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lunedì 27 giugno 2011

POLIZIA: PATENTE RITIRATA PER SORPASSO IN UN INCROCIO

27 giugno 2011 - Nel consueto rapporto della Polizia Stradale, un ritiro patente per un sorpasso azzardato.

Totale infrazioni accertate: 72

  • violazioni per eccesso di velocità accertate con apparecchiatura Telelaser: 3 (nessuna patente ritirata);
  • nr. 1 patente ritirata per violazione dell’art 148/16° Codice della Strada (sorpasso di altri autoveicoli in corrispondenza di intersezione stradale), sanzione di € 154,00 e sospensione della patente da 1 a 3 mesi;
  • nessuna violazione accertata per guida in stato di ebbrezza;
  • totale punti patente decurtati: 160;
  • nessun incidente stradale rilevato
    .

PALIO DI TIRANO: MADONNA E' ORA FAVORITA

27 giugno 2011 - A 5 giorni dal termine della competizione, Madonna sembra destinata a vincere per il terzo anno consecutivo.

Sembrava che la contrada del Risciun avrebbe potuto farcela a portare a casa il trofeo, ma la continuità di risultati ha permesso a Madonna di incamerare i punti che le hanno consentito ora di essere al comando della classifica provvisoria.

Infatti, dopo le prove multiple di sabato e la cronoscalata, Madonna si trova ora in vantaggio di 57 punti sul Risciun, seconda in classifica, e l'unica ad avere ancora il jolly a disposizione:

  • Madonna 1770
  • Risciun 1713
  • Porta Milanese 1595
  • Baruffini 1498
  • Cartiera 1415
  • Porta Bormina 1328
  • Cologna 1275
  • Viale Italia 1045

Comincia oggi l'ultima settimana del Palio di Tirano che si concluderà venerdì 1 luglio con le premiazioni in Piazza Unità d'Italia.

Per maggiori informazioni visita il sito del Palio delle Contrade di Tirano.

TRIVIGNO: TRA LEGGENDA E SOGNO

Non c’è luogo ove non vi sia leggenda, si può dire che la leggenda fa il luogo e lo fa vivere... (Di Ezio Maifrè)

I colori, i suoni, gli odori, l’immagine di una casa, di un albero, un fiore e qualsivoglia oggetto li percepiamo come esperienza visiva , sonora, olfattiva in onde elettromagnetiche che il nostro cervello elabora in esperienze visive, sonore, olfattive, ecc. ecc. di ogni giorno. Il Mondo è fatto di vibrazioni d’onde; tutto sarebbe grigio e insignificante senza di esse e il nostro cervello non potrebbe percepire nulla del mondo che lo circonda . I sogni sono tutt’altra cosa, essi non provengono dall’esterno, essi sono in noi. Provate a chiudere gli occhi, non vedrete ma sognerete lo stesso. Così è anche per la leggenda di un luogo. Esiste perché è stata creata da un vissuto particolare e misterioso. Per chi la sente raccontare può essere una magia del luogo e un passaparola di sensazioni sempre nuove e irripetibili. Ognuno ha il suo sogno , il mio lo racconterò alla fine di questo scritto solo per amore di un territorio che affascina e incanta.

Detto questo, racconterò la leggenda del vecchio del “dazio “di Trivigno.

Siamo ai tempi “ da unòrum “. Sulla montagna interamente boschiva che sovrasta Tirano , proprio sulla sua sommità , alcuni pastori con mucche, capre e pecore, avevano creato con il loro lavoro la bonifica della stupenda conca che ancor oggi si vede. Avevano disboscato alcune aree creando prati, tagliato sterpaglie e bonificato parte del terreno acquitrinoso. Tutto questo lavoro l’avevano fatto nei mesi estivi, poiché nei mesi invernali vivevano in valle. Non erano solo pastori, coltivavano in valle anche frumento, segale, patate e anche la vite traendone degli ottimi vini. Questi contadini erano di Tirano, di Villa di Tirano e di Stazzonae, come i loro padri, difendevano la terra e i loro valori dalle escursioni barbariche in valle rifugiandosi anche sui monti. Raggiungevano quell’alpe in cima alla montagna di Tirano con tre mulattiere. Una partiva dal Dosso in Tirano, raggiungeva l’alpe Pra Piano e arrivava proprio all’inizio della grande pastura, l’altra giungeva dall’alpe di Cabrèla e si congiungeva sul lato destro orografico della grande conca, l’altra arrivava da Stazzona passando per S. Cristina, si congiungeva con quella di Pian di Gembro e d’ Aprica sino ad unirsi all’inizio della conca con le altre due. Era un “ trivio “ molto importante e da quel punto dovevano transitare i pastori con il loro bestiame e tutte le masserizie per l’alpeggio estivo.

Si sa che gli affari sono affari e anche in quel tempo il danaro aveva la sua importanza, così in quel punto, proprio all’inizio della grande conca, un anziano pastore di Tirano, forse il più anziano, aveva vantato dei diritti. Diceva di essere stato il primo a scoprire quel luogo e con i suoi figli aveva iniziato il lavoro di bonifica dei terreni , facendo defluire l’acqua in canalette verso la valle e, malgrado ci fosse ancora qualche zona acquitrinosa chiamata “ carècc “ lui e i suoi figli meritavano una ricompensa. Il vecchio lo chiamavano tutti Trivinium perché, con una certa genialità, aveva costruito una baracca proprio al centro della congiunzione della tre strade ( tres – vicus ) dove i contadini di Tirano, di Villa di Tirano e di Stazzona erano costretti a passare con i loro bestiami e le loro masserizie per “ caricare “ l’alpe.

