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domenica 2 ottobre 2011

"IO LI HO VISTI": VITTORIO DE SICA

Anno 1972. L’ospedale di Sondalo, forse per la sua antica fama di sanatorio o per altre arcane scelte del destino, viene adottato dagli sceneggiatori del film “Una breve vacanza” come sede di numerose riprese... (Di Franco Clementi)

La trama della vicenda vuole infatti che la protagonista, impersonata da Florinda Bolkan, trascorra qualche tempo in una casa di cura per tubercolosi (cara la mia “vacanza”!), dove intreccia una storia d’amore.

Il padiglione in cui lavoro viene invaso da cinematografari, riflettori, paraventi, “giraffe”, cavi elettrici, ma c’è gran cura di non turbare la normale vita dei malati “veri”.
Fra le comparse molti sono abitanti di Sondalo e in alcune scene compaiono anche alcuni colleghi medici, come il dott. Pontiggia o il dott. Frondoni, che si cimentano persino a recitare poche e semplici battute.

L’avvenimento, che movimenta così il nostro ambiente solitamente opaco, desta grande curiosità ; dipendenti e degenti cercano, quando possono, di assistere alle riprese tenuti appena a distanza da qualche esile cordonatura. Così ho modo di vedere da vicino gli attori ed in particolare la Bolkan, brasiliana, alta, magra, dagli occhi neri e sdegnosi. Ma ho anche la ventura di trovarmi spesso fianco a fianco col regista del film: Vittorio De Sica.

E’ quel che si dice un “bell’uomo”, nonostante che abbia passato i settant’anni: si direbbe anzi che l’età l’abbia migliorato. Alto, capelli brizzolati, portamento eretto; il suo sguardo è vivo, ma mi colpisce in esso una certa pensosa gravezza, una serietà che sconfina nella malinconia, quasi che un occulto pensiero gli tolga la serenità.
Ritengo dapprima che si tratti di preoccupazioni attinenti alla conduzione del suo lavoro. Purtroppo non è così: come qualche tempo dopo sarà palese a tutti, il regista non sta bene. Nella massima segretezza si fa fare una lastra nel mio reparto. Morirà l’anno successivo per tumore polmonare in una clinica di Parigi.

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Il film, distribuito qualche mese dopo, non fu tra quelli più riusciti di De Sica e rimase poco tempo in cartellone, ma noi valtellinesi fummo particolarmente curiosi di assistere alla sua proiezione per veder sfilare sullo schermo i luoghi a noi noti dove era stato girato: l’ospedale Morelli, la chiesa di Santa Marta in Sondalo, la piazza del Querc a Bormio. In particolare ci fecero sorridere alcune manomissioni o invenzioni sceniche della realtà: ad esempio l’arrivo del treno ad un’inesistente stazione ferroviaria di Sondalo o taluni panorami dal sanatorio che in verità erano stati ripresi da Bormio 2000.

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Vittorio De Sica è stato insieme attore e regista, ma quest’ultimo ruolo ha di gran lunga sovrastato il primo (il figlio Cristian ha purtroppo ereditato solo il talento minore).
Come regista infatti egli si pone fra i massimi della storia del cinema, specie dopo il felice incontro col soggettista ed ispiratore Cesare Zavattini.
Tra le molte doti di De Sica mi preme indicare le due che reputo maggiori: una inimitabile, paziente capacità di far recitare persone comuni, facendole sembrare grandi attori. I suoi interpreti passati ad altri registi sono scomparsi rapidamente nel nulla. La stessa Sophia Loren deve a De Sica il suo “Oscar” per il film “La ciociara” : prima e dopo di lui non si è mai elevata oltre la sufficienza.
una sensibilità poetica che gli consentì di dare accenti di profonda umanità anche agli ambienti più squallidi del neo-realismo (“Ladri di biciclette”, “Umberto D.”), o di creare con toni elegiaci l’ambiente incantato di un impossibile amore (“Il giardino dei Finzi Contini”) o di interpretare con delicata levità anche un mondo che sconfina nel fiabesco (“Miracolo a Milano”).

Nelle sue opere la speranza non muore mai: essa è sempre alla ricerca di un mondo dove “Buongiorno vuol dire veramente buon giorno”.

