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sabato 29 gennaio 2011

RINNOVO DEL DIRETTIVO DEL CIRCOLO CULTURALE F/N MORBEGNESE

29 gennaio 2011 - Si sono ritrovati al ristorante Bellevue di Regoledo, domenica 16 gennaio 2011, i soci del Circolo Culturale Filatelico Numismatico Morbegnese per il consueto pranzo sociale e prima ancora per l’assemblea per il rinnovo del Direttivo che rimarrà in carica per i prossimi quattro anni.

La riunione è stata aperta dal presidente Lorenzo Del Barba che ha relazionato sulle numerose attività svolte dall’Associazione nel 2010, anno nel quale il Circolo ha festeggiato il suo ventesimo dalla fondazione. Per l’importante ricorrenza l'associazione ha svolto numerose attività, tra le quali mostre e la pubblicazione di tre libri.

L’associazione, che ha contato nel 2010 oltre 100 soci, organizza mostre sul territorio nell’ambito di sagre e/o commemorazioni grazie anche alla propria disponibilità di attrezzature espositive e collabora con i propri soci alla realizzazione di articoli culturali e collezionistici su alcune riviste locali. Cura il sito internet di un progetto scolastico mandamentale (Caccia al Tesoro in rete) e lo promuove negli eventi a cui partecipa (computer con filmati o presentazioni dei progetti realizzati dalle classi sul territorio). Tra i suoi compiti c’è anche la manutenzione del Torchio di Cerido e un progetto per la sua riqualificazione. La propria attività interna si svolge con riunioni cadenzate presso la sede a Morbegno. Stampa bollettini trimestrali che invia a tutti i soci ed ha una propria biblioteca interna con cataloghi e libri, principalmente legati al collezionismo.

Durante l'assemblea si sono svolte le elezioni del direttivo con votazione per alzata di mano. L’assemblea ha riconfermato all’unanimità i 9 rappresentanti dell'ultimo Direttivo: Lorenzo Del Barba - Elisa Esposito - Emilio Rovedatti - Paola Mara De Maestri - Flavio Giorgetta - Valerio Martinalli - Aurelio Moiola - Federico Vido – Luca Vido.

DIECI MILIONI DI FIRME PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

29 gennaio 2011 - Parte oggi a Sondrio, presso la Piazza Campello, la campagna nazionale “10 milioni di firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi”. Presenziano le donne del PD.

Nella nota diffusa dalle donne del Partito Democratico si legge, tra le altre cose: " ...Mentre le conseguenze del degrado tardo-imperiale ci espongono al ridicolo sulla scena internazionale e trascinano il paese nella palude delle polemiche e delle urla, dell’immobilismo governativo e della paralisi istituzionale colpisce, come ben anticipò Veronica Lario,l’atteggiamento degli ‘amici’ di Berlusconi. Colpiscono le tiepide dichiarazioni del cattolicissimo Formigoni sempre pronto ad intervenire sui temi della famiglia e oggi evidentemente non sufficientemente impressionato da quanto sta accadendo. Colpisce il complice silenzio della Lega, ormai disposta a svendere tutto pur di continuare ad occupare le poltrone romane ed ottenere l’agognato federalismo: ieri il parco dello Stelvio, oggi la dignità delle cittadine e dei cittadini. Che prezzo ancora è disposta a pagare per il potere la Lega? Che fine hanno fatto l’operosità e l’integrità padana o i Roma ladrona dinanzi a un capo-coalizione che a tutto pensa tranne che a lavorare per un paese inginocchiato dalla crisi?

Noi non ci stiamo. Noi diciamo basta, la misura è colma. Nei giorni scorsi, Bersani ha lanciato la campagna “10 milione di firme per mandare a casa Berlusconi”. Qui in Provincia di Sondrio la apriremo noi: le donne democratiche insieme a quegli uomini che nella tutela della dignità delle donne leggono la tutela della propria dignità.

Per questi e altri motivi la raccolta è iniziata sabato 29 gennaio alle ore 10:00, in P.za Campello a Sondrio, per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

L'ANNIVERSARIO DI PADRE CAMILLO DE PIAZ

29 gennaio 2011 - Il prossimo 1° febbraio Padre Camillo De Piaz sarà ricordato con una lezione presso la Sala Credito Valtellinese di Tirano; il 5 febbraio con una messa.

Il prossimo 31 gennaio ricorrerà il primo anniversario della morte di Padre Camillo de Piaz. Per iniziativa dell'UNITRE' tiranese, alla quale padre Camillo era molto legato e con il patrocinio del Comune di Tirano, la sua figura sarà ricordata martedì 1° febbraio alle ore 15 presso la sala del Credito Valtellinese in piazza Marinoni con una lezione aperta al pubblico dal titolo "Camillo de Piaz a un anno dalla morte" tenuta dal noto sociologo e amico Aldo Bonomi.

