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mercoledì 28 luglio 2010

SNOWDON RACE: L’ITALIA SFIORA L’IMPRESA

28 luglio 2010 - (GUARDA LE FOTO) Un’edizione della International Snowdon Race da non dimenticare quella svoltasi sabato 24 luglio u.s. a Llanberis (Galles), soprattutto per gli atleti italiani che hanno sfiorato l’impresa.

Un po’ la sfortuna, un po’ il maltempo, un po’ la cattiva segnalazione del percorso in cima allo Snowdon, tant’è che Rolando Piana, giunto in testa alla gara a fine salita in 43’21” davanti al keniano Wilson Chemweno, quando ha cercato di imboccare la discesa, subito dopo aver toccato il cippo posto sulla vetta della più alta montagna gallese, non è riuscito a trovare il sentiero giusto ed ha perso minuti preziosi, addirittura cinque, a vagare nella nebbia.


Questo spiacevole disguido ha permesso allo scozzese Robbie Simpson di tagliare per primo il traguardo con il tempo di 1h07”59”, dopo aver scollinato in 44’38”. Ignaro di tanta fortuna, Simpson dichiarava ai microfoni al termine della gara:”Sono molto felice di questo secondo posto”. Quando gli organizzatori l’hanno informato di aver vinto, il diciottenne scozzese ha esclamato stupito:”Ma io l’italiano non l’ho superato!”.


Per Piana un 14° posto finale con il tempo di 1h14’23” ed il grande rammarico di aver sprecato una grande occasione. Chi invece l’occasione l’ha sfruttata al meglio è stato il giovane Alex Baldaccini che alla sua prima partecipazione alla classica gallese ha saputo cogliere un grande secondo posto in 1h09’10”, con la soddisfazione di battere in volata un mostro sacro della corsa in montagna come Ian Holmes. “Baldaccini è stato raggiunto e superato in discesa da Ian Holmes – racconta il vicepresidente del G.S. CSI Morbegno Gianpietro Bottà – giunto al rettilineo finale con un distacco di 10 metri, Alex ha dato fondo a tutte le energie e con uno sprint micidiale è riuscito a precedere l’inglese per un soffio”.


Prova memorabile anche per il valtellinese Francesco Della Torre che ha saputo sfruttare al meglio le sue doti di discesista ed ha conquistato un bellissimo quarto posto con il tempo di 1h09’24”. A chiudere in bellezza le prestazioni azzurre il 20° posto del morbegnese Francesco Peyronel con il tempo di 1h16’56”. “E’ stata come sempre una bellissima trasferta – conclude Bottà – anche se torniamo a casa con un po’ di amaro in bocca per la sfortuna di Piana, siamo veramente felici per i piazzamenti dei giovani Baldaccini e Della Torre. Ora attendiamo i nostri amici britannici al 53° Trofeo Vanoni che si svolgerà a Morbegno il 24 ottobre”. 


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Ore 7,23 di martedì 28 luglio 1987: UN BOATO, OGNI PIETRA E' SCOSSA

28 luglio 1987 - Prima delle sette di mattina del giorno 28 quelli di vedetta a S. Bartolomeo sentirono suonare le ore dell’orologio del campanile di S. Antonio Morignone, quei rintocchi furono gli ultimi suonati... (Di Ezio Maifré)

Ore 7,23 di martedì 28 luglio 1987: UN BOATO, OGNI PIETRA E' SCOSSA

Non solo gli animali intuiscono il pericolo!
Quella mattina quelli che erano di guardia a S. Bartolomeo, intuirono che quel mostro possente e
sbuffante che si trovava innanzi a loro poteva scatenarsi da un momento all’altro; avevano visto e
sentito le continue scariche di sassi che cadevano dallo Zandila ed erano lì pronti a dare l’allarme in caso di grossi movimenti franosi.

