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lunedì 14 marzo 2011

COASTER NO GRAZIE: "ECCO I MOTIVI PER NON COSTRUIRE"

14 marzo 2011 - Per una maggiore comprensione del progetto turistico cosiddetto "Coaster", passiamo in analisi i dubbi e le perplessità sollevate dal gruppo di Facebook "Coaster No Grazie".

COASTER NO GRAZIE: "ECCO I MOTIVI PER NON COSTRUIRE"

  1. LE VIE D'ACCESSO ALLA VALTELLINA: sono presenti molte criticità nelle vie d'accesso alla nostra provincia; attirare nuovi turisti significherebbe incrementare i disagi dei cittadini della provincia di Sondrio. Nonostante, così come sostenuto dai promotori del Progetto "Coaster", siano allo studio soluzioni per migliorare queste vie d'accesso, siamo abituati a tempi biblici per l’approvazione di un’opera e successivamente per la sua realizzazione; quindi, ragionare come se questi progetti fossero quasi già a disposizione della possibile nuova area turistica è un presupposto quanto mai pericoloso.
  2. IL TRACCIATO DEL COASTER IN TIRANO: il progetto depositato presenta un solo tracciato di attraversamento della nostra città: un percorso che prevede il passaggio in strade strette, a pochi metri da molti edifici, in strettoie poste al limite del centro storico e di fronte a Porta Milanese, parte del nostro patrimonio storico, culturale e artistico. Perché non sono stati presentati altri possibili tracciati?
    Per quanto riguarda invece la possibile realizzazione di sottopassaggi per ovviare al problema, sono già stati preventivati nei costi dell’opera? Al di là dell’aspetto economico, se si vuole prendere in considerazione una simile soluzione, bisogna poi sottolineare che manca un elemento fondamentale nel progetto di fattibilità, ovvero uno studio geologico del nostro sottosuolo per vedere prima di tutto se una cosa del genere sarebbe materialmente possibile.
  3. ACCESSIBILITA' A TRIVIGNO: l’accessibilità a Trivigno sarebbe garantita, per i possessori di terreni e immobili della frazione, previo rilascio di appositi Pass o attraverso lo stesso coaster. Una risposta troppo vaga e superficiale. Questi pass saranno temporanei, permanenti, gratuiti, a pagamento, riservati esclusivamente ai proprietari, a proprietari e parenti stretti, a proprietari, parenti stretti e amici invitati dai primi?
    Nel primo caso (pass temporanei) ci si chiede spontaneamente se questa non sia una violazione di un diritto acquisito. Nel secondo caso (pass permanenti), a Trivigno non cambierebbe praticamente niente dal punto di vista del traffico e ci si chiede quindi che fine farebbe l’idea di una località priva di parcheggi, senza traffico, dove il mezzo più tecnologico in circolazione sia “la slitta trainata da cavalli”.
  4. VALORIZZARE CIO' CHE GIA' ABBIAMO: i promotori fanno leva sul fatto che questa è un’occasione imperdibile per il rilancio della nostra terra, arrivando a chiedere se che chi è contro al progetto “non sia stanco dell’emorragia di giovani che decidono di lasciare la valle”.
    Retorica. Come dire che chi è contro ad un mezzo sia contro anche al fine per cui il mezzo stesso è stato pensato. Tirano vanta già un patrimonio di tutto rispetto e in molti si chiedono se, prima di realizzare progetti faraonici, non sia il caso di valorizzare e di incrementare ciò che già abbiamo: Trenino Rosso, Basilica di Madonna, centro storico con i suoi palazzi, vigne terrazzate (esempio unico dell’ingegno dell’uomo), i borghi limitrofi come Baruffini, Roncaiola o si, proprio Trivigno.
    Scelte meno invasive e più flessibili, capaci forse di adattarsi meglio ad una situazione infrastrutturale, economica e congiunturale incerta. Certo, per un intervento del genere non basterebbe un singolo imprenditore, ma ci vorrebbe la collaborazione di tutti, privati, istituzioni enti associazioni.

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