Sabato 5 febbraio, alle ore 18, padre Antonio Santini dei Servi di Maria, sarà a Tirano per concelebrare una messa di suffragio in basilica, alla quale sono invitati tutti gli amici. Dopo la messa ci sarà la possibilità di cenare insieme come si faceva con padre Camillo negli incontri importanti dei suoi ultimi anni. E' però necessaria la prenotazione con qualche anticipo (Ivana, Museo, 0342 701181;museo.tirano@provincia.so.it).

FORTUNA AVVERSA PER IL GRUPPO MAGANETTI TIRANO

29 gennaio 2011 - Il Gruppo Maganetti Tirano ha perso fuori casa contro la Veranese: 75 a 72.

Dopo il record di quindici sconfitte consecutive incassato nel girone di andata, il Gruppo Maganetti Tirano aveva centrato la prima vittoria del campionato nella prima partita di ritorno. Contro la Pol. Veranese, penultima in classifica,la squadra tiranese dà il massimo nonostante la fortuna le sia avversa.Già ridotti in 8, a causa di infortuni e influenze (assenti Bianchi, De Petri e Missarelli), i giocatori del Gruppo Maganetti sono costretti a giocare in 7dopo il grave infortunio (lussazione ginocchio) di Garbellini nel secondo quarto.

I tiranesi avevano subito dimostrato la loro superiorità chiudendo il primo quarto in vantaggio di 11 punti (11-22). Nel secondo quarto, a causa dello sfortunato episodio, l'inerzia della partita cambia, sia per lo spavento per il compagno sia per la mancanza di cambi. Gli ospiti incassano un parziale di 12 a 0 e chiudono il secondo quarto con 5 punti di distacco (31 a 36). Nel terzo quarto il Gruppo Maganetti stringe i denti e riesce a chiudere ancora in vantaggio (49 a 51). Nell'ultimo quarto i padroni di casa riescono nel sorpasso e negli ultimi secondi la squadra tiranese fallisce il canestro del pareggio.

"Siamo stati la maggior parte della partita davanti - ha dichiarato coach Vesnaver - l'infortunio di Garbellini ha condizionato in negativo la partita. Meritavamo di vincere, ma quando le cose vanno storte non c'è niente da fare; i ragazzi hanno dato il massimo, più di così non si poteva fare." Il Gruppo Maganetti Tirano rimane all'ultimo posto con soli 2 punti e 8 di svantaggio dalla Veranese. Il prossimo appuntamento è venerdì 4 febbraio alle ore 21.00 contro il Casati Arcore.

DELLE PAROLE STRANIERE

Se si apre un nostro dizionario si può notare già dalla prima pagina che le parole in esso contenute sono in gran parte derivanti, oltreché da una larga base della lingua latina, anche da vistose sovrapposizioni di altri idiomi: greco, alto antico tedesco, provenzale, francese, arabo, persino azteco, e via dicendo , con stratificazioni che rispecchiano la densità dei contatti politici, commerciali o solo semplicemente culturali avuti con quei popoli... (Di Franco Clementi)

In un certo senso, talora più d'un reperto archeologico, lo studio delle parole è già un documento, una traccia, una testimonianza della nostra storia.
Naturalmente questo ragionamento è valido non solo per l'italiano, ma anche per i linguaggi di tutti gli altri popoli in grazia del fatto che gli scambi non avvengono mai solo in un senso, ma sono reciproci. Talora può accadere curiosamente che una parola prestata ad altri ci ritorni indietro con diverso significato. Ad esempio la parola italiana "diporto" emigrata attraverso la Francia in Inghilterra, ci è ritornata in forma di "sport", mentre l'imperativo "tenete!" di chi sta per scagliarvi per gioco una palla, dopo aver sostato oltralpe come "tenéz " è da noi ridisceso come l'inglese "tennis". Più bizzarra la sorte del vocabolo "bidetto", che un tempo designava un "piccolo cavallo per bambini" (oggi diremmo "pony") restituitoci dai francesi come "bidet", che significa… ben altro tipo di… cavalcatura…

Tutto ciò rispecchia il movimento naturale, fisiologico di una lingua: entro questi limiti esso ha consentito finora all'Italiano una buona salute, senza eccessi di stravolgimenti e corruzioni, sì che noi ancor oggi nel 2000 siamo in grado di leggere e capire gli scritti di autori del '200 o del '300. Ad esempio il sonetto di Dante "Tanto gentile e tanto onesta pare…" può essere inteso tale e quale anche da persone non colte; ricchezza che non è data ad altri popoli, cui rimane ostico e incomprensibile il linguaggio dei loro avi di appena 200 o 300 anni fa.

Con l'avvento di un mondo supertecnologico e della globalizzazione la difesa della nostra lingua si è fatta oltremodo difficile. La cultura dominante anglo-sassone (in particolare, l'americana) sta imponendo a tutti un uso spropositato del suo linguaggio, attraverso i termini scientifici, quelli commerciali, musicali, sportivi e così via. Esso si avvantaggia anche per avere una struttura semplice, con vocaboli brevi, o abbreviati, al massimo di due sillabe, spesso connessi senza uso di preposizioni interposte, con una semplice lineetta; forme rapide che sembrano meglio adeguarsi ai ritmi del tipo di civiltà imperante.

