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mercoledì 1 giugno 2011

PONTE IN VALTELLINA: INVESTITO UN PEDONE

1 giugno 2011 - Questa mattina, a Ponte in Valtellina, è stato investito un pedone.

Verso le ore 11.15 di questa mattina, a Ponte in Valtellina in Piazza della Vittoria, è stata investita da un'auto un'anziana di 75 anni. Sul posto, oltre ai Carabinieri, è arrivata in codice rosso l'ambulanza della Croce Rossa di Sondrio. Fortunamente, le condizioni della donna non sono gravi.

GIRO D’ITALIA, IL VALZER DELLE POLEMICHE E DEI FINTI NUMERI DI CHI NON CONOSCE E RICOPRE RUOLI DI PESO!

1 giugno 2011 - Dal comitato organizzatore una risposta per le rime alle critiche e alla disinformazione strumentale sul Giro d’Italia e sulle tappe valtellinesi.

Sono passati solo pochi giorni dalla chiusura di un “Giro d’Italia” sportivamente esaltante che ha visto un campione di livello assoluto come Alberto Contador candidarsi nell’Olimpo dei grandissimi del pedale.
Con ancora ben vivo il ricordo delle due tappe valtellinesi, con l’arrivo a Tirano il 25 maggio e la partenza da Morbegno il giorno successivo, ecco che rispuntano le solite sterili polemiche e chi si presta ad ospitarle senza pensare al lavoro altrui e all’immagine della valle.
Polemiche che ormai fanno parte della consuetudine, anche se per fortuna appaiono voci sempre più isolate, puntualmente oscurate dai sorrisi e dalla gioia dei tifosi che apprezzano la scelta di portare quasi ogni anno il Giro in provincia di Sondrio.

L’ultima in ordine di tempo è il consueto corsivo di Mario Cotelli che a due mesi di distanza dalle sue stesse dichiarazioni in cui plaudiva alla scelta del Comune di Sondrio (nella cui giunta siede la figlia) di “lasciare perdere il Giro” come del resto ha fatto, sempre secondo lo stesso Cotelli, “il Trentino che non investe più nel Giro d’Italia come evento promozionale”. Erano del tutto prive di fondamento le dichiarazioni di allora così come lo sono queste ultime.
Ecco che, viste le immagini televisive, il lucido commentatore ha notato al contrario che proprio il Trentino e il Tirolo sono presenti con i loro marchi sugli striscioni di arrivo del Giro. Apriti cielo. E la Valtellina dov’è? Dove sono gli striscioni della Valtellina lungo le strade italiane? Perché non ammiriamo il nostro marchio assieme a quelli dei vicini-concorrenti?
Trentino e Tirolo (oltre a quel che investono per avere la sede delle città di tappa) per quella visibilità mettono sul piatto di RCS un milione di euro, la Valtellina ha queste risorse? Ritiene siano un investimento?

Un po’ di chiarezza sulle cifre è poi il minimo per chi ormai da tempo si accolla il ruolo di “Demiurgo” e “Pontifex maximus” del turismo e del territorio valtellinese. Cotelli parla di 300.000 euro per avere una tappa del Giro in Valtellina. Pura disinformazione ai danni del lettore che crede ancora nella buona fede di chi scrive e di chi ospita talune affermazioni. Il chiarimento arriva dal Comitato Organizzatore e dal suo responsabile Pierluigi Negri. “Il costo delle tappe e non della tappa al singolare che la Valtellina - o meglio che la cordata dei diversi enti che sostengono l’iniziativa del Giro in Valtellina - versa direttamente alla società organizzatrice del’evento (RCS Sport) è di 180.000,00 euro e credo sia la cifra più bassa che qualsiasi comitato di tappa italiano versi per poter ospitare una tappa di arrivo e una tappa di partenza. Tutto questo si è reso possibile grazie alla serietà e agli ottimi rapporti instaurati con lo staff di RCS e della Rai oltre che ai buoni rapporti con il patron Angelo Zomegnan.

Il costo totale dell’evento “Giro in Valtellina” per noi è di 250.000,00 euro se contempliamo tutte le altre iniziative promozionali e di comunicazione dentro i confini provinciali e lungo le tappe in Italia. La scelta di ospitare le due tappe è intuitiva e strategica per una terra come la nostra. Il ritorno infatti risiede nella possibilità di far pernottare (pagando direttamente alle strutture alberghiere) qualcosa come 3000 persone solo per la carovana a cui va aggiunto il possibile indotto di appassionati e visitatori.

