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domenica 27 gennaio 2013

UGO PAROLO CANDIDATO CON LA LEGA PER IL CONSIGLIO REGIONALE

26 gennaio 2013 - Ugo Parolo è stato scelto da Roberto Maroni e Matteo Salvini come candidato per il consiglio regionale della Lombardia in Provincia di Sondrio.
“Una scelta che mi rende orgoglioso – spiega Ugo Parolo – soprattutto alla luce del fatto che Maroni ha confermato solo pochi consiglieri uscenti, una decisione fatta con criteri meritocratici che mi fa sentire l'importanza della responsabilità di proseguire il lavoro fatto fino a questo momento e che già ha portato importanti risultati per Valtellina e Valchiavenna”.
La presentazione della candidatura è stata anche l'occasione per sottolineare ancora una volta la stretta collaborazione tra Parolo e il presidente provinciale Massimo Sertori che ha consegnato un'agenda di quattro punti che segneranno le tappe fondamentali dell'impegno di Regione Lombardia per Sondrio.
  1. Completamento dell'iter per far partire i lavori delle tangenziali di Morbegno e Tirano che sono state finanziate grazie al lavoro fatto in Regione Lombardia.
  2. Proseguire la battaglia sul fronte delle acque, grazie anche a una recente sentenza della Corte Costituzionale, dopo che il Governo Monti ha parzialmente vanificato il lavoro compiuto in questi anni.
  3. Ottenere il riconoscimento della status di Provincia interamente montana per Sondrio all'interno dello Statuto regionale, questa condizione porterebbe significativi vantaggi al territorio.
  4. Intervenire in modo deciso a sostegno del settore turistico in particolare sul fronte invernale per gli impianti sciistici per superare le difficoltà del momento ed evitare pesanti ricadute sull'economia del territorio.
Il candidato Parolo sottolinea che “questa agenda concordata con il territorio unitamente alla presidenza di Roberto Maroni potrà cambiare le cose sia a livello locale sia a livello nazionale. Maroni ha dimostrato le sue capacità come ministro, se potrà guidare Regione Lombardia creando l'asse con Veneto e Piemonte ottenendo così di trattenere il 75 % delle tasse sarà in grado di far ripartire l'economia del Nord che potrà far riprendere i consumi e aiutare alla rinascita di tutto il Paese dando un contributo eccezionale per uscire dalla crisi”.

BORMIO: GLI EVENTI DAL 26 GENNAIO AL 3 FEBBRAIO

Gli eventi dal 26 gennaio al 3 febbraio e l'aggiornamento delle attività culturali nel Comune di Bormio.
Per visualizzare tutti gli eventi clicca qui.

ITALIA RUGBY: TRA GLI UNDER 20 GIOCA UN VALTELLINESE

26 gennaio 2013 - Il valtellinese Rudy Biancotti, papà di Villa di Tirano e mamma di Livigno, è tra i convocati nella nazionale italiana nel torneo U20 delle sei nazioni di rugby.
Sono stati resi noti dal responsabile tecnico della Nazionale Italiana Under 20 Gianluca Guidi, i ventisei giocatori convocati per la prima giornata del 6 nazioni. Tra di essi spicca il nome di Rudy Biancotti (nato il 25/04/1993, 189cm, 114 kg, ruolo Pilone), papà di Villa di Tirano e mamma livignasca, attualmente in forza alla squadra Valtellina di Sondalo.
Il raduno dei giovani rugbysti italiani inizierà domani a Caltanisetta, luogo del primo incontro, contro la Francia; la prima partita del torneo di categoria si disputerà il 1° febbraio alle ore 19.00 e andrà in onda in diretta su Rai Sport1.

