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Un amore di Chisciöl
Timido e caro è Giacomino,
tutto intento a cucinare
un gran cibo sopraffino
per il suo buon desinare.
Ecco sbatter la pastella,
di farina nera e bianca,
nello strutto si fa bella,
con il vino che mai manca.
Cuoce lenta la pastella,
il formaggio di casera
fa dorar la gran frittella
come sole a primavera.
Che bontà! Che goduria!
L’aria annusa l’ Orsolina,
corre e giunge con furia,
con in bocca l‘acquolina.
Di chisciöl bel profumato,
bacia subito Giacomino,
sulle labbra ha l’odorino,
più si toglie dall’amato.
Fu così che nella padella
Il chisciöl bruciò di botto,
Giacomino e la sua bella
la timidezza avevan rotto.
Canto con chitarra di Marco Divitini, poesia di Ezio Maifrè
Il Chisciöl: un piatto tipico del tiranese
Il chisciöl è un piatto semplice e di ottimo aspetto estetico,
robusto e genuino che nasce dal rapporto dell’uomo con la terra e
l’ambiente e ne sintetizza il carattere e la natura.
Il chisciöl ha come base la farina di grano saraceno con
l’aggiunta di farina bianca, formaggio e strutto, vino, acqua e sale.
Cos’è e come si presenta il chisciöl ? E’ una frittella di circa
mezzo centimetro di spessore con diametro di circa 20 centimetri
che rispecchia generalmente il fondo della padella in uso.
Chi assaggia il chisciöl nella sua squisitezza rimarrà piacevolmente
stupito. Il suo aspetto è invitante, è reso irresistibile dall’intenso
profumo di formaggio fuso e rosolato che invade quasi
completamente la superficie della frittella ben cotta e croccante.
E’ un piacere sicuro per il palato, reso ancora più pieno e intenso
se accompagnato tra un boccone e l’altro da tenera insalata
e innaffiato con leggere ma frequenti sorsate di vino rosso,
rigorosamente valtellinese.
Ezio Maifrè
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