Ma non vi fu il tempo, perché in un attimo tutto successe. Il monte cominciò a muoversi: prima si
mosse la base, poi la mezzacosta, e infine la sommità della montagna.
Lassù, dove vi erano le grandi crepe si videro gli alberi tremare, poi inclinarsi e intrecciarsi tra loro
e come risucchiati da un gorgo possente precipitare a valle. Una nuvola di polvere, poi un boato
lungo, interminabile risuonò in valle; gli alberi, i tralicci delle grosse linee elettriche, enormi massi
caddero risucchiati in un polverone infernale.

Quelli a S. Bartolomeo, di guardia alla frana, videro travolgere le case di Morignone e S. Antonio ,
S. Martino di Serravalle, sotterrare le case di Poz e Tirindré ; videro il campanile della chiesa di S.
Antonio spezzarsi a metà, volare sopra le case e finire la sua corsa 100 metri più a valle.
Fu come il terremoto. Ogni pietra vibrava impazzita.

Poi la frana per 250 m. in altezza risalì il fianco opposto da dove era caduta , come acqua in un
catino scosso e invase con i sui detriti la valle fino al ponte Del Diavolo e a monte fino ad Aquilone.

Spaventoso! Sul fondo valle si era formata una distesa di viscido fango lunga tre chilometri e mezzo che aveva coperto il fiume e le case; il corso dell’Adda era sbarrato dall’ ammasso colossale di rocce, ghiaia, terriccio e alberi d’alto fusto, mentre la montagna emetteva sinistri boati e continue scariche di sassi.

Fortunatamente, tutti i 419 abitanti di Morignone , S. Antonio Morignone, Poz e Tirindrè erano stati sfollati per il pericolo imminente.
A S. Martino di Serravalle due contadini erano rimasti lassù per accudire le loro bestie, sicuri che
mai la frana li avrebbe raggiunti. Gli abitanti di Aquilone erano ancora nelle loro case; alcuni di
loro stavano facendo i loro normali lavori, altri ancora dormivano, nessuno aveva pensato che la
frana potesse raggiungere l’abitato.

La frana che era stata valutata circa un milione di metri cubi si era rivelata di ben 40 milioni di
metri cubi. Un disastro per la Valdisotto!
I sette operai che lavoravano in valle furono sepolti. Ventidue abitanti di Aquilone morirono travolti
dal soffio assassino della frana che era arrivato fin lassù distruggendo le case.


La frana di Val Pola
Piovve,
fortissimamente piovve.
Dal giorno di triste presagio,
per tre giorni piovve.
Beve, la val Pola,
l’acque tumultuose
delle cime dello Zandila,
le ingoia tra gli anfratti
rocciosi dell’antica frana.
Il suo fardello d’acque è pesante
e più non lo regge.
Un boato !
Ogni pietra è scossa,
vibrano gli abeti,
chinando le cime
come uomo che muore.
L’onda pietrosa s’ abbatte
sui placidi borghi
e sui sette eroi nella valle allagata.
Non sazia
risale sul monte di fronte
come acqua scossa
nel catino
e il soffio mortale invade Aquilone.
S’alza la polvere
tra cupi rimbombi
e poi lenta svanisce alta nel cielo.
Appare la valle!
Gridano da S. Bartolomeo:
“Sepolti ! I nostri amici sono stati sepolti!
Le nostre case sono state sepolte !”
Da Aquilone sale un pianto di bimbi.

(da “ Le calamità del 1987 in Valtellina” di Ezio Maifrè)

martedì 27 luglio 2010

PAROLO: UN EMENDAMENTO PER TUTELARE LA MONTAGNA

27 luglio 2010 - Il consigliere regionale Ugo Parolo ha presentato un emendamento, che è stato firmato anche dai capigruppo in Consiglio regionale della Lega Nord Stefano Galli e del Pdl Paolo Valentini che attribuisce nuovi compiti per Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) al fine di tutelare al meglio il territorio montano e la popolazione che in queste aree vive.