Secondo dati di RCS sul territorio complessivamente si genera un giro d’affari di almeno 200.000,00 euro a tappa”.
Taluni attenti osservatori dovrebbero avere - anche per ragioni professionali – minore pressapochismo nel giudicare il valore del denaro. Senza contare infine il valore promozionale dell’evento “Sei ore di diretta su Rai Tre e Raisport 1, un’ora e mezza su Radio Uno Rai, le immagini mandate in 168 paesi nel mondo, 8 pagine dedicate dalla Gazzetta dello Sport alle tappe valtellinesi (il giornale più letto in Italia) senza contare gli interventi in diretta su numerose radio nazionali durante le tappe e non solo Radio 105 radio ufficiale del Giro. Per non parlare di internet sono oltre 200.000 gli utenti unici che ogni giorno hanno seguito sul sito ufficiale del Giro l’andamento delle tappe, oltre 50.000 che hanno visto la gara in streaming video. Con orgoglio possiamo dire che di Valtellina si è parlato molto e fin dalla tappa dell’Etna grazie al gemellaggio fra la locale “Madonna della Neve” e la “Madonna del ciclista” sul nostro Gavia.

Se questo è un obiettivo mancato chiediamo a Cotelli e a coloro che lo sostengono, di darci per una volta la ricetta giusta, perché è facile scrivere dall’alto o da scranni sicuri ma le cose si costruiscono giorno per giorno e la realtà del “Giro d’Italia” per la Valtellina così come le nostre salite sono un potenziale elevatissimo che ancora ha margini di crescita. Solo un evento planetario come il Giro (tra i primi dieci eventi annuali al mondo per budget e importanza) è in grado di valorizzare l’immagine e il nome di cime come lo Stelvio,il Mortirolo o il Gavia.
“Ma di Valtellina si è parlato in più occasioni. Basta analizzare i dati e i numeri - continua Negri - non ci sono stati altri brand di territorio - in questo e nelle precedenti edizioni - che hanno ottenuto più di quello che ha ottenuto la Valtellina a parità di risorse investite. E’ stato fatto tutto il possibile per dare visibilità al territorio e lo possono ben testimoniare dal Consorzio Tutela Vini perché abbiamo parlato dei nostri prodotti in diretta nella trasmissione di Bartoletti. Siamo riusciti a ritagliare anche uno spazio dedicato alla solidarietà con la locale sezione della UILDM che ancor oggi ringrazia per le emozioni fatte provare ai ragazzi distrofici.

Il Comitato Organizzatore ha creato più di una occasione per parlare di Valtellina e del suo territorio sia in Tv che alla radio e abbiamo cercato di rendere il Giro una festa anche per la gente”. Pierluigi Negri a nome del Comitato Organizzatore rivendica con orgoglio e con soddisfazione di aver saputo svolgere con impegno ed efficacia il compito e gli obiettivi degli Enti che hanno sostenuto le tappe del Giro in Valtellina, l’evento sportivo più importante in Italia. “In questi giorni Davide Cassani è a Bormio con una ventina di cicloturisti che si fanno una vacanza sulle nostre grandi salite e sicuramente vanno anche alle terme, ma sono in Valtellina per lo Stelvio, il Gavia e il Mortirolo e quindi grazie al Giro. Parliamo di quello che dobbiamo offrire ai turisti e non delle regole delle sponsorizzazioni nello sport americano che non ci competono e che non centrano nulla con la due giorni del Giro che abbiamo appena vissuto… se arriva la ricetta giusta dall’alto… ben venga nulla vieta che si possa condividere!”.

Valtellina Turismo - Consorzio Turistico Provinciale di Sondrio

FAVORIRE IL REINSERIMENTO IN SOCIETA' DI DETENUTI ED EX-DETENUTI

Il progetto “Training di cittadinanza attiva indoor e outdoor” è stato presentato alle associazioni di volontariato nel corso di due incontri che si sono tenuti alla sala Vanoni di Palazzo del BIM a Sondrio il 10 e il 24 maggio scorsi dalle 16.30 alle 18.30.