APRICA: CAMPIONATI NAZIONALI DI ORIENTEERING A IMPATTO ZERO

Saranno all’insegna dell’eco-sostenibilità la tre-giorni di gare e tutte le attività organizzative dei Campionati Italiani Long e Staffetta di corsa orientamento in programma nei boschi di Aprica dal 6 all’8 settembre 2013.
È quanto emerso in una recente riunione, presso la Sala E del CONI di Milano, del Comitato Regionale Lombardo della FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento) presieduto da Giuseppe Ceresa. Gli organizzatori hanno sposato, infatti, il Progetto Impatto Zero di LifeGate che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende, contribuendo alla difesa dell’ambiente naturale.
Tra gli aspetti valutati in questo senso c’è prima di tutto l’organizzazione di autobus con partenza da Milano e da Brescia per agevolare quanti vorranno raggiungere Aprica senz’auto. Un’altra iniziativa sarà quella dell’uso esclusivo di bicchieri di carta personalizzati, da distribuire durante le gare, così da non consumare (e, peggio, gettare in natura) bicchieri di plastica monouso. D’intesa con il Comune di Aprica è in fase di studio, infine, un programma di raccolta dei rifiuti differenziato. Giova ricordare, a questo proposito, che l’evento muoverà all’incirca mille persone tra atleti, accompagnatori e organizzatori.
In fase di attenta valutazione da parte dei tecnici è anche la richiesta degli amministratori aprichesi di far arrivare la gara Long in paese, fatto che però presenta alcuni problemi e che al momento rimane in sospeso. Confermata, infine, la presenza delle telecamere RAI, che il 7 e l’8 settembre prossimi riprenderanno parte delle gare per trasmetterle su Rai Sport.

IL PROGETTO DI AMBROSOLI PER GOVERNARE LA LOMBARDIA

26 gennaio 2013 - Il candidato alla Presidenza di Regione Lombardia del Patto Civico di Centrosinistra, avvocato Umberto Ambrosoli, ha illustrato ieri il programma della coalizione che lo sostiene, condiviso ieri nella riunione con gli alleati.
L’obiettivo principale del programma, vero e proprio impegno personale del candidato Ambrosoli, è rilanciare lo sviluppo della Lombardia per creare lavoro, arrivando a incrementare l’occupazione dall’attuale 65 al 70% della popolazione. Cinque punti percentuali di aumento del livello di occupazione che corrispondono a circa 300.000 posti di lavoro.
Per conseguire questo obiettivo il programma di Ambrosoli contempla un corposo pacchetto di interventi in economia, orientati al sostegno e rilancio delle imprese:
  • Investimenti per la costruzione di asili nido e l’assistenza domiciliare integrata ad anziani e persone affette da patologie croniche, per favorire l’occupazione femminile.
  • Potenziamento dell’apprendistato, riforma della formazione professionale, introduzione di trienni di formazione tecnica avanzata, semplificazione accessi in azienda per stages, per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
  • Attivazione di un Fondo regionale per lo sviluppo per finanziare progetti industriali in settori strategici, favorire l’accesso al credito per start-up e aziende innovative.
  • Riduzione del peso della burocrazia attraverso una rivoluzione organizzativa della Pubblica Amministrazione regionale orientata a semplificazione, informatizzazione ed eliminazione di adempimenti inutili.
  • Riduzione della pressione fiscale sulle famiglie: eliminazione dell’addizionale Irpef per i redditi più bassi (< 30 mila euro) e riduzione per le fasce medie (tra 30 e 70 mila euro).
  • Riduzione della pressione fiscale sulle imprese: abbassamento dell’Irap grazie alla regionalizzazione di alcuni poteri in materia fiscale e di contrasto all’evasione.
  • Sostegno alle famiglie in difficoltà e alle persone in cerca di lavoro attraverso il Reddito di autonomia collegato a politiche attive per il reinserimento nel mondo del lavoro.
  • Il programma individua linee di azione su tutti gli ambiti di competenza della Regione, a partire dalla Sanità e dai Trasporti.
Sanità: “Stop a sprechi e privilegi”
  • Ticket sanitario progressivo in base alle condizioni economiche della famiglia.
  • Selezione dei dirigenti delle aziende ospedaliere e sanitarie sulla base del merito e della competenza al posto dell’appartenenza politica.
  • Revisione dei meccanismi di accreditamento dei soggetti privati, introduzione della valutazione basata su standard e benchmark
  • Integrazione dei sevizi di prevenzione, cura e assistenza.
Infrastrutture e mobilità: “Restituire la parola ai territori”
  • Regionalizzazione del Patto di Stabilità: 800 milioni di euro restituiti ai comuni per opere e servizi.
  • Via libera ai finanziamenti previsti (svincolati dal Patto di Stabilità), maggiori investimenti straordinari per l’infrastrutturazione tecnologica che rappresenta un grande potenziale per l’occupazione.
  • Meno grandi opere, più piccole opere utili a tutti che garantiscono un ritorno migliore sull’occupazione. Le opere già approvate devono essere portate a termine nei tempi previsti e con un contenimento dei costi.
  • Rivoluzione del trasporto, più treni e più bus: mobilità sostenibile, piano integrato dei trasporti, intermodalità su tutto il territorio, trasporto rapido di massa.
Programma “Smart Region”: “Una regione che guarda avanti”

