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giovedì 17 febbraio 2011

LEGA NORD: "STOP ALLA COSTRUZIONE SELVAGGIA DELLE MOSCHEE"

17 febbraio 2011 - Ugo Parolo, Consigliere Regionale della Lega Nord, si fa vanto dell'approvazione di una legge che limiterebbe la costruzione dei luoghi di culto islamici.


"La nascita, senza regole e senza freni, di moschee in Lombardia mascherandole da centri culturali ha avuto un freno definitivo grazie all’approvazione del Progetto di Legge n. 69 di cui sono stato relatore". Così si apre il comunicato stampa diramata da Ugo Parolo, Consigliere Regionale eletto tra le fila della Lega Nord.

La nuova legge stabilisce che gli edifici di culto, comprese le moschee, possono essere realizzati solo nelle zone stabilite dai piani regolatori vigenti. "Per ovviare a questa limitazione - aggiunge il Consigliere - sono nati molti centri culturali islamici che di fatto vengono utilizzati come moschee, ma che rispetto alla normativa non risultano essere edifici di culto. Questo escamotage permette di eludere la programmazione urbanistica e quindi di fatto diventa possibile creare una moschea, chiamata centro culturale islamico, in qualunque zona del territorio comunale, sia essa industriale, residenziale o commerciale". La nuova legge (che stabilisce che anche per i centri culturali religiosi si debbano prevedere specifiche aree nei Piani di Governo del Territorio), così come dipinta dalle parole del Consigliere, sembra una misura necessaria per fronteggiare un pericolo imminente.

Però "E’ del tutto evidente - aggiunge Ugo Parolo - che la responsabilità di identificare o meno, e in che misura, le suddette aree per centri culturali cade in capo ai Sindaci. I Sindaci ora hanno uno strumento efficace per regolamentare l’attività dei centri culturali religiosi, e ovviamente, a seconda delle scelte che faranno con i PGT si assumeranno le responsabilità di fronte ai cittadini". Qui sta la bontà della legge: far prendere le decisioni alle amministrazioni del luogo (delocalizzare), e non, invece, guardare con paura la costruzione di moschee. Mi pare quindi auspicabile che sugli amministratori prevaga il buon senso e non il pregiudizio nei confronti di altre culture
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