I due momenti sono stati dedicati al ruolo che il volontariato e il terzo settore in generale potrebbero assumere riguardo il tema “carcere e giustizia riparativa”.
Il progetto è finanziato all’interno del “piano regionale per la promozione e lo sviluppo di una rete a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e delle loro famiglie”. L’ente capofila e gestore è la cooperativa sociale Ippogrifo, i partner sono: il Comune di Sondrio, l’associazione Quarto di Luna, Lavops, la cooperativa sociale Il Prisma; gli altri enti coinvolti sono la Casa Circondariale di Sondrio, l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (Uepe) e l’Asl della provincia di Sondrio.

Il “Training” consiste sostanzialmente nell’accompagnare i detenuti in misura alternativa o gli ex detenuti nel loro percorso di reinserimento nella società, partendo da un lavoro all’interno del carcere di Sondrio che prosegue all’esterno, cercando di garantire alla persona il rispetto dei diritti di cittadinanza, favorendo quindi l’opportunità di avere un lavoro, un’abitazione e una vita sociale.

Gli incontri sono stati l’occasione per promuovere il progetto fra le associazioni di volontariato e di conoscere la loro disponibilità all’accoglienza di persone a fine pena o fruitori di misure alternative alla detenzione, che sono seguite anche dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, che ha sede a Como e segue le tre province di Como, Lecco e Sondrio.

A questi due momenti di confronto hanno partecipato alcune associazioni di volontariato, che operano sul territorio provinciale, nei diversi ambiti. A presentare il “Training”, a spiegarne le finalità e a raccontarne le esperienze erano presenti Paolo Pomi, coordinatore del progetto e Carmen Trinca Rampelin, referente per l’area lavoro, attività di volontariato e utilità sociale, Luigi Tagliabue, assistente sociale dell’Uepe Como-Lecco-Sondrio, Francesco Racchetti, garante dei diritti delle persone sottoposte a provvedimento nel carcere di Sondrio, Massimo Pinciroli, direttore Lavops, Alberto Giustolisi di Quarto di Luna e due volontari dell’Associazione Calcio Piateda, Aldo Parora e Franco. Nel corso degli incontri si sono susseguiti i loro numerosi e significativi interventi
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ECCO LO SPOT RADIO DELLA SKYMARATHON SENTIERO 4 LUGLIO

1 giugno 2011 - [ASCOLTA IL FILE AUDIO] Lo spot radiofonico che promuove la maratona, con partenza in Aprica, che assegnerà il titolo di Campione Italiano SkyMarathon® 2011.

SE NON VISUALIZZI IL FILE AUDIO CLICCA QUI



IL PERCORSO

La parte nuova del percorso – 10 km. precisi – sarà quella iniziale da Aprica (1181 m.) allo Zappello dell’Asino via Magnolta e Rifugio Valtellina. Poi si andrà sul collaudato, bellissimo Sentiero 4 Luglio, superando il Passo Telènek, Cima Sèllero (tetto della gara a 2.744 m.), Passo Sèllero, il Bivacco Davide, il Canalino del Torsolazzo, il Passo Salina, il Piz Tri e tutta una serie di altre località, fino a giungere nel borgo camuno di Santìcolo (900 m.). Per la maratona classica il dislivello da superare in salita è di ca. 2650 m., mentre quello in discesa è di ca. 2930 m.
La “mezza” maratona – in realtà 23,3 km. – si correrà lungo un tracciato assai suggestivo e vario, ma in gran parte mai utilizzato per la gara. Dal centro di Aprica essa transiterà lungo pista B del Palabione a fianco dell'Osservatorio eco-faunistico, passerà per Malga Palabione, il Ròccolo di Premàlt, il Rifugio Alpini di Campovecchio, la Via dei Cavalli, la bassa Val Brandét fino al Ponte del Gallina, Malga Barbione e Porta di Barbione (2.348 m.), per poi ricongiungersi con il tracciato della maratona al Plinàs e terminare anch’essa a Santìcolo. In questo caso il dislivello in salita è di ca. 1600 m. e in discesa di ca. 1880 m.