TURISMO SOSTENIBILE E RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE PER LA PROVINCIA DI SONDRIO

La Camera di Commercio ha organizzato per lunedì 3 ottobre, a partire dalle ore 14, un seminario sul tema: “Lo sviluppo del turismo sostenibile e la valorizzazione del territorio in un’ottica di responsabilità sociale”.

Nell’ambito delle iniziative per promuovere la responsabilità sociale delle imprese quale elemento distintivo dell’attività economica, la Camera di Commercio ha organizzato per lunedì 3 ottobre, a partire dalle ore 14, un seminario sul tema: “Lo sviluppo del turismo sostenibile e la valorizzazione del territorio in un’ottica di responsabilità sociale”.

L’incontro si inserisce in un più ampio programma seminariale, che coinvolge anche le province di Como, Lecco e Varese, definito allo scopo di presentare i positivi effetti della responsabilità sociale quale strumento di crescita sostenibile per le imprese e per il territorio, anche attraverso la divulgazione delle buone prassi.

Dopo il saluto del presidente Emanuele Bertolini, è previsto uno spazio dedicato a due imprese che hanno applicato i principi della sostenibilità e della responsabilità sociale alla loro attività:

  • l’ Hotel Sonne di Livigno
  • l’Agriturismo Le Case dei Baff di Ardenno.

Seguiranno gli interventi di Eric Ezechieli di The Natural Step, che si soffermerà sul turismo sostenibile quale valore aggiunto per la valorizzazione del territorio, di Angelo Spina di Acquisti & Sostenibilità, che tratterà della sostenibilità competitiva legata al benessere delle imprese e della comunità, e di Alessandro Segale dell’Università degli Studi di Milano, che illustrerà le certificazioni Ecolabel delle strutture ricettive.

Chiuderà la parte seminariale il direttore Promozione e Sviluppo dei Territori di Unioncamere Lombardia Sergio Valentini. Seguirà il dibattito aperto alla partecipazione dei presenti. L’iniziativa è realizzata nell’ambito di un progetto coordinato da Unioncamere Lombardia, con il supporto di Formaper, Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.

"LE NOSTRE VIE": LA VIA ANGELO ANDRES

La via Angelo Andres inizia nell’incrocio tra le vie S.Giacomo e Massuccio nelle vicinanze del nuovo complesso della Casa di riposo; da lì prosegue per qualche centinaio di metri con un tratto pianeggiante. All’altezza dell’imbocco con via Visoli, la via Andres prende la salita terminando tra i primi terrazzamenti vitati; da quel punto la strada prosegue per le frazioni di Roncaiola e Baruffini... (Ivan Bormolini)

Angelo Andres nacque a Tirano il 24 marzo 1851, fu allievo del Collegio Borromeo a Pavia città nella quale si laureò e visse per qualche tempo lavorando presso il Laboratorio Crittogamico dell’ateneo.
Successivamente, decise di continuare il suo perfezionamento all’estero frequentando per tre anni il Laboratorio del Leuckarts di Lipsia e quello di Huxlei a Londra; infine fu al Laboratorio Ranvier a Parigi.

Tornato in Italia approdò a Napoli dove divenne assistente presso la Stazione Zoologica del capoluogo partenopeo; nel 1884 vinse il concorso per ordinario all’Università di Modena dove insegnò alla cattedra di Zoologia e Anatomia comparata.
Continuò la sua carriera di docente universitario presso il Consorzio degli Istituti Superiori di Milano dove,dopo alcuni anni,venne nominato Direttore di Sezione al Museo Civico di storia naturale.