  • umentare il tasso di innovazione digitale attraverso il superamento del digital divide, gli incentivi per la NGN, Open government e cittadinanza attiva.
Green Economy: “Lombardia Sempreverde”

Piano straordinario di riduzione emissioni di CO2, riqualificazione urbana, manutenzione del territorio, incentivi per l’industria green, aumento raccolta differenziata e riciclo, valorizzazione degli scarti industriali.
Suolo: “Verso il consumo zero”
  • Revisione della Legge 12/2005 sul governo del territorio, fallimentare, in accordo con Enti locali, operatori e associazioni.
  • Incentivo al riutilizzo di aree dismesse o già edificate ed alla rigenerazione urbana, a partire dalla riconversione funzionale ed energetica degli edifici.
  • Bonifica delle aree inquinate.
  • Stop all’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei comuni.
  • Tutela e valorizzazione delle aree agricole e dei grandi parchi.
Verso il federalismo sociale

  • Impegno per trasferire ai comuni le risorse per la spesa sociale oggi gestite dall’INPS, per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini.
Expo 2015
“Le decisioni e le politiche da adottare coinvolgono tutta la filiera istituzionale”.
Patto Governo – Regione – Comune di Milano: la filiera istituzionale impegnata a fare di Expo un concreto momento di rilancio della Lombardia.
Questo ambizioso programma nasce da un lavoro collegiale di alcune centinaia di esperti provenienti dal mondo delle professioni, dell’accademia e da ambiti di impegno civico, che si sono impegnati alla luce della visione politica e istituzionale proposta dal candidato Umberto Ambrosoli. Si avvale inoltre degli spunti offerti da più di 700 cittadini iscritti alla piattaforma in Internet “Proposte per la Lombardia”, basata sul software LiquidFeedback.
La visione politica
Il programma della coalizione per il Patto Civico di centrosinistra si pone degli obiettivi politici chiari: la completa discontinuità con il passato, il superamento dei retaggi di un’amministrazione di centrodestra e degli strascichi di malaffare, ruberie e corruzione dilagante, per rimettere al centro dell’operato dell’amministrazione pubblica gli interessi dei cittadini lombardi attraverso il dialogo, la partecipazione attiva, il loro apporto concreto all’interno di ruoli decisionali nelle istituzioni, e per non consegnare l’intero Nord Italia nelle mani della Lega.
La visione istituzionale
Le istituzioni sono importanti, attraverso queste i cittadini si relazionano e dialogano con chi amministra. Per troppo tempo sono state invece interpretate come luogo autoreferenziale, simbolo di una gestione opaca che ha favorito il malaffare, e si sono tramutate in nido di scandali.
Reagire e cambiare, restituire alle istituzioni dignità e credibilità attraverso un cambiamento radicale del metodo d’azione, che deve essere basato su trasparenza e merito come criteri di valutazione, è l’impegno di Ambrosoli. Gli strumenti: apertura dei dati pubblici, l’open government, la valutazione delle performance, l’apertura delle informazioni su redditi e patrimoni di consiglieri e consulenti. Una serie di attività che insieme diventeranno il nuovo modo di organizzare e comunicare il sistema.
La democrazia partecipata e paritaria
Il patto civico e la società civile: anche chi non è espressione diretta di un partito deve poter far parte del processo legislativo che porta ad una decisione che riguarda il bene comune, ecco perché queste persone selezionate per merito e per competenze, per impegno civico e per consenso degli elettori, devono poter avere un ruolo chiave nella Regione intesa come istituzione. La metà della Giunta e la metà delle figure apicali nominate nelle società partecipate deve essere composta da donne. Rigenerare la regione significa gettare le basi per una democrazia partecipata e paritaria.

