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venerdì 1 novembre 2013

LA RESPONSABILITA' SOCIALE IN PROVINCIA DI SONDRIO

Sabato 9 novembre 2013, a Sondrio, si terrà l'incontro dal titolo “Esperienze e casi di responsabilità sociale d’impresa in Provincia di Sondrio”. Il convegno fa parte del percorso “A 70 anni dal Codice di Camaldoli, quale attualità per Valtellina e Valchiavenna”.

Sabato 9 novembre 2013 dalle ore 9.00 alle 13.00 presso la sala polifunzionale “Arturo Succetti” in Largo Dell’Artigianato 1 a Sondrio, si terrà il terzo incontro del percorso “A 70 anni dal Codice di Camaldoli, quale attualità per Valtellina e Valchiavenna” intitolato “Esperienze e casi di responsabilità sociale d’impresa in Provincia di Sondrio” promosso da Acli, Azione Cattolica, Cisl, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative, Pastorale Sociale del Lavoro della Diocesi di Como, U.C.I.D. (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), in partnership con Società Economica Valtellinese e Fondazione Melazzini e con il patrocinio del Comune di Sondrio.
La situazione che ci troviamo a vivere oggi non rappresenta una semplice fase di crisi congiunturale, ma rappresenta un vero e proprio cambiamento epocale e strutturale. Per questa ragione tutti i protagonisti della storia del nostro paese sono chiamati a trovare nuove strade, in particolare, come fecero Vanoni, Paronetto e Saraceno nel 1943 con il Codice di Camaldoli, sul tema dello sviluppo economico di un paese. A riguardo, uno tra i temi più innovativi che recentemente si sono sviluppati è quello della Corporate Social Responsability ovvero la responsabilità sociale d’impresa, un approccio che molte aziende hanno già intrapreso convinte che, per innovare le modalità di sviluppo, sia necessario attivare un rapporto fruttuoso con i cosiddetti "stakeholder" alla luce di principi e valori morali ed etici quali: la centralità della dignità umana e della famiglia, la giustizia sociale, il bene comune ed il rispetto dell'ambiente.
L’incontro del 9 novembre prevede pertanto l’intervento di quattro imprese locali che porteranno la loro testimonianza di responsabilità sociale d’impresa applicata al nostro territorio: Cao Luigi, titolare del Panificio Cao Luigi, Ezio & Michele Snc, Marco Milani, Presidente di Vallespluga Spa, Achille Ghilotti, Presidente Consiglio di Amministrazione Bieffe Medital Spa – Baxter Group e Stefano Franchi, Responsabile Relazioni Industriali GE Oil & Gas – Nuovo Pignone. A conclusione delle testimonianze interverranno Johnny Dotti, Presidente di Welfare Italia e Maurizio Petriccioli, Segretario Nazionale Cisl.
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IL MINISTRO DELRIO HA MUTATO COGNOME

Amici valtellinesi e valchiavennaschi udite, udite! Mi risulta che il Ministro degli Affari Regionali e alle Autonomie Graziano Delrio così, senza un perchè, ha deciso nella città della dolce vita felliniana di mutare il suo cognome. Non più Delrio, ma Del-i-rio. (Di Giancarlo Bettini)

Fonte: wikipedia.org
Ha semplicemente aggiunto una i. All'italiano distratto sembrerà cosa da poco, ma per noi pantaloni, che lo abbiamo ascoltato non molto tempo fa a Sondrio, quella piccola aggiunta denota deformità mentale del Ministro, un momento di delirio. A cosa possiamo attribuire al politico Pd questo mutare nel parlare a distanza di un mese? Senza dubbio il traballante carattere latino, ma forse, in aggiunta, un suggerimento avuto da qualche collega dall'intelligenza sotto lo zero.
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Con i lettori dobbiamo essere chiari. Vediamo di seguire una semplice strada per giungere all'orgasmo politico. Il Ministro Delrio, a Sondrio, è stato accolto con tutti gli onori. Delrio ha recepito le aspirazioni della nostra provincia. Essendo la nostra una provincia totalmente montana deve rimanere, con alcuni aggiustamenti, come è oggi. Non trasformata di secondo livello come indicato dall'uomo di governo. L'uomo Graziano sembrava aver recepito i nostri desideri e il Presidente dell'Amministrazione Provinciale, Massimo Sertori, la notte ha dormito tranquillamente. Vi immaginate il balzo che ha subito il cuore del nostro Presidente quando, da Roma, ha saputo che Delrio, pardon Delirio, ha proposto l'eliminazione totale delle Province entro l'anno. A Sondrio si sussurra che Massimo ha richiesto una visita immediata del dott. Giustiniani.
Chi scrive, politicamente è vicino alla Lega Nord, desidera la macro Regione ideata da Miglio: Piemonte, Lombardia, Veneto. Sono felice della collocazione di Maroni al Governo della Lombardia. Bossi, volendo combattere Maroni, commette un grande errore. Noi vediamo l'Umberto cittadino onorario. La Storia lo ricorderà. In mancanza della possibilità della realizzazione delle macro Regione di Miglio, per il momento, combattiamo per l'autonomia della Regione Lombarda. Sarà il raggiungimento di un orgasmo parziale in attesa di quello totale.
Giancarlo Bettini