A Milano l’Andres portò quello che venne definito un soffio di nuova cultura: infatti, grazie alla sua grandissima preparazione ottenuta dall’insegnamento di sommi maestri e dalle continue frequentazioni di Laboratori di grande prestigio internazionale, il professore seppe farsi notare in ambienti scientifici e culturali.
In quel periodo gli Istituti Superiori milanesi stavano vivendo un periodo di grandi e intensi lavori di sistemazione ed il curatore dalla mano ferrea di queste operazioni era il Professor Brioschi che immediatamente riconobbe il valore culturale e professionale dell’Andres.
Il Brioschi affidò al tiranese tutta la gestione dei laboratori e tutti gli insegnamenti di biologia animale sia alla scuola veterinaria che a quella di agraria. Ma l’avventura del nostro illustre concittadino fu molto ardua: infatti, i mezzi per l’insegnamento e la ricerca scientifica erano pochi e soprattutto il personale addetto a queste funzioni non rifletteva capacità tali da poter realizzare progetti di grande valenza. Andres però non si scoraggiò e, con carattere e determinazione, cercò di portare a compimento il ruolo affidatogli dimostrando a tutti il suo immenso patrimonio culturale e la sua professionalità sia nei momenti di insegnamento sia nella ricerca quest’ultima ostacolata proprio dai suoi doveri di insegnante.

Per Angelo Andres la ricerca scientifica era divenuta una delle ragioni principali della sua vita; anzi talvolta divenne un chiodo fisso. Ma purtroppo Milano non seppe dargli quanto avrebbe voluto e così alla prima occasione tentò di andare in altre sedi dove pensava di poter far convivere insegnamento e ricerca scientifica.
Ebbe l’offerta di insegnare presso una Cattedra dell’Università di Genova e si mostrò molto interessato alla proposta poiché vedeva che la città ligure come la “salvezza”; purtroppo la potente figura del Brioschi gli impose la rinuncia e così Andres rimase a Milano.

Nel 1899 però riuscì a lasciare Milano e quel periodo che lui stesso definì come “un solco oscuro che si era inciso nel suo spirito”; approdò a Parma dove presso l’Università creò il laboratorio ed i musei, fece un attento e minuzioso lavoro di riordino e catalogazione del materiale di studio esistente dando un notevole impulso alla collezione Del Prato. Nello stesso tempo ordinò assai decorosamente e dette veste scientifica al materiale africano del Museo Bottego, che riuscì ad aggregare all’Istituto Universitario.

L’Università di Parma fu l’ultimo Ateneo che ebbe l’onore di annoverare nell’albo degli insegnanti il nostro grande concittadino; nel 1926 infatti Andres dovette lasciare l’insegnamento per raggiunti limiti di età.
La fine della sua carriera scolastica non segnò certo anche il tramonto del grande uomo di scienza: infatti, Andres tenne conferenze pubbliche su argomenti di biologia e filosofia biologica. Più tardi divenne uno tra i più autorevoli iniziatori della somatometria e in questo campo diede vita al millisoma inteso come unità di misura che andava a misurare la millesima parte della misura totale dell’organismo; a questa innovazione accompagnò anche l’invenzione di uno strumento ovvero il somatometro a compasso che permetteva la misurazione assoluta e millisomi.

Oltre a questo compì studi approfonditi sul fango delle Terme di Bormio, stabilendo che detto fango non era una miscuglio di terra fango come usualmente si era portati a credere ma bensì un prodotto organico di un microrganismo, un tiobacterio che esce in masse con l’acqua termale dalle viscere della terra.

Angelo Andres morì a Milano il 16 luglio 1934, ma la sua carriera di professore e di scienziato va ricordata anche per i numerosi scritti che ha lasciato: già nel primo periodo di permanenza a Pavia pubblicò la Prima nota sulle Diatomee; durante il suo soggiorno tra i Laboratori esteri merita particolare attenzione una breve ma intensa monografia sull’apparato riproduttore femminile di "Echinorhynchus gigas", ma quella che gli studiosi giudicarono una pietra miliare nel settore fu la grande monografia intitolata “Le Attinie”; per quest’opera anche la rivista inglese “Nature”, che già allora veniva pubblicata e diffusa in molte nazioni, ne diede ampio risalto usando toni di elogio versi l’Andres.
A queste opere se ne aggiungono poi altre di grande rilevanza scientifica ma dobbiamo dire che al di là dei suoi studi Andres ebbe il culto anche per le bellezze storiche ed artistiche della sua valle.

Ivan Bormolini

ALLA SAGRA DELLA MELA E DELL'UVA ANCHE UN INCONTRO CON LA COLDIRETTI

30 settembre 2011 - La Sagra della mela e dell’uva 2011 a Villa di Tirano si aprirà, come di consueto, giovedì 6 ottobre alle 20.45 presso l’auditorium comunale Mascioni, con il convegno della Coldiretti dedicato agli imprenditori agricoli.