BASTA CON LO SMANTELLAMENTO DEI SERVIZI SUL TERRITORIO

26 gennaio 2013 - Le vicende emerse in questi giorni e che interessano direttamente il Presidio sanitario di Bormio stanno portando alla luce un disegno che il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera nega a parole ma pratica con i fatti : lo smantellamento, pezzo dopo pezzo, dei servizi sanitari presenti sul territorio.
Si è iniziato con la riduzione della presenza degli specialisti negli ambulatoti del presidio, per poi passare all’annuncio del trasferimento al Morelli del Centro dialisi, trasferimento che interesserà anche quello di Tirano, e ieri alla dichiarazione di voler spostare, sempre al Morelli, anche il servizio di odontoiatria.
Ci si chiede, a questo punto, cosa valgano i piani di riorganizzazione che vengono discussi e presentati, e poi regolarmente disattesi. La vicenda del centro dialisi ne è una chiara dimostrazione: nella prima versione del Piano dell’Azienda Ospedaliera era contenuta la proposta di spostamento del centro di Bormio ( senza fare alcun cenno a quello di Tirano), proposta poi ritirata a seguito delle proteste dei Sindaci e delle Organizzazioni Sindacali. Oggi si scopre che in realtà l’Azienda ha chiesto addirittura un finanziamento alla Regione per realizzare, presso l’Ospedale Morelli, il nuovo Centro Dialisi, che assorbirà sia quello di Bormio che quello di Tirano.
Un metodo, quello utilizzato dal Direttore Gianola, che non può essere accettato, che si cerca di nascondere con finte rassicurazioni ai Sindaci o accampando ragioni di sicurezza mentre poi si procede con le scelte di smantellamento. Anche l’annuncio di ieri del trasferimento del servizio di odontoiatria ha seguito la stessa logica: nel Piano era contenuto l’annuncio, da tutti condiviso, dell’apertura del servizio di odontoiatria al Morelli, con l’obiettivo di rispondere alle forti carenze dell’Azienda in questo settore. Oggi si scopre non solo che verrà smantellato quello di Bormio, ma che gli operatori sono già stati spostati nei giorni scorsi nell’Ospedale sondalino.
Anche se, essendo in campagna elettorale, si tenta di nascondere le difficoltà e le reali intenzioni , il disegno è oggi abbastanza chiaro: si indeboliscono i servizi sul territorio, la presenza degli specialisti negli ambulatori, la rete di emergenza urgenza, con l’unico obiettivo di tagliare i costi.
Della realizzazione dei nuovi progetti per il Morelli (Centro per il Movimento, cura dei disturbi dell’alimentazione) non vi è quasi traccia, il futuro del Presidio Ospedaliero di Morbegno, che di ospedaliero ha mantenuto ormai solo il nome, rimane nelle nebbie.
Restano, tra annunci e smentite le manovre per lo svuotamento dei servizi più vicini ai cittadini, esattamente il contrario di quello che serve per la sbandierata “sanità di montagna”
La Segreteria Provinciale
CGIL SONDRIO

