Alberghi, ristoranti, negozi specializzati sono la vera vetrina dei prodotti agroalimentari della nostra provincia, una vetrina che in questi anni è cresciuta in termini di qualità raggiungendo buoni livelli con l’intenzione di continuare su questa strada e di perfezionare costantemente l’offerta.
In queste realtà abbiamo già molteplici esempi di come il vino, prodotto principe del nostro territorio, proposto e promozionato in abbinamento alle altre eccellenze agroalimentari di cui Valtellina e Valchiavenna sono ricche, possa costituire una grande opportunità commerciale per le aziende e, più in generale,un’occasione di crescita non solo economica ma anche culturale per l’intera provincia.
Un obiettivo che è possibile conseguire a condizione di operare nel quadro di un progetto di ampio respiro, che porti a stringere un patto di collaborazione e sostegno reciproci tra mondo della produzione, della distribuzione e della ristorazione.
È questa, in estrema sintesi la riflessione emersa in occasione del forum “Vino e prodotti del territorio: quali opportunità per le aziende?”, che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, giovedì 8 luglio a Sondrio, nella sala Martinelli della Camera di Commercio. L’evento è stato organizzato dall’Unione Cts e dal Consorzio di Tutela dei Vini della Valtellina per offrire ai produttori e agli operatori della ristorazione, del turismo e della distribuzione commerciale un’occasione per incontrarsi, confrontarsi e gettare le basi per un percorso condiviso nella direzione dellavalorizzazione delle eccellenze agroalimentari e delle realtà imprenditoriali di Valtellina e Valchiavenna.
I risultati dell’indagine dell’Unione Cts
Per avere un quadro dell’utilizzo dei vini di Valtellina e dei prodotti del territorio nel settore della ristorazione l’Unione ha condotto un’indagine su un campione rappresentativo di 124 aziende distribuite in maniera omogenea su tutto il territorio della provincia di Sondrio appartenenti alle differenti tipologie di offerta, dal ristorante stellato alla pizzeria (esclusi gli agriturismo). I risultati, presentati da Beatrice Martelli segretaria del Gruppo Ristoratori, sono confortanti e confermano come ristoratori, albergatori e commercianti dei negozi specializzati, promuovendo le nostre eccellenze agroalimentari, rappresentino una vera e propria vetrina ed esercitino un ruolo effettivo di ambasciatori del territorio, della sua cultura e della sua identità.
Per quanto riguarda l’offerta, i vini valtellinesi sono presenti nella carta dell’80% delle aziende campionate. La media totale delle etichette presenti negli esercizi della ristorazione è di 114,3 mentre la media delle etichette Valtellina è 35,6. Nella carta sono rappresentate in media 8,3 case vinicole. Per quanto riguarda la tipologia dei vini, nella carta sono presenti 27,5 vini bianchi e 86,5 vini rossi. Di essi i bianchi di Valtellina sono il 14% e i rossi il 35,4%.
Il 21% delle aziende propone esclusivamente vino in bottiglia, ma il restante 79% propone anche vino sfuso o “della casa” (bottiglie personalizzate). Questa tipologia di offerta per il 57% delle aziende è costituita da vino imbottigliato da aziende vinicole valtellinesi. Il servizio al bicchiere è offerto dal 71% sul totale.
Rispetto all’interesse manifestato dai clienti verso i vini valtellinesi proposti, va rilevato che l’11, 3% e il 67% dei clienti locali si dice rispettivamente molto interessato e interessato a fronte del 46,7% e del 50% dei clienti fuori provincia.
Dal punto di vista del consumo effettivo l’indagine ha messo in luce che, considerando la totalità dell’offerta (vino sfuso e vino in bottiglia), si può stimare che circa i 2/3 del vino effettivamente somministrato nei ristoranti campionati è vino prodotto e/o imbottigliato da aziende vinicole valtellinesi. Inoltre, nelle aziende in cui l’offerta è rappresentata anche da vino sfuso o “della casa” quest’ultima tipologia costituisce la metà delle vendite.
Infine, la ricerca rileva che “dai dati forniti dalle case vinicole (non tutte) sono emerse le seguenti indicazioni (perfettibili) relativamente alla destinazione della produzione che viene venduta in provincia: il 46,6% in ristoranti/alberghi, il 24,7% nel dettaglio alimentare/enoteche, il 28,7% in altri canali (cantina, e-commerce, gdo). Con la collaborazione del Consorzio Vini e utilizzando anche i dati a sua disposizione, si può arrivare a stimare che circa la metà della produzione viene venduta in Valtellina”. Due, in particolare, sono gli aspetti critici rilevati nell’offerta: la logistica/reperibilità (41%) e il rapporto qualità/prezzo (29.5%).
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