così diversa dalla nostra, iniziò a fare moltissimi lavori fino a che venne assunto come usciere presso la banca d’Argentina. La sera, terminato il lavoro, si dedicò assiduamente agli studi ed in breve tempo divenne avvocato; molti si accorsero della sua grande abilità negli affari e in pochi anni, da quella scomoda sedia di usciere, divenne uno dei personaggi più in vista dell’istituto bancario argentino tanto da divenire direttore generale. Non fece più ritorno in Italia, poiché quando decise di tornare a rivedere i luoghi e gli affetti che lo legavano alla nostra Tirano, morì improvvisamente con i biglietti per il lungo volo in tasca.

Ma veniamo alla storia della maestra Angelina: la secondogenita della famiglia Vido nasce a Tirano il 17 novembre del 1885; nel 1903, dopo aver seguito un regolare ciclo di studi, ottiene il diploma di maestra e subito entra nel mondo della scuola insegnando per un anno a Fusine e per 8 anni a Berbenno, fino a giungere definitivamente a Tirano presso la scuola elementare di piazzale Credaro, dove insegna fino alla pensione avuta nell’anno 1946.

In ben 43 anni di insegnamento, da un’analisi dei registri scolastici, risulta che la maestra Vido si assentò per motivi di salute per un totale di soli novanta giorni negli anni scolastici 30/31/40/41 e 43/44. Non si sposò mai e dedicò tutta la sua vita alla scuola, alle opere sociali e di bene comune. La scuola fu la sua vera grande famiglia: con gli alunni strinse rapporti intensi comunicando loro il suo sapere, ma anche dando loro grandi lezioni di vita e per questo non è un caso che in molti l’hanno definita come una “mamma dei ragazzi”.

Le nostre parole sono però solo un vano tentativo, sicuramente troppo riduttivo, e forse non sono nemmeno degne di descrivere una personalità così attiva e nello stesso tempo così umile e buona di cuore. Abbiamo allora deciso di riportare alcuni stralci di una lettera che la maestra Adriana Bana, scrisse il giorno della morte della maestra Vido.

“Donna di nobile e spiccata personalità, benefica per la scuola, capace di condurre i giovani sulla via del sapere e capace di portare il calore del tuo grande cuore la dove esigeva conforto e affetto;la tua opera di maestra fu grande... ”.
La lettera, ormai ingiallita dagli anni, è scritta con una grafia bellissima che però si fa tremolante quando si toccano argomenti personali come ricordi o momenti di vita particolarmente toccanti; la maestra Bana ha sempre tenuto per se quelle parole fino a qualche anno fa quando ha deciso di spedire la lettera ad uno dei nipoti della maestra Vido che l'ha tenuta assieme a tutti i ricordi della zia.

Sempre in occasione della morte della maestra Vido il nostro concittadino Dante Tozzi scrisse un articolo molto bello sulla personalità della maestra; ne riportiamo alcuni tratti che ci aiutano in modo egregio a comprendere maggiormente la grandezza di questa umile maestra che tanto fece per l’istruzione dei tiranesi:
“La scuola tiranese è di nuovo in lutto. Colei che più degnamente l’aveva rappresentata, che in lunghi anni di lavoro alla scuola tutta aveva dato, ci ha lasciato.
Scompare con la Maestra Vido una cara figura della nostra città, l’amica dei poveri, degli umili l’amica del popolo.
In povertà aveva sempre voluto vivere e nessuno più di Lei aveva obbedito con naturale slancio d’amore all’esortazione evangelica di dare il superfluo ai poveri: per i suoi poveri si privava spesso del necessario!
Una creatura così alta,così ricca di generosità e di altruismo non poteva essere che umile. Dava tutto a tutti, specialmente i tesori del suo spirito e della sua intelligenza che elargiva nella scuola e nella vita e mai desiderava comparire, schiva alla lode e al riconoscimento.
… Se la sua vita fu missione, la scuola fu per Lei vocazione e, poche volte, una vocazione fu così sentita. L’insegnamento fu per Lei dono di natura, reso più vivo dal suo grande cuore; subito eccelse, subito si conquistò gli animi: ne sono testimonianza l’affetto, la venerazione, di cui sempre la circondarono i suoi primi alunni, anche quelli che l’ebbero maestra per poco tempo e che la vita condusse lontano dalla nostra valle. Chi l’aveva conosciuta non poteva dimenticarla!

L’articolo di Tozzi continua poi descrivendo altri momenti di vita della maestra Vido, tocca nuovamente l’argomento della scuola affermando che la maestra Vido fece del suo modo di insegnare un modello sempre all’avanguardia, ed afferma che la scuola interpretata in quel modo era serena, gioiosa e ricca di molte attività nelle quali predominavano affetto e sincerità.

Tozzi menziona anche il difficile momento della pensione sottolineando che questa fu una delle scelte più difficili e amare per la maestra Vido ed in quel frangente ricorda anche i festeggiamenti che il popolo tiranese le riservò:
“... Tirano le manifestò allora tutto il suo affetto, tutta la sua riconoscenza, e Lei, sempre modesta, grande nella sua umiltà, rimase sorpresa di tanti festeggiamenti: disse allora di aver compiuto sempre e soltanto il suo dovere”.

La sua instancabile attività non si limitò solo alla scuola ma toccò anche l’ambito sociale; infatti, collaborò a lungo con il fratello Egidio che in quegli anni era segretario dell’Ufficio provinciale del lavoro e dell’immigrazione. Con lui scrisse molti articoli inerenti alle prime rivendicazioni degli operai e fu attenta e preziosa collaboratrice nell’istruzione degli emigranti che volevano lasciare il nostro paese per le lontane terre che in quegli anni accolsero molti italiani in cerca di quella fortuna che l’Italia ancora non poteva offrire.
Insegnò agli emigranti molte caratteristiche dei paesi dove questi cercavano un futuro migliore, nell’intento di rendere quell’arrivo in Paesi sconosciuti meno traumatico e ricco di qualche conoscenza su stili di vita sicuramente differenti dai nostri. In questo nobile progetto fu anche protagonista di corsi di formazione che lei teneva ai maestri che si impegnavano in quest’ambito sociale, ed in particolare tenne due corsi a Potenza e a Civitavecchia.

La sua opera rimane, oggi come allora, come un segno indelebile sia nell’insegnamento che nel sociale tanto che questo suo lavoro venne addirittura premiato con l’alto riconoscimento della medaglia d’oro al merito della pubblica istruzione.

Concludiamo la storia di questa Maestra con le parole che lei stessa pronunciò sul letto di morte: “Io penso che nell’ultimo supremo colloquio col Salvatore, quando domanderò perdono di tutti i miei peccati, gli chiederò fiduciosa: Hai una scuola da darmi in Paradiso?”

Oggi in perenne ricordo di questa tiranese veramente speciale abbiamo una via a lei dedicata; la scuola elementare di via dell’Agricoltura è stata intitolata a lei e tutti gli anni, alla fine dell’anno scolastico, viene dato ad uno studente di quinta elementare il Premio Angelina Vido che consiste in una somma di denaro.