sabato 26 gennaio 2013

CENT'ANNI DALLA NASCITA DELLA MAESTRA RENATA PORTA

Cent’anni fa, il 25 Gennaio 1913 nasceva in un’abitazione di Tirano, nell'attuale via Roma, l’indimenticata Maestra Renata Porta nata Pesenti.
Era primogenita di cinque fratelli, figlia di Luigi, valido cementista nativo di Tremezzo e di Francesca Flain, di chiare origini trentine. La famiglia si trasferì ben presto lungo l’attuale viale Italia, nell’ancora esistente bella villa che delimitava il confine tra Tirano e Madonna ; o meglio- ricordando le sue parole negli innumerevoli racconti- in quella che era la prima casa di Madonna, con a lato il laboratorio paterno e un grande frutteto delimitato dalle varie rogge che discendevano dal Poschiavino nella piana della Fossola verso la strada dei Sciatt o ben oltre, giù, oltre i mulini e la polveriera.
Tra i compagni d’infanzia padre Camillo de Piaz – che era solito definire piccolo mondo antico la bella casa su quel viale dove, allora, la Ferrovia Retica sbucava all’altezza della via San Giuseppe per immettersi lungo il marciapiede destro, facendo sferragliare il tram, detto anche la bahn, sotto le finestre della futura Maestra che, nel 1918, fu colpita dalla terribile epidemia di spagnola.
Nei nitidi racconti narrava che il padre avesse avvertito l’allora medico condotto dottor Camanni, affinchè si portasse al capezzale, ed il padre restò scrutando la montagna di Baruffini poiché il dottore era lassù presso un paziente, rientrando tra le mura domestiche solo dopo avere visto le luci del calesse del medico fendere l’oscurità nella discesa dalle pendici del Masuccio verso Tirano.
La piccola sopravvisse egregiamente; non fu così per una sua compagna e vicina, una certa Amalia, credo Antamati, che fu purtroppo sopraffatta dal terribile male. Così raccontava della Tirano della sua infanzia, dove eccelse alle scuole di piazzale Credaro e, dopo i cicli di studio obbligatori, decise di intraprendere gli studi magistrali.
Scelta faticosa, poiché significava levarsi alle quattro, in piena notte, per una frugale colazione, lasciare casa e percorrere il viale praticamente immerso tra i campi, fino alla stazione dove partiva il primo treno per Sondrio, treno che raggiungeva in un tempo interminabile il capoluogo, ben prima però dell’apertura delle scuole. I rari studenti, quindi, soggiornavano per un’ora e oltre in un albergo ove studiavano e ripassavano in attesa dell’inizio delle lezioni. A termine scuola, il rientro a Tirano e così l’indomani, per tutto il ciclo di studi. Una vita dura, impensabile ai nostri giorni, sempre raccontata con saggia serenità. Con il diploma di maestra , negli anni '30, il primo incarico a Semogo. Raggiungibile da Tirano in un giorno, per cui obbligatorio il vivere lassù : unico divertimento, la discesa serale in slittino verso Isolaccia.
Inevitabile l’arrivo di Cupido: minuta e bionda, la giovane Maestra fece breccia nel tiranesissimo compianto pluridecorato Colonnello degli Alpini Guido Porta, allora Capitano. Sebbene li separassero diciannove anni di differenza fu matrimonio. Gli amici del futuro marito, raccontava, lo ammonirono benevolmente sulla differenza d’età: pronta fu la risposta dell’Alto Ufficiale che rispose con arguzia alla platea divertita l’è mei avecc’ una giuena an du’u che una vegia de par mi!
La Maestra non seguì mai il consorte nei tanti trasferimenti: con l’arrivo dei due figli Elisabetta e Franco rimase sempre nella loro bella villa costruita lungo l’Adda a nella loro Tirano: interruppe temporaneamente l’insegnamento fino al dopoguerra. Il conflitto aveva lasciato pesanti segni chè il marito fu fatto prigioniero a Pinerolo dai tedeschi dopo l’8 Settembre e subito internato in Germania, da cui rientrò nell’autunno 1945. Peraltro, sempre in quel periodo, i militari della Wermacht occuparono parte della casa tiranese. Ne raccontava con serenità e divertimento un aneddoto di quell’occupazione! Per non mancare di rispetto agli "ospiti", pensò bene di rendere le scale lustre di cera. Un gesto gentile che si rivelò fatale quando il tenente comandante, scivolò ruzzolando per vari gradini imprecando all’attentato! Per fortuna, subentrò poi un ufficiale d’altro stampo che – all’atto della partenza – lasciò una copiosa fornitura di carbone, indispensabile combustibile per il rigore del tempo.
E il tempo trascorse con il suo incedere tra eventi felici e tristi. Riprese l’insegnamento, Maestra di vita e Maestra nella vita in sedi tutt’altro che agiate, da Caprinale ove saliva con la decauville della Falck, ad altre, prima di concludere a Tirano la sua fertile carriera scolastica alla fine degli anni ’70.
Sopportò con rassegnazione la prematura perdita del marito rimanendo vedova a soli 50 anni e la prematura morte del figlio strappato giovane da un male senza scampo. Seppe sempre gioire degli eventi felici: le estati in Trivigno con il marito e i figli, l’arrivo dei matrimoni e dei nipoti, dei pronipoti, la compagnia delle amiche più care tra cui ricordo Lina Lucini de Campo, Ulrica Andres, Renata d’Oro Lambertenghi, Adriana Bana Personeni , il suo giardino e gli amati rosai .
Amava scrivere tanto lettere che i ricordi quotidiani: fu donna di cultura eccezionale. Era fonte inesauribile di ricordi ed aneddoti, narrati con solenne enfasi ed arguzia.
In quiescenza – si dedicò a tante piccole attività : legata da sempre al mondo Alpino, fu madrina della bandiera di guerra del nostro battaglione, il “Tirano”, in una solenne cerimonia militare avvenuta a Padova.
Si dedicò all’insegnamento della catechesi senza nulla pretendere. Curava con affetto ogni evento, piccolo o grande che fosse. Sapeva dare senza volere ricevere.
Per quanto ci abbia lasciato da quattro anni, felice e serena ultraottuagenaria, piace ricordarla oggi e ricordarla alla sua Tirano nel giorno del suo compleanno, quello che sarebbe stato il suo 100esimo, giorno ricco di luce come lo è stata la sua operosa esistenza.
Lorenzo Della Frattina