NOVUM CANTICUM: STASERA OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI

In occasione del bicentenario verdiano, il Coro Novum Canticum di Tirano presenta "Omaggio a Giuseppe Verdi - Le pagine corali più famose". Appuntamento 31 ottobre alle ore 21.00 presso l'Auditorium Luigi Trombini di Tirano.

È con piacere e convinzione che il Comune di Tirano ha dato il proprio patrocinio al Concerto di Novum Canticum dedicato a Giuseppe Verdi. Nell'ambito delle sue possibilità finanziarie e delle risorse locali Tirano ha cercato e cerca di non mancare agli appuntamenti con la storia: così è sato per il Cinquecentenario dell'Apparizione, per il centenario della Ferrovia Retica, peri centocinquant’anni dell ‘Unità d ‘Italia. L’amministrazione cittadina è per ciò grata all'Associazione Novun Canticum perché consente a Tirano di manifestare ancora una volta la sua presenza agli eventi fondanti della nostra identità culturale. E tale è il secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi non solo sommo musicista, ma anche gloria nazionale.
I componenti di Novum Canticum, ed in particolare la direttrice Ebe Pedretti hanno dedicato un anno di lavoro alla preparazione di questo concerto, che è frutto di un impegno, di una costanza, di una passione veramente encomiabili. Li ringraziamo sentitamente non solo per il godimento della musica che stanno per darci ma anche perché sono un esempio di come il volontariato e l’associazionismo, anche a scopo di “diletto”, possano essere una espressione sociale e un volano per la crescita culturale e spirituale della comunità.
L'assessore alla Cultura di Tirano
Bruno Ciapponi Landi

L'ARTE PREISTORICA DELLA VALTELLINA

31 ottobre 2013 - Parte oggi ufficialmente la nuova rubrica, a cadenza settimanale, di Alessandro Cantoni, studente tiranese di 16 anni, intitolata "Società e Cultura".

