Credo invece che Lei sia apparsa come segno di Grazia e di Grazia per tutti. Una "Madre" non scaccia mai i figli, ma li avvicina qualunque sia il loro pensiero.
Vorrei che nel giorno del 29 settembre, nella Basilica di Madonna di Tirano, ci fosse anche segno di unione tra Cattolici e Protestanti sotto il segno "di una preghiera comune a una Madre che prende cura di noi tutti. Forse tutti i figli buoni, quando sono in difficoltà, non chiedono aiuto alle loro madri terrene e le madri non danno tutto se stesse per i loro figli?
Una giornata memorabile di tolleranza tra Cattolici e Protestanti.
La sera del 27 agosto 1580 S. Carlo Borromeo era inginocchiato ai piedi della Beata Vergine della Folla in Tirano.
Ecco la cronaca di quel tempo tratta dal libro di Antonio Bozzola stampato a Brescia nel 1613.
“... Il santo stette in oratione buona parte della notte, avanti alla miracolosa imagine di Maria Vergine, senza hauer preso riposo alcuno dopo sì lunga e faticosa strada”.
Perché S. Carlo era da queste parti?
Carlo Borromeo era giunto in Valcamonica per la sua visita pastorale nella sua diocesi che si estendeva “fino a i confini del paese soggetto a’ Grigioni” .
Per i Grigioni e Veneziani quella visita pastorale del Santo era stata vista con scetticismo poiché temevano tumulti tra la gente del popolo poiché serpeggiavano nelle valli le idee eretiche.
S.Carlo era giunto in Valcamonica in difesa della fede Cattolica.
Il clero, in parte corrotto, non sapeva fronteggiare con l’esempio ed equilibrio morale l’eresia protestante e il Santo voleva sollecitarli ad un rinnovato ardore.
C’era però chi voleva tenerlo quieto. Scomodarono persino il pontefice Gregorio XIII per dissuaderlo dalla sua visita pastorale in quelle valli perché i Signori temevano che
“ dovesse piùtosto cagionare qualche sollevamento che effetto buono, per la mala disposizione de gl’habitatori “
Ma si sa: i Santi non li ferma nessuno e così “... Quando haueva da passare per qualche balze o luogo pericoloso di cadere per l’alte rupi che ci erano, si metteva certi ferri sotto i piedi che in quelle montagne chiamano grappelle e con quelle camminava; e si è visto tal’hora camminare con le mani e con i piedi in terra passare più sicuramente i luoghi pericolosi, portato dal zelo della salute delle anime”
Giunse così il suo pellegrinare in molti paesi della Valcamonica e gran camminatore e uomo zelante di Dio non resistette a far visita al tempio della Beata Vergine di Tirano.
Con il suo seguito raggiunse Musciano, Stazzona, Villa di Tirano, passò per il Ragno tra una gran folla esultante e “ Veggendo in quel viaggio le sacre immagini deturpate dagli Heretici, alle quali haueuano particolarmente cavato gli occhi, ne sentiva dolor estremo, per la grande cecità loro: “Il nobile Lambertengo di Tirano, buttandosi ai suoi piedi, l’implorò per volerlo ospitare nella sua nobile dimore. Inutile! Il Santo benevolmente rifiutò e subito raggiunse il magnifico Tempio della Vergine e lì sostò l’intera notte pregando.
La domenica del 28 agosto, festa di S. Agostino, da ogni luogo la gente accorse per vedere il Cardinale e per assistere alla solenne funzione.
Le sue parole furono chiare e ferme per “stabilire i cattolici nelle fede e illuminare gli eretici, discorrendo sopra dogmi controversi nella valle” e furono di validissimo aiuto poiché sul finire della predica “… i cattolici pigliando grande animo, riprendevano poi liberamente gli eretici, col testimonio d’un Cardinale santo, e essi tacendo dauano segno che non vi si poteva contradire“.
Il podestà Grigione di Tirano protestante, quel mattino gli diede il benvenuto tra il popolo esultante e le parole di amicizia e di fratellanza tra le due Eccellenze convinsero tutti al rispetto reciproco.
In quel giorno, ancora una volta il nobile Lambertengo di Tirano implorò al Santo di onorare la sua casa; il santo questa volta cedette fermandosi a desinare e alla sera, con grande ringraziamento di tutto il popolo, ritornò in Valcamonica.
Nella foto -La visita di S. Carlo Borromeo dipinta da Antonio Caimi sulla facciata di Palazzo Torelli in Tirano
In memoria della Visita di S. Carlo Borromeo in Tirano
La Signoria delle Tre Eccelse Leghe temeva
che S. Carlo Borromeo tra fatiche e gran disagi
dalla Valcamonica in Val Tellina scender poteva.
Gran camminatore tra gli impervi sentieri,
il gran zelante di carità e pastore di Dio
raggiunse ogni sperduto borgo con l’intenzione
di contrastare l’eresia e portar consolazione
al suo gregge smarrito in dogmi di fede non veri.
Con fare mite diede esempio di gran bontà
tra valli di aspra gente e di clero molle e stanco,
lottò per difendere la fede e la vera cristianità
Dell’uomo i Veneziani temevano l’ardore,
a papa Gregorio XIII chiesero che non parlasse, .
di Dio in quelle valli, ma il Papa con gran sapienza
fece la volontà di Borromeo campione di penitenza
e il Santo parlò agli eretici con il suo gran cuore.
Dalle terre di Corteno con passo deciso e gagliardo
volle render onor alla Vergine de la Sanitade
che agli eretici fece in Tirano gran baluardo.
La sua carovana l’onor di grandi folli riscosse.
ai“ Zapèi d’Auriga, a Musciano e a Stazzona.
Al pian di Villa il nobil Lambertengo di Tirano
si gettò ai suoi piedi e piangendo gli baciò la mano
implorando che nella sua casa onorato ospite fosse. .
Rifiutò e volle giunger subito al gran Tempio.
in quella serena sera del 27 agosto del 1580.
Lì celebrò la gran Messa e con cristiano esempio
all’altare della Vergin stette la notte in penitenza
pregando per il popolo eretico della Valtellina .
Al mattino l’eretico podestà Grigione di Tirano
chiese udienza al Santo che subito gli tese la mano.
lui disse, per ammenda,che eretico era per convenienza.
Carlo Borromeo rispose al nobile del borgo di Tirano
che se nell’errore era “ per li Signori “e per il potere
la sua vita terrena era spesa e persa invano.
Più conveniente era per lui perder ogni cosa in Tirano
che tradir la santa fede cattolica finché fosse in vita.
Il Podestà udendo queste parole fu preso da ardore,
lasciò che la gente di Tirano al Santo facesse gran onore
e in quel giorno eretici e cattolici si diedero la mano.
ezio maifr
è
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