VIAGGIO SOLIDALE IN BRASILE: "VISITA ALLE CASCATE"

[DECIMO GIORNO] La giornata è dedicata completamente alla visita delle cascate in Argentina. (Di Maria Luisa Valente)

Passato il controllo della frontiera e preso il trenino (partenza ogni 15 minuti ) raggiungiamo Estacion Garganta del Diablo, da lì proseguiamo a piedi su una passerella in mezzo al fiume dove tranquille tartarughe sonnecchiano sui sassi e alcuni cormorani asciugano le ali al sole. Dalla Gola del Diavolo si ammirano le cascate nella loro maggior potenza (14 cascate cadono da una scogliera alta 90 metri). Spruzzi e colori sono davanti ai nostri occhi ( i turisti in questo mese di agosto sono meno numerosi). Decidiamo di salire sui robusti gommoni e arrivare alla base delle cascate. Scendiamo zuppi d’acqua e attraverso un sentiero nella foresta godiamo ancora del panorama tra le palme e il sole che crea arcobaleni sopra i getti d’acqua.

Pranziamo in uno dei punti di ristoro: “salgadinhos” ripieni di carne o formaggio, pollo, polpa di palma con aipin frito (radice di manioca fritta), con gli Urracas (uccelli dalle piume gialle , blu e azzurre) che saltellano sui rami dell’”ombrello del sole“, albero dalle foglie rosse, verdi dalla caratteristica forma. Su una jeep di otto posti e la guida percorriamo gli 8 chilometri nella foresta di Iguacu alla scoperta delle piante endemiche: l’albero di mango con i frutti giallognoli brilla tra I palmiti e i Buritì (palme dal frutto piccolo, marrone da cui si estrae succo per bibita o per elaborare creme per il corpo). Una famiglia di coati (mammiferi dalla coda striata simili ai procioni) grufolano nella terra e un caimano riposa tra il fango di una piccola radura.

Alla sera ci aspetta, nell’ennesima jurrascheria “Beco da Besta “ uno spettacolo di balli sudamericani (70 real -35 euro) con la cena. Tra tutte le esibizioni ammiriamo due coppie di giovani che ballano il tango divinamente.

A cura di Ezio Maifrè

I COGNOMI DEL TIRANESE: BIANCOTTI

Come tipologia Biancotti è un cognome regionale, presente a Villa di Tirano, ma che dovrebbe avere le sue radici lontane a Santa Cristina... (Di Giac)

Delle famiglie Biancotti sono presenti anche in Piemonte e in Toscana, naturalmente senza avere legami di parentela con il casato di Villa. In generale i Biancotti sono considerati persone intraprendenti, con parentele sia a Villa che a Stazzona, a Tirano e in altri paesi della zona. Da non dimenticare l'emigrazione in Australia di un certo numero di uomini e famiglie Biancotti.

Anche i Biancotti, come molte altre famiglie di Villa di Tirano, hanno pagato un prezzo a volte salato come emigranti oltre oceano. La pagina più nera per i Biancotti è senza dubbio la morte, un po' misteriosa, di Luigi, poco più che trentenne, avvenuta nel Queensland a Ingham nel 1932. Il referto medico parla di "burns", ustioni. Gli anni'30 del secolo scorso sono stati uno dei periodi più difficili per gli Italiani immigrati in Australia: conclusosi nel 1934 con lo scoppio dei moti anti-italiani, con diverse vittime tra i nostri connazionali e distruzioni e danneggiamenti alle proprietà dei "Dagoes"come venivano chiamati gli Italiani in Australia.

Da ricordare che il nome di famiglia Biancotti è nato tardivamente: era in origine un soprannome di una delle tante famiglie Maranta. E' apparso più o meno nella seconda metà del 1600, affermadosi definitivamente nel secolo seguente come vero cognome. In origine Biancotti, in dialetto "Biancòt", è un soprannome che potrebbe riferirsi ad una persona "bianca" di capelli. Però è bene ricordare che Bianco, al pari di Bianca, nel Medioevo era anche un nome personale.

A titolo di curiosità vorrei ricordare tre Biancotti "di spicco" che compaiono nelle pagine di Internet:

  • Debora Biancotti, scrittrice australiana, nativa del Queensland, ma ora residente a Sidney.
  • Alejandro Biancotti violoncellista, argentino, ormai in pianta stabile in Italia.
  • Augusto Biancotti (1946/2005) geologo e scienziato piemontese autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

CINEMA MIGNON DI TIRANO CHIUSO PER FERIE

Da mercoledì 1 a venerdì 10 giugno il Cinema Mignon di Tirano sarà chiuso per ferie.