L’emendamento, che dovrebbe essere approvato oggi o domani, stabilisce che Ersaf si occupi di ricerca tecnologica, scientifica, ecologica ed economia, oltre che di altre tematiche, inerenti le zone montane. Queste nuove competenze per Ersaf vanno di fatto ad assorbire l'attività sin qui svolta da Irealp (Istituto di ricerca per l’ecologia e l’economia applicate alle aree alpine) e saranno strutturate in un autonomo dipartimento, e grazie a questo importante emendamento, viene anche data la possibilità di attivare sedi territoriali all’Ente, che di fatto potrà operare sul territorio con appositi uffici. L'emendamento consente di superare le perplessità, espresse dallo stesso consigliere Parolo in Commissione Bilancio, relativamente alla cessazione dell’attività di Irealp che utilizzava la sede con gli uffici a Chiuro. Si tratta senza dubbio di un importante passo avanti nella tutela e valorizzazione dei territori montani che consente, senza penalizzare l'attività, di snellire i passaggi burocratici e di perseguire l'obiettivo di riduzione dei costi della politica.

Il consigliere Parolo ha sottolineato: “Lavorando insieme e pensando all’interesse della nostra gente evitando sterili polemiche si riescono ad ottenere i risultati che servono al territorio. Bisogna lavorare per il bene di tutti e non lanciare allarmi, che poi risultano infondati, solo per avere i titoli dei giornali. Nelle ultime settimane non sono mancati gli esempi dai 22 milioni di euro della Legge Valtellina che sarebbero andati persi e che invece sono già stati usati per il primo lotto della nuova strada ai recenti proclami contro la chiusura di Irealp le cui funzioni di fatto verranno assorbite da Ersaf. E’ importante leggere e capire tutto quello che siamo chiamati ad affrontare come consiglieri regionali per non creare inutile preoccupazione nei cittadini che ci hanno dato fiducia. Mi auguro che l’emendamento connesso all’attività di Ersaf oltre che dalla maggioranza, venga votato anche dall’opposizione che in questo modo darebbe dimostrazione di responsabilità e correttezza verso gli elettori delle zone montane”.

GIACOMO FANCHI: UN'EROE DELLA GUERRA DI CRIMEA

27 luglio 2010 - Nell'anno in cui si ricorda il 150° anniversario del Risorgimento italiano, un articolo in onore di Giacomo Fanchi, soldato di San Giacomo di Teglio. (Di Giac)

Questo valoroso soldati di San Giacomo di Teglio di cui fino a non molto tempo fa esisteva ancora la tomba nel vecchio cimitero di San Giacomo di Teglio: morì nel suo paese natale nel 1908. la notizia della sua scomparsa fu allora segnalata sulla stampa provinciale.

Nell'articolo si sottolineavano le sue eccezionali capacità di soldato: fu promosso tenente sul campo, nonostante fosse quasi analfabeta. Nel 1854 partecipò alla guerra di Crimea con il corpo di spedizione piemontese, inviato dal Cavour.

Giacomo Fanchi morì a un'età ragguardevole per allora, aveva più di 80 anni.

Giac

APRICA: APPREZZATISSIMA LA RAPPRESENTAZIONE DE “I TEMPI DI UNA VOLTA”

27 luglio 2010 - (GUARDA LE FOTO) Contrada Santa Maria d'Aprica ha dato ancora una volta il massimo a favore dell'ospite. È accaduto sabato 24 luglio nel corso della tradizionale festa de I tép d'ìna ólta (I tempi d'una volta), rappresentazione con scene animate della vita contadina dei tempi andati.

APRICA: APPREZZATISSIMA LA RAPPRESENTAZIONE DE “I TEMPI DI UNA VOLTA”

Grande è stata la generosità dei contradaioli, dai grandi ai piccoli, che hanno accolto pazientemente l'invasione delle diverse centinaia - probabilmente due-tremila in tutto - ospiti e curiosi, i più muniti di bicchiere per la degustazione dei vini della case produttrici valtellinesi.

All'inizio c'è stata la cerimonia del taglio del nastro, operazione che quest'anno è stata affidata, presenti il sindaco Carla Cioccarelli, il vicesindaco Carlo Ambrosini e l'assessore Dino Negri, ad Angelo Zomegnan, fresco nuovo cittadino onorario di Aprica. Davanti alla chiesa alcuni archi della Filarmonica di Limbiate hanno poi fatto da aperitivo alla serata.

