Il tappeto umido di foglie rende silenzioso il camminare. Il lento volteggiare delle foglie cadenti rapisce lo sguardo verso il cielo; poi, con la foglia caduta sul muretto, lo sguardo si arresta sul vellutato strato di muschio e licheni che lo riveste. Qui l’incanto poetico finisce. I licheni stanno divorando i muri in calcestruzzo e hanno colonizzato ogni loro parte. Sembrano piccoli topini che lentamente mangiano formaggio (nel nostro caso il muro in calcestruzzo) lasciando piccole cavità che con il tempo diventano caverne. Il gelo e la piaggia completano l’opera di disfacimento.
Viene spontaneo chiedersi: salviamo il verde e vellutato tappeto di licheni sui muri lasciando che il loro abbraccio porti disfacimento? O è meglio pulire i muri dal lichene salvando quello che resta? Difficile scelta. Certo è che a lungo andare quei muri dovranno essere ricostruiticon un costo non indifferente. I nostri posteri avranno poi i soldi per ricostruirli o è meglio intervenire prima che sia troppo tardi?
Ezio Maifrè
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