Il convegno della Coldiretti è quest’anno intitolato “Danni alle colture: l’assicurazione costo o opportunità per l’imprenditore agricolo?”. Parteciperanno all’incontro il sindaco di Villa di Tirano Giacomo Tognini, che farà gli onori di casa, l’assessore provinciale all’Agricoltura Severino De Stefani, il presidente della Comunità montana di Tirano Franco Imperial e rappresentanti ed esperti di Coldiretti Sondrio. Con la riforma del Fondo di Solidarietà Nazionale è entrata a regime la nuova normativa in materia di assicurazioni agricole agevolate. In questo modo gli agricoltori possono assicurare le proprie produzioni, gli allevamenti e le strutture aziendali usufruendo di un contributo che può raggiungere l’80% del premio assicurativo pagato. In particolare è da sottolineare che, nel caso si dovessero verificare danni causati da eventi atmosferici previsti nel piano assicurativo agricolo, i produttori che non assicurano le strutture e le colture riportate, non potranno richiedere gli interventi finanziari previsti dal decreto legislativo 102/2004 sulle calamità.

Coldiretti, con questo incontro, si propone di dare agli agricoltori un’informazione dettagliata sulle opportunità di natura assicurativa previste per gli imprenditori agricoli che a causa dei cambiamenti climatici, sempre più spesso, si vedono colpiti da pesanti eventi calamitosi. Coldiretti sarà come di consueto protagonista anche del Mercatino di Campagna Amica in piazza Torelli. Da ricordare anche la collaborazione fra la Pro loco villasca e la Fondazione Fojanini, che sabato pomeriggio, sempre all’auditorium Mascioni, darà vita alla giornata di approfondimento sul tema “Coltivazione della patata e del mais da polenta: scelta varietale e tecniche colturali”. Questo oltre alla consueta mostra pomologica e all’Angolo dei sapori di Casa Ninatti.

LE NOSTRE ECCELLENZE PROTAGONISTE SU RETE 4

Domenica 30 ottobre 2011 le eccellenze agroalimentari di Valtellina e Valchiavenna torneranno protagoniste di Melaverde, la fortunata trasmissione di Rete 4.

Le eccellenze agroalimentari di Valtellina e Valchiavenna tornano protagoniste di Melaverde, la fortunata trasmissione di Rete 4 condotta dal noto critico Edoardo Raspelli dedicata a gastronomia, ambiente e territorio, in onda la domenica dalle 12.10 alle 13.25. Il Bim, proseguendo l’esperienza avviata nel 2004, ha stretto un accordo con la produzione per la messa in onda di una serie di servizi che focalizzeranno ciascuno un comprensorio della provincia di Sondrio e un settore per una valorizzazione complessiva del comparto enogastronomico di Valtellina e Valchiavenna.

“Abbiamo un patrimonio straordinario che abbiamo il dovere di valorizzare e di promuovere – spiega la presidente Carla Cioccarelli – e la trasmissione Melaverde si è rivelata negli anni un canale importante di divulgazione che ci consente di presentare a un largo pubblico di consumatori i nostri prodotti e, insieme, il nostro territorio proprio alla vigilia dell’avvio della stagione turistica invernale”.
In questi giorni la troupe di Melaverde, guidata dal conduttore Raspelli, è in valle per la prima serie di riprese: si accenderanno i riflettori sui prodotti tipici, sulle lavorazioni ma anche sull’ambiente e sui volti di chi mantiene in vita tradizioni secolari regalando ai consumatori sapori unici che non si dimenticano. Ieri le telecamere hanno ripreso prima la lavorazione di formaggio e yogurt presso l’azienda agricola Urbani in Valdidentro e poi sono salite fino alle alte quote degli alpeggi per immortalare le mucche al pascolo.
Il servizio completo sarà trasmesso nella puntata di Melaverde di domenica 30 ottobre.

TANGENZIALE DI TIRANO: TUTTO FERMO FINO AL 2012

30 settembre 2011 - L'incontro a Tirano per fare il punto della situazione sulla tangenziale porta una ventata di ottimismo.

Dopo la presentazione del rinnovato treno di Trenord nel primo pomeriggio, i massimi esponenti politici locali (tra tutti l'Assessore regionale Cattaneo e il Presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori) si sono dati appuntamento, invitati dal Sindaco di Tirano Pietro Del Simone, nel Consiglio Comunale di Tirano, che noi abbiamo trasmesso in diretta streaming, per fare il punto della situazione sulla Tangenziale di Tirano.

Dopo una breve, ma dettagliata, introduzione degli aspetti tecnici della struttura viaria, l'Assessore regionale Cattaneo ha passato in rassegna gli aspetti economici e i punti concreti finora raggiunti. Dopo il via libera della regione dello scorso 20 aprile una novità: sono stati impegnati 60 milioni di euro dal CIPE.

La tangenziale di Tirano è comunque legata ad un filo diretto con quella di Morbegno: "Insieme stanno e insieme cadono", ha detto Cattaneo che, nonostante queste parole, scommette che le due strade si faranno al 100%. La dipendenza si origina dal fatto che i soldi per la Tangenziale di Tirano derivano in gran parte (60 milioni su 136) dai ribassi d'asta di quella di Morbegno; quindi, come detto, se non si comincia Morbegno, salta anche Tirano.

Ricapitolando, le risorse economiche per la tangenziale della bassa valle (280 milioni di euro) sono state quasi tutte reperite:

  • 88 milioni dalla Regione Lombardia
  • 60 milioni dal CIPE
  • 40 milioni dal B.I.M.
  • 37 milioni dalla Provincia
  • 5 milioni dalla Camera di Commercio di Sondrio

Mancano all'appello 50 milioni di euro del Governo, sui quali si era impegnato formalmente il Ministro Altero Matteoli, giunto in Valtellina il 28 marzo scorso.

Il prossimo passo utile, fa sapere Cattaneo, sarà l'approvazione definitiva della tangenziale di Morbegno, che avverrà probabilmente nel 2012. Dopo questo passo decisivo passerà ancora un anno dall'avvio dei lavori, fine 2012-inizio 2013; con i ribassi d'asta potrà quindi cominciare l'iter della Tangenziale di Tirano, la cui realizzazione avverrà in poco meno di 4 anni. Da questa riunione e dagli interventi dei partecipanti si alza ancora una volta la voce "Tutti uniti per le tangenziali".

A seguito di questo incontro, la raccolta firme per la realizzazione della tangenziale di Tirano, che aveva come scopo la sensibilizzazione per un impegno serio della politica locale, può considerarsi conclusa.

incontro tangenziale tirano

SEQUESTRATE 6 PIANTINE DI "SKUNK" VICINO AL FIUME ADDA

29 settembre 2011 - I Carabinieri hanno trovato e sequestrato 6 piantine di marijuana, tipo "Skank", nel Comune di Berbenno.

Sette piantine di marijuana del tipo “skunk” (dall’inglese = “puzzola”) dell’altezza di circa 30/40 cm., già fiorite e quindi pronte per essere essiccate e vendute sul mercato al dettaglio locale, sono state trovate ieri pomeriggio dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sondrio nel corso di un servizio di controllo del territorio.

Le piantine si trovavano interrate in vasi, nascosti tra la vegetazione di un terreno sulla sponda del fiume Adda in località “San Pietro” del Comune di Berbenno. Il peso complessivo dello stupefacente rinvenuto e sequestrato è di circa 350 grammi (50 grammi a piantina).
I servizi di osservazione dei militari per l'identificazione del responsabile non hanno al momento dato frutti. Proseguono però le indagini, senza tralasciare, dichiarano gli inquirenti, il mercato di vendita di semini via internet.

marjiuana "skunk"

La “skunk” è una qualità di marijuana particolarmente forte e dal potere allucinogeno, ottenuta mischiando cannabis indica e sativa, che ha un odore particolarmente pungente, un principio attivo fino a 10 volte superiore alla normale cannabis e può costare fino a 60 euro al grammo contro i 10 della cannabis normale. Le piantine rimangono di ridotte dimensioni (di solito non superano i 60 cm. di altezza) ma fioriscono lungo tutto lo stelo e resistono anche alle basse temperature.