Serata che è proseguita con l'intrattenimento della fisarmonica di Oscar Gasparotti, seguito da un gruppo danzante in costume del sodalizio folk "Valori & Colori d'Aprica". Presente anche una piacevole e spiritosa rock band locale.

Presi d'assalto i punti-degustazione dei vini, come del resto frequentatissimi le bancarelle che offrivano gustosi assaggi tipici: panvì, patati dala brua, pulenta e zücar, cüsciol, cadólca, mél, furmai, lüganaga, ecc.
Accolta con curisosità e simpatia è stata anche la guest star Pinina Garavaglia, l'eccentrica contessa milanese ora anche personaggio tv.

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A CAMPOCOLOGNO “100enario DELLA POSA DELLA PRIMA PIETRA”

Sabato 31 luglio 2010 alle ore 15.30, sul sagrato della chiesa di Campocologno, si terrà il “100enario della posa della prima pietra” della costruzione della chiesa dedicata alla Sacra Famiglia di Nazareth.

lunedì 26 luglio 2010

COSTANZO: "CHE FINE HANNO FATTO LE PROMESSE DELLA LEGA E DEL PDL RISPETTO ALLA VALORIZZARE DELL’OSPEDALE MORELLI?"

26 luglio 2010 - Angelo Costanzo: "Serve un tavolo permanete sulla sanita’ per fare sentire la voce del territorio in regione.

Tanti errori sono stati fatti in questi ultimi mesi sulla gestione del rilancio
dell’ospedale “E.Morelli”, a partire dalla proposta irrealizzabile del ritorno all’autonomia,
affossata in Regione, al trasferimento del corso di laurea da Faedo a Sondalo, che ha creato
inutili contrapposizioni, sino ai troppi entusiasmi di vittorie e risultati raggiunti all’uscita delle
riunioni con l’Assessorato alla sanità della regione Lombardia.
L’errore, da parte di molti, è stato fidarsi delle promesse elettorali degli esponenti del PDL, ma
soprattutto della Lega, che in vari appuntamenti pubblici si erano spesi per garantire un futuro
all’ex ospedale “E.Morelli”, “illudendo” i sondalini che votando la Lega il problema fosse risolto.
Nonostante le promesse la scelta della Regione è chiara: lasciare che il degrado faccia il suo
corso, che la struttura si svuoti lentamente di professionisti sino a prendere atto del calo delle
attività e legittimarne un ridimensionamento sanitario.
Chi ha avuto dall’elettorato il ruolo di governare lo faccia dicendo chiaramente cosa vuole fare
del “Morelli”.
La Lega che esprime l’Assessore alla Sanità in Lombardia si faccia sentire, non solo in
campagna elettorale o sui giornali, ma con atti concreti.
Si riprenda la discussione in maniera seria partendo dal documento già discusso e condiviso
di riorganizzazione e dalla delibera regionale del 2003 d’istituzione dell’AOVV che prevedeva
impegni chiari di valorizzazione per la struttura sondalina.
Oltre il ruolo svolto dalla Conferenza dei Sindaci che però non ha competenze in materia
di riassetto della rete ospedaliera serve un tavolo provinciale permanente coordinato
dall’amministrazione provinciale dove affrontare le priorità e fare sentire la voce del territorio
in Regione.
La valorizzazione del Morelli deve avvenire in uno scenario provinciale condiviso, valorizzando
la sua specificità in campo riabilitativo e sulle alte specialità.
Il Presidente dell’amministrazione provinciale che a Sondalo si era speso per la salvaguardia
del “Morelli” convochi urgentemente un tavolo provinciale sulla sanità con la presenza dei
Sindaci, delle OO.SS. e dei Consiglieri regionali per fare lobby territoriale, fare sentire la voce
del territorio e sollecitare l’Assessore alla Sanità a prendere una posizione chiara sul riassetto
ospedaliero provinciale.


Milano, 26 luglio 2010

Il Consigliere Regionale
del Partito Democratico
Angelo COSTANZO