Il vecchio Trivinium non esigeva molto da loro. Era un bonaccione , ma aveva il vizio del bere vino di quello buono; sapeva che ai contadini che arrivavano dal piano non mancava mai la botticelle del vino. Insomma, a guardia delle tre strade , quando passava quello di Tirano, il vecchio si faceva dare per “dazio” un “butìcc“ ( botticella ) di vino del Mazacavàl, quando passava quello di Villa e si faceva dare un “ butìcc “ di vino dèli Piàti , poi passava quello di Stazzona e si faceva dare un “butìcc” di vino “ de S. Bernàrd”. Quel posto tutti i contadini lo chiamavano “ cab tri- uinom “ che nel loro dialetto celtico significava capanna dei tre vini.

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La gente narra che il vecchio Trivinium , che come si è detto, era anche bonaccione,obbligava i contadini prima di raggiungere l’alpe a berne un goccio con lui. Aveva imposto che ognuno che pagava il “dazio” in vino, ad esempio il tiranese, doveva però gustare anche il vino di Villa e di Stazzona. Tutti facevano la bevuta volentieri perché la salita all’alpe era stata lunga e l’arsura si faceva sentire . Insomma, si pagava il “dazio” in vino, ma tutti lo pagavano volentieri e dalla capanna la gente partiva allegra perché aveva bevuto del buon vino. Sì , proprio così’! La gente saliva molto volentieri all’alpe che molti chiamavano l’ alpe del dazio del vecchio Trivinium dove si gustavano “ obbligatoriamente “ i tre magnifici vini arrivati dal piano. Alcuni , prima di partire per l’alpe cantavano a squarciagola “ andùm, andùm , sü ‘l munt dei trì vìn, però regurdùmas de purtà rèe ‘l nòs butisìn “ .

All’inizio si è detto che non c’è luogo ove non vi sia leggenda, quasi si può dire che la leggenda fa il luogo e lo fa vivere, così forse è anche oggi per quel luogo meraviglioso che è la conca di Trivigno . Difficile dire se il nome di Trivigno deriva da questa leggenda, certo è che se provate a salire a Trivigno in allegra brigata e, arrivati lassù, gustate il chisciöl e la polenta taragna, accompagnando il tutto con abbondanti sorsate dei “tri-uinom” sopra citati, scoprirete con meraviglia che la leggenda ha il profumo della “verita”e il luogo è meraviglioso.

Parola è parola. Avevo promesso di raccontare il mio sogno fatto di sensazioni per un territorio pieno di magia. Eccolo! Proprio lassù dove il vecchio Trivinium aveva costruito la sua capanna del “ dazio “ , proprio accanto alle tre strade che si uniscono ancora oggi, ho sognato un grande parcheggio di auto.

Ho visto persone abbandonare l’auto nell’ombroso parcheggio e salire su un trenino verde con carrozze panoramiche. Ho visto gente salire su comodi carri trainati da grossi cavalli. Ho visto ragazzi inforcare biciclette, giovani e meno giovani calzare scarponi, indossare giacche a vento e zaino e poi raggiungere la chiesa di S. Gaetano, la Crùs, li Banchèli, la Culùm, il Gioel . Ho visto deliziose villette nascoste nella pineta, erano piene di vita e rispettose del quieto vivere. Ho visto graziosi ritrovi affollati da gente che, in serenità e in allegria, si gustava ciò che il vecchio Trivinium aveva “imposto” ai suoi convalligiani.

Vien da pensare che il vecchio non costruì la capanna presso il “trivio” delle strade al puro scopo di incassare il “dazio “, ma per far da guardiano, per conoscere la gente che “ caricava “ l’alpe da sogno, per aver la certezza che il “ suo “ splendido territorio fosse tutelato e rispettato.

e.m.

Trivigno 1

METEO: INIZIO SETTIMANA CON BEL TEMPO

27 giugno 2011 - Settimana divisa tra bel tempo e pioggia.

Lunedì e martedì previsto cielo sereno o poco nuvoloso. Mercoledì e giovedì un po' più nuvoloso con qualche probabilità di brevi temporali. Venerdì e sabato dovrebbe tornare il bel tempo. Temperature in rialzo: massima di 31° prevista per lunedì e minima di 15°. Previsto vento di media intensità nelle giornate di mercoledì e giovedì.

Per conoscere i dati della stazione meteo di Tirano clicca qui.

LA VALTELLINA E' OCCUPATA DAI GRIGIONI

27 giugno 1512

Dal XIV secolo la Valtellina fece parte del Ducato di Milano. I vicini Svizzeri la occuparono nel 1512 e con il Giuramento di Teglio (27 giugno 1512), il territorio fu annesso ufficialmente ai domini grigioni e diviso in tre terzieri retti dal Capitano di Valle che risiedeva a Sondrio e da due podestà.

Fonte: www.archivi.beniculturali.it

domenica 26 giugno 2011

APRICA: GRAVE INCIDENTE IN MOTO

26 giugno 2011 - Un uomo è caduto in moto nella via principale di Aprica.

Oggi pomeriggio verso le ore 14.30, in Corso Roma, un uomo di 54 anni è caduto dalla propria moto per cause ancora da chiarire. Ricoverato in codice rosso dall'elisoccorso, è stato trasportato presso l'Ospedale Morelli di Sondalo. L'uomo è ricoverato in gravi condizioni.

237° ANNIVERSARIO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Il prossimo 30 giugno il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio celebrerà il 237° anniversario della fondazione del Corpo.

La cerimonia si terrà a Sondrio in Via Valeriana – Stadio Comunale, con inizio alle ore 18,30. È prevista la partecipazione delle Autorità civili e militari della Provincia. Nell’occasione sarà simulata, condizioni meteo permettendo, attività di soccorso in ambiente montano in aereo-cooperazione, e ciò nell’ambito di un più ampio quadro di normale addestramento.