Contro tale fenomeno, piaccia o dispiaccia, non c'è niente da fare. Ricordo che al tempo del Fascismo il regime cercò di resistere: gli unici risultati di quell'inutile, impari lotta furono l'introduzione di qualche termine italiano nel gioco del calcio. "Rigore" al posto di "penalty", "calcio d'angolo" al posto di "corner", "fuori gioco" al posto di off-side", "rete" invece di "goal". Anche l'Accademia di Francia ha cercato, da par suo, di porre barriere all'eccesso di americanismo nella lingua ("elaborateur" anziché "computer"…) ma non mi sembra che i risultati siano entusiasmanti.
Accettiamo dunque senza tragedie queste trasformazioni, allo stesso modo di come i Romani antichi subirono l'influsso della superiore cultura greca, o come l'intera Europa subì l'invasione delle parole italiane nel '500 per quanto riguarda le tecniche pittoriche, le notazioni musicali, le ricette culinarie, in campi ove avevamo una netta supremazia culturale.

Rimane però un'obiezione da fare. Finché una locuzione straniera ci viene imposta dai fatti e cioè da un oggetto della tecnologia che è stato inventato altrove o da una moda nata sotto altri cieli o da una nuova bevanda escogitata in lidi lontani, me ne sto buono e accetto l'ospite straniero. I tentativi di sostituzione, infatti, sono spesso ridicoli; le parole cocktail, film, pop corn, bar o il giapponese kamikaze, o le prendi come sono e sei subito capito oppure devi usare lunghe circonlocuzioni per spiegare cosa vuoi dire.
Ci sono però dei casi, e sono molto frequenti in cui la parola straniera non è indispensabile e viene pronunciata con scopi diversi dalla semplice comunicazione. Posso allora supporre che chi mi parla:

  1. cerchi di impressionarmi facendomi vedere che sa le lingue straniere e le movenze della conversazione internazionale (= è un vanitoso esibizionista)
  2. pensi che un vocabolo estero "faccia fino", sia di moda e quindi non voglia apparire (come direbbe lui) "Out" (= è uno snob)
  3. cerchi di mettermi in imbarazzo saggiando le mie facoltà di comprensione (= è un maleducato)
  4. usi parole straniere non per farmi capire meglio, ma per confondermi (= è un imbroglione, di cui è prudente diffidare).
  5. si senta inferiore agli stranieri e cerchi di imitarli (= è un imbecille).

Ad esempio, non è facile dire quale di queste distorsioni del pensiero abbia lanciato la moda di sostituire la parola italiana "giornata" con l'inglese "day". E così, senza alcuna necessità dato che venivano interessati solo cittadini italiani, abbiamo avuto un "Family day", un "Election day", un "Gay day" e perfino un "Vaffan-day"…

E ci si mette pure il Parlamento italiano che dovrebbe, almeno lui, usare la lingua nazionale nel corso delle sue attività ufficiali, e che ha sostituito quelle che una volta erano le "Interrogazioni al Governo" con il "Question time"…

Ho concluso: pardon, excuse me, bye-bye! ...


Franco Clementi

CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI OSPEDALIERI AVO

La sezione di Sondrio dell'A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri) cerca volontari. Le domande di pre-iscrizione devono essere consegnate entro il 12 febbraio presso la sede dell'associazione A.V.O. in ospedale o gli uffici del CSV L.A.Vo.P.S. in Lungo Mallero Diaz, 18, sempre a Sondrio.


Se vuoi dedicare parte del tuo tempo, a titolo completamente gratuito, ai malati ricoverati nell'ospedale di Sondrio partecipa al corso di formazione A.V.O. in programma dal 15 febbraio all'8 marzo presso l'Aula Magna del presidio ospedaliero del capoluogo. Il corso è strutturato in sette incontri, dalle ore 20.30.

Maggiori informazioni si possono avere:

L'iniziativa è promossa in collaborazione con il CSV L.A.Vo.P.S.

LA COMUNITA' MONTANA DI TIRANO CERCA 2 LAVORATORI

Sono aperti due bandi per l'assegnazione di due posti di lavoro all'interno della Comunità Montana di Tirano.

  1. Il primo impiego riguarda l'assunzione a tempo pieno ed indeterminato per la copertura di 1 posto di Istruttore direttivo. E' necessaria, tra le altre cose, una tra le seguenti lauree: sociologia, psicologia, scienze del servizio sociale e scienze dell'educazione. Per maggiori informazioniclicca qui.
  2. Il secondo impiego riguarda l'assunzione di un Istruttore Amministrativo con contratto a tempo parziale (50%) ed indeterminato. E' necessario, tra le altre cose, un diploma di istituto di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale. Per maggiori informazioni clicca qui.