Malgrado i ritrovamenti preistorici in Valtellina non siano particolarmente numerosi, la nostra valle fu interessata dalla conquista e dall'occupazione di varie popolazioni; basta pensare ai Celti, oppure, anche uscendo dall'ambito puramente preistorico ai romani, ai Grigioni, ma anche ai Francesi.
Parlando di ritrovamenti preistorici in Valtellina, non possiamo non citare le incisioni rupestri rinvenute nel comune di Grosio, sulla Rupe magna. Questo tipo di incisione prende il nome di graffiti, che consiste nell'incisione di animali, esseri umani... sulla roccia, spesso colorati, con degli elementi di origine naturale. E' però inutile parlare di preistoria senza avere un'idea di che cosa essa sia.
In particolare, cercherò di analizzarla da un punto di vista prettamente artistico, facendo inevitabilmente dei riferimenti alla storia. In primo luogo, se vogliamo avere un'idea di che cosa sia la preistoria senza l'uso di date, potremmo dire che è il periodo che debutta con la comparsa dell'uomo sulla terra e culmina con la nascita della scrittura (Sumeri) e dei primi edifici collettivi, come i templi. Ma partiamo dall'analisi della Rupe Magna.
La sua superficie lineare, collocata vicino al castello S. Faustino e Visconti Venosta, nel parco delle Incisioni Rupestri di Grosio, rappresenta soprattutto degli esseri umani molto stilizzati e i cui tratti fisici sono appena accennati: la testa non è altro che un piccolo solco nella roccia, effettuato da un apposito strumento, mentre le braccia ed il corpo sono rappresentati da una lunga linea verticale. Oltre a delle figure antropomorfe, sulla Rupe Magna compaiono degli strumenti come il rastrello. Ciò significa che nell'epoca in cui furono effettuate queste incisioni rupestri vi era già una consapevolezza delle tecniche agricole e gli uomini primitivi erano già in grado di coltivare ed allevare gli animali. Come dicevo precedentemente, la preistoria è suddivisa in quattro fasi: il paleolitico, il mesolitico (età di mezzo), il neolitico e l'eneolitico.
Che ci interessano sono soprattutto il paleolitico ed il neolitico.
Durante il paleolitico nacque la prima forma di arte figurativa ed arte ornamentale. In particolare vengono realizzate delle incisioni e raffigurazioni rappresentanti animali come i buoi, i cavalli, i mammut, le capre, su roccia, ma anche su utensili, manifestando così un assoluto desiderio di caccia. Si trattava, dunque, di un'arte che aveva uno scopo di tipo comunicativo. Sempre nel paleolitico si diffuse l'uso delle amigdale, pietre scheggiate su ambedue i lati ed appuntite.
Il Neoliticoetà a cui risalgono le incisioni rupestri rinvenute sulla Rupe Magna di Grosio, è caratterizzato da due importanti evoluzioni artistiche: si diffonde la tecnica della realizzazione di vasi e altri tipi di oggetti, ricavati con l'argilla, su cui vengono applicati dei temi rappresentanti animali, linee intrecciate e parallele; vengono concepite delle statuette raffiguranti figure femminili di dimensioni ridotte (14 cm. circa), esaltando la fertilità e rendendo onore alla dea madre. Essendo queste piccole sculture molto statiche, si comprende che sono figure femminili soprattutto grazie ai glutei e al seno, messi maggiormente in evidenza.
Alessandro Cantoni

MODI DI DIRE: "'L g'à sü 'na ghìgna de crapadùn"

