Si diceva fosse una galleria di fuga nel caso in cui il Castello di S. Maria venisse assediato dai nemici. Mi ha sempre affascinato quella storia e come me moltissimi ragazzi dei miei tempi e dei tempi passati.
Il vecchio Pédru detto “Bernardèla“, essendo nato in Contrada S. Maria, conosceva il Castello nei minimi particolari. Mi aveva narrato, quando ero piccino tenendomi sulle ginocchia, la storia di questa galleria segreta che dal Castelàsc conduceva fuori le mura nella zona dell’Adda proprio all’imbocco di Tirano dove sfuma il conoide del Campone. Nelle serate estive e nelle stalle in inverno l’avevamo percorsa insieme con la sua fantasia. Mi aveva narrato molte storie su questa galleria.
Lui mi raccontava di averne percorso un bel pezzo partendo dal Castelàsc e poi per la paura aveva abbandonato l’avventura. Giurava che la galleria esisteva. Sono anziano, ma il ricordo di quelle storie ancora m’affascina. Ho pensato: perché non chiedere lumi di questi bei ricordi alle persone più anziane di me? Se loro hanno vissuto qualche avventura in questa galleria mi potranno dare documentazione diretta dell’ esistenza.
Ho chiesto lumi all’ing. Fausto Sidoli, classe 1917 , mio professore negli anni ’50 che, come tutti i ragazzini di allora, era curioso come una “gir“ (ghiro) per tutte le cose del paese e audace nelle avventure. Alla domanda: “Ingegnere, cosa mi può raccontare della galleria segreta del Castelàsc, di cui i nostri avi ci hanno tramandato l’esistenza?“ Mi risponde con brillante parlantina e con la memoria d’un cinquantenne: ”prima di tutto allora il Castelàsc non era in ordine com’ è ora. L’hanno sistemato molto bene; faccio i complimenti a quelli che hanno fatto il lavoro perché ora è ben praticabile. Riguardo la leggendaria galleria ricordo che nella torre vi era una specie di sotterraneo e si andava giù”.
Pensai subito che ero sulla strada buona e domandai: “Mi può dire da dove si entrava in questa galleria?“ Risponde pronto: “Si entrava dalla torre , o molto vicino alla torre. Mi fai ricordare cose di ormai 85 anni fa. Ricordo che lì vicino c’erano delle rovine, il castello non era sistemato come ora, e appresso alle rovine c’era una specie di entrata in questo tunnel. Era un passaggio molto stretto. lo percorrevamo per un pezzo; non riuscivamo andare fino alla fine perché c’erano stati crolli. C’erano sassi per terra, parte della galleria era crollata, quindi non riuscivamo ad andare avanti, ma un pezzo lo si poteva percorrere”.
Incalzo con trepidazione: “ La galleria era diretta dalla torre del Castello verso Tirano ?”. Risponde: “Sì, il cunicolo era diretto nella zona dove allora v’era la vecchia piscina. Forse ricordi anche tu che negli anni ’50 v’ era la ”montagnetta” , poi poco più avanti v’ era la colonia del periodo fascista e più avanti ancora vi erano due pozze d’acqua dove noi ragazzi facevamo il bagno. Nei pressi e a lato montagna c’era l’ingresso di un tunnel basso e stretto: quello si diceva fosse l’uscita della galleria del Castelàsc. Io sono entrato in questo tunnel con altri ragazzi. Saremmo entrati per circa 100-150 metri, non di più, poi anche lì c’erano rovine per terra; il passaggio non era regolare e poi noi avevamo paura. Eravamo ragazzi.
Alla mia domanda: “Ingegnere, il tratto di galleria che ha percorso non potrebbe essere stato una parte dei sotterranei del Castello? “ Con fare sicuro risponde: “ io penso di no, perché da quell’imbocco partiva questo tunnel. Certo io non sono arrivato sino in fondo, però ricordo bene che siamo entrati per circa 15, 20 metri. Il tunnel era a volta, con pavimentazione piana, era un tunnel molto piccolo”. Chiedo quale dimensione poteva avere. Risponde: “Sarà stato alto un metro e cinquanta , bisognava camminare gobbi, non passava certamente una persona alta, noi procedevamo gobbi. Poteva essere anche un condotto d’acqua che avevano incanalato dalla valle per portarla al Castello. Potrebbe darsi anche questo, ma non credo. Sì, certo anche ai miei tempi si parlava di questo misterioso tunnel che sbucava proprio nella zona dove ora c’è il Parco o degli Olmi”.
Ci lasciamo con un sorriso e con alcuni cari ricordi del tempo passato. Ora, riguardo questa misteriosa galleria, so qualche cosa in più e, anche se rimane ancora avvolta in un alone di mistero, rammento le parole del veciu Pédru che un giorno mi disse “ Méngu , regòrdat che ‘l Castelàsc l’è li nòsi ravis, völech bée al Castelàsc parchè l’è ‘na gran miniera de scuprì ‘n tòch àla vòlta” . Il vecchio Pédru aveva ragione, la galleria segreta del Castelàsc esiste e ha bisogno di testimonianze e di essere riscoperta; coloro che hanno avuto avventura di scoprirne almeno una parte hanno il dovere di raccontare per tramandare la sua storia e il suo tracciato ai posteri.
Ezio Maifrè
Percorso ipotizzato della galleria segreta (di fuga) del Castelàsc.
1-Ingrezzo dai sotterranei del Castello
2-Uscita zona attuale “Parco degli Olmi”
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