La rubrica, a cura di Ezio Maifrè, per capire i modi di dire dialettali, grazie alla spiegazione e ad un racconto specifico.
MODI DI DIRE: "'L g'à sü 'na ghìgna de crapadùn"
"greggoconnell" flickr.com (cc)
Questa rubrica settimanale dei "modi di dire", nel contesto del racconto, ha lo scopo di rammentare in gergo dialettale una espressione e non si riferisce a fatti e a persone.
“Egli ha pianto, mai che abbia riso". Così scriveva un autore medievale, negando che le labbra di Gesù si siano mai dischiuse al sorriso. Molte volte ha sofferto, molte volte ha avuto gioia nel cuore, ma sembra che Gesù non abbia mai riso. Forse parlava alle folle in modo dolce e a fil di labbra, mentre la sua folta barba nascondeva il suo sorriso.
Ora i tempi sono cambiati. Il sorriso oggidì è essenziale per aver la “grazia” del pubblico. Occorre apparire suadente, gioioso, tranquillo, sempre sorridente perché il sorriso è una coperta bianca come la neve che copre tutto, anche le bugie e le false promesse. Sorridere mentre parli è un’arte: se non l’apprendi sei fuori ! Guardate la gente in televisione quando parla. Mostra ad ogni parola pronunciata una smorfia ridente in una corona di denti perfetti e bianchissimi. Il naso molte volte è rifatto e il viso è senza rughe. Prima di presentarsi al pubblico occorre sedere nel camerino dei truccatori. Si dice che l’occhio vuole la sua parte. Guai notare un dente storto, o rotto, o nero e cariato. Subito premi il pulsante e cambi canale. I difetti sul viso devono essere sfumati, quasi invisibili: dobbiamo apparire gradevoli, felici, convincenti.
Lo sapeva bene Antonio, il politico, che prima della sua campagna elettorale aveva speso una fortuna per farsi rifare “ la bocca “. Era stato consigliato da un dirigente regionale del suo partito. Molti si erano chiesti dove avesse preso i soldi per quel lavoretto. Qualcuno a fil di labbra e con ghigno aveva sibilato : “ soldi tolti dalla bocca degli altri“.
Antonio che prima aveva una bocca con denti da dromedario ora aveva una dentatura perfetta. Quando sorrideva la sua faccia assumeva un ghigno indecifrabile, sconosciuto, misterioso anche agli amici più intimi. La sua ex moglie gli aveva detto che ora sorrideva come una iena. Quei denti gli avevano cambiato fisionomia. Se ne era reso conto e perciò aveva iniziato un allenamento snervante ogni mattina innanzi allo specchio. Dopo essersi lavato, fatta la barba, profumato, imbiancato i denti, leggeva i discorsi che i suoi amici politici gli avevano dato come “guida al successo “.
Nel bagno, solo e a voce alta innanzi allo specchio, leggeva brani del discorso. Volgeva prima un occhio al foglio, e poi allo specchio. Parlava gesticolando, ridendo a tratti, per dar luce al suo ghigno e alla sua corona dentale. Per ore e ore si era allenato ed era giunta la sera del suo primo discorso ufficiale. Si riteneva ormai pronto. Ogni sua parola doveva essere accompagnata da un suo sorriso di compiacimento, di adulazione per l’ascoltatore. Doveva spandere a pieni denti un’aurea suadente in sala.
Le sera del discorso ufficiale arrivò. La sala era gremita di persone. Parlarono in molti, ma il personaggio di riferimento era lui. Era lui il candidato sindaco. Parlò per ultimo. Salì sul palco un poco teso, ma immediatamente il suo viso divenne una maschera sorridente. Si era allenato a casa. Con gli occhi languidi, le guance a fossetta, le labbra stirate e a 32 denti iniziò il discorso. Dopo alcuni secondi gli venne il “ fischietto” dai denti. Due incisivi, per lo stirar di sorriso, si erano spostati leggermente e avevano lasciato spazio tra loro lasciando libero il sibilar di fiato. Ogni volta che pronunciava la “ s” faceva il fischietto. Con enfasi disse: Signori, mi presento candidato sindaco ( ed ecco fare tre fischietti).
Chiedo il vostro voto, sono un uomo sincero, sorridente, sereno, e sarò il sindaco di tutti ( ed ecco fare sette fischietti ) . Sicuramente saprò essere di parola ( e altri tre fischietti ). Andò innanzi per un’ora. Insomma: quattro parole e un “fischietto” dentale. Fece un discorso sibilante che terminò con un concerto di fischi lunghi del pubblico, talmente assordanti da spegnere una lampadina. Carlo, il dirigente regionale di partito che gli aveva scritto il discorso e consigliato come condurre la prolusione disse tra sé: “ ho sbagliato. Non ho scelto l’uomo giusto, colpa del suo dentista che gli ha rovinato il volto. Era una persona simpatica e ora ‘l g’à sü ‘na ghigna de crapadùn, ha un ghigno che tira schiaffi. E oltretutto nella sua nuova dentatura ha il fischietto. Dovrò scegliere un altro candidato Sindaco.
Ezio Maifrè

FINE SETTIMANA PIOVOSO E TEMPERATURE IN RIBASSO

31 ottobre 2013 - Per questo fine settimana, in Valtellina, sono previste precipitazioni piovose.

Mentre per venerdì è attesa una giornata abbastanza soleggiata, per sabato e domenica sono previsti cieli nuvolosi con precipitazioni piovose abbastanza frequenti. Le temperatura saranno in discesa a partire da sabato e fino, almeno, all'inizio di settimana prossima: massima di 16° e minima di 8°. Previsti venti deboli o assenti.

Per conoscere i dati della stazione meteo di Tirano clicca qui.

CINEMA MIGNON TIRANO: "SOLE A CATINELLE"

Da venerdì 1 a lunedì 4 novembre, presso il Cinema Mignon di Tirano verà proiettato il film "Sole a catinelle" di Checco Zalone.

Il film inizia con una promessa di papà Checco al figlio Nicolò: "Se sarai promosso con tutti dieci papà ti regalerà una vacanza da sogno"; niente di male fino a quando arriva la pagella perfetta e Checco, in crisi con il suo lavoro di venditore di aspirapolvere e senza nessuna entrata, deve mantenere la promessa.
Iniziano così le avventure alla ricerca del denaro necessario e Checco, partito verso il Molise dove avrebbe dovuto vendere elettrodomestici in alcuni paesi, si ritrova a casa di una ricca donna (Zoe) la quale ha un figlio della stessa età di Nicolò, Lorenzo. I due ragazzini diventeranno molto amici e Nicolò entrerà nel magico mondo di feste private, piscine da sogno, campi da golf e gite